Venerdì, 03 Aprile 2020

Di Giuseppe Fiori, da Santa Maria della Versa, e dell’automobilismo, si può dire che si conoscono e camminano sottobraccio da sempre. Fino dalla fine degli anni ‘60, quando da giovanissimo spettatore vedeva le Colline del nostro Oltrepò solcate dai primi rallysti impegnati nell’allora Giro della Provincia, divenuto nel 1971, Rally 4 Regioni, gara in cui Fiori debuttò come co-pilota nel 1976. Fu quella la gara d’esordio di una carriera agonistica tutt’ora in corso. Al di la della bravura come co-pilota, divenuto un po’ la chioccia di giovani talentuosi piloti della nostra provincia come Filippo Musti negli anni ’70, Marco Carrera e Alberto Bruciamonti negli anni ’80, Matteo Musti negli anni ’90 e Riccardo Canzian nel 2015, occorre sottolineare che da 9 anni a questa parte è leader indiscusso della Scuderia Piloti Oltrepò, una delle più belle e prestigiose realtà sportive provinciali.

Cosa significa essere leader per così lungo tempo di un gruppo e qual è il segreto per renderlo sempre più prestigioso?

«Il vero leader non è il più forte o il più bravo, ma è quello che aiuta gli altri ad essere più forti e più bravi. Io presiedo un gruppo di persone che condivide un obiettivo comune. Lavorando tutti con la stessa passione e uguale impegno si può raggiungere ciò che ad altri può sembrare impossibile. Essere leader significa anche mettere in campo passione, impegno e molta serietà, utile a trasmettere un’immagine positiva di questo sport. Significa offrire spunti, consigli e insegnamenti ai giovani che vogliono avvicinarsi all’automobilismo sportivo, offrendo loro corsi adeguati per la preparazione alle gare. Nel febbraio 2011 sono stato uno dei promotori nella nascita della Scuderia Piloti Oltrepò che ho l’onore di rappresentare come presidente dal 2012. In questo lasso di tempo, con i miei collaboratori, applicando quanto detto, abbiamo promosso parecchie iniziative portate poi a termine con successo, dai circuiti cittadini di Santa Maria della Versa a quello nell’area industriale di San Cipriano Po, dai 5 corsi navigatori con la partecipazione di 100 iscritti, dei quali il 25% portati al debutto agonistico. Siamo stati in appoggio ad ACI Pavia nella riedizioni, per 2 anni, dello Slalom del Monte Penice, per giungere fino all’organizzazione del Rally day Valleversa nel 2018 e del 4 Regioni Trofeo Valleversa moderno lo scorso anno».

L’attuale situazione sanitaria vi ha suggerito di rinviare il convivio annuale con i vostri piloti, sostenitori e stampa in programma per lo scorso 29 febbraio, occasione in cui, abitualmente, illustrate i programmi per la nuova stagione. Possiamo avere delle anticipazioni? «Purtroppo è stata una decisione presa a malincuore, ma doverosa, quella di annullare la conviviale che verrà riproposta non appena la situazione lo permetterà. In quanto alle anticipazioni, posso dire che con il nostro consiglio direttivo abbiamo messo al vaglio parecchie cose, tra cui, rifare il corso navigatori, organizzare una giornata di test per auto in allestimento gara, ma soprattutto, dopo le dovute valutazioni al nostro interno e con il Presidente ACI Pavia Marino Scabini, vorremo riproporre, però nel 2021, il Rally Valleversa nella tipologia che andremo a verificare in base ai regolamenti in atto».

Ora veniamo a Giuseppe Fiori rallysta. Abbiamo fatto il conteggio, con riserva d’inventario ovviamente, dei piazzamenti che ha ottenuto in gare di primaria importanza e ci risulta che ha colto 2 vittorie assolute, 5 secondi e 3 terzi posti, 13 piazzamenti nella top five, 17 nella top ten. Poi, quando le classi erano affollatissime, ha ottenuto 11 vittorie, 9 secondi posti e 4 terzi. Quali sono stati i punti salienti di un’attività sportiva iniziata più di 40 anni fa e portata avanti fino al 2018, seppure tra fasi alterne e lunghi periodi di interruzione?

