Mercoledì, 13 Dicembre 2017

STRADELLA: FAVOLE E PSICOLOGIA PER AIUTARE LE PERSONE

Il dottor Giuseppe Marino è un giovane psicologo di Stradella che ormai da qualche anno svolge attività di supporto e di formazione nella cittadina oltrepadana. Pochi mesi fa lo abbiamo incontrato per discutere di uno spettacolo benefico tenutosi al Teatro sociale di Stradella che lo ha visto non solo come attore, ma come ideatore dello stesso; oggi lo incontriamo per discutere della prossima uscita del suo libro incentrato su degli incontri che si terranno a Stradella e che uniranno le favole alla psicologia, come supporto per la popolazione, nell'affrontare i problemi di tutti i giorni.

Come si è svolta fino ad ora la sua attività di psicologo, dalla sua formazione all'inizio del suo lavoro in Oltrepò?

"Mi sono laureato in psicologia a Pavia, con una tesi di laurea sulla patologia d’Alzheimer e l’assistenza ai caregiver (ovvero i parenti e quelle persone care che solitamente curano i pazienti). Ho prestato servizio all’Ospedale Niguarda Ca' Granda di Milano per poi trasferirmi al più vicino Policlinico San Matteo di Pavia, dove ho trascorso i miei primi anni da psicologo. Parallelamente mi sono interessato alla psicologia sociale e del lavoro, impegnandomi nel campo della formazione e della prevenzione. Ho girato veramente un po' tutta l’Italia, passando dalle tende fino alle aule universitarie. Oggi ho uno studio privato a Stradella, dove svolgo attività clinica, di supporto e sostegno psicologico; parallelamente collaboro in qualità di docente e assistente ai master dell’Università di Pavia e organizzo incontri di formazione e percorsi psico-educativi rivolti a qualsiasi fascia d’età."

Quali sono state le sue attività principali fino ad oggi, ha già attualizzato alcune attività di psicologia/sociologia a Stradella?

"La clinica, l’attività di supporto e di sostegno psicologico oggi occupano parte del mio impegno professionale. Sono stato impegnato in diverse campagne di prevenzione e ho sempre piacere quando mi si propone un momento formativo. Credo infatti che il confronto possa essere la miccia buona per alimentare nuove idee e dar vita a grandi cambiamenti. L’ultima attività ad ampio respiro è stato il progetto di sensibilizzazione e prevenzione dei disturbi correlati a sostanze, in collaborazione con l’Istituto Scolastico Comprensivo di Santa Maria della Versa ed esteso da poco al Comune di Stradella".

Come ha risposto la popolazione?

"Il progetto era partito come un confronto in classe; si è tramutato presto in un importante fenomeno mediatico e infine in un libro divulgativo: 'Cara Dipendenza, la droga attraverso gli occhi di un ragazzo'. Dopo solo un paio di giorni dalla pubblicazione, il testo è diventato un best seller su Amazon della sua categoria. Direi un risultato ottimo e frutto di una partecipazione attiva e brillante da parte dei ragazzi. L’idea quindi di coinvolgere sempre di più Stradella c’è: il progetto delle favole è una nuova proposta!".

Unire le favole alla psicologia per aiutare le persone, è questo il concetto?

"Da qualche tempo a questa parte sulla mia pagina facebook sto pubblicando una favola al giorno. Le trame di queste storie popolate di animali sono ricchissime di precetti, spazi di riflessione ed insegnamenti: si parla di salute, di famiglia, di amore, lavoro e autoaffermazione. Sono speciali. Così, ho deciso di utilizzarle per stimolare la riflessione sul web e dare ogni giorno uno spunto di pensiero e in cui riconoscersi, prima di mescolarsi nuovamente nel caos digitale.

A quasi sei mesi dalla pubblicazione della prima favola ho deciso di sviluppare un progetto che potesse coinvolgere direttamente le persone. Così ho deciso! A breve partiranno una serie di incontri di psicologia rivolti a tutti. Si partirà dalle favole per andare a toccare gli argomenti più interessanti. Si parlerà di salute mentale, disturbi dell’umore, ansia e depressione; di genitorialità, educazione e psicologia dell’invecchiamento, ma anche di rapporti affettivi, d’amore, lavoro e auto-affermazione. Insomma, una raccolta di temi davvero varia, che spero possa essere arricchita dall’intervento e dalla partecipazione di molti. Nel frattempo, sto scrivendo il mio secondo libro: appunto sulle favole. Perché possa essere davvero un buon testo, l’idea è quella di coinvolgere nella sua stesura le persone che seguiranno gli incontri: il contributo di tutti migliorerà sicuramente la qualità dei capitoli".

Che tipo di favole sono e in che modo si ricollegano alla vita di tutti i giorni?

