Lunedì, 09 Dicembre 2019

RIVANAZZANO TERME - «DIFFERENZIATA AL PALO E PROMESSE DISATTESE: EVIDENTEMENTE L’ECOLOGIA NON PORTA VOTI»

«La raccolta differenziata è al palo, i troppi cassonetti per l’indifferenziata la disincentivano ma l’amministrazione non fa nulla». A parlare sono Daniela Sabbioni, Paola Mutti, Cristian Albertini, Leonardo Asso e Gianni Gilardone, cittadini di Rivanazzano Terme profondamente scontenti per la lentezza con cui il loro paese si sta muovendo in direzione di un corretto smaltimento dei rifiuti. «I dati parlano chiaro – attaccano i rivanazzanesi - siamo partiti nel 2018 dal 30,7%  di raccolta differenziata e ora siamo ancora intorno al 30%. Nulla è cambiato! La provincia di Pavia è il fanalino di coda della Regione Lombardia ed il comune di Rivanazzano anche in questo non si distingue da altri in Oltrepò, che si attestano su percentuali ancora più basse, ma che hanno la “scusante” di essere territori di alta collina/montagna con ovvie difficoltà nell’espletamento del servizio di raccolta. Addirittura, Rivanazzano sembra perdere il passo rispetto ad altri Comuni a noi vicini che hanno decisamente cambiato marcia».

Disinformazione, scarso senso civico, inadeguatezza dei sistemi di raccolta … Quali sono a vostro giudizio le cause che non hanno “fatto decollare” la differenziata?

«Sicuramente un mix di tutti questi aspetti: molti cittadini sono disinformati, non capiscono il motivo per cui si debba fare la raccolta, conferiscono i loro rifiuti nel “cassonetto grigio” inconsapevoli che questi verranno inceneriti. Forse  non sanno che a pochi km da casa abbiamo in funzione ben 2 inceneritori a Corteolona e a Parona. I rifiuti non scompaiono dopo essere stati gettati nel cassonetto, ma vengono inviati all’incenerimento: una volta  inceneriti si trasformano in altre sostanze, particolato (PM 10 e PM2,5), metalli quali arsenico, mercurio, cadmio, piombo ed anche diossina, entrano nell’aria che respirano anche i nostri figli o si depositano sulle coltivazioni (e quindi sulle nostre tavole) o sul terreno, andando poi a contaminare le falde acquifere. Non dimentichiamo che ben il 40% di quanto incenerito residua sotto forma di ceneri di scarto, che dovranno essere smaltite nelle discariche di rifiuti speciali. Le nanoparticelle, così minuscole che nessun filtro è in grado di trattenerle, penetrano nei nostri polmoni causando malattie. La Provincia di Pavia, insieme a Milano, ha un tragico primato di morti per cancro e malattie cardiovascolari  riconducibili sicuramente alla qualità dell’aria. Moltissimi sembrano essersi dimenticati  del terribile incubo che abbiamo vissuto con la minaccia dell’inceneritore di Retorbido. Solo due anni fa migliaia di persone hanno lottato per salvare i loro figli da un inceneritore sperimentale sotto casa ed io mi chiedo con quale coraggio queste stesse persone continuino ad alimentarne altri con i loro rifiuti. Ci domandiamo perché i cassonetti dell’umido siano sottoutilizzati e spesso la frazione organica venga smaltita dopo essere stata inserita in sacchetti di plastica e non nei sacchetti compostabili. In questo modo anche il poco umido che viene raccolto è contaminato  e crea criticità per le imprese di compostaggio che dovranno trattarlo».

Parlavate di disinformazione. Un anno fa l’amministrazione comunale insieme ad Asm hanno organizzato diversi incontri e distribuito opuscoli informativi. Non è bastato?