«La mia attività agonistica ha segnato il debutto nel 1976 al 4 Regioni con Filippo Musti e la Fiat 124 Abarth gruppo 4. Con Filippo ho corso fino al 1986 con Fiat 131 Abarth, Porsche 911 gr.4, Porsche 3300 turbo, Lancia 037 e una partecipazione nel 1983 al Rally Barum con la Opel Ascona gr.2. Tra le tante gare ricordo il 5° posto all Valli Piacentine del 1981; il 2° al Colline Oltrepò del 1982 anno in cui c’è stato il 5° al Città di Alessandria, il 9 al 4 Regioni e il 9° al Rally di Monza. Sempre nell’82 ricordo con piacere la partecipazione  a 2 gare del Trofeo A112 Abarth ottenendo un 6° assoluto al Costa Smeralda con Giulio Trezzo e il 2° assoluto al Colline di Romagna con uno straordinario Marco Carrera. Non posso certo scordare il 1983 con la vittoria al Colline Oltrepò e per la seconda volta consecutiva il 9° posto al 4 Regioni nell’edizione vinta da Biasion-Siviero con la Lancia 037, vettura con la quale nel 1985 vinsi nuovamente il Colline Oltrepò, sempre con Filippo Musti. Un ricordo che invece mi ha lasciato l’amaro in bocca, è stata la mancata vittoria, (che sembrava ormai cosa fatta), al 4 Regioni del 1986, uscendo di strada nella terzultima PS con la Lancia 037. Nel 1990 e 91 ho corso con Nico Zavattoni sulla Ford Sierra Cosworth gruppo N e Lancia Delta, sempre di gr.N. Nel 1994 portai al debutto Matteo Musti al Rally Oltrepò concludendo 30° assoluto e 2° di classe con la Pegeout 106 N2 cc.1300, staccando un fantastico 8° tempo sulla Scaparina nel diluvio universale, sempre con Matteo si fece anche un 5° di classe al Valli Imperiesi con la Opel Corsa N2 1600. Con Musti Junior sono tornato a correre nel 2003 con un bellissimo 2° posto assoluto al Rally di Lecco con la Clio gr.A, seguito nel 2004 dal 4° posto assoluto al Rally di Como con la Pegeout 206 WRC valido per il Trofeo rally Asfalto. Nuovo ritorno al fianco di Matteo Musti nel 2011 con il 3° assoluto è 1° del 3° raggruppamento al Rally 2 Valli storico, risultato che ripetemmo nel 2012 sempre con la Porsche 911SC. Nel 2015, al Rally Motor Show storico portai al debutto come pilota Beniamino Lo Presti su Porsche 911SRS finendo 2° assoluto è 1° del 2° raggruppamento. Altra grande soddisfazione ci fu al 4 Regioni con un altro giovane di grande talento, Riccardo Canzian e la sua Opel Kadett gr.4 in cui si colse il 3° posto assoluto e 1° di classe in una gara per lungo tempo si cullò il sogno d vittoria, infranto dalla rottura di un cerchio. Al Vedovati storico tornai a fianco di Filippo Musti finendo 2° assoluto e 1° del 3° raggruppamento con la Porsche 911SC. L’anno seguente, 2016, a 40 anni dal debutto mi ritrovai nella stessa gara, il 4 Regioni e con lo stesso pilota, Filippo Musti, finendo 10° assoluto con la Porsche 911SC. Nel 2018, al fianco di Matteo sulla Clio Gruppo A partecipai alla prima edizione del Valleversa. La gara, purtroppo per noi durò pochissimo».

Rammarichi e soddisfazioni?

