Mercoledì, 13 Dicembre 2017

RIVANAZZANO TERME "NON POSSO PRENDERE INIZIATIVE SENZA L'AUTORIZZAZIONE DEL CIRCOLO"

Il "Boccio" di Rivanazzano Terme non ha bisogno di molte presentazioni, sia per gli assidui frequentatori sia per chi non "ci ha mai messo piede", il Boccio è… il Boccio.

Sembra esistere da sempre o perlomeno esiste da sempre nella memoria di chi oggi, ancora cliente e sorpassate molte primavere, racconta del primo dopoguerra e lo ricorda già aperto. Un locale storico, un punto di ritrovo per molti rivanazzanesi e non solo, allora come oggi: certo le cose sono cambiate dai tempi delle sorelle Nebbiolo, oggi i campi da bocce non sono più attivi, sono passate diverse gestioni ma gli storici clienti non perdono un giorno e "un colpo"… e così entrando non ti stupisci di trovare  Roberto Santinoli, Gianni Moroni o Giovanni Nobili che hanno fatto e sono con le loro peculiarità la storia del Boccio. Ma per arrivare al nocciolo della questione, perchè una questione c'è... dobbiamo abbandonare l'affascinante sentiero dell'amarcord e addentraci in quello più pragmatico del macigno che potrebbe abbattersi sul Boccio: l'ipotetica chiusura. Facciamo un passo indietro: il Boccio è di proprietà del comune di Rivanazzano Terme, i muri tanto per intenderci sono comunali, il comune poi ha da sempre dato in uso i locali al Circolo ACLI (Associazione Cristiana Lavoratori Italiani) di Rivanazzano Terme. Il circolo nella persona del suo Presidente in carica e del consiglio direttivo attraverso l'istituzione di un bando di gara, sub-affitta la struttura al miglior offerente che ne diventa il gestore. Fin qui tutto nella norma, una prassi consolidata nel tempo.

Nel mese di Luglio, terminato il contratto di locazione del precedente gestore, rileva l'attività Valentina Sesenna, una bella signora che contagia con il suo entusiasmo, il suo sorriso, la sua gentilezza e la voglia di fare, con alle spalle 26 anni di esperienza nel settore dei locali pubblici sia come gestore che come dipendente. Ci colpisce la pulizia e la cura con cui è tenuto il locale e se nell'immaginario collettivo il Boccio è sempre stato un locale "per soli uomini" troviamo invece anche donne e bambini. 

Sesenna lei è subentrata alla passata gestione aggiudicandosi il bando di gara è corretto?

"Esatto, sono al Boccio da Luglio 2017, mi sono aggiudicata il bando di gara e dal primo luglio ho stipulato davanti ad un notaio un regolare  contratto di locazione con il circolo ACLI di Rivanazzano Terme nella persona del suo Presidente in carica, contratto  che scadrà il 31 dicembre 2019 con la possibilità di un ulteriore rinnovo per altri tre anni qualora il comune decidesse di continuare a dare in uso il locale al circolo".

Tralasciando gli aspetti meramente economici circa gli investimenti da lei fatti, delle migliorie che sono tangibilmente evidenti, dagli anticipi versati come caparra etc. etc… Che cosa è successo immediatamente dopo l’inizio della sua gestione?

"è successo che il Presidente del circolo ACLI di Rivanazzano Terme si è dimesso e poco dopo a seguire anche tutti gli altri membri del consiglio hanno lasciato la carica".

Lei sta dicendo che il circolo ACLI di Rivanazzano Terme non esiste più, andando sul sito del circolo appaiono ancora i nomi del Presidente e di tutto il direttivo…

"Esatto non esiste più ed io mi sono ritrovata senza il mio interlocutore principale. Io ho un contratto di locazione con il circolo e tutta una serie di altri obblighi contrattuali, per cui per qualsiasi decisione, problematica o iniziativa che intendo intraprendere al Boccio devo necessariamente parlare, confrontami e ricevere il benestare del circolo. La cosa che più mi ha lasciata spiazzata al di là delle singole decisioni personali di abbandonare una carica, e non entro nel merito, non mi interessa chi, come e perchè, è che non ho più avuto alcun modo di poter parlare con il circolo, tutto il consiglio direttivo dimissionario ha cessato ogni rapporto con il Boccio e di conseguenza con me,  lasciandomi in balia di un vuoto istituzionale che mi sta tenendo con le mani legate".

Non avendo più un referente deduciamo che tutte le sue idee e i suoi progetti o più semplicemente le decisioni da prendere necessarie al normale svolgimento del suo lavoro siano da rimandarsi a data da destinarsi?

"è proprio questo il punto e il problema: da una parte non posso prendere iniziative senza avere l’autorizzazione del circolo e dall’altra non mi posso permettere di fare investimenti senza sapere se e per quanto tempo potrò ancora stare qui".

Il circolo ACLI di Rivanazzano Terme è un distretto del circolo ACLI di Pavia, ha provato a bussare le porte a Pavia?

