Giovedì, 21 Giugno 2018

VAL VERSA - “LANCIO DELL’UOVO” UNA TRADIZIONE CHE DURA DA QUASI 50 ANNI

Vanni Daprati fa parte del Comitato Organizzativo “Lancio dell’Uovo”, un evento tipico della Val Versa iniziato negli anni ‘70 quando insieme ad un gruppo di amici ha dato inizio alla tradizione del gioco del lancio dell’uovo, che si tiene in concomitanza con il carnevale della frazione Versa nel Comune di Montecalvo Versiggia. 

Come nasce il gioco del lancio dell’uovo e da quale tradizione deriva?

«In numerosi luoghi d’Italia si tengono eventi di questo tipo durante l’anno in occasione di feste locali di vario genere. Il nostro gioco nasce intorno alla metà degli anni ‘70 nell’ambito del carnevale dell’Alta Val Versa, precisamente in frazione Versa».

Come mai proprio in frazione Versa?

«Perchè sin dagli anni ‘30 questa località era molto famosa perché c’era il ballabile “Prato Gaio”, molto frequentato. Era un punto di ritrovo per i giovani di tutta la Val Versa che vi si recavano la domenica pomeriggio per ballare e socializzare.

Questo Carnevale prevedeva i tradizionali giochi contadini quali  la pentolaccia e la carriolata, mentre il lancio dell’uovo è venuto dopo. Un gruppo di amici ed io abbiamo iniziato a proporlo, ma sinceramente non ricordo da dove ci sia venuta quest’idea... sicuramente era praticato anche in altre località, ma da noi è diventata una vera e propria tradizione».

Un evento quello del lancio dell’uovo che varca i confini di Montecalvo Versiggia...   

«A Cengio in provincia di Savona esiste un’associazione goliardica che pratica un gioco simile al nostro, ma con regole un po’ diverse e ci siamo gemellati con il gruppo di amici di Cengio che invitiamo sempre al nostro evento e che ci contraccambiano in occasione delle Cengiadi, nel mese di Giugno. Ci piace pensare che il nostro gioco, nel corso degli anni  sia diventato quasi come uno sport, arricchendosi continuamente di nuove regole e di nuovi campioni».

Quali sono le regole del gioco?

«Il gioco si svolge a coppie maschili o femminili dove uno dei due lancia un uovo rigorosamente non sodo... e l’altro deve prenderlo senza farlo rompere o cadere.

Si parte da 5 metri che è la distanza minima e mano a mano si aumenta la distanza di 5 metri in 5 metri.

Il record in assoluto, se non ricordo male, dovrebbe essere di 62,50 metri ed è risalente al 2006! Esiste comunque un registro ufficiale nel quale sono annotati i vari record e lo si può consultare durante la gara stessa».

Quando si svolge tradizionalmente il carnevale – quindi il lancio dell’uovo – in frazione Versa?

«Tradizionalmente si svolge la domenica dopo le Ceneri. Tuttavia,  di recente abbiamo voluto posticipare il nostro carnevale affinché non coincidesse con quello di Santa Maria della Versa; lo abbiamo posticipato a Domenica 11 marzo, una data più favorevole anche dal punto di vista del clima».

Vanni il vostro Carnevale è una tradizione “ristretta” alla vostra frazione oppure richiama persone da fuori?

«Noi abbiamo una pagina Facebook che ci aiuta moltissimo, soprattutto a farci conoscere anche al di fuori. Ricordo negli ‘60, ho ancora delle fotografie in cui si vedono km di auto parcheggiate, ma dagli anni settanta le cose sono cambiate, anche per via della concomitante festa di Santa Maria della Versa, che ha intercettato molte persone provenienti dalla pianura e con la quale si è instaurata una certa sana rivalità».

A tale proposito, non avete mai pensato di “spostarvi” con Santa Maria della Versa, in modo da creare un evento unico?

«In realtà, siamo orgogliosi del nostro carnevale che si tiene dal periodo fra le due guerre e siamo specialmente orgogliosi dell’unicità della gara del Lancio dell’Uovo».

Secondo lei si riuscirà a mantenere nel corso degli anni questa tradizione? Ci sono giovani intenzionati a portarla avanti?

«Penso e spero di sì! Abbiamo iniziato noi da giovani (ora siamo un po’ meno giovani)... nel corso delle varie edizioni posso dire che molti giovani partecipano, quindi spero che la tradizione continui... piano piano passiamo in testimone alle nuove generazioni! Inoltre, vorrei far presente che, ogni anno durante l’evento è possibile acquistare un book fotografico con le più belle fotografie (scattate da Mauro Rossini) dell’edizione precedente».

Avete creato un’associazione per la valorizzazione e la promozione dell’evento?

«Non c’è un gruppo ufficiale... siamo un gruppo di amici che da anni portano avanti questa tradizione. Abbiamo creato il C.O.L.D (Comitato Organizzatore Lancio Dell’uovo) la scherzosa definizione di tutti coloro che si occupano in toto dell’organizzazione dell’evento; in questo comitato c’è chi si occupa della parte gastronomica (la polentata) e chi, invece, si occupa  degli aspetti legati alla gara di Lancio dell’Uovo, che si svolge sulla strada principale della piccola frazione».

Per quanto riguarda il carnevale?

«Il carnevale all’inizio, negli anni ‘60 era molto diverso. A quel tempo i divertimenti erano pochi e gli appuntamenti come questo erano molto frequentati dalle famiglie e, soprattutto, dai bambini. Ricordo i cappelli da cowboy di cartone, le maschere e perfino i baffi finti fatti con un tappo di sughero bruciacchiato. Ho visto persone arrampicarsi su pali cosparsi di grasso per raggiungere i premi in cima. Era una festa di tutti e per tutti, in tempi ormai lontani che pochi ricordano qui alla Versa».

Quanti abitanti ci sono in frazione Versa?

«Frazione Versa fa parte del Comune di Montecalvo Versiggia e conta 15 abitanti».

Lei è molto legato al suo territorio e,  soprattutto, alla tradizione... vorrebbe comunicare qualcosa in particolare?

«Sì! Essendo appassionato di fotografia e di fotoritocco, mi piacerebbe raccogliere più materiale possibile, soprattutto le vecchie fotografie in bianco e nero delle persone e dei luoghi delle nostre colline. Ho provato più volte a coinvolgere gli abitanti della Valle Versa per raccogliere le vecchie foto; sono convinto che ogni famiglia ne disponga...vorrei che me le prestassero per scansionarle, al fine di raccogliere in un archivio le più belle immagini storiche sul nostro territorio! Da anni le sto archiviando, con l’obiettivo di realizzare una mostra sulla Valle Versa e sulle sue bellezze. È sempre difficile convincere le persone a cercarle nei cassetti della loro memoria e di prestarmele per qualche giorno. In fondo, credo sia un modo per tramandare alle nuove generazioni un po’ del loro passato che non hanno conosciuto o che ricordano a stento». 

di Silvia Cipriano

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