"Le favole sono esclusivamente e tutte di Esopo. Sono state tramandate per più di 2500 anni ed ancora adesso perdurano e ci regalano tanti insegnamenti. La favola ha una struttura particolare, molto simile al post o all’immagine condivisa su facebook: è rapida, veloce, arriva subito. Insomma, si adatta bene al nostro attuale stile comunicativo. A differenza però dei post che scorrono lungo le nostre home di facebook, la favola ha una qualità superiore. Alcune favole, difatti, hanno scavalcato i secoli e sono tutt’ora valide e spendibili".

Un esempio?

"Beh… la favola della volpe che non riesce a cogliere l’uva e allora si giustifica dicendo 'Tanto è acerba', ci ricorda come spesso tendiamo ad evitare le fatiche o rimandare gli impegni. La psicologia ci sprona a fare esperienza e ritrovare il nostro spazio di equilibrio e serenità, prima con noi stessi e poi con gli altri.  Le favole e i loro animali rappresentano pregi e difetti degli esseri umani: dalla stupidità della rana, all’aggressività del lupo; dall’operosità del mulo, fino alla dolcezza materna della talpa… tutte le favole possono stimolare una riflessione più complessa sulla psiche e i comportamenti di tutti i giorni".

Come ti è venuta l’idea di mettere in piedi questo progetto e per quando sarà pronto?

"L’idea è partita da una passione per i classici e la letteratura; inoltre, durante il mio percorso di studio ricordo con piacere quelle lezioni di psicologia che riuscivano ad intrecciare una valida teoria a un concetto più leggero o collegato alla vita di tutti i giorni.

Così sto tentando questo percorso, strutturato in una serie di incontri che cominceranno a breve e seguiranno fino in primavera, concludendosi con la pubblicazione del libro. Il primo incontro sarà probabilmente  a metà novembre: in queste ore stiamo stilando il calendario. Per indicazioni più precise vi consiglio di seguire la mia pagina facebook o il mio sito dove in questi giorni vi terrò sicuramente aggiornati".

Il libro che scriverà sarà più che altro incentrato sugli incontri che si terranno con i partecipanti al progetto?

"Il libro sarà simile ad un vademecum. L’idea è quella di scrivere un 'manuale di psicologia' alla portata di tutti, una sorta di prontuario per affrontare i piccoli e i grandi problemi quotidiani. Abbiamo presente quegli articoli che troviamo su facebook, tipo '3 consigli per…', '7 modi per…', ecco, immaginiamo invece di avere sempre, o quasi, sotto mano una favola che fa al caso nostro e affianco una valida teoria psicologica, sapientemente spiegata, che può aiutarci ad orientare le nostre azioni, a non perdere la bussola ed assicurarci il nostro spazio di vera serenità.

Attualmente il libro ha volutamente solo un’ossatura: l’idea è quello di redigerlo poco a poco, man mano che gli incontri proseguiranno: così da poterlo arricchire grazie anche alle domande, alle richieste, alle testimonianze e agli spunti di riflessione dei partecipanti".

Chi l' aiuterà nell'organizzazione del progetto?

"Per la stesura del libro sto chiedendo aiuto ad amici e colleghi, con cui mi confronto – soprattutto per la parte teorica (cercando sempre la più recente letteratura) e la veste grafica. Gli incontri li sto invece pensando assieme a due giovani laureande in psicologia: la Dott.ssa Laura Maggi e la Dott.ssa Celeste Poma. Neppure da dirlo, il contributo più grande speriamo sia quello offertoci dai partecipanti: un pubblico nutrito e interessato è sicuramente il miglior presupposto per alimentare il dibattito, stimolare il confronto e rendere speciale il calendario degli appuntamenti".

Come pensa che sarà la partecipazione agli incontri?

"Questa non è una domanda semplice; stiamo impegnandoci e non poco per creare appuntamenti vivaci e interessanti, la qualità degli incontri è sicuramente alta, ma nel contempo facile e diretta. Stiamo cercando di limare la teoria in modo tale che sia alla portata di tutti, come è giusto che sia: niente frasi o paroloni, ma tanta voglia di creare una rete di persone motivate e capire assieme i meccanismi che regolano la nostra mente e che a volte possono metterci in scacco".

In tutto ciò che si riferisce all'intero percorso del progetto, quali sono state fino ad ora le maggiori difficoltà? "Ad oggi il progetto è ancora in fase embrionale, quindi è difficile prevedere quali possano essere le difficoltà. Certamente siamo pronti a metterci in gioco. Il progetto nascerà nel mio studio, abbiamo già adibito una stanza per raccogliere un buon gruppo di persone".

Solitamente ci sono delle persone o delle associazioni che la supportano per attualizzare le sue idee?

"Sarebbe bello riuscire in seguito a collaborare con il Comune, la biblioteca o con la Parrocchia, in modo tale da poter allargare questo ciclo di conferenze a più interessati possibili. Ma ripeto, tutto questo è solo ancora una bella favola, che però speriamo diventi presto realtà!".

  1. Primo piano
  2. Popolari