«Tantissime belle soddisfazioni ma anche 2 grossi rammarichi: aver sfiorato per ben 2 volte la vittoria nel 4 Regioni e non aver ottenuto una vittoria assoluta con Matteo”. Invece, una bellissima soddisfazione, tra le tante, a livello personale, essendo stato al suo fianco nel giorno del debutto, vedere nel 2013 Matteo Musti diventare Campione Italiano Rally Storici»

di Piero Ventura

 

Il Movimento 5 Stelle di Voghera accende i fari e inizia la corsa verso le elezioni, che a questo punto però potrebbero slittare a dopo l’estate. E’ stata la prima forza politica ad aver annunciato, lo scorso ottobre, il proprio candidato sindaco e, in coerenza con il suo statuto, non farà alleanze. La linea nazionale, dunque, non è interpretata come modello da seguire a livello locale. Antonio Marfi non ha dubbi sul suo team ed è ottimista: «Ci presentiamo per vincere».

Marfi, tutto può succedere ma andare da soli a Voghera significa realisticamente non avere grandi speranze di raggiungere “un posto al sole". Di un'alleanza col Pd o comunque con altre forze del centrosinistra proprio non volete sentir parlare?

«Il termine “un posto al sole” non mi piace. Non cerchiamo poltrone o posti al sole, vogliamo prenderci la responsabilità di amministrare la bella città di Voghera mettendo in pratica le nostre proposte programmatiche, per farla crescere e farla piacere sempre di più a tutti. Nel rispetto delle regole dello statuto del M5S, presenteremo la nostra lista, per vincere, perché siamo la prima alternativa a questi ultimi 10 anni».

Diciamo che fino ad ora avete navigato a fari spenti. Una strategia specifica o non avevate ancora le idee sufficientemente chiare per iniziare la campagna elettorale?

«Il Movimento 5 Stelle di Voghera, partendo dal programma elettorale del 2015 e dal lavoro svolto dal consigliere comunale Caterina Grimaldi, ha iniziato a lavorare alla fine di settembre 2019 definendo strategie e scegliendo il candidato Sindaco. Ha incontrato i cittadini in riunioni pubbliche, ha avviato laboratori del programma con cadenza settimanale i quali stanno dando ottimi risultati. Se questo significa viaggiare a fari spenti, i nostri avversari non hanno ancora acceso i motori».

Come mai a Voghera il M5S non ha mai davvero fatto il "boom"?

«I risultati andrebbero letti in maniera diversa. Nel 2010 il M5S si è presentato per la prima volta alle amministrative ottenendo il 10% dei consensi portando due consiglieri a Palazzo Gounela. Nel 2015 ha quasi ottenuto le stesse percentuali ed ha portato in consiglio Caterina Grimaldi. Nel 2018 il M5S in Italia è diventato primo “partito” politico e sono stati eletti un parlamentare della Repubblica Italiana, il deputato Cristian Romaniello e un consigliere della Regione Lombardia, Simone Verni. Il M5S a Voghera è una realtà politica consolidata e potrà solo crescere, grazie anche all’ottimo lavoro svolto dai suoi portavoce».

Esiste una forza politica a Voghera con cui vi sentite in sintonia?

«Noi ci sentiamo in sintonia con quei cittadini che vogliono cambiare la città anche impegnandosi direttamente e con i quali saremo disponibili al confronto. La sintonia deve essere legata ad un progetto condiviso e strutturato nel tempo, non una scelta calata dall’alto, e ad oggi siamo l’alternativa più concreta e credibile».

La vostra lista è ormai pronta. Come sarà composta?

«La nostra lista è composta da cittadini a cui “affiderei le chiavi di casa mia”. Persone con le quali starei giorni interni a lavorare e progettare idee per risanare e far crescere la città. Una gran bella squadra che rappresenta uno spaccato sociale della città e del territorio oltrepadano. Persone che vogliono prendersi la responsabilità di amministrare e lo stanno facendo con grande spirito di sacrificio e grande entusiasmo».

