Martedì, 21 Novembre 2017

VOGHERA – RIVANAZZANO TERME - "SIAMO I TURBOSAURO, ANIMALE ROCK PREDATORE DI TRIBUTE BAND"

Se c'è un oggetto misterioso nel panorama musicale oltrepadano, quelli sono i Turbosauro. Dietro un nome ancestrale che li proietta direttamente da un'altra era geologica e un piglio sbarazzino che li porta a non prendersi sul serio, si celano quattro (ex) ragazzi della scena rock nostrana abituati a colpire il pubblico con la potenza sonora dei loro strumenti. Chitarra, basso, batteria e Sassofono. Luca Sambuco, Stefano Giacomotti, Tommaso Fiori e Guido Battaiola, tutti dislocati tra Voghera e Rivanazzano, compongono rigorosamente pezzi propri, detestano le tribute band e non cantano perché "nel giurassico, quando si formò la band, non esisteva la scrittura, per cui i nostri testi sono andati perduti con la memoria" raccontano.

Non fosse per la mancanza di una voce, potrebbero spacciarsi per gli antenati (preistorici) di una band che mischiando rock, prog e jazz ha fatto la storia della musica: i King Crimson. Se quelli però usavano bene il fioretto, questi sono indiscutibilmente maneggiatori di clava. Il "giurassico" dietro la loro metafora sono in realtà gli anni '90, un'epoca in cui la musica live in Oltrepò viveva un periodo di grande fioritura. I Turbosauro sono una creatura relativamente recente, ma l'esperienza di tre dei 4 componenti (Tommaso alla batteria è il "bimbo" della band) affonda le radici in quel periodo e in band simbolo della musica locale come Dreamweaver, Mana Cerace o Funky Cold Medina. Il distillato di quell’esperienza finisce oggi in un unico bicchiere, da gustare in un colpo solo oppure con parsimonia, come una buona grappa. L’effetto è sempre da knock out. Prima di addentrarci in un’intervista "ai confini della realtà", proviamo noi a raccontarvi in un linguaggio "contemporaneo" cosa fanno i Turbosauro: una band indiscutibilmente heavy rock, che mischia generi e stili che vanno dal Trash al Prog allo Stoner con ritmiche alternate, talvolta molto veloci che trascinano l’ascoltatore in qualcosa di folle. O di "turbo", appunto. 

Appurato che i più giovani il rock non lo fanno più, almeno da queste parti, mi concedo la licenza di chiamare voi "ragazzi".

Turbosauro. Come nasce e cosa significa?

"I Turbosauro nascono 230 milioni di anni fa nel Triassico superiore per suonare Rock Mesozoico, caratterizzato dall'uso di clave di legno, femori scavati e grugniti cavernosi. Dopo l'estinzione del genere, nel 2015 solo 3 Sauri si svegliano da uno stato di ibernazione e inseriscono un loro giovane discendente reptiliano, particolrmente turbolento.Da qui l'etimologia del nome".

Avete anche dei "nomi d'arte" quindi…

"C’è il Turbo(R)mone (Turbosaurus Homonicus) che suona i tendini. C’è il TurboGiaco (Turbosaurus Giakomoticus) ai tendini più grandi ovvero tendoni. Guido il Turbo (Turbosaurus Saxofilus) che si occupa dei barriti e il TurboBimbo (Turbosaurus Floriticus)

alle clave".

Chiaro. Se vi chiedessi che tipo di musica fate? Come la spieghereste a qualcuno che non la conosce?

"Il genere proposto, da TurboStonerBlu si è evoluto in Turborgasmicosmicore: permette di avere orgasmi cosmici mentre si poga a ritmo di hardcore spinto".

Ancora più chiaro. Chitarra, basso, batteria, saxofono. Come mai la scelta di essere strumentali?

"In realtà esistono un sacco di testi, ma non essendo stata inventata la scrittura nel momento in cui è nata la band, non siamo riusciti ancora a scriverli. Da qui la scelta per adesso, di fare solo musica strumentale".

Ho citato i King Crimson, ma è una mia interpretazione. Quali sono le vostre band di riferimento?