«Veniamo da anni in cui le amministrazioni comunali e le società che si sono occupate di raccolta e smaltimento rifiuti hanno badato di più a mantenere consenso elettorale e a tenere bassi i costi per gli utenti: la soluzione da sempre utilizzata è il cassonetto grigio ed il sacco nero dell’immondizia. Bastava buttare tutto e conferire nella discarica di Casatisma  e successivamente all’inceneritore di Parona. Gli incontri dello scorso anno sono stati utili, ma insufficienti. Le informazioni fornite sono state superficiali e solo temporanee senza il necessario seguito per mantenere alta l’attenzione e aumentare la sensibilità.  C’è bisogno di un cambio di abitudini e di mentalità; gli amministratori devono fare da guida ed accompagnare la comunità in questo percorso virtuoso emulando le altre provincie della Lombardia. Gli opuscoli sono sicuramente utili, il “rifiutologo” anche. Benché sia complicato e a volte non aggiornato con le indicazioni del CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi), fornisce informazioni sul modo corretto in cui smaltire i rifiuti».

 Il fatto che ad esempio i cassonetti dell’indifferenziato non siano stati rimossi è un incentivo a non fare la differenziata?

«Assolutamente si! I cassonetti dell’indifferenziato non sono stati rimossi né il loro numero è stato diminuito, pertanto moltissime persone, negligentemente, proseguono le vecchie e cattive abitudini: non separano plastica, carta e umido, ma gettano tutto in un solo sacco nero e quindi nel cassonetto dell’indifferenziato, per cui le decine di cassonetti grigi sono spesso stracolmi, dando una brutta immagine del nostro paese ai numerosi turisti che vi transitano per recarsi in alta valle Staffora. L’aumento delle “isole ecologiche” ha avuto come risultato quello di incrementare i cassonetti, che ora sono più numerosi e posti davanti alle case e ai giardini…Siamo il paese dei cassonetti… per lo più straripanti. Il sistema di raccolta è troppo simile a quello precedente, i cassonetti grigi senza chiavetta e con aperture enormi favoriscono l’introduzione di qualunque rifiuto. I controlli sono stati inesistenti, se non forse la tardiva installazione recentemente di qualche telecamera che purtroppo non sarà mai sufficiente a stanare i furbetti.

Cosa proponete voi concretamente o cosa avete proposto se l’avete fatto, all’amministrazione per “educare” alla differenziata?

«Sono gli amministratori che devono farsi parte attiva, stimolando personalmente le loro comunità all’esercizio delle buone pratiche. Devono essere lungimiranti ed allo stesso tempo conoscere e far tesoro delle esperienze altrui. Da anni si parla di emergenza rifiuti a Napoli, Palermo ed ultimamente anche Roma. Tutto è proporzionale al numero degli abitanti, ma anche all’impegno che le amministrazioni dedicano al problema. Alcuni di noi hanno personalmente partecipato a numerosi incontri sul tema e non si capisce perché in Oltrepò ASM Voghera e la Broni /Stradella non adottino la soluzione del Porta a Porta. Solo alcuni comuni hanno optato per questa soluzione (Stradella, recentemente Broni, e da noi Codevilla e Torrazza Coste). La maggioranza dei comuni italiani ha questo sistema:  Milano con AMSA, dopo la crisi dei rifiuti della seconda metà degli anni 90, da oltre 15 anni ha adottato il porta a porta, estesa a 1,5 milioni di abitanti, oggi è un’eccellenza europea. Certo all’inizio ricordo le amiche milanesi che mal sopportavano di dover separare e conferire i rifiuti in giorni determinati; oggi per le stesse persone è diventata una routine. In tutti questi comuni la Raccolta differenziata veleggia oltre il 70%. Per restare in provincia di Pavia, a nord del Po abbiamo comuni che arrivano a sfiorare il 90% (Travacò Siccomario) e non ci risulta che il grande fiume segni un confine di Stato. Il tema ambientale non sembra essere una priorità dell’attuale amministrazione, ma forse, grazie all’effetto traino di alcuni comuni limitrofi, anche Rivanazzano adotterà azioni concrete, maggiori controlli, una comunicazione più puntuale e mirata, iniziative green che tuttora mancano».

Documentate, e purtroppo molto spesso con foto, la presenza in paese di cassonetti straripanti o di rifiuti abbandonati  dove capita…Che soluzione reale e concreta suggerite?

