Domenica, 05 Aprile 2020

OLTREPÒ PAVESE SPRITZ , CON LA MELA DI BAGNARIA L’OLTREPÒ FIRMA IL SUO SPRITZ!

Sesto appuntamento legato al magico mondo della miscelazione, al quale abbiniamo la naturalezza dei prodotti tipici firmati Oltrepò Pavese.

Golden bianca classica, rossa Stark, Renetta, Annurca, Fuji, Champagne, Granny Smith… sono MELE prodotte nella nostra terra ed il comune di Bagnaria è un importante “vetrina a cielo aperto”. Utilizziamole per creare il nostro OLTREPO’ PAVESE SPRITZ, ovviamente con un vino del territorio.

Come ci ricorda Fulvio Piccinino, lo Spritz è un cocktail sulla cui data di nascita regna l’incertezza, si dice che sia stato creato per “necessità” dai soldati austriaci di stanza nel Triveneto durante la sua occupazione negli anni precedenti al Risorgimento e all’Unità d’Italia. Altri sostengono che sia stato creato nel 1917, sempre dagli austriaci di stanza sul fronte del Piave. Se la data è dubbia, la ragione è la medesima e concorde, cosi come gli inventori… Il nome Spritz, di origine austriaca, si traduce con “spruzzare”, termine onomatopeico che indica l’azione dell’allungamento del vino con l’acqua gasata usando la vecchia pistola da selz o un sifone. La ragione della nascita è semplice, gli austriaci erano abituati ai freschi, leggeri e leggermente frizzanti vini bianchi delle loro montagne o alle gradazioni alcoliche della birra. I vini bianchi italiani e in special modo i veneti erano e sono molto più alcolici, quindi venivano allungati con acqua di soda per renderli frizzanti e meno “forti”. Spesso si aggiungeva una fetta di limone, che poteva essere anche spremuta, per aumentare le note citrine e il grado di acidità, tipiche dei vini austriaci. La bevanda risulta diffusa in molte altre aree d’Italia con diversi nomi, fra i quali il “Paccatello” nelle Marche, o il “Mezzo e mezzo” a Napoli, spesso eseguito anche con gazzosa, con l’obiettivo di accompagnare il vino per il pranzo, senza ubriacarsi. La ricetta dello Spritz era piuttosto semplice, ed era composta da pari quantità di acqua di soda e vino bianco, da non confondere quindi con la ben più famosa variante con l’Aperol. Questa miscela nasce, secondo alcuni, a Padova, negli anni successivi alla fine della Prima Guerra Mondiale, quando inizia ad essere richiesta nei bar come aperitivo e dissetante, secondo altri a Treviso, patria elettiva del Prosecco. A detrazione della seconda ipotesi, vedremo come l’aggiunta del Prosecco sia in realtà postuma all’invenzione. L’Aperol nasce a Padova nel 1919 ad opera di Barbieri, ed è qui che, secondo una prima ipotesi, si inizia a “macchiare” lo Spritz, preparato con il vino bianco fermo dei Colli Euganei, con una piccola dose di agrumato liquore. L’invenzione del cocktail sarebbe stata proprio all’interno del bar pasticceria per favorire il consumo della nuova creazione di Barbieri, utilizzando un classico dell’epoca “twistato”, come diremmo noi oggi. La ricetta subisce successivamente un’altra importante modifica, con il progressivo scomparire delle “pistole” da selz e delle acque di soda dai bar moderni, sostituite dalle normali acque gasate, decisamente più deboli in termini di “bollicine”. Per mantenere inalterata la gasatura del cocktail si decide di utilizzare un bianco frizzante emergente della zona che trarrà moltissimo giovamento dall’importante ribalta, catturando nuovi consumatori ed estimatori, anche per il consumo “liscio”. La ricetta ufficiale riportata è tratta dal sito ufficiale dell’Aperol, questo perché esistono alcune varianti e modifiche con aggiunte successive, così come è oggetto di discussione il bicchiere da utilizzare, che secondo i tradizionalisti dovrebbe essere il rock basso, quello “dell’ombretta de vin”, mentre per gli altri si dovrebbe utilizzare il tumbler alto o il bicchiere da vino bianco, tutti comunque pieni di ghiaccio. Discussioni a parte, il successo del cocktail e la sua diffusione hanno fatto si che nel 2011, l’Aperol Spritz, codificato come Italian Spritz o Spritz Veneziano, per confondere ulteriormente le idee circa le sue origini, sia stato incluso nei 60 internazionali IBA. La “denominazione di origine” è stata necessaria per distinguerlo dal predecessore austriaco, di cui ne rappresenta, come detto, il “twist”. Questo ci deve rendere orgogliosi come italiani, visto che da lungo tempo non avevamo avuto nostri drink nei recenti aggiornamenti della famosa lista.

Torniamo nelle nostre colline e prepariamoci a creare un buonissimo SPRITZ senza Aperol, il quale sapore dolce amaro e di agrumi sarà sostituito dal gusto morbido e saporito delle mele. Ecco la ricetta del drink e dello sciroppo di mele.

Per lo spritz, in un calice da vino colmo di ghiaccio:

3 cl di sciroppo di mela (lascio a voi la scelta, io adoro la verde Granny Smith)

15 cl di vino bianco frizzante Oltrepò Pavese (provatelo con il Pinot Noir)

3 foglioline di basilico

1 scorza di limone (da spremere per far fuoriuscire gli oli essenziali).

Mescolate delicatamente e degustatelo con gli amici.

Per lo sciroppo alla mela: togliete buccia e torsolo a due mele, tagliatele a tocchi per lo più piccoli ed aggiungete 200 grammi di zucchero bianco. Lasciate riposare in frigorifero per almeno tre ore. Passate il tutto con un minipimer o al frullatore ed aggiungete un po’ di acqua per far sciogliere del tutto lo zucchero. Questo sciroppo home made andrebbe consumato in giornata, il giorno successivo al massimo. Se la pigrizia regna nel vostro essere potete procurarvi una marmellata di mele e fatela sciogliere con un po’ del vino bianco e poi procedere come da ricetta. La gradazione risulterà molto bassa, è quindi ideale come aperitivo. Il nostro SPRITZ ricorda il drink, oggi molto in voga, HUGO, preparato con sciroppo ai fiori di sambuco, prosecco e foglioline di menta.

In abbinamento…  una bella forma di caciotta STAFFORELLA sporcata dal nostro sciroppo alla mela (o dalla marmellata) e qualche foglia di basilico.

Consuma sempre i drink a stomaco pieno e non far mancare, di tanto in tanto, un sorso di acqua fresca.

DEGUSTARE UN COCKTAIL È UN PIACERE… SE TI PERDI CHE PIACERE È?!

DRINK RESPONSIBLY

Di  Emanuele Firpo

  1. Primo piano
  2. Popolari