Mercoledì, 08 Luglio 2020
 

OLTREPÒ MULE! IL MOSCOW MULE DEL TERRITORIO CON SCIROPPO ALLA LAVANDA DELL’OLTREPÒ

“Con chi dovrei andare a letto per avere un vodka martini?” Cate Blanchett in Blue Jasmine. Terzo appuntamento legato al magico mondo della miscelazione, al quale abbiniamo la naturalezza dei prodotti tipici firmati Oltrepò Pavese.

Era il 1534 quando nacque in Polonia la prima distilleria di vodka, un distillato di cereali o patate, ai tempi le patate di piccole dimensioni non erano considerate adatte al commercio e venivano quindi utilizzate per altri scopi, impiegato come solvente per erbe e spezie curative, l’alcol contenuto nella vodka conservava nel tempo queste medicine. La paternità di questa “acquetta” è contesa dai vicini russi, nel 1540, in Russia, lo Zar Ivan il Terribile pensò di favorire il commercio di bevande alcoliche aprendo le prime rivendite autorizzate, rifornite dalle distillerie in mano alla nobiltà russa, per creare un circolo “virtuoso” del denaro. Per avere un’idea dei consumi dell’epoca, lo Zar Pietro il Grande, a cavallo tra seicento e settecento fece commercializzare la vodka all’interno di fusti da 12 litri, misura che rimase in essere fino alla fine dell’ottocento, quando la piaga dell’alcolismo e l’emergenza sociale ad esso legata, consigliò di usare misure più consone.

La vodka piace a tutti e su questo non ci piove. Piace a tutti perché è insapore e inodore ed abbinata a bibite gassate o succhi dona quel tono alcolico senza essere invadente sul gusto. Proprio per questo motivo è stata bistrattata dai nostri antenati barman che, dalla sua tarda scoperta, preferivano distillati più profumati e gustosi come ad esempio il whiskey. La vodka infatti ha dovuto fare i conti con il distillato a maggior consumo americano prima di essere conosciuta come si deve.

La nascita del MOSCOW MULE, poco prima degli anni Cinquanta, ha influito non poco a renderla popolare.

Vediamo insieme la storia di questo particolare cocktail composto da vodka, succo di lime e ginger beer, una bibita gassata a base di zenzero ed altri aromi.

Il “Mulo Moscovita” è un cocktail particolare, servito, come recita la ricetta originale, in bicchieri o tazze di rame che facevano da complemento al lancio del drink. E’ un esempio di come tre prodotti perdenti singolarmente, possano trovare il successo insieme. Il Moscow Mule, nasce nel 1947, per assecondare il rilancio sul mercato americano della vodka Smirnoff e che di li a poco determinerà il “Vodka Craze” ovvero la mania del distillato russo che sarà utilizzato in decine di drink.
Il drink fu inventato da tre uomini di affari che si riunirono a New York, al Chatham Hotel, per discutere e decidere una strategia comune per il rilancio dei loro prodotti sul mercato americano.
Il primo, John Martin , responsabile di un grosso distributore di bevande alcoliche e cibo, la Heublein Brothers, il secondo Jack Morgan, proprietario della Cock and Bull Products, produttore di bibite fra le quali spiccava la poco conosciuta e venduta Ginger Beer, nonché proprietario di un noto ristorante a Los Angeles con lo stesso marchio e Rudolf Kunett, presidente della Smirnoff America, in procinto di essere rilanciata negli Stati Uniti, dopo la poca fortuna riscossa anche in Europa. Quest’ultimo si era assicurato, alla fine del Proibizionismo, la licenza di produzione in terra americana, ma complice la guerra e scelte di marketing non corrette, fino a tale data aveva accumulato solo perdite, che il suo amico Martin ripianò entrando in società con lui.

Il drink fu un esempio di co-marketing incredibile e travolgente, due prodotti semi sconosciuti e perdenti, la ginger beer, fino ad allora poco gradita, e la vodka, un distillato povero di origine russo-polacca, che insieme formarono un successo travolgente.
Il drink, nonostante i natali newyorkesi, fu molto famoso sulla costa ovest, a Los Angeles dove Morgan aveva il suo ristorante sulla Sunset Boulevard, che fu il veicolo da traino per il successo del “Mulo”, che prese a scalare le vette delle preferenze, come titolavano i giornali locali, giocando sul nome del cocktail. Giocando sull’effetto emulazione i tre uomini di affari comprarono pagine intere dei quotidiani che riempirono con le foto di consumatori di Moscow Mule, catturate durante le feste, che loro stessi davano al ristorante.