«Rifiuti ingombranti vengono molto spesso abbandonati per strada, soprattutto in Via San Francesco, proprio nei pressi della Greenway. Ripeto: questo non è un bel biglietto da visita per Rivanazzano Terme. I rivanazzanesi hanno tanto voluto aggiungere la parola Terme al nome del loro paese, ma Terme significa benessere, salute, natura, ambiente sano. Sarebbe auspicabile la realizzazione di una piazzuola per i rifiuti ingombranti. Molte persone non ricorrono ad ASM per il ritiro gratuito, perché non sono a conoscenza del servizio, pertanto a mali estremi sarebbe opportuno installare delle fototrappole per andare ad individuare e sanzionare l’inciviltà della gente».

Qualche tempo fa avete fatto un appello pubblico all’amministrazione per l’installazione di cestini per la raccolta differenziata al parco giochi. A che punto è questa vostra richiesta?

«Malgrado le numerose richieste dei genitori, anche con articoli sui giornali, non sono mai stati installati cestini per la raccolta della plastica e della carta ai Giardini Mezzacane e al Parco Brugnatelli . A scuola i bambini imparano a fare la raccolta differenziata, ma proprio nel luogo deputato ai loro giochi, sono costretti a gettare tutto insieme e questo è diseducativo! Le mamme hanno chiesto a più riprese, anche pubblicamente, questi cestini  e la risposta dell’Amministrazione è stata: “basta fare quattro passi e andare dietro il Boccio, lì trovate i cassonetti!”».

La vostra attenzione e sensibilità è rivolta anche al verde pubblico. Quali le criticità da voi evidenziate?

«Il verde pubblico è l’immagine che il paese offre ai visitatori. Abbiamo la fortuna di avere il bel Parco Brugnatelli, ma troppe zone verdi del paese non ricevono le giuste attenzioni e troppo spesso sono vittime di incuria. Alberi secolari abbattuti e mai ripiantati, alcuni sostituiti da parcheggi (Piazza Cornaggia), ceppi lasciati da anni in bella vista a marcire anche davanti al Municipio, piante rinsecchite ai Giardini Mezzacane, circondate da asfalto, tigli secolari ricoperti di catrame fino al tronco, come succede in via  Mazzini… solo per citare alcuni esempi Chi cura il verde? Siamo circondati da vivaisti, ma la cura del verde è stata affidata a qualcuno che di verde poco se ne intende visti i risultati».

Parcheggi che hanno sostituito alberi… I parcheggi però servono…

«Rivanazzano sembra essere diventato un immenso parcheggio: auto parcheggiate in ogni spazio libero. Addirittura ai giardini Mezzacane le auto sono parcheggiate proprio davanti alle panchine dove sono sedute le persone anziane e le mamme . Le mamme sono costrette a fare la gimkana con i passeggini tra le auto parcheggiate impunemente in doppia o tripla fila davanti ai negozi, ai bar ed alle gelaterie. Troppo spesso la comodità e l’opportunismo la fanno da padroni in barba a divieti, segnaletiche e dischi orari completamente ignorati.

Ricordo che in un intervista di qualche tempo fa un amministratore locale propose per le numerose feste al parco Brugnatelli l’utilizzo di vettovaglie compostabili. Così è stato?

«Nel corso delle numerose feste al Parco Brugnatelli, che allietano l’estate dei rivanazzanesi, non è mai stato utilizzato un solo piatto o bicchiere compostabile. Si sperava che quest’anno venissero adottate le stoviglie compostabili, invece non è stato così, andando a generare un quantitativo enorme di rifiuti non riciclabili (piatti, bicchieri e posate di plastica). Nonostante su tutti i giornali e alla TV chiunque possa reperire informazioni sui danni causati dall’inquinamento dovuto alla plastica, si è preferito continuare a riempire sacchi e sacchi di plastica inquinante per l’ambiente. Perché? Inoltre ricordo che in alcuni articoli di giornale gli Amministratori hanno promesso il regolamento per le ecofeste ma  siamo sempre in attesa dopo un anno…».

Sono tanti i Comuni virtuosi dell’Oltrepò: pensiamo alla Casetta dell’acqua a Codevilla, a breve anche a Lungavilla,  la Compostiera fornita ai cittadini (Codevilla), il Raccoglitore olio esausto a Retorbido e Codevilla…Perché a vostro giudizio Rivanazzano Terme non riesce a seguire questa scia ecologica? Che idea vi siete fatti?

