Mercoledì, 22 Novembre 2017

VOGHERA - STUDIO MOSTARDA: "LA PRIMA COSA CHE HO SCOPERTO A È STATA PROPRIO LA MOSTARDA DI LEARDI"

La città di Voghera può annoverare, fra i suoi cittadini illustri, nomi importanti nel mondo del fumetto. Una mostra svoltasi presso la Sala Pagano, nel 2013, ne ha celebrato i tre campioni: Gian Giacomo Dalmasso, Franco Fossati e Alessandro Sisti, che nell'universo Disney (ma non solo) hanno scritto pagine importanti e imitatissime.

La passione per il fumetto è, spesso, caratterizzata da un taglio individuale; ma, va notato, nella città iriense gli appassionati stanno sempre più uscendo allo scoperto, e facendo – cosa rara – rete.

Laura Spianelli e Simone Delladio, la cui notorietà nell'ambiente va ben oltre i confini dell'Oltrepò, giocano un ruolo di primo piano nella diffusione di questa forma d'arte dei nostri tempi. Lei vogherese di nascita, lui acquisito; fanno coppia sia sul lavoro, sia nella vita. Alleati e consorti. Amantes amentes.

Nel loro "Studio Mostarda", il cui nome rimanda ad uno dei prodotti più celebri della città, una finestra aperta sul mondo permette di osservare come la bellezza che ci circonda muti malamente, sia in declino, ma mostri ancora una voglia di emergere, di non arrendersi di fronte alla chiusura di un tribunale o alla minaccia di un nuovo inceneritore.

Laura Spianelli e Simone Delladio, come vi presentereste a chi non vi conoscesse?

Laura Spianelli: "Sono una fumettista e illustratrice, e lavoro in questo campo da più di quindici anni. Dopo aver frequentato 'l'Agraria' di Voghera, ho cambiato completamente ambito. In realtà, a metà della quinta superiore ero già iscritta alla Scuola del Fumetto di Milano. Ho iniziato a lavorare per piccole etichette, per poi passare a lavorare per nomi più grandi come la Gruner und Jahr - Mondadori (la casa che edita, fra l'altro, il brand Focus), Rizzoli, Star Comics; quindi, case editrici sia a livello nazionale che internazionale".

Simone Delladio: "Io sono nato a Trento e ho studiato all'istituto d'arte Fortunato De Pero di Rovereto. Dovevo diventare un grafico pubblicitario, era quello che mi dicevano tutti, e invece sono arrivato anche io alla scuola del fumetto di Milano, dove ho conosciuto Laura, e ho seguito i corsi di fumetto realistico, illustrazione e sceneggiatura. Da piccolo mi chiedevano cosa volessi fare: rispondevo 'O il Capitan Harlock o il fumettista'. Quando abbiamo fondato lo studio, Laura già disegnava per grosse case, quindi all’inizio mi sono un po' accodato. Con lei ho imparato davvero cosa significa lavorare, anche con scadenze belle toste. Era finita l'era di Capitan Harlock…".

Perché "Studio Mostarda"?

Laura Spianelli: "Quando ci siamo messi insieme abbiamo deciso di fondare lo studio, e il nome era piaciuto molto a Simone… a me non piace la mostarda, ma ho pensato subito che fosse il nome perfetto! Pensavamo: deve essere qualcosa di bello, incisivo e… che va su tutto".

Simone Delladio: "La prima cosa che ho scoperto qui a Voghera è stata proprio la mostarda di Leardi. Anzi, la prima cosa che abbiamo fatto insieme appena arrivati qua, dopo aver messo la macchina nel parcheggio, è stata andare da Leardi e prenderne un barattolo da due chili".

Qual è il vostro rapporto con il territorio nel quale vivete e lavorate? È un terreno fertile per la vostra arte?

Laura Spianelli: "Secondo me sì. È cambiata tanto Voghera, per il fumetto. Inizialmente abbiamo lavorato a Torino, dove sono stata fino al 2014. Mi interessava l'idea di stare in una grande città, di cambiare aria per avere nuovi stimoli. Quando siamo tornati a Voghera ha aperto, più o meno nello stesso periodo, anche la fumetteria di Giacomo Viola, che è diventata un punto aggregativo; un po' quello, e anche il 'Caffè del fumetto', che organizziamo ogni mese, hanno fatto sì che si creasse un polo. Non è semplice riconoscersi fra appassionati di fumetto: molti sono defilati, ma la realtà è che qui in zona ce ne sono tantissimi".

Cos'è il "Caffè del fumetto"?

Laura Spianelli: "È un incontro mensile in cui si parla di vari argomenti, sempre inerenti al fumetto, che si tiene qui a Voghera. Ogni mese si approfondisce un argomento diverso: un autore, uno stile; sia dei giorni nostri, sia del passato. Invitiamo anche alcuni ospiti, sia sfruttando le connessioni via Skype, sia di persona. Per esempio, abbiamo avuto Laura Scarpa, che è la creatrice e direttrice del mensile 'Scuola di fumetto', e Moreno Burattini, il curatore di Zagor, una delle testate più importanti della Bonelli".