La gente, alla ricerca di un minuto di notorietà, preconizzato da Andy Warhol, faceva a gara per essere fotografata con la tazza di rame mentre sorseggiava il drink. Un altro elemento di successo del drink fu il servizio all’interno delle tazze di rame, curioso escamotage ideato dallo stesso Martin, in aperta rottura con il passato, fatto di tumbler e coppe cocktail. Anche in questo caso si trattava di prodotti di recupero, infatti queste goffe tazze erano uno stock di magazzino invenduto di un amica di Morgan, che aveva un’azienda di oggetti di rame.

Ora che sappiamo un po’ di storia sulla vodka e sul moscow mule cimentiamoci nella preparazione del drink di questo mese, l’OLTREPò MULE, il Moscow Mule del Territorio. Ho pensato di personalizzare il cocktail con l’aggiunta di uno sciroppo di lavanda preparato in casa e per rendere ancora più unico il miscelato vi do due dritte su come estrarre lo zenzero per ottenere una piccantezza esclusiva.

Ricetta codificata del Moscow Mule

In un tumbler alto, o una tazza di rame, pieno di ghiaccio versate 5 cl di vodka neutra, 1,5 cl di succo di lime e colmate con la ginger beer (la reperite al supermercato nella corsia delle bibite); decorate con una fettina di lime e una rondella di cetriolo (opzionale).

Ricetta dell’OLTREPò MULE, il Moscow Mule del Territorio

In un tumbler alto, o una tazza di rame, pieno di ghiaccio versate 5 cl di vodka neutra, 2 cl di succo di lime, 2,5 cl di sciroppo alla lavanda, 2 cl di zenzero fresco estratto e colmate con la ginger beer; decorate con una fettina di lime, due striscioline di zenzero senza buccia e un rametto di lavanda disidratata.

Possiamo ottenere un ottimo sciroppo alla lavanda unendo i fiori secchi all’acqua in ebollizione nel rapporto di 1 a 20. Con 25 grammi di lavanda vi serve mezzo litro di acqua.

Procedimento: portate l’acqua in ebollizione in un pentolino e versate i fiori secchi, lasciate per massimo 5 minuti, filtrate, lasciate raffreddare quasi completamente ed inserite lo zucchero nella percentuale compresa tra 62 e 66,7% per garantire la conservazione, mescolate ed imbottigliate in contenitore scuro.Conservate in frigorifero e consumate entro 2/3 giorni (se si conserva in un frigorifero casalingo tenere in fondo dove la temperatura è più bassa).

Per lo zenzero fresco estratto: private della buccia 250 g di zenzero e passatelo con la grattuggia, inserite il tutto in un pentolino con mezzo litro di acqua e portate ad ebollizione a fuoco vivo; dopo qualche minuto dal bollore spegnete il fuoco, lasciate raffreddare e filtrate con un colino. Al liquido ottenuto aggiungete il succo di mezzo lime e 5 cl di liquore alla liquirizia per dare rotondità al preparato. Se non disponete del liquore calabro potete inserire nel pentolino, insieme allo zenzero, un paio di stecche di radice di liquirizia.

Il drink risulterà bilanciato e profumato ed il contrasto tra la dolcezza dello sciroppo di lavanda e la piccantezza dello zenzero fresco sarà un’esplosione al palato. Consiglio di gustarlo in abbinamento a piatti gourmet, dalle pizze agli hamburger, portate che riempiono le liste di ristoranti e pub e che sono ormai una tendenza attuale. Suggerisco di riunire tutti gli ingredienti del piatto in un sol boccone e subito dopo sorseggiare il drink per raggiungere l’apice nella degustazione, in questo modo l’incontro dei sapori sarà sublime! Avrò ragione? Provare per credere!

Consuma sempre i drink a stomaco pieno e non far mancare, di tanto in tanto, un sorso di acqua fresca.

DEGUSTARE UN COCKTAIL È UN PIACERE… SE TI PERDI CHE PIACERE È?!

DRINK RESPONSIBLY

di Emanuele Firpo

 
 
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