Lunedì, 23 Ottobre 2017

BRONI: "IL MIO PARERE SU VILLA NUOVA ITALIA È PIUTTOSTO NEGATIVO"

Roberta Mezzadra è una delle maggiori personalità rappresentative dell'arte dell'Oltrepò Pavese, critica e storica d'arte con una laurea in filosofia è nata a Broni dove tutt'ora risiede con il marito, l'artista Pietro Maga. "Il nostro territorio è molto interessante e potrebbe svilupparsi notevolmente dal punto di vista artistico – ci spiega Roberta Mezzadra -  perché le radici ci sono. Il nostro territorio è stato terra di brigantaggio, sulla strada per Pavia, certo, ma maggiormente su quella per Milano, sotto la cui influenza si muoveva maggiormente il mecenatismo. A livello culturale l'Oltrepò è stato terra di passaggio, per i grandi artisti. Un Leonardo che andò a Milano, che andò a Vigevano, si tratta comunque di una terra di passaggio: gli artisti soggiornavano nella nostra zona, ma non operavano con grande enfasi proprio qui. Di questa cosa ne abbiamo risentito".

Mezzadra com'è nato il  suo lavoro come critica d'arte e di organizzatrice di mostre ed eventi?

"La mia attività è iniziata insieme a mio marito con il quale ho fondato l'associazione artistica 'La Tavolozza', a Broni, a cavallo fra 2005-2006, e proprio qui a Broni e in Oltrepò abbiamo fatto nascere le prime mostre. Questa cosa poi si è allargata prima a tutta la Lombardia, per poi diventare un fenomeno nazionale, ma anche internazionale. Ad esempio in Gran Bretagna: nel giungo 2011 siamo stati invitati all’importante festival annuale dell’arte di Edenbridge, nello York Shire. Differentemente, a livello locale, se dovessi citare tutte le mostre che ho organizzato fino ad ora, penso di aver perso il conto…!

Sono davvero moltissime! Solo a Villa Nuova Italia di Broni sono state innumerevoli e forse la mia preferita è stata la mostra sull'esoterismo che, proprio in questa location, nel 2008, ha ottenuto un ottimo riscontro: ho invitato una serie di artisti che presentavano sia la lettura delle carte dei tarocchi, ma anche tematiche appartenenti alla magia e all’esoterismo".

Villa Nuova Italia è un importante edificio storico di Broni, prima utilizzato come struttura alberghiera e successivamente  durante la seconda guerra mondiale occupato dalla Sichereit. Cosa ci può raccontare nella sua veste di critico d’arte di questo edificio? 

"Non starò qua a dilungarmi: purtroppo, il mio parere su Villa Nuova Italia è piuttosto negativo… direi addirittura di incuria totale".

Quali sono le difficoltà che stanno dietro all'organizzazione di una mostra d'arte?

"Per quanto concerne le difficoltà, queste sono sempre tante. Queste iniziative, per avere ampia diffusione, hanno bisogno, ovviamente, anche di una sponsorizzazione economica. Le amministrazioni comunali non possono finanziarle, quindi molte volte noi artisti ci siamo proprio autoprodotti. L'artista, ovviamente, deve investire su di sé in qualche modo e nel nostro caso aderiscono anche a un'associazione, tramite una quota minima associativa, che aiuta a contribuire a tutte le varie attività. A volte si trovano dei luoghi che ospitano gli artisti gratuitamente, altre volte invece bisogna affittarli e quindi la cosa si complica.

Il problema economico, comunque, è sempre il maggiore, proprio la raccolta di fondi. Per il resto sì, l’idea parte da me, magari anche confrontandomi con altri artisti e così nasce il progetto sulla carta. Dico sulla carta perché quando noi ci presentiamo in location, castelli, comuni, luoghi comunque pubblici, tutte le idee devono essere, ovviamente, protocollate… si passa attraverso una serie di richieste in cui si deve spiegare accuratamente ciò che si vuole organizzare e a volte queste richieste  vengono accettate… altre volte vengono invece respinte".

In base alla sua esperienza, i nostri Sindaci o in generale chi amministra la "cosa pubblica" con i quali lei si è confrontata per allestire mostre sono preparati a questa tipologia di eventi?

"Dal punto di vista delle amministrazioni, l'arte non è mai stata la priorità dei nostri comuni. Ovviamente viviamo in un territorio in cui ci sono problematiche che devono per forza venir prima della tematica dell'arte, assolutamente (frane, strade, etc). Io denuncio però comunque una mancanza di attenzione verso la cultura e l’arte, perché basterebbe proprio poco…Giusto un aiuto, per spingere ad emergere le varie attività artistiche e culturali dell'Oltrepò. È difficile rischiare su questo territorio, ma se non si rischia non si educherà mai la popolazione a una concezione artistica che vada oltre la coltivazione della vite e del vino (che comunque, sia chiaro, rimane importante), non c'è solo quello diciamo. Perché non partire dalla valorizzazione delle bellezze e dai punti di forza della nostra terra, per creare qualcosa di diverso e andare oltre?".