Quali saranno i temi su cui intendete giocare la vostra sfida?

«Al centro c’è la persona, il cittadino a cui dobbiamo riuscire a garantire i servizi migliori e a cui vogliamo ridare una città viva sotto l’aspetto sociale, culturale ed economico. Un tema è lo sviluppo economico, siamo al lavoro sull’idea di “Voghera porta dell’Oltrepò”. Vogliamo istituire un ufficio specifico per il recepimento delle risorse economiche derivanti dai finanziamenti europei. Formeremo una figura professionale con alta qualificazione che diventi una sorta di ”agente di rete”. Lavoreremo con gli altri comuni del territorio oltrepadano per la creazione di un Oltrepò unito e determinato a valorizzare il proprio potenziale. Ci sarà poi la tutela dell’ambiente con l’incentivazione di interventi di riqualificazione energetica, la mobilità sostenibile per ridurre le emissioni inquinanti in atmosfera. E poi tanti altri progetti, insomma un programma molto completo e innovativo».

 Uno dei temi su cui insistete spesso è quello della riqualificazione urbanistica: cosa non va a Voghera in tal senso?

«Voghera è una bella città, a dimensione di famiglia. Dobbiamo avviare tutti quei progetti che la faranno diventare una smart city: colonnine di ricarica auto elettriche, illuminazione a led ed intelligente, veicoli elettrici per lo spostamento dei dipendenti pubblici, al fine di migliorare la qualità della vita e soddisfare le esigenze di cittadini, imprese e istituzioni. Non bisogna sottovalutare l’importanza dell’urbanistica nel determinare il destino delle aree cittadine. Penso all’ex Caserma di Cavalleria, un immobile con un grandissimo potenziale per cui bisogna studiare un piano per sfruttarlo al meglio e renderlo un hub di servizi, un incubatore di imprese e un centro di aggregazione per i più giovani. Penso a Piazza San Bovo e a cosa diventerebbe se fosse più attraente e sicura, un luogo dove trovarsi insieme e socializzare. Riqualificare la piazza significherebbe renderla anche più sicura e stimolerebbe la ristrutturazione, anche degli immobili che si affacciano su di essa; immobili che acquisterebbero di conseguenza pregio e valore».

Ha parlato di sicurezza. Secondo alcuni Voghera è vuota la sera perché non è sicura, secondo altri non è sicura perché è vuota. Qual è la vostra posizione su questo tema? 

«Gli amministratori devono smettere di cavalcare politicamente questo tema perché poi, alla fine, si instaura un clima di terrore ingiustificato che porta a vedere delinquenti ovunque, anche dove non ci sono. Oggi la città è vuota perché non si è investito in eventi, cultura e riqualificazione e si è facilitata la crescita di aree commerciali che hanno svuotato il centro storico. Noi certo opereremo contro la delinquenza e l’inciviltà. Le famiglie vogheresi, i pendolari e gli anziani devono vivere serenamente la città. Quello della sicurezza è però un concetto allargato e non va limitato alla semplice repressione, ma anche alla valutazione del rischio. Il nostro progetto vuole affrontare il tema della sicurezza in modo innovativo, dove l’innovazione partirà dal cambio di prospettiva: i luoghi stessi diventeranno parte attiva della sicurezza e quindi è importante lavorare sulla riqualificazione delle zone percepite come “insicure”. Insieme alle forze dell’ordine mapperemo le aree più insicure, soprattutto quelle degradate. Aumenteremo la presenza della polizia locale sul territorio, sia in centro sia in periferia e soprattutto nelle aree ritenute sensibili. Impegneremo le risorse della polizia locale anche in azioni di informazione per le persone anziane e più indifese».

