Sabato, 28 Marzo 2020

OLTREPÒ PAVESE - IL MOSCATO LIQUOROSO DELL’OLTREPÒ PROTAGONISTA NEL NEGRONI di Emanuele Firpo

 

Quinto appuntamento legato al magico mondo della miscelazione, al quale abbiniamo la naturalezza dei prodotti tipici firmati Oltrepò Pavese.

Posso scrivere con tranquillità che il NEGRONI è un po’ il “re arrogante” degli aperitivi nei bar dello stivale (e non solo), perché arrogante? Perché, si sa, che dopo due o tre Negroni… insomma, non si sa più niente (cit.). Però è buonissimo ed affermo, dopo quasi vent’anni passati dietro un bancone, che molti clienti che ho avuto l’onore di servire hanno attraversato un periodo “a Negroni”. Ho spesso sentito dire “belli i tempi del Negroni”. Cosa rende così amato questo cocktail che ha esattamente 101 anni?

Oggi si costruisce così: un terzo di vermut rosso dolce, un terzo di bitter ed un terzo di gin. Cosa hanno in comune questi tre ingredienti? Che salvo casi sporadici non vengono mai consumati da soli. Dico sporadici perché può capitare di servire un vermut rosso con ghiaccio e arancia o un bitter shakerato (drink che pur non essendo codificato è richiesto ma sempre con l’aggiunta di un altro liquore, gin o whiskey irlandese come piace a me).

Sta di fatto che insieme sono una BOMBA!

Un esplosione di sapori, la dolcezza del vermut contrastata dal sapore decisamente amaro del bitter ed il profumo del gin, che inoltre, con la sua gradazione alcolica, irrobustisce non poco… e gli agrumi? Importante la fettina di arancia e la scorza di limone che, dopo averla “strizzata” per tirarne fuori gli oli essenziali, la si strofina sul bordo del bicchiere. Oggi, visto il grande assortimento di liquori nelle bottigliere dei bar si possono creare abbinamenti interessanti con vermut ricercati e gin prodotti in mezza Europa.

Creiamo insieme il nostro NEGRONI con due piccole varianti che lo renderanno esclusivo e soprattutto FIRMATO OLTREPO’ PAVESE. Il vermut è un vino aromatizzato e, se si parla di vino, il nostro territorio può alzarsi in piedi e dire la sua! Ho scelto il MOSCATO LIQUOROSO O.P., un vino dal colore giallo dorato o leggermente ambrato, un profumo aromatico e intenso ed un sapore dolce e vellutato. I vitigni che rientrano nella composizione sono il Moscato bianco min. 85% e la Malvasia aromatica max 15%. Sostituito il vermut andiamo a rimpiazzare la piacevole fettina di arancia con una bella fetta spessa di pompelmo rosa ed il gioco è fatto.

Un po’ di storia sul “re arrogante” Negroni, perché svelare i misteri ci fa apprezzare di più la degustazione! Nasce nel 1919 al bar Casoni di Firenze creato dal conte Camillo Negroni, bevitore incallito, amante della bella vita e il suo fido barman, Fosco Scarselli.

Un’altra fonte sostiene che il barman lavorasse invece al bar Giacosa. Tralasciamo questa confusione… quello che è sicuro è che il conte, forte bevitore, non gradisse l’acqua di soda aggiunta per diluire l’Americano, il drink maggiormente gettonato all’epoca. Suggerì quindi al barman Scarselli di aggiungere anche del gin, il distillato inglese che Camillo conosceva bene, dato i suoi frequenti spostamenti nella capitale d’oltremanica.

La madre di Negroni era infatti inglese. Molto gustosa la vicenda che narra la nascita di questo cocktail. Si dice infatti che un giorno il conte si avvicinò al barman, gli sussurrò qualcosa all’orecchio, al che si mise immediatamente al lavoro. Al termine della miscelazione misteriosa e sottobanco disse: “Ecco il suo Americano signor conte”. La scena si replicò più volte, il sussurro, la miscelazione al riparo da occhi indiscreti, il servizio, fino a che alcuni clienti intraprendenti chiesero al barman dal fare misterioso, cosa mai avesse richiesto il conte. Egli confessò che il conte gli aveva detto ogni volta “Mettici anche una buona dose di gin” . Nei giorni a seguire il drink prese ad essere molto venduto. Al contempo apprendiamo che la prima versione del drink continuava ad avere uno schizzo di soda, eliminata nelle successive codifiche. Il successo del drink fu immediato ed ancora oggi è forse il cocktail aperitivo più amato e venduto in Italia.

Il cocktail vanta delle declinazioni, alcune delle quali hanno raggiunto una notorietà propria ed un livello di fama e richiesta pari, se non superiore all’originale. è il caso della variante Sbagliato che nasce in tempi recenti al Bar Basso di Milano e precisamente nel 1968. La leggenda narra che fu proprio generato da uno sbaglio del barista neo diplomato ed appena assunto che non ricordando la ricetta confuse, chissà come, la bottiglia del gin con quella dello spumante brut.

Il bar, gestito ai tempi da Mirko Stocchetto continuò la tradizione con il figlio Maurizio servendo il cocktail che ormai ha valicato i confini regionali, diventando un vero must dell’aperitivo grazie alla gradazione alcolica più moderata del mitico ispiratore.

Un’altra versione, figlia del successo della vodka in tempi recenti, è il Negrosky che prevede la sostituzione dello speziato gin con il distillato neutro di origine polacca.

Ecco la ricetta del nostro

NEGRONI al MOSCATO LIQUOROSO dell’OLTREPO’ PAVESE:

In un tumbler basso colmo di ghiaccio versiamo 3 cl di Moscato Liquoroso, 3 cl di bitter (il più famoso è il Campari) e 3 cl di gin, inseriamo la fettona di pompelmo rosa e la scorza di limone, avendo cura di spruzzarne gli oli essenziali nella parte alta del drink e di strofinarla sul bordo del bicchiere. Si beve rigorosamente senza la cannuccia e la degustazione parte dal naso, sentirete tutti i profumi. Portate alla bocca il bicchiere ed il sapore mediterraneo della scorza di limone vi avvolgerà. Ora potete assaggiare. Buono vero? Sono sicuro che vi piace.

La scelta del gin è importante, non fatevi prendere dalla moda utilizzando un gin artigianale troppo aromatizzato o comunque con botaniche che coprirebbero il sapore finale. Consiglio un gin inglese molto secco, il Tanqueray, che ha come caratteristica la completa assenza di agrumi. Cheers!

Consuma sempre i drink a stomaco pieno e non far mancare, di tanto in tanto, un sorso di acqua fresca.

DEGUSTARE UN COCKTAIL È UN PIACERE… SE TI PERDI CHE PIACERE È?!

DRINK RESPONSIBLY

di Emanuele Firpo

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