«Codevilla, Torrazza Coste e Lungavilla hanno optato per il porta a porta spinto. Retorbido insieme a Voghera ha intrapreso un'altra strada con l’utilizzo delle calotte, ma i risultati non sono stati così performanti. Certo la differenziazione dei rifiuti a casa, il dover conferire con limitati volumi nelle calotte o solo in alcuni giorni con il porta a porta, dover tenere in casa l’umido (che puzza!), non poter gettare i rifiuti quanto si vuole o quando c’è necessità sicuramente scontenterebbe tanta gente e, si sa, senza il consenso non si governa. Meglio andare avanti così. In fondo i rifiuti non sono un problema: altre sono le questioni importanti per Rivanazzano. Durante la presentazione della raccolta dell’umido il 5 ottobre dello scorso anno in Teatro gli Amministratori hanno promesso pubblicamente di mettere a disposizione della cittadinanza il raccoglitore dell’olio esausto: l’olio che usiamo in cucina per friggere non deve assolutamente essere gettato nel lavandino, perché è altamente inquinante. 1  litro di olio esausto inquina 1 milione di litri d’acqua del mare. Il mare è un bene di tutti. Il raccoglitore costa un’inezia e permette di raccogliere l’olio per poi mandarlo al riciclo. Nella compostiera domestica si gettano gli scarti di cibo e gli sfalci dell’erba del giardino, i fondi di caffè. Il terriccio che si forma dopo alcuni mesi può essere usato per rinvasare i fiori o per spanderlo nell’orto. Inoltre nelle scuole di Codevilla, Salice Terme, Godiasco e Torrazza Coste ai ragazzi sono state distribuite gratuitamente borracce  e installati  i depuratori con la collaborazione delle varie Amministrazioni. Stoviglie compostabili vengono utilizzate nelle mense scolastiche. Certamente negli ultimi anni in tema di attenzione all’ambiente Rivanazzano Terme non si sta distinguendo particolarmente. Altri Comuni limitrofi hanno decisamente imboccato una rotta green».

Vi accusano di pensare solo al “rudo”, altri di vivere il ricordo del no inceneritore. Cosa rispondete?

«Probabilmente è vero: la pirolisi è stata importante ed ha risvegliato la coscienza ambientalista di tantissimi cittadini. Noi adottiamo comportamenti responsabili nei confronti della collettività. Ci piacerebbe chiedere a queste persone  a quali altri interessi comuni dovremmo rivolgere le nostre attenzioni e soprattutto sapere da loro cosa stiano altruisticamente facendo per gli altri».

La vostra battaglia molto spesso fatta attraverso i social continuerà? avete in mente altre azioni dimostrative?

«I social sono uno strumento di informazione, il loro accesso è libero. Chi non vuole più sentirci, ci cancelli pure dalle proprie  amicizie, ce ne faremo una ragione. Ma fino a quando vivremo in uno stato libero e democratico, ci sentiremo sempre in diritto ed in dovere di esternare le nostre critiche e suggerimenti affinché le cose in Rivanazzano migliorino. Poi se non cambiano, vedi la differenziata che nonostante i proclami è rimasta al palo, chi ci critica dovrebbe farsi qualche domanda e darsi qualche risposta».

Confidate in un segnale da parte delle istituzioni o avete “ perso le speranze?

«“Spes ultima dea”, dicevano i latini. Per ora confidiamo in una svolta decisiva sul sistema di  gestione dei rifiuti. Il “compromesso storico” di Rivanazzano con tutti i partiti uniti in una sola lista non deve temere critiche in consiglio comunale: tutti sono stati eletti con un plebiscito e quindi devono agire nell’interesse della collettività che li ha scelti. Poi se qualcuno ci consiglia di migrare, rispondiamo che noi amiamo Rivanazzano, nutriamo un grande affetto per le verdi colline che la circondano, vogliamo continuare a viverci, crescerci i nostri figli e speriamo che l’amministrazione risolva, tra le tante questioni che la attanagliano, anche questo problema».

di Silvia Colombini

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