Asm è da un po’ nell’occhio del ciclone. Bollette pazze, tensioni, denunce interne, adesso le dimissioni del direttore unico. I conti tuttavia si dice siano in ordine. Quale la vostra posizione?  

«Per il M5S non basta fare degli utili, bisogna avere un’azienda che mostri anche una gestione trasparente e una struttura più autonoma rispetto al potere della politica. Fossimo noi a decidere, adotteremmo nuovi metodi di nomina degli amministratori, con scelte basate sul merito e sulla competenza, e non più alla appartenenza o simpatia partitica o a figure legate alla vecchia classe politica di questa città. ASM dovrà investire ancora di più in green economy e sostenere la rivoluzione verde che la città deve attuare in tempi brevi. Dovrà essere rivisto il sistema di raccolta differenziata, per poter successivamente arrivare alla tariffazione puntuale».

di Christian Draghi

Alcuni malati hanno già ricevuto il plasma di pazienti guariti dal Coronavirus che quindi hanno sviluppato gli anticorpi: è così entrata nel vivo al Policlinico di Pavia la sperimentazione della plasmaterapia, Il protocollo è stato predisposto dal servizio di immunoematologia e medicina trasfusionale del San Matteo, in collaborazione con altre strutture come l'Ats di Mantova. I primi due a donare sono stati i medici di Pieve Porto Morone (Pavia), marito e moglie, primi casi di contagio da Covid-19 in provincia di Pavia. 

L’app AllertaLOM, già utilizzata per le allerte di Protezione Civile, dall’inizio dell’emergenza Coronavirus permette agli oltre 50 mila utenti di ricevere notifiche e informazioni. E' disponibile su Apple Store e su Google Play Store e diventa un importante strumento per il monitoraggio e la mappatura della diffusione del Covid-19.

Con il nuovo aggiornamento, gli utenti potranno compilare un questionario integrato all’interno dell’app che renderà possibile raccogliere dati, in forma anonimizzata, e mettere a disposizione dell’Unità di Crisi regionale e degli specialisti informazioni complete e strutturate sulla diffusione del contagio sul territorio lombardo.

Questo è il primo tassello del progetto CERCACOVID di Regione Lombardia, sviluppato - attraverso la digital company ARIA S.p.A - in collaborazione con medici e ricercatori dell’Ospedale San Matteo e dell’Università degli Studi di Pavia.

Sarà così possibile fare scelte sempre più mirate nella gestione dell’emergenza sanitaria (es. individuare in anticipo l’emergere di eventuali nuovi focolai) e sviluppare analisi statistiche ed epidemiologiche indispensabili sia per il presente che per il futuro.

L’obiettivo ultimo è incrociare l’analisi dei dati raccolti con altri dati a disposizione di Regione Lombardia e, partendo delle evidenze cliniche fornite dalle strutture sanitarie e dai presidi sul territorio regionale, calcolare il grado di rischio di contagio, rafforzando così le tutele per tutti i cittadini, sintomatici e asintomatici.

Come funziona?
Basta scaricare la app da Apple App Store o Google Play Store e compilare il questionario all’interno. Chi utilizza già la app è invitato a fare il download dell’aggiornamento per partecipare al monitoraggio.

La sezione Coronavirus e il questionario permettono una sorta di ‘triage’ a distanza.

Il questionario è anonimo e non si rivolge solo a chi manifesta sintomi ricollegabili al Covid-19, ma a tutti i cittadini

Gli utenti sono invitati a ripetere ogni giorno (non più di una volta al giorno) la compilazione del questionario, aggiornando il loro stato di salute.

Le informazioni raccolte contribuiranno ad alimentare una “mappa del rischio contagio” continuamente aggiornata, che permetterà agli esperti di sviluppare modelli previsionali sul contagio.

Si punta infatti a fornire all’Unità Regionale di gestione della crisi elementi utili a localizzare le zone con maggior probabilità di ospitare un focolaio attivo, o a individuare la ripresa del contagio in zone considerate meno a rischio.

