Lunedì, 23 Aprile 2018

RIVANAZZANO TERME - "RIVANAZZANO TIENE ALLE PROPRIE ATTIVITÀ COMMERCIALI E A FARLE FUNZIONARE"

Rivanazzano Terme è una tra le cittadine oltrepadane con il maggior numero di attività commerciali che hanno retto all'urto della crisi economica, grazie anche all'interesse dimostrato dai cittadini nel cercare di "far andar bene gli affari" rivanazzanesi. Abbiamo intervistato Luca Bonnie Bonazza che, insieme all'amico e socio Christian Sinigaglia, ha puntato sul numero 28…, civico di Piazza Cornaggia a Rivanazzano Terme. I due ragazzi, in prima linea come cuoco e barman, hanno aperto il loro locale a settembre dello scorso anno. Il nome Covo "… Ci è sembrato azzeccato …".

Luca, Covo 28: perché?

"Ventotto è il numero civico. Dopo molti tentativi, non riuscivamo a trovare un nome per il locale... e per caso Christian ha detto 'lo chiamiamo Covo? … Va bene!'. Ci è sembrato azzeccato. Esprime infatti l'idea di un luogo di ritrovo per amici".

Quali sono state le sue esperienze lavorative prima del Covo?

"Ho sempre lavorato in proprio, come imprenditore, tranne  in un'occasione, quando ho lavorato come dipendente da Marino, storico bar in piazza Duomo a Voghera. Questa esperienza lavorativa a Voghera accomuna me e Christian: infatti, sono stato io ad aver presentato un giovanissimo Christian a Marino, a seguito della mia esperienza, ed il loro rapporto lavorativo è durato circa una quindicina d’anni!

Come siete arrivati al Covo? Prima al numero 28 di Piazza Cornaggia c'era un altro locale. Perché la scelta di questa location?

"Questo posto in particolare ha sempre esercitato un certo fascino su di me. Tutto nasce dall’idea che avevamo di poter aprire un locale in cui sia io sia Christian potessimo lavorare rispettivamente come cuoco e come barman. Abbiamo visto alcuni posti a Voghera, ma nulla che ci avesse entusiasmato. Poi abbiamo saputo che questa location a Rivanazzano era tornata ad essere disponibile a causa della chiusura della precedente gestione, e così... Abbiamo inaugurato il Covo a settembre dello scorso anno".

Quindi la sua passione è la cucina. Come nasce?

"È una cosa tutta mia, nel senso che in famiglia nessuno prima di me aveva manifestato una vera e propria passione per i fornelli. Mio padre è sempre più stato per la pizza, ma già in Villa Liberty, a Pontecurone, ho avuto modo di fare esperienza. Così ha avuto inizio la mia lunga gavetta: ho frequentato un corso di cucina, ma la maggior parte delle mie conoscenze le devo al lavoro sul campo. Come per Christian, diciamo che è stato il lavoro a prepararci, è stato la nostra palestra".

Avendo entrambi molta esperienza sul campo avevate un idea chiara riguardo alla tipologia del locale che stavate per presentare al pubblico?

"Avevamo una linea in mente... ci eravamo focalizzati su alcune proposte che a noi sembravano risultare più accattivanti, ma in corso d’opera sono state apportate modifiche. Inizialmente pensavamo più ad una prosciutteria, e non volevamo proporre panini caldi come l’hamburger, perché l’hamburger lo fanno tutti! Volevamo legare i salumi semplicemente alla micca nostrana, un must have del Covo, ma alla fine il menù ha visto il coinvolgimento di altri piatti, e quindi l’idea di base, cioè quella della prosciutteria, è finita col diventare uno dei servizi del locale. E alla fine... abbiamo inserito anche l’hamburger!”

La micca l’acquistate a Rivanazzano?

"No, a Retorbido. Qui fanno una micca eccezionale, ma non va bene per il nostro panino, perché è troppo 'pesante'. La micca classica pesa circa 6kg, quindi un panino avrebbe un costo troppo alto e non sarebbe in linea con il nostro credo. Prodotti di qualità ad un costo accessibile... Poi non si adatta alla forma del panino e si corre il rischio di doverne buttar via una parte".

Voi avete un'ampia selezione di birre, ma essendo in Oltrepò non posso non chiedervi del vino?

"La nostra è una selezione ampia suggeritaci da mastri birrai, in base al menù: abbiamo 5 birre alla spina, ed in più un vasto assortimento di birre in bottiglia. Per quanto riguarda il vino, abbiamo bottiglie provenienti da quasi tutta Italia. Da noi vanno i vini dell’Oltrepò, ma perché siamo noi a proporli. In genere la scelta del cliente ricade su vini che non sono del territorio".

Funziona così anche per il salame?

"Sì anche in questo caso, perché lo proponiamo".

Lei e Christian non siete originari di Rivanazzano. Nella fase di realizzazione del vostro progetto qui a Rivanazzano come sono stati i rapporti con l’amministrazione?

"No, io sono originario di Voghera e Christian di Salice. Ci siamo trasferiti per necessità lavorative sempre a Rivanazzano, e ad oggi siamo soddisfatti della scelta. Ciò non significa che si stesse male a Voghera o a Salice. Con l’amministrazione non abbiamo avuto grossi problemi, qualche normale intoppo, però tutte cose risolvibili e risolte".

Gli amministratori comunali sono vostri clienti?

"Sì, più in generale Rivanazzano è un paese che ci tiene alle proprie attività commerciali, ci tiene a farle funzionare. La mattina il parcheggio si riempie di macchine, gente si ferma a bere un caffè, gente fa la spesa… a me sembra essere un paese ben organizzato".

Buoni propositi per il futuro del vostro locale?

"Ci piacerebbe animare un po' di più Piazza Cornaggia in occasione dei mercatini estivi, organizzati nel parco. Tavolini all’aperto, musica... così da ricordare un po' le passeggiate delle località marittime, lungo le spiagge".

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