"è stata la prima cosa che ho fatto, mettermi in contatto con il circolo ACLI provinciale per illustrare la situazione e devo dire che in questo mi ha dato una grossa mano l'amministrazione comunale, tutta, nessuno escluso, si sono fatti portavoce della mia difficoltà e hanno chiesto a Pavia un commissariamento se non altro temporaneo per il circolo di Rivanazzano affinchè si potessero sbloccare almeno le decisioni e gli interventi più urgenti".

Perché ci sono interventi urgenti da fare?

"Sì, è necessario rifare una parte del tetto che risulta danneggiata e quando piove mi si allaga il locale, ma giustamente il comune se non riceve la richiesta ufficiale da parte del circolo, che è l’ente a cui il comune ha dato in uso il locale nulla può fare, ha le mani legate. Si stanno facendo in quattro per cercare di trovare con ACLI Pavia un dialogo e una soluzione che in questo momento di urgenza è la creazione di un commissariamento, in attesa che venga nominato il nuovo consiglio".

E Pavia cosa ha risposto?

"Bella domanda, da Pavia non sono stati molto chiari… probabilmente riusciranno a darmi risposte  certe quando avranno visionato tutti i conti e la documentazione inerente la passata gestione, a tal proposito anche io come nuovo gestore e anche tutti i soci come di diritto, vorremmo visionare tale documentazione, ma al momento sembra non essere possibile. La mia preoccupazione è dovuta al fatto che questa incertezza, questa scarsa chiarezza potrebbe portare il circolo ACLI di Pavia a prendere la decisione di chiudere il Boccio qualora lo ritenessero opportuno".

Ci sono novità sul fronte della nomina del nuovo consiglio?

"le ultimissime notizie che mi sono state date tramite l'amministrazione comunale è che a fine mese ci saranno le elezioni per la nomina del nuovo Presidente e del nuovo consiglio direttivo… Lo spero, vedremo, è questo l’aspetto che più mi logora, l'attesa e l'incertezza, stare con le mani in mano non poter fare nulla, non posso investire, non posso pensare e fare progetti a lungo termine... lavoro alla giornata. Un esempio banale: ordino lo stretto necessario dalle brioche, alle caramelle alle bevande, tutto contato e credo che lavorare così sia impossibile".

Se il Boccio dovesse chiudere?

"C'è il lato economico che certamente mi preoccupa: ho fatto degli investimenti che come promesso dal circolo ACLI di Rivanazzano a Luglio mi sarebbero stati scalati dai futuri canoni di locazione e se non c’è un futuro sono soldi che ho investito fini a se stessi, e poi c'è l'aspetto più sentimentale. Sono molto legata a questo posto e credo nella sua funzione di poter migliorare la vita delle persone e poi i 'miei clienti', tutte persone straordinarie che anche in questa circostanza mi stanno supportando aiutandomi, dandomi consigli e interpellando a loro volta chi potrebbe saperne di più ed aiutarmi. Tutti vogliono che il circolo abbia la sua continuità, per i figli e per i nipoti di chi ha contribuito a costruire questo posto nel dopo guerra".

Quanti tesserati conta oggi il circolo

"Da luglio ad oggi contiamo più di 90 tesserati al costo di € 20 a tessera per gli adulti e 10 € per i bambini che io ho versato all’ACLI di Pavia… se non altro almeno per questo mi sarei aspettata una minima considerazione".

Solitamente chi subentra nella gestione di un locale cambia il nome… lei ha mantenuto il Boccio

"Sì nome vincente non si cambia, il Boccio è un luogo del passato che rivive ancora, i ragazzini si ricordano del Boccio come del bar dove il loro nonno gli comperava il gelato, e poi non è solo un bar, i nostri clienti sono tutti tesserati per cui si conoscono tutti e sono come una grande famiglia, è un luogo dove ci si ritrova per stare insieme e divertirsi e un punto di riferimento anche per diverse associazioni presenti nel territorio  come gli 'Amici del Bosco o l'Auser ".

Se la situazione si dovesse sbloccare quali sono le iniziative che intende portare avanti?

"Oltre alle cene a tema per i nostri associati e alle serate musicali mi piacerebbe rendere questo posto un punto d’incontro per tutte quelle associazioni o semplicemente quelle persone che si prodigano ogni giorno per fare lavori socialmente utili, che lavorano sul territorio e che spesso non hanno una base d'appoggio dove potersi riunire, che poi è proprio la finalità dei circoli ACLI. Mi piacerebbe portare a termine un progetto di cui avevo parlato al consigliere Stefano Alberici che coinvolgesse sia la scuola sia le varie associazioni sportive presenti, per creare una sinergia di intenti. Sono molto indirizzata a questa funzione sociale del Boccio, pensi che ho fatto addirittura portare via le macchinette da gioco perché sono contraria. Credo nel mio lavoro come miglioramento della vita dei clienti e non come peggioramento".

Toneranno mai i campi di bocce?

"Purtroppo credo proprio di no, per rimettere a nuovo e quindi praticabili i campi ci vuole un investimento piuttosto oneroso che supera i 30 mila euro, ma tra le mie idee sempre che mi permettano di farlo… c'è la realizzazione di un campo di bocce alla francese e poi visto che lo spazio esterno è piuttosto ampio mi piacerebbe allestirlo con altri giochi, come il tavolo da ping pong o il calcetto  per vedere così bambini e adulti insieme giocare e divertirsi".

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