Si è aperta la fase di assegnazione dei buoni spesa per le persone in difficoltà economica a causa dell'emergenza coronavirus. Per fare domanda di accesso al sussidio (che come da ordinanza della Protezione Civile sarà concesso in via prioritaria a chi non dispone già di altri benefici economici) è necessario un colloquio telefonico di prenotazione e verifica con l'Ufficio Servizi Sociali, effettuabile chiamando in Comune a Broni, dal lunedì al venerdì nella fascia oraria compresa tra le 10 e le 12. Il numero da comporre è lo 0385 257011, dopodiché va selezionato uno dei seguenti interni: 6253205 e 243.
In totale la somma che il Governo ha messo a disposizione della comunità di Broni per il sostegno alle famiglie in condizioni di fragilità si aggira intorno ai 56mila euro, a cui si aggiunge l'importo dell'indennità mensile del primo cittadino. Il sindaco Antonio Riviezzi, infatti, ha scelto di rinunciare al proprio stipendio per incrementare il fondo a disposizione dei più bisognosi. «Penso che la politica, in questo momento di estrema difficoltà – dice Riviezzi – debba dimostrare con atti concreti la propria vicinanza ai cittadini e alle comunità che amministra. Per questo motivo ho deciso di donare il mio intero stipendio al Comune di Broni. Spero che questo mio gesto sia d'esempio anche per altri, in modo da aiutare più persone possibili». 

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Da poche settimane la Croce Rossa di Casteggio ha un nuovo presidente. È Cristian Tiengo, di professione infermiere, già responsabile della formazione presso lo stesso comitato. Subentra alla gestione commissariale del dottor Roberto Arpesella, al timone dallo scorso luglio.

Il comitato di Casteggio, fondato nel 1973, serve un bacino di 22 comuni nell’Oltrepò centrale.

Della situazione attuale, delle esigenze dei volontari e dei progetti futuri abbiamo parlato con il nuovo presidente.

Intanto, congratulazioni per la nomina e in bocca al lupo. Ci sarà tanto da lavorare, ma questo lo sa. Vuole raccontarci qual è stato il suo percorso in Croce Rossa, prima di arrivare a questo nuovo punto di partenza?

«Il mio percorso in Croce Rossa inizia giugno 2013, quando ho fatto il mio primo corso di base. Ho poi spaziato tra i vari obiettivi strategici, le varie attività istituzionali della Croce Rossa. Prima mi sono occupato dell’area emergenza - protezione civile, poi dopo due anni sono diventato soccorritore, poi istruttore regionale AREU e infine referente per la formazione del comitato di Casteggio, qualifica tenuta per tre anni. Quello che mi ha portato a candidarmi, alla fine di questo percorso, è stato il voler dare uno sprint nuovo al comitato. Un tocco di innovazione; sempre salvaguardando il volontario, che è la parte fondamentale della nostra associazione.»

In cosa consiste questa innovazione?

«L’aspetto fondamentale che mi ha portato a decidere di candidarmi è la consapevolezza che attorno a me c’è una squadra davvero forte e competente. Della lista che si è candidata con me fanno parte Elena Risi, Erica Prevadini, Federico Ferri, Anna Rita Perruchon, Massimo Ronchi, Giuseppe Croci, e come “consigliere giovane” Samuel Luigi Senatore. Sono persone che hanno molta esperienza; un gruppo molto eterogeneo per quanto riguarda le rispettive competenze: chi è stato in precedenza dipendente amministrativo (quindi preparato su tutti gli aspetti gestionali), chi addirittura è stato socio fondatore, quindi conosce la Croce Rossa di Casteggio fin dalle origini. E poi ci sono io, che mi sono sempre occupato di formazione.»

Quindi varie anime, unite per il medesimo obiettivo.

