Martedì, 12 Dicembre 2017

QUEST’ANNO OLTRE METÀ DEGLI ITALIANI HA CREDUTO A UNA FAKE NEWS

Oltre metà degli italiani ha creduto a una fake news circolata in rete nel corso del 2017. È quanto svela l’ultimo rapporto Censis presentato oggi, nella sezione “Comunicazione e Media”. Sono il 7,4% i cittadini che spesso hanno dato credito a una bufala, il 45,3 quelli che lo hanno fatto solo qualche volta. Il totale è del 52,7%, ma sale fino a un preoccupante 58,5% nelle fasce più giovani della popolazione. Una percentuale straordinariamente alta, che purtroppo non stupisce a giudicare dal flusso quotidiano delle notizie false che girano sul web.

E se metà degli italiani ha creduto a una fake news, sono ancora di più quelli che però sono preoccupati dal fenomeno: a dichiararlo è il 77,8% degli intervistati. E quelli più istruiti tra loro sottolineano come non si tratti di innocue bufale, ma di notizie false create apposta per inquinare il dibattito pubblico (lo pensa il 74,1%) e favorire il populismetàmo (69,4%).

Anche se non è raro che i giornali per primi incappino nelle bufale, il loro dilagare è tradizionalmente messo in relazione alla crisi dell’editoria, ogni anno più profonda: secondo il rapporto Censis 2017 solo il 35,8% degli italiani legge i quotidiani, mentre i periodici hanno registrato quest’anno una leggera ripresa. Meno della metà della popolazione legge libri: lo fa solo il 42,9% degli italiani, una percentuale che in 10 anni è scesa di oltre il 15%. Curioso che i lettori siano soprattutto donne (il 61,7%), in particolare quelle più istruite, diplomate o laureate.

Perde qualche spettatore anche la tv tradizionale, che li cede però a quella via internet, in particolare la mobile tv, che ha in un anno ha raddoppiato gli utilizzatori. Destino simile per la radio: se l’etere perde 4 punti percentuali di utenza, cresce però l’ascolto di trasmissioni radiofoniche online. Internet continua a crescere, ma a un ritmo meno sostenuto: +1,5% di penetrazione rispetto al 2016.

La diffusione dei social network, invece, è ormai capillare: a utilizzare WhatsApp è il 65,7% degli italiani, il 56,2% è iscritto a Facebook e il 49,6% naviga su YouTube. La grande novità è rappresentata da Instagram, che in due anni ha raddoppiato la sua utenza, oggi al 21% della popolazione. Twitter indietro, al 13,6%.

I social network giocano un ruolo sempre più centrale nella dieta mediatica degli italiani: per il 27,1% degli intervistati sono il primo media, dietro solo alla televisione (28,5%) e subito seguiti da internet (26,6%). E se la tv è relegata al 16,3% nella fascia di età 30-44 anni, internet e social insieme rappresentano la principale fonte di informazione per il 66,6% di loro.

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