Mercoledì, 18 Ottobre 2017

IL PEPERONE DI VOGHERA "PARTIVANO I VAGONI DALLA STAZIONE VERSO LA SVIZZERA ED ALTRE NAZIONI"

La coltivazione del peperone era molto diffusa nel territorio vogherese dagli anni '20 agli anni '40 e documenti ci attestano che la città era un centro agricolo di rilievo in quegli anni, tanto che nel 1939 venne inaugurato il mercato agricolo coperto che richiamava acquirenti da tutta Italia. Nel corso degli anni la coltivazione del "peperone bianco", così definito per il colore verde pallido, è andata scomparendo e solo dal 2008 un team di esperti con a capo l'agronomo Mario Zefelippo, docente all'Istituto Tecnico Agrario "Carlo Gallini" di Voghera, attraverso una ricerca e una valutazione di sementi, ha definito le caratteristiche tipiche del peperone di Voghera e redatto il disciplinare di produzione riportando sul mercato questo prodotto tipico della zona.

Abbiamo incontrato il professor Mario Zefelippo per saperne di più in merito.

Zefelippo, come mai ha deciso di reintrodurre la coltivazione del peperone di Voghera?

"Ho un background di attenzione agli aspetti delle produzioni locali e devo dire che lo stimolo per l'attenzione al peperone di Voghera mi è venuta dal professor Megassini, della Coop Villa Meardi che ha attirato la mia attenzione sulla storia di questo prodotto che ha grandissime potenzialità di mercato.

Inoltre, quando per la prima volta ho avuto l'occasione di degustarlo, mi son trovato di fronte a un prodotto con caratteristiche molto interessanti".

Perché negli anni è stata abbandonata la coltivazione del peperone di Voghera?

"Essenzialmente per due motivi. Il primo dovuto a problematiche fitosanitarie a causa di un proliferazione di specie fungine nei territori argillosi di coltivazione. Il secondo motivo è che l'orticoltura è stata abbandonata nel tempo, passando alla fine degli anni '60 all'industrializzazione, a un'agricoltura che doveva fare più numeri e fatturato, non si è potuta così rigenerare una nuova forma di orticoltura moderna. La coltivazione del peperone è stata travolta da questo mancato passaggio. I pochi orticoltori che hanno continuato nella produzione di peperoni hanno preferito altre varietà come quella piemontese che avevano la bacca più consistente e quindi rendevano di più".

Ha citato le caratteristiche del peperone di Voghera definendole interessanti, quali sono queste caratteristiche?

"Bisogna degustarlo per accorgersi delle sue proprietà. è un prodotto molto digeribile rispetto agli altri tipi di peperone, non ci si ricorda di averlo mangiato come succede di solito. è molto dolce, profumato, ha un sapore delicato e a volte ha delle note un po' piccanti perché, essendo una varietà locale, è mancata nel tempo l'attenzione alla purezza varietale. Abbiamo notato che coltivandolo in certe modalità, la piccantezza si manifesta in modo molto marginale".

Un tempo veniva per lo più conservato sott'aceto, intero nelle damigiane ma per le caratteristiche appena citate può essere impiegato in diverse preparazioni culinarie?

"In realtà non è del tutto corretto perché questo peperone veniva utilizzato in diverse preparazioni, veniva addirittura esportato: partivano i vagoni dalla stazione ferroviaria verso la Svizzera ed altre nazioni. Negli anni '50 e '60 quando la coltivazione stava diminuendo, si tendeva a proporlo solo sott'aceto per la sua consistenza. Infatti, pur essendo un peperone più sottile e meno carnoso degli altri, è molto adatto alla conservazione sott'aceto".

Nella sua scuola è partito un progetto con una sua classe proprio sul peperone di Voghera, vuole parlarcene?

"Con l'azienda madrina La Boarezza di Rivanazzano Terme che coltiva il peperone in serra, abbiamo avviato un progetto di collaborazione in impresa simulata nel 2016. La classe coinvolta si è dimostrata molto interessata e si è attivata con studi e ricerche sul prodotto. Ha realizzato anche una serie di interviste ai consumatori e ristoratori per verificare il gradimento del peperone e quantificarne il consumo. Quest'anno abbiamo fatto una prova di coltivazione in campo a scuola con i ragazzi e con l'associazione PepeVo e devo dire che è stata un'esperienza positiva sotto tutti gli aspetti".

Quando è nata  l'associazione PepeVo?

"Si è costituita nel 2009 ed è composta da produttori e sostenitori e porta avanti l'obiettivo di valorizzare e diffondere il peperone di Voghera. Abbiamo individuato una serie di linee di produzione e le stiamo provando per verificare la loro conformità per provare poi a fare una selezione conservatrice per uniformare il  più possibile la varietà".

Con l'Associazione è venuta poi l'idea di fare la prima Sagra del peperone di Voghera...

"Sì, si terrà il 23 e il 24 di Settembre a Voghera. Sabato 23 abbiamo organizzato un convegno all’Istituto Gallini per parlare del recupero e del rilancio della varietà con la partecipazione degli esperti del settore e di Slow Food. Domenica 24 in piazza Duomo tutta la cittadinanza è invitata per l'intera giornata a conoscere la prelibatezza di questo prodotto attraverso una serie di degustazioni di piatti realizzati con il peperone di Voghera e ci sarà la possibilità di acquistarlo dai produttori locali. Siamo fiduciosi che questo prodotto con le sue caratteristiche possa dare lustro al nostro territorio e ci stiamo impegnando in tal senso".

Avete elaborato una ricetta innovativa a base di peperone?

"Devo dire che mia moglie è stata fondamentale perché grazie a lei abbiamo creato una ricetta molto particolare: peperoni di Voghera caramellati con gelato allo yogurt. Per i peperoni caramellati servono 500 g di peperoni e 100 g di zucchero. Si tagliano a quadratini i peperoni puliti, lavati ed asciugati e si cuociono con lo zucchero a fuoco lento per una ventina di minuti. Si lascia raffreddare . Si serve poi il gelato allo yogurt con un cucchiaio di peperoni caramellati. Una vera delizia".

giift

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