"Ognuno di noi arriva da ascolti e gusti musicali di ogni tipo. Le band che hanno influenzato il suono dei TS sono, in ordine sparso: Mr. Bungle, Faith No More, Voivod, Soundgarden, Meshuggah, Primus, Mastodon, John Zorn, John Coltrane, King Crimson, Van DerGraaf Generator, Black Sabbath, Metallica, Slayer, Alice in Chain, Beatles, Cardiacs, Sleepytime Gorilla Museum, Frank Zappa, Pantera, Tool, Estradasphere, Sly & the family stone, Led Zeppelin, Miles Davis e Alberto Camerini. Non abbiamo citato i T-Rex perchè sarebbe scontato. Comunque ora abbiamo citato anche loro".

Certo, sia mai che si offendano! Siete una band di nuova formazione, ma a livello musicale siete attivi da anni: come giudicate la scena musicale oltrepadana oggi?

"Anche la scena del nostro territorio ha rischiato l'estinzione per l'interesse ormai nullo delle nuove generazioni verso la musica live. Gli anni '90 e i primi del new-millenium sono stati un fermento continuo di gruppi nati, trasformati ed evoluti di continuo contribuendo a generare amicizie, divertimento e quindi una scena musicale e culturale forte e solidale. Finchè i social hanno ammazzato e soppiantato i veri luoghi di socializzazione. La nostra provincia ne ha risentito particolarmente e per molto tempo siamo stati orfani di luoghi in cui potersi esprimere".

Quali sono i locali dove si suona oggi?

"Da un paio d'anni sembra che qualcosa si stia muovendo e locali come il Dazibao a Tortona e il Dagda appena trasferitosi a Retorbido stanno stringendo i denti per sopravvivere al momento infausto, proponendo musica alternativa o comunque non solo legata alla non più tollerabile proposta di band tributo. Un plauso anche per Il Circolo di Vallescuropasso e il Bonnie&Clyde a Torricella Verzate (ex Pelle d’Oca) che sono disponibili a tutte le proposte musicali. Mentre la Locanda delle fate a Voghera e il Soqquadro a Salice, pur non facendo suonare dal vivo, contribuiscono notevolmente, mandando in diffusione musica alternativa".

Parlate di "Musica alternativa" e di tributi "intollerabili". Perché credete che i tributi danneggino chi scrive musica propria?

"I Turbosauri sono dei predatori carnivori a caccia di MeatcoverBand, di Vasco e Liga in primis! Insomma: i tributi esistevano anche prima e richiamavano sempre la maggior parte del pubblico, ma anche ogni band originale, più o meno sgangherata e rumorosa attirava un bel numero di persone. Ogni musicista andava ad ascoltare gli altri musicisti contribuendo a formare la 'scena musicale'. Venuto a mancare l'interesse di cui sopra con il cambio generazionale, anche i pochi ragazzi appassionati di musica alternativa fan fatica a durare perchè suonano poco dal vivo, davanti alle morose e a pochi amici e il sogno di partire con un demo per arrivare chissà dove, s'infrange già prima di cominciare, annegando nel maelstrom oceanico che è internet, l'unica piattaforma dove provare a proporsi oggi. Chi è nato con la rete e riesce a gestire bene le opportunità che offre, forse riuscirà a sopravvivere alla ricerca di like. Le vecchie cariatidi come noi vanno avanti solo ed esclusivamente per passione. Chissà che un giorno anche questo possa pagare... (non in denaro, sia mai.)".

Avete in programma la realizzazione di un disco? Quando sarà pronto?

"Stiamo registrando un disco di 6 pezzi prodotto da Dawn Stairs Studio. Uscirà in una prossima era dopo il disgelo".

Obiettivi della band? Avete un sogno nel cassetto?

"Oltre ad annientare tutte le tribute band? Non vediamo soddisfazione più grande!".

Cosa significa per voi suonare dal vivo?

"Noi siamo legati ancora al rito triviale collettivo in cui tanta gente si riunisce per condividere momenti di puro giubilio metafisico derivato dal rumore degli amplificatori e delle percussioni, e che diventa trascendentale scuotendo la testa e dimenando il proprio corpo, affinchè si trasformi tutto in un'entità unica fatta di carne, sangue, sudore e liquidi vari e dove le anime uniscano le propri forze per far crollare tutti i muri d'intolleranza (a parte verso i gruppi tributo), di castità e illibatezza contrari al nostro credo. La musica è quella cosa che ti fa fare 2 ore di macchina per andare a vedere 4 disgraziati che si dimenano su un palco, come due ragazzi che sono venuti apposta da Ivrea per sentirci a Tortona dopo aver appreso della nostra esistenza! Grandi. Peccato solo che fossero maschi!".

giift

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