Mercoledì, 21 Febbraio 2018

VOLPARA - "ERA UNA VECCHIA CHIESA SCONSACRATA, UN RUDERE, ORA È IL TEMPIO DEL MOSCATO"

Matteo Bossi, sindaco di Volpara dal 2009, è in Comune dal lontano 1999, dapprima come consigliere e poi come primo cittadino.

Sindaco, iniziamo dal fatto che Volpara è molto famosa per la chiesa sconsacrata che è diventata un locale e luogo di ritrovo chiamato "Il tempio del Moscato". Il comune ha preso in gestione questo posto?

"Sì, il comune ha preso in gestione la chiesa sconsacrata nel 1999… era una vecchia chiesa e l'abbiamo ristrutturata. Era un rudere, non c'era più neanche il tetto ed era tutto distrutto… con un bosco cresciuto intorno e dentro. C'erano solo i muri".

Come mai avete fatto la scelta di prendere in gestione e ristrutturare completamente questa chiesa?

"L’idea principale è stata quella di sistemare un po' quell’area dismessa che ormai era diventata un bosco. Già con le amministrazioni precedenti, dove io partecipavo solo in qualità di consigliere, si era pensato di fare dei lavori e alla fine ce l’abbiamo fatta".

Come investimento è stato molto oneroso?

"Diciamo di sì! Però ci è stata data una grossa mano dalla Fondazione Cariplo per la sistemazione di tutta l’area".

Quanto sono durati i lavori?

"In tutto ci sono voluti circa tre anni, per pulizia dell’area e risistemazione della chiesa… Dal 1999 al 2002 quando poi abbiamo fatto l’inaugurazione".

Negli anni "Il tempio del Moscato" ha sempre lavorato?

"Sì, è sempre funzionato molto bene. Da circa 6 anni poi, sempre in quell’area, abbiamo costruito un anfiteatro, in cui facciamo ogni genere di manifestazioni".

Del tipo?

"Ogni genere: dall’operetta alla compagnia dialettale ad altri tipi… cerchiamo di accontentare tutti i generi. Abbiamo cominciato nel  giugno 2011, facendo prima qualche spettacolo ogni tanto. Adesso invece, durante naturalmente il periodo estivo perché si trova all’aperto, facciamo eventi tutte le settimane, o venerdì o sabato o domenica".

Il riscontro del pubblico è buono?

"Molto. Adesso sta proprio prendendo piede, ma non nego che i primi anni è stata dura. Ci sono stati momenti a volte deludenti, anche perché non c’era la giusta pubblicità in giro e  non tutti sapevano che facevamo certi spettacoli. Bisognava forse imbroccare la strada giusta e i generi da proporre… adesso posso dire che ci siamo riusciti".

Volpara è conosciuta come terra del moscato. Ci sono molti produttori?

"Produttori a livello di uve direi più o meno tutti. Siamo ancora molto legati alla terra, nonostante le vicende che ci sono state con le varie Cantine dell’Oltrepò. Produttori invece a livello di vinificatori ce ne sono tre in paese. C’è anche l’Associazione Volpara che si occupa di portare avanti il discorso Moscato".

Questa Associazione esiste da molto tempo?

"Più o meno da quando abbiamo realizzato il tempio… sono nate più o meno insieme, anche se poi il Tempio ha preso una strada diversa".

Il moscato è valorizzato nel modo giusto secondo lei?

"Ritengo di sì. Adesso ci sono anche risultati a livello nazionale. Fino a qualche anno fa il moscato era una nicchia, ma negli ultimi anni, anche grazie ai mercati esteri che si sono innamorati del nostro vino, sta andando molto bene. Sia a livello di uve che di vendite".

Parlando invece di Volpara paese, ci sono pochi abitanti vero?

"Sì, siamo circa 130".

In un momento in cui si parla di possibili fusioni tra i comuni, ha mai pensato a una simile eventualità per il suo paese?

"Sì e devo dire che ne abbiamo anche parlato con i comuni adiacenti. Noi, con Montecalvo Versiggia e Golferenzo siamo in unione dal 1999, quindi da tantissimo tempo. Abbiamo poi iniziato un discorso, ma per il momento molto ampio, anche con Santa Maria della Versa. Ci siamo trovati con i sindaci per vedere di ragionare sul discorso fusione… noi saremmo favorevoli, perché siamo un comune molto piccolo. Dispiacerebbe sicuramente se dovesse un giorno non esserci più il comune di Volpara, ma se riuscissimo a trovare una giusta soluzione di fusione non la vedo una cosa così sbagliata, anzi. Noi a livello di servizi in generale ci appoggiamo già a Santa Maria, anche solo per commissioni banali, come andare a prendere il pane o il giornale, andare in banca o in posta… Volpara è rimasto solo un piccolo centro abitato e basta".

è soddisfatto del suo operato come sindaco?

"Tutte le ‘magagne’ nei paesi piccoli sono del sindaco! In comuni più grandi il primo cittadino riesce sicuramente a delegare gli assessori per tante cose, ma qui no. Siamo in tre, io, il vicesindaco e l’assessore, che comunque mi danno una gran mano. Sono soddisfatto dei miei anni da sindaco, anche se i primi anni sono stati migliori: abbiamo fatto l’anfiteatro, abbiamo finito alcuni lavori… Poi da Roma hanno iniziato a tagliare i finanziamenti e bisogna cercare di spendere il meno possibile perché, non arrivando quasi più nulla come trasferimenti statali, è sempre più difficile andare avanti".

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