Simone Delladio: "Per essere una realtà provinciale devo dire che si tratta veramente gente di spicco del settore. È come se a Stradella ci fosse una serata dedicata alla moda, e venissero come ospiti Dolce e Gabbana".

Se doveste paragonare Voghera a un personaggio del mondo dei fumetti, chi scegliereste?

Simone Delladio: "Per come l'ho vista io, è una città che si sta trasformando… mi ricorda un po' mister Magoo, perché è molto vecchia, molto chiusa, quasi bisbetica, però ha voglia di emergere. Voghera è forse troppo vicina a Pavia e Milano, che le rubano la visibilità, l'importanza; però ci sono un sacco di cose da valorizzare, come la caserma o il castello, che secondo me deve essere un centro di orgoglio. Culturalmente Voghera ha tutte le carte in regola per essere un centro importantissimo. Rivanazzano Terme, per esempio, ha una fortissima identità e tutto è curato, ogni singolo filo d’erba. Voghera invece sembra a volte che si lasci un po' andare, ma va valorizzata. Voghera è bella!".

Laura, da qualche tempo sei al lavoro a tempo pieno con una storia tutta tua e di Simone…

Laura Spianelli: "Per un periodo avevo abbandonato il fumetto per adulti, per poi ritornare all’esigenza di avere storie mie, di ritornare alla mia principale passione. Mi piace, mi diverto, mi sfogo. Avevo iniziato scrivendo una storia breve di streghe, mi interessava l'argomento delle donne escluse dalla società.

Poi mi era venuta in mente la strega della sirenetta di Andersen. Da lì è nato tanto altro, personaggi, ambienti, ed è nata la storia di 'Stirpe di pesce', che è diventato un contenitore per tutti gli argomenti di cui mi preme parlare. È uscito a metà settembre il secondo volume, che andrà presto in ristampa, e adesso sono in lavorazione con il terzo, che uscirà a marzo. In tutto saranno quattro volumi".

Questa opera ha una forte impronta "ecologica". Che messaggio può dare al nostro Oltrepò tanto vessato da continui pericoli ambientali?

Laura Spianelli: "Mi premeva raccontare quanto l'inquinamento e la sporcizia creino mutazioni non solo fisiche ma anche mentali, proprio nel nostro modo di comportarci. Se intorno a te trovi immondizia invece che bellezza, risulti cambiato. Non è solo una questione di salute. Nella storia si fa riferimento alla 'bocca di drago', alle ciminiere di una raffineria. Quel grande incendio a Sannazzaro, lo scorso anno, ha fatto diventare effettivamente 'Stirpe di Pesce' molto attuale qui da noi, perché magari normalmente a nessuno interessano questi temi, ma nel momento in cui tu vedi la nube davanti ai tuoi occhi, anche una persona che normalmente non è interessata all’ecologia la osserva, si chiude in casa e ha paura".

Simone, sta per intraprendere una avventura importante: illustrerà uno dei titoli di punta della casa editrice Bonelli, regina del settore, nota per grandi titoli come Tex, Martin Mystere, Dylan Dog...

"Sto iniziando a lavorare a Dampyr, un fumetto nato diciassette anni fa, creato da Colombo e Boselli. Fin da subito il personaggio era stato improntato su un'atmosfera horrorifica. È stato anche uno dei primi ad ambientare le storie in Italia, nel folklore italiano. Ad aprile ho mandato le prime prove, e nell'arco di due mesi avevo già una mia sceneggiatura per la serie regolare. Mi ritengo fortunatissimo".

Cosa consigliereste a un giovane che volesse far diventare di questa passione un lavoro?

Laura Spianelli: "Di uscire dal proprio guscio e confrontarsi con gli altri. Per esempio attraverso Indieversus, che è la prima community italiana di fumetto indipendente. Si organizzano giornalmente degli incontri live sul web in cui gli autori e le autrici possono parlare direttamente con il proprio pubblico e seduti da casa.

La community dà la possibilità di confrontarsi con persone che sono nell’ambiente da più tempo; vedere come lavorano. Può essere visto come l’anticamera della scuola per un giovane che non ha mai fatto fumetto, oppure un modo per tenersi aggiornati per chi è già uscito da una scuola".

Simone Delladio: "Bisogna informarsi bene sulle scuole, prima di sceglierne una. Vi sono alcune scuole con insegnanti orientati verso uno stile manga, piuttosto che realistico o umoristico…  Ogni scuola ha un'impronta. Devi capire cosa vuoi fare tu e quale ambiente è migliore per te. Come quando fai un tatuaggio, la scelta del tatuatore è importante perchè ognuno ha uno stile diverso. Chiaramente, poi, il consiglio migliore è quello di disegnare. Disegnare, disegnare tanto".

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