Martedì, 18 Giugno 2019

SALICE TERME – RIVANAZZANO TERME - UN NUOVO PARCO GIOCHI - DIVERTIMENTI APRIRÀ A GIUGNO

Aprire un parco giochi può rivelarsi un ottimo investimento, considerando la crescente richiesta da parte delle famiglie di aree attrezzate in cui poter lasciar giocare i loro bimbi in sicurezza: recenti studi hanno confermato che circa il 92% delle attività legate al divertimento di bambini e famiglie è risultato vincente, e di questo 92% il 65% è in crescita. Per i bambini i parchi giochi all’aperto sono veramente importanti dato che permettono loro di potersi divertire e allo stesso tempo di poter socializzare con altri loro coetanei. Il gioco e il divertimento dunque devono essere sempre garantiti, ma allo stesso tempo tutte le norme di sicurezza non devono mai venire a mancare: un parco giochi che si rispetti deve essere dotato di tantissime attrazioni ed ovviamente deve avere tutte le attrezzature di sicurezza in grado di assicurare la libertà dei bimbi e la tranquillità dei genitori. Luca Galati deve aver pensato a tutto questo quando ha deciso di realizzare a Salice Terme il “Jeb Park”, un vero e proprio parco divertimenti per bambini, famiglie e non solo. L’area prescelta è quella antistante e attigua al “Bay Bar”, che grazie alle sue strutture logistiche, ricreative e sportive esistenti sarà parte integrante del parco giochi.

La posizione è strategica: l’area, che ricade sotto la giurisdizione del comune di Rivanazzano Terme, è comunque a Salice Terme ed è posta all’ingresso del paese. Si trova nella zona del campo sportivo “De Martino”, quindi facilmente raggiungibile e dotata di ampi parcheggi, immersa nella campagna e adiacente il torrente Staffora. A Luca Galati imprenditore oltrepadano nel settore intrattenimento, l’idea di aprire un parco giochi-divertimenti deve essere venuta anche perché è padre di un bambino di 6 anni e quindi vive direttamente le problematiche relative al tempo libero per quella fascia d’età. Problematiche logistiche che coinvolgono tutte le famiglie con dei figli.

Galati lei è stato, in questi decenni, uno dei “principi” della movida oltrepadana. Dalle discoteche ad un Parco Giochi: perché le è venuta l’idea di aprire proprio una struttura del genere?

«Perchè la prima cosa a cui pensa un bambino quando gli viene chiesto di esprimere  un desiderio, è di poter andare al parco giochi. L’idea mi è venuta così in modo naturale come naturale e spontanea è la risposta di un bambino».

Il Parco Giochi che lei aprirà a breve, ha già un nome?

«Sì certo, si chiamerà  “Jeb Park”».

Nome di fantasia o nasconde un significato?

«Nulla è casuale… ho voluto dare questo nome perché per me ha un significato molto importante che rivelerò solo alla fine della stagione che tra poco inizierà».

A tal proposito,  quando aprirà le porte al pubblico il “ Jeb Park”?

«Nei programmi l’apertura è prevista per i primi di giugno e durerà per tutta la stagione estiva, indicativamente fino a fine settembre».

La struttura sorgerà là dove oggi si trova il “Bay Bar”. A chi si è affidato per trasformare il “Bay Bar” nel “Jeb Park”?

«All’Architetto Mariella Zanelli. Sua la firma su diversi locali notturni storici della zona tra cui il Macarios, la Rive Gauche, il Baito, il Delano, il Mom.a ed infine il Naki Beach, solo per citarne alcuni…».

Perché la scelta di questo architetto?

«Perché oltre ad avere per il suo ruolo dimestichezza in campo strutturale, ha quella marcia in più che per me la rende unica. L’ho conosciuta  anni fa mentre collaborava con Maurizio Costa alla realizzazione e all’esecuzione di lavori commissionati da Medini per conto della Swatch, pezzi unici ed irripetibili. Seguendo il suo percorso lavorativo, ho visto che ha realizzato “cose” fuori dal comune, un esempio su tutti la riproduzione di frammenti della Cappella Sistina eseguita con colori e polveri di terra. Ha delle doti non comuni per l’appunto».

A quali fasce di età si rivolgerà il “Jeb Park”?