Qual è a suo giudizio lo scempio più sintomatico da un punto di vista artistico che esiste in Oltrepò?

"A mio parere personale, lo scempio artistico più rilevante è sicuramente il non felice restauro del castello di Zavattarello, ristrutturato negli interni senza un criterio conservativo, soprattutto per quanto riguarda il ripristino dei colori".

Al contrario un buon esempio di conservazione artistica in Oltrepò?

"Assolutamente il borgo di Varzi e il buon restauro del castello".

Lei ha collaborato con grandi  personalità  del mondo dell'arte, il primo fra tutti Vittorio Sgarbi…

"Io conosco molto bene Vittorio Sgarbi, con cui ho avuto una prima esperienza politica alle elezioni amministrative di Pavia nel 2000. Ho lavorato poi con il dottor Alberto Moioli, un giornalista della Brianza che si occupa anche di arte, ad esempio. Di solito comunque sono personalità con cui collaboro per mia iniziativa, invitandole ai vari incontri artistici, diciamo come vernisage.

Tramite lo storico dell’arte, il dottor Grasso, ho avuto i primi contatti, invece, con Vittorio che è stato mio ospite alla mostra di maggio 2016 nel museo archeologico del Castello Certosa Cantù di Casteggio: Vittorio ha tenuto una presentazione del suo libro che era in uscita in quel periodo, ovviamente, e poi ha fatto visita alla mostra degli artisti che ho selezionato per quell' occasione. Sgarbi mi conosce, abbiamo un rapporto di stima reciproca e lui conosce la mia attività, ma tutto quello che ho organizzato fino ad ora l’ho fatto da sola".

Come mai la scelta di entrare in politica?

"Direi semplicemente per amore verso gli ideali di bellezza assoluta, riguardo l'arte in generale e in particolar modo nei riguardi dei beni culturali".

Ci racconti gli artisti dell'Oltrepò…

"L'arte in Oltrepò, esiste. Penso all'arte dei grandi del passato, a Contardo Barbieri ad esempio, che è uno degli esponenti dell'arte del '900 e che, nato a Broni, andò all'Accademia a Carrara dove divenne insegnante, poi docente e poi finì propriamente per dirigerla. Mi viene in mente, fra i grandi 'chiaristi', anche Luigi Fraschin; mi viene in mente poi anche Alfredo Mati, che prese la cittadinanza a Broni, nonostante non fosse originario del nostro paese.

In Oltrepò c'è sempre stato questo respiro artistico, anche in epoca contemporanea. A volte magari si può definirli artisti un po' sonnacchiosi, ma sono sempre presenti. Non per essere di parte, ma mio marito, per esempio, Pietro Maga: lui viene dal mondo di Brera lì si è diplomato nell'82 con grandi maestri come Renato Virolli, figlio del grande futurista, o il grande Ferruso, in questo periodo sta abbracciando un gusto di stampo impressionista, facendo grandi lavori a tecnica mista con colori molti forti e segno pregnante, quindi di gusto prettamente impressionistico.

Un allievo stradellino di mio marito, che è stato seguito direttamente da lui, Angelo Fanoli, posso dire sia molto interessante: è partito da un figurativo piuttosto classico da cui adesso si sta distanziando con una tecnica e uno stile molto suoi".

Ci sono delle attività in fase di preparazione in questo momento?

"Adesso sto preparando delle cose molto interessanti, che saranno pronte, se tutto va bene, nel 2018: l'obiettivo è creare una mostra presso il castello di Vigevano, come una grande collettiva simile a quella creata al Castello di Belgioioso. Un altro evento importante, a Pavia, in cui mi sto impegnando a livello benefico con un team proveniente da Milano: vogliamo organizzare degli eventi in una location di Pavia, un ristorante e bar e saranno tutti eventi (fra sfilate, mostre, conferenze) a favore del reparto oncologico pediatrico dell'ospedale San Matteo di Pavia. In questo team rientra anche una mamma della nostra zona, una modella dell'Oltrepò, il cui bambino è attualmente in cura per questo motivo… e si tratta quindi di un argomento a me molto caro. Queste attività benefiche saranno anche a Ferrara prossimamente. Infine, a Bologna, all’interno della Galleria Farini del prestigioso palazzo nobiliare Fantuzzi, un palazzo del '500, fra fine 2017 e inizio 2018, organizzerò una collettiva artistica importante, in cui presenterò artisti e pittori dell'Oltrepò, che selezionerò personalmente".

giift

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