Domenica, 19 Gennaio 2020

COME È NATA LA BUFALA DEGLI OGGETTI SMARRITI AL CONCERTO DI VASCO

 

L’evento musicale degli ultimi giorni è stato il concerto di Vasco Rossi del 1° luglio al parco Enzo Ferrari di Modena, chiamato Modena Park, a cui hanno partecipato circa 220 mila spettatori.  Il numero, se confermato, stabilirà un nuovo record mondiale per il maggior numero di spettatori paganti, battendo il precedente record degli A-Ha con il loro concerto al Maracanã di Rio de Janeiro nel 1991. Ma non è del pubblico che bisogna parlare, quanto piuttosto dei loro oggetti: moltissimi siti di informazione e account social hanno ripreso un elenco che mostrerebbe i numeri delle cose, a volte curiose o inaspettate, lasciate sul prato del parco Ferrari dopo la fine del concerto. Nell’elenco si ritrovavano, ad esempio: un Rolex Submariner (in acciaio), un pigiama da uomo, una confezione di 12 assorbenti per adulti incontinenti. Non è facile capire da dove nasca questo elenco, ripreso con poche o nessuna modifica anche nelle ultime ore: i sospetti sono caduti inizialmente su una pagina di informazione locale di un comune del bolognese, Molinella, che aveva pubblicato l’elenco alle 21 di domenica 2 luglio. I gestori hanno però smentito di essere gli autori dell’elenco, dicendo che «girava su FB, passava di contatto in contatto». In effetti, secondo un’altra ricostruzione, l’origine dell’elenco è nel post di un utente – alle 11.43 del 2 luglio – sulla pagina Facebook "Sei modenese se...", che ha quasi 16 mila membri. Il post è delle 11.43 del 2 luglio (dieci ore prima della pagina informativa locale). L’autore del post avrebbe però dichiarato di avere solo postato sul gruppo l’elenco che circolava su una fan page di Vasco Rossi: comparso inizialmente intorno alle 23 di domenica 2 luglio, sarebbe stato successivamente rimosso nel pomeriggio di lunedì. Chiunque sia l’autore, il successo del post è stato clamoroso, fino a quando alcuni giornalisti, nel pomeriggio di lunedì, non hanno pensato di verificare la verità della notizia presso il Gruppo Hera, la società di servizi che si occupa della bonifica dell’area del concerto. Tra i primi a pubblicare la smentita ci sono stati Giornalettismo e La Stampa : entrambi hanno contattato direttamente Hera. Già, perché il Gruppo Hera ha smentito di aver ritrovato tutte quelle cose sul luogo del concerto. In un comunicato stampa diffuso il giorno prima, 2 luglio, aveva parlato delle operazioni di ripulitura, dicendo che vi erano impegnate 160 persone e un centinaio di mezzi. Il totale dei rifiuti raccolti davvero è comunque impressionante: circa 100 tonnellate. Il finto elenco ha avuto anche conseguenze concrete per l’Ufficio oggetti smarriti del Comune di Modena che parrebbe essere contattato da tutta Italia per sapere il destino di singoli effetti personali smarriti. In realtà, quanto riportato finora all’ufficio dalle forze dell’ordine è soltanto un piccolo numero di portafogli e zaini rinvenuti nell’area. L’ufficio si sta adoperando, insieme alle forze dell’ordine, per contattare i proprietari rintracciabili.

 

 

 

 

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