«Sarà strutturato per accogliere una clientela piuttosto eterogenea, in base  a determinate fasce orarie e all’organizzazione di eventi mirati. Dalle ore 19.00 alle ore 23.00 il parco potrà ospitare bambini più piccoli, diciamo quelli che vanno da una fascia d’età compresa tra i 3 ed i 12 anni;  a partire dalle ore 23.00 sarà prevista un’area dedicata ai ragazzi più grandicelli dove verranno organizzate  feste come lo Schiuma Party, il Color Party, la Notte da Bomber, la Soccer Night ed altre tante feste a tema che stiamo ideando».

Che attrazioni e divertimenti sono previsti per i bambini ed i ragazzini dai 3 ai 12 anni?

«Tanti gonfiabili, piattaforme elastiche, giostre e giostrine… In più ci saranno artisti di strada e animatori che intratterranno i giovani ospiti».

Per l’allestimento vero e proprio del parco chi l’ha aiutata?

«Per le attrezzature di svago e divertimento come gonfiabili, tappeti elastici, giochi di vario genere e giostrine mi sono avvalso di un pool di persone specializzate nel settore».

È prevista l’aperura solamente nella fascia oraria serale?

«Assolutamente no, certamente non tutti i giorni ma molto spesso il parco sarà aperto anche nelle ore diurne per eventi mirati. A tal proposito  abbiamo preso contatti con vari enti ed associazioni, istituti e scuole per organizzare comitive di bambini e ragazzi inoltre avendo a disposizione anche un campo da Beach Soccer organizzeremo tornei di calcio dedicati sia ai più piccoli che ai più grandicelli».

L’area dove lei ha previsto il “Jeb Park” è un’area nata per la musica. Ci sarà la musica?

«Certamente dopo una certa ora ci sarà un po’ di musica, ma principalmente abbiamo l’intenzione di organizzare qualche sporadico concerto in orari consoni con l’attività del parco con rapper famosi che si sono già esibiti nei mesi e negli anni scorsi al Mom.a di Voghera».

Saranno necessarie delle scenografie a fare da cornice a questi eventi. Farà tutto da solo?

«Per quanto riguarda la realizzazione delle quinte, luci, palchi ed impianto voci non potevo che affidarmi alla Mediastar Service Sound, ovvero Adriano Rossi, un amico oltre che un professionista di ottimo livello e per dare un senso al suo valore, vorrei citare uno dei suoi ultimi lavori all’interno del parco più famoso d’Italia, Gardaland».

All’interno del parco i giovani ospiti saranno “sorvegliati” oppure sarà sempre richiesta la presenza di un loro accompagnatore?

«Assolutamente accuditi dal nostro staff composto da persone qualificate, un genitore deve avere la serenità e la tranquillità che il loro figlio al “Jeb Park” si trova in un ambiente protetto e sicuro».

“Sistemati” i bambini… le famiglie come possono passare il loro tempo al “Jeb Park”?

«Abbiamo previsto un’area Food & Drinks con l’allestimento di diversi corner con varie tipologie di street food. Un’offerta gastronomica varia, adatta sia ai genitori che ai figli».

Altre iniziative che pensa di realizzare al “Jeb Park”?

«Siamo in contatto e stiamo organizzando i raduni di diversi club e associazioni principalmente rivolti al mondo dello sport, del motociclismo, del ciclismo e dell’automobilismo».

Parlando di ciclismo… la posizione del “Jeb Park” è strategica, a due passi dalla Green Way che a breve dovrebbe trovare il suo completamento da  Voghera a  Varzi. Pensa sia un’opportunità? Come pensa di sfruttarla?

«Con grande interesse sto seguendo l’iter realizzativo della Green Way Voghera -Varzi e stiamo pensando di allestire e dedicare un’area a tutti quei ciclisti e podisti o semplicemente a coloro che vogliono fare una sana camminata sulla Green Way. Insomma, una sorta di base d’appoggio sia dal punto di vista logistico ma anche di ristoro».

Tutti i parchi giochi oltre alla valenza ludica hanno anche una valenza sociale. Qual è la sua idea in proposito?

«Certamente, ritengo che un parco giochi “sano” con un ambiente “sano” possa essere un punto di approdo naturale per tutte quelle famiglie, quei bambini e quei ragazzi che decidono di passare due o  tre ore di divertimento lontano dai pericoli che ahimè oggi giorno sono sempre più alla portata dei bambini e dei ragazzini. Sempre in questa direzione e con questa finalità, con le avarie autorità comunali in primis con quella di Rivanazzano Terme, Comune dove sorge la proprietà, e con altre associazioni no profit, cercheremo di fare proposte in parte gratuite e in parte con grandi agevolazioni per far divertire ripeto in un ambiente “sano” e controllato i ragazzi».

  di Silvia Colombini

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