Martedì, 12 Dicembre 2017

BORGO PRIOLO - "È UN’IDEA DI MIO FRATELLO PER SPINGERE LA PRODUZIONE DI MACCHINARI PER IL CIOCCOLATO"

Esiste a Borgo Priolo un'attività commerciale particolare, la Packint Pura Delizia, nome che già racchiude in sè le due anime dell'attività: la prima dedicata alla produzioni di macchinari per la lavorazione del cioccolato, la seconda la lavorazione vera e propria del cioccolato. Ines Datei, titolare insieme al padre e al fratello della ditta ci spiega il percorso intrapreso che li ha portati a fare una scelta per certi versi coraggiosa e "azzardata" e lontana dal mondo imprenditoriale per il quale nascono.

"è un’idea di mio fratello che voleva spingere la produzione di macchinari per il cioccolato, perché noi nasciamo come produttori in questo settore… e poi ci siamo appassionati anche perché, grazie alla produzione delle macchine, soprattutto mio fratello e mio marito (che è entrato negli anni anche lui a far parte dell'azienda) hanno potuto girare il mondo e andare direttamente dai produttori, conoscere varie realtà e vedere il cacao direttamente sul luogo d'origine".

L'azienda di macchinari quando è nata?

"è nata nel 1998 grazie a mia madre e a mio padre. Noi siamo originari di Milano, quindi prima avevamo lo stabilimento là e solo nel 2005 ci siamo spostati a Borgo Priolo".

Come mai questo cambio?

"Perché i miei genitori avevano acquistato una casa di villeggiatura in questa zona 38 anni fa…".

Negli anni come avete fatto a sviluppare questa idea del cioccolato?

"Mio padre è una vita che è in questo settore, prima come rappresentante e poi come imprenditore. Poi è arrivato ad aiutarlo mio fratello, poi io, poi mio marito… è nata quindi prima Packint come produzione di macchinari e successivamente Pura Delizia, con i nostri macchinari che hanno iniziato a produrre direttamente il cioccolato. Con le nostre macchine che producevano abbiamo quindi iniziato a capire un sacco di piccole realtà che altrimenti sarebbero impossibili da conoscere e scoprire.

Lo stesso modo in cui produciamo il cioccolato è difficilissimo da realizzare, perché è molto costoso, i macchinari sono molto costosi. è per questo che sono veramente in pochissimi a farlo. Noi avendo già i macchinari siamo avvantaggiati".

Quanti siete in azienda?

"Una quindicina".

Come viene creato il cioccolato?

"Prima ovviamente scegliamo la fava. Adesso, per esempio, abbiamo preso, e dobbiamo ancora lavorare, un cacao dal Perù che dovrebbe essere davvero super. Successivamente, viene passato nello spettratore per togliere eventuali impurità: si può trovare all’interno di tutto, pietre, sassi, a volte legno… quindi dobbiamo togliere tutte queste cose. Poi viene calibrato e quindi diviso secondo la dimensione del grano, per avere poi una torrefazione omogenea. Si passa perciò alla torrefazione e poi il cacao deve essere pulito dalla buccia tramite il rompicacao: il seme del cacao viene rotto e viene separata la buccia dalla granella e poi la granella deve essere preraffinata con la preraffinatrice, che è una macchina con due cilindri, in cui la granella passa e viene ridotta. Dopodichè questo prodotto viene messo nel mulino a sfere, viene raffinato e a questo punto abbiamo la massa di cacao, che sarebbe il cioccolato al 100%. Si fa poi la ricetta vera e propria, si mette lo zucchero e il burro di cacao. Noi quest’ultimo lo estraiamo direttamente dalla massa di cacao: una volta fatta la massa, la pressiamo e otteniamo il burro. Lo aggiungiamo poi alla ricetta in una quantità più o meno del 5%, e il cioccolato viene quindi mandato alla conca (per togliere acidità e umidità) e lasciato riposare anche per due o tre mesi, dipende dal tipo di cioccolato. Alla fine viene temperato e modellato in tavoletta".

In quali zone del mondo trovate la giusta qualità di cacao da lavorare?

"Equador, Repubblica Dominicana, Tanzania, Filippine, Vietnam, Papa Nuova Guinea e Perù. Noi qui recuperiamo le fave di cacao, lo importiamo e lo trasformiamo".

Invece, come esportazioni del vostro cioccolato nel mondo?

"Stati Uniti, Inghilterra e qualcosa in Francia…".

Avete in mente di espandere anche ad altre zone?

"Sì, l'idea c'è".

E in Italia il riscontro com’è?

"Molto positivo, ma basta usare le materie prime buone e il risultato c’è. Proprio qualche tempo fa guardavo una trasmissione in televisione e c’era un servizio sulla produzione di cioccolato: si diceva che tanti dicono di fare cioccolato artigianale, ma in realtà comprano cioccolato già fatto, lo sciolgono e lo lavorano… Proprio perché è dispendioso e impegnativo. Qui invece facciamo proprio un altro tipo di prodotto".

Vendete i vostri prodotti anche nella zona?

"Certo, anche in vari negozi in Oltrepò si può trovare il nostro cioccolato".

è stato difficile inizialmente farsi conoscere?

"Sì, all'estero e anche in Italia. è stato complicato perché nessuno sa niente di cioccolato. Penso che sia il cibo che piace di più in assoluto, ma le persone probabilmente si immaginano la tavoletta che scende dall'albero! è difficile quindi spiegare e far capire come una nostra tavoletta di cioccolato costa molto di più di una normale che trovi al supermercato. Invece, i prodotti a base di nocciola che facciamo sono un po' più commerciali, arrivano più in fretta alla gente però anche lì a volte è difficile far capire la differenza di prezzo con altri prodotti. C’è quindi da spiegare come vengono realizzati i nostri prodotti, con quali materie prime e con quali ricette… dove noi non aggiungiamo grassi estranei a quello che è l'olio presente nella nocciola".

Da qui esce il prodotto finito quindi. Quali sono i vostri prodotti?

"Le classiche tavolette, con cioccolato proveniente da paesi che elencavo prima. E poi la crema di nocciola, i cremini, i tartufi".

Progetti futuri?

"Sviluppare sicuramente la parte commerciale, perché adesso c’è solo una persona che si dedica a questo. E poi, come prodotti, stiamo per fare le fave caramellizzate (ossia fave di cacao ricoperte di zucchero di canna caramellizzato), dovremmo riuscire a fare il torrone ricoperto di cioccolato e infine un prodotto di cui adesso non posso ancora parlare!".

La vostra attività è senza sosta durante l’anno?

"Sì, noi non chiudiamo mai. O perché il laboratorio lavora per il cioccolato o perché lavora per le macchine… Proprio venerdì scorso abbiamo mandato un bancale negli Stati Uniti. è un concetto abbastanza italiano quello per cui il cioccolato si mangia solo in determinati periodi dell’anno… da altre parti del mondo non è così. Bisogna solo stare attenti nel trasporto, che, in alcuni periodi, deve avere una certa temperatura controllata".

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