Venerdì, 28 Febbraio 2020

CIGOGNOLA: «LA PESCA NEL NOSTRO LAGHETTO È SOLO “CATCH&RELEASE”»

La vasca di Cigognola è un circolo di pesca presente in uno dei più famosi laghi artificiali dell’Oltrepò dove si pratica la cosiddetta pesca sportiva. Il responsabile, il giovane Gianluca Magistro, è consigliere ormai da qualche anno di questo circolo, il cui presidente è Massimo Quaglini. Conosciuta in tutta Italia e pubblicizzata già a livello nazionale su sky e su altri canali televisivi, La Vasca di Cigognola ospita un’insolita varietà di pesci ed è visitata ogni giorno da pescatori di tutte le età.

Gianluca da dove nasce la sua passione per la pesca sportiva? Come mai così giovane ha deciso di prendere in mano questo tipo di attività?

«Sono sempre stato affascinato dalla pesca fin da bambino, grazie a mio nonno che mi portava con lui a pescare, oltre che dal famosissimo cartone animato “SanPei” e un po’ così è nata la mia passione per la pesca. Un giorno sono passato davanti a questo bellissimo laghetto in cui si praticava la pesca e ho deciso di iscrivermi quindi, insieme ai vecchi soci del circolo: è dal 2014 che sono socio ordinario. Col tempo, i vecchi soci, si sono accorti che ciò che necessitava il circolo era l’attenzione e la voglia di fare di un giovan, e così mi hanno dato in mano la gestione del laghetto e la sua sponsorizzazione tramite i più svariati metodi (social network, media, ...). Ciò che faccio per il laghetto lo faccio quindi per passione, nella vita io sono consulente di marketing aziendale ed ex imprenditore».

Che cosa differenzia la Vasca di Cigognola dalle altre vasche dell’Oltrepò Pavese? Che tipi di pesci si trovano nelle acqua del lago?

«Di sicuro il laghetto di Cigognola è unico nel suo genere, nella zona. Infatti, il lago è nato a suo tempo come una diga per irrigare i campi e ha quindi questa doppia funzionalità, inoltre è la grande varietà di fauna ittica che lo rende unico: a differenza dei cosiddetti “carpo dromi”, dove spesso i pesci tendono ad ammalarsi, qui da noi prendiamo alcune precauzioni per cui riescono a mantenersi in salute. Basta vedere le foto di face book e instagram per accorgersi della salute e bellezza dei nostri esemplari. I pesci che sono presenti, oltre alla Carpa (il più facile da trovare) sono la Tinca, lo Storione, il Pescegatto, il Boccalone e il Luccio; abbiamo poi anche altre varietà meno famose ma non mi dilungo troppo nell’elencarle. Punto importante è che la pesca nel nostro laghetto è solo “catch&release”, da noi il pesce non viene ucciso».

Che tipo di clientela giunge qui da per praticare la pesca? Di che età? Sono persone del posto o giungono anche da altre parti dell’Oltrepò?

«Nella nostra vasca giunge ogni tipo di pescatore, dal principiante al professionista: dai bambini accompagnati dai nonni o dal papà, al ragazzo e all’uomo adulto. Vengono qui anche personalità piuttosto importanti del mondo della pesca, come il campione di pesca feeder, Angelo de Pascalis. Se si parla di provenienza invece devo dire che la maggior parte della nostra clientela viene da Torino e Milano, dalla città diciamo, mentre se si parla della nostra zona si tratta più che altro di alcuni affezionati che vengono da sempre e con continuità».

Ci sono dei mesi particolari per praticare la pesca o è un’attività che si può svolgere in tutte le stagioni?

«La pesca da noi si può praticare tutto l’anno, in quanto i pesci sono sempre attivi, anche se con l’arrivo della primavera il numero di catture aumenta solitamente, grazie al risveglio primaverile che capita ai pesci».

In cosa consiste la pesca sportiva? Quali sono le particolarità di questa disciplina? Esistono delle competizioni regolari in cui cimentarsi?

«La pesca sportiva in Italia è differenziata da varie tecniche, le più importanti che si praticano da noi sono: la tecnica del “feeder fishing”, che di fatto è una pesca statica a fondo caratterizzata dall’uso di un piombo pasturatore; la pesca a “spinning”, che è una pesca dinamica e sempre in movimento con l’utilizzo di esche artificiali, mirata alla cattura dei pesci predatori, quali Black Bass e Lucci. L’unica cosa che accumuna queste tecniche, come tutte le altre pratiche alla nostra vasca, sono la cura e il rispetto verso il pesce pescato che viene fotografato e rilasciato nel più breve tempo possibile. Esistono competizioni di vario genere ma alla vasca noi organizziamo pochissime gare all’anno, proprio per salvaguardare la nostra fauna».

Com’è strutturata la gestione di un lago artificiale? Da che enti è regolamentata e secondo quali canoni bisogna organizzarla?

«In Italia le attività di pesca vengono gestite dalla FIPSAS, ma il nostro, essendo un laghetto privato, viene gestito in maniera differente».

Quali sono le difficoltà o gli impegni maggiori che subentrano nella gestione di un’attività del genere?

«La gestione di un bacino idrico non è un impegno indifferente, in quanto bisogna mantenere degli standard elevati di pulizia dell’acqua e delle rive. Infatti abbiamo posizionato due ossigenatori per migliorare la qualità dell’acqua e renderla sempre pulita. Per la pulizia delle rive utilizziamo decespugliatori e trattori taglia erba».

Si sono verificati problemi di sicurezza e atti di vandalismo nel corso degli anni alla struttura? In che modo si possono scongiurare eventuali furti e danni a una struttura all’aperto e pertanto particolarmente esposta?

«Sì, nei primi tempi abbiamo subito qualche furto, ma da quando il Comune e il suo sindaco Marco Fabio Muselli, hanno installato diverse telecamere per tutto il territorio comunale, non abbiamo più incontrato questo problema. Il lago è anche difeso da quattro cattivissime oche giganti che prontamente liberiamo durante la notte e il giorno di chiusura del lago».                        di Elisabetta Gallarati

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