Mercoledì, 18 Ottobre 2017

VOGHERA - "DA ANNI CERCHIAMO UN POSTO PIÙ IDONEO, E FINORA VOGHERA CE LO HA SEMPRE NEGATO"

è partito nel 2013 per volontà di sette pittori, ma nel 2017 gli iscritti sono diventati 22, e il gruppo è più attivo che mai. Stiamo parlando del Circolo di Pittura Vogherese, associazione presieduta dall'artista Marco Pianetta che in pochi anni è diventata una realtà solida del panorama culturale oltrepadano, che organizza mostre collettive e personali, corsi di pittura e di storia dell’arte con cui si rivolge non solo agli artisti già affermati, ma anche a neofiti o semplici appassionati. Abbiamo intervistato il presidente per farci raccontare non solo del gruppo e del suo funzionamento ma anche delle sue esperienze personali, che rendono Marco Pianetta uno dei pittori oltrepadani più presenti e noti della zona.

Cominciamo dal Circolo. Come e quando nasce?

"Il Circolo di Pittura Vogherese nasce nel 2013 dalla volontà di sette pittori della zona di creare uno spazio in cui confrontare le proprie creazioni e le proprie esperienze, ma anche e soprattutto un gruppo con cui poter organizzare eventi di vario genere, soprattutto mostre.

Da allora qualche membro è uscito ma molti altri sono entrati, e il gruppo è cresciuto fino a contare attualmente 22 iscritti provenienti da Voghera e dalle aree limitrofe, da Broni, da Tortona, da Varzi. Nel nostro gruppo c'è anche un socio onorario di una certa rilevanza, il bravissimo Gerico, che pur essendo brianzolo di nascita da anni vive e lavora nella nostra città".

Di cosa si occupa esattamente il circolo?

"Più che altro organizziamo mostre di pittura collettive e personali, ma il gruppo è nato anche per parlare tra di noi di pittura e per organizzare dei gruppi con cui visitare le grandi esposizioni sul territorio nazionale. Con la professoressa Antonella Bruni, poi, abbiamo anche svolto delle lezioni di storia dell’arte, mentre personalmente tengo dei corsi di pittura all'Auser. Per un paio d’anni ho anche insegnato al supercarcere".

Se insegna all'Auser o al carcere significa che si impara a dipingere a tutte le età…

"In realtà all’Auser vengono anche persone di trenta o quarant’anni, il pubblico è molto vario. Però sì, non è necessario imparare da bambini, la pittura è qualcosa che si può apprendere anche da adulti, basta dedicarcisi con un po' di impegno".

Cosa insegna ai suoi allievi?

"In generale ciò che si insegna credo dipenda molto dal genere di pittura che si fa. Nel mio caso ho sempre prediletto una pittura naturalistica, un impressionismo italiano che tende al realismo. Ciò non vuol dire che imponga ai miei allievi di fare le stesse cose, ma semplicemente che tendo a dare molta importanza alla tecnica tradizionale, ed è quella che principalmente insegno ai miei allievi. Non mi hanno mai attratto certi tipi di pittura contemporanea o informale, sono convinto che il nuovo possa essere ricercato modificando il vecchio. Ecco perché ai miei allievi insegno l'uso dei colori, la prospettiva, le proporzioni, le luci e le ombre".

Qual è la cosa più importante per un pittore?

"Al di là delle nozioni tecniche (che pure bisogna maneggiare), la cosa più importante per un pittore è riuscire a esprimere ciò che si sente dentro, a dare una forma alla propria interiorità. Bisogna ricordarsi che il dipinto non deve solo ricopiare ma anche trasformare la realtà circostante, rielaborarla attraverso la propria sensibilità".

Da quanti anni insegna?

"Più o meno da sette o otto anni, ma dipingo da trentacinque. Ho cominciato andando a fare delle estemporanee in giro insieme ad altri pittori i quali sono stati i miei primi veri maestri. Quando ho iniziato a esporre i miei lavori erano istintivi, non c'era tecnica. Sono stati i pittori più esperti di me a insegnarmi ciò che non sapevo e a completare la mia formazione, consentendomi poi di sviluppare uno stile più personale. è anche un po' per questo che ho voluto creare il circolo: per aiutare i neofiti nel loro percorso, prima per aiutarli a imparare e poi per aiutarli ad esporre".

Lei dipinge per lo più soggetti naturali. Come procede?

"Prima di tutto osservando ciò che mi circonda, cercando un luogo, uno scorcio che valga la pena imprimere sulla tela. Non utilizzo la pittura en plain air ma scatto delle foto, faccio degli schizzi, poi torno nel mio studio e li elaboro con tranquillità. Lavoro a Buscofà, una frazione di Rivanazzano, e fortunatamente il bosco è proprio lì vicino. A volte non devo allontanarmi che pochi metri da casa per trovare qualcosa che soddisfi i miei requisiti".

Torniamo all’associazione. Quali sono le attività in vista?

"Abbiamo fatto una collettiva a Pasqua alla Sala Pagano di Voghera, mentre nel mese di giugno eravamo a Montalto per una mostra nei cortili del paese, mentre altre due nostre pittrici hanno appena esposto a Rivanazzano. Poi ci saranno altre personali tra l’autunno e l’inverno, tra cui anche una mia personale".

Il circolo ha una sede?

"Questa è una nota dolente, perché al momento il circolo ha la sua sede ufficiale nel mio studio a Buscofà. Da anni cerchiamo un posto più idoneo, e finora Voghera ce lo ha sempre negato. Si è offerto Rivanazzano di trovarci uno spazio e stiamo aspettando ia breve la loro proposta".

giift

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