Sabato, 25 Novembre 2017

ALLA PIZZERIA DEL RIFUGIATO 12 MIGRANTI IMPASTANO, INFORNANO E SERVONO AI TAVOLI

Li fa lavorare don Massimo Biancalani, il sacerdote che portò un gruppo di migranti che ospita sotto il suoi tetto a fare il bagno in piscina e da allora è subissato di minacce. A Vicofaro, in provincia di Pistoia è entrata in funzione la Pizzeria dal rifugiato, e il nome già la dice lunga. Perché nel fine settimana chi impasta, condisce e inforna sono giovani del Gambia, della Guinea, della Costa d’Avorio o della Nigeria. Li fa lavorare don Massimo Biancalani, il sacerdote che portò un gruppo di migranti che ospita sotto il suoi tetto a fare il bagno in piscina e da allora è subissato di minacce, critiche, insulti. Il sacerdote preso di mira dai militanti di Forza Nuova che si sono anche presentati alla messa per “vigilare sulla dottrina”. Ma lui tira dritto e adesso ha avuto questa idea: sono una dozzina i ragazzi africani impegnati nella pizzeria. Nei giorni scorsi ha diffuso via Facebook un volantino per pubblicizzare l’iniziativa: “Venire a mangiare la pizza a Vicofaro è un modo di esprimere solidarietà, un modo di fraternizzare con questi nostri fedeli che non hanno avuto le nostre stesse fortune o che semplicemente hanno raggiunto le nostre terre in cerca di una fortuna”. Un invito che per ora funziona: durante le prime tre aperture si sono registrati una cinquantina di clienti: offerta libera. “Questo progetto è l’esito di un percorso. I ragazzi – spiega don Biancalani – hanno fatto il patentino per la manipolazione dei cibi, un corso per l’avviamento alla ristorazione. La pizzeria vuole essere un modo reale per creare attività lavorativa per questi ragazzi e contemporaneamente fargli fare esperienza e apprendimento affinché un domani possano presentarsi sul mercato del lavoro con una professionalità”.

 

giift

  1. Primo piano
  2. Popolari