«Un gruppo eterogeneo per quanto riguarda le competenze, ma allo stesso tempo molto omogeneo perché c’è fra noi un grande affiatamento, una coesione non indifferente. Questa è stata la spinta in più che mi ha portato a prendere la decisione di candidarmi.»

Quali sono gli incarichi del gruppo dirigente?

«Il Delegato per l’Area 1 (salute, rapporti con AREU) è Elena Risi. L’Area 2 (la sfera del sociale, con il sostegno ai bisogni della popolazione) è in capo ad Anna Rita Perruchon. Dell’Area 3 (emergenza, protezione civile) si occupa Andrea Buschi. L’Area 4 (principi CRI, diritto internazionale umanitario) è attualmente vacante perché in comitato non abbiamo persone formate per questo ruolo istituzionale; ci stiamo predisponendo per formare un nuovo delegato, cosicché sappia lavorare su questo tema. L’Area 5 (giovani) è coordinata da Samuel Luigi Senatore. Infine, dell’Area 6 (sviluppo e gestione volontari, ufficio soci, eventi) si occupa Erica Prevadini.»

Gli ultimi mesi sono stati difficili per il Comitato di Casteggio. Qual è la situazione attuale?

«Veniamo da sei mesi di commissariamento. La situazione finanziaria attuale del comitato è stabile.»

Certo non si naviga nell’oro, e la ricerca di volontari sarà sempre all’ordine del giorno...

«Siamo sempre alla ricerca di attività in più, posto che questo periodo non è favorevole a nessuno, in quanto sono state emanate istruzioni operative da parte dell’Unità di Crisi regionale, con cui collaboriamo, e della Direzione Sanitaria regionale; per cui sono state sospese le attività aggregative e ricreative. Collaboriamo altresì con la Sala Operativa regionale per la gestione questa emergenza.»

Lo ricordiamo, proprio all’indomani del vostro insediamento è arrivata la tegola che tutti avremmo evitato volentieri: il Coronavirus. Come sono stati questi primi giorni di lavoro in “emergenza”?

«Diciamo che è stato un inizio in salita, calcolando che la nomina ufficiale è arrivata giovedì 24 e dal venerdì/sabato immediatamente successivi ci siamo trovati a dover gestire questa emergenza. Stiamo poi continuando a monitorare i bisogni della popolazione, il sociale, per quanto riguarda ad esempio la distribuzione degli alimenti.»

Chi è il nuovo direttore sanitario, dopo il trasferimento della dottoressa Martinotti al comitato di Pavia?

«È stato nominato nuovo direttore sanitario il dottor Lorenzo Callegari, che ringrazio per la disponibilità e la fiducia dimostratami. Spero davvero che si riesca a collaborare bene e portare avanti i nostri progetti.»

Quanti sono i volontari della Croce Rossa di Casteggio?

«Sono 185 i soci attivi attualmente. Fra questi, circa un centinaio di soccorritori, che quindi svolgono il servizio in ambulanza per le urgenze. Ma non si lavora a compartimenti stagni: la Croce Rossa è un mondo trasversale, nel quale tutti danno il loro contributo. Prova di questo è l’attuale emergenza, dove la richiesta di un’ambulanza in più è stata soddisfatta in breve termine. I volontari hanno risposto molto rapidamente all’emergenza in atto.»

A proposito: i volontari corrono rischi?

«I nostri equipaggi sono salvaguardati, perché qualora sia necessario venire a contatto con pazienti sospetti l’indicazione è quella di provvedere a segnalare l’evento; la segnalazione viene trasmessa all’Unità di Crisi, che fa da filtro ed effettua una valutazione. In base alle istruzioni operative erogate si decide come comportarsi.»

Quali sono le necessità più impellenti del comitato locale di Casteggio?

«Ci auspichiamo, semplicemente, che questa emergenza abbia termine a breve nel migliore dei modi e si possa partire presto con tutti i progetti che ci eravamo prestabiliti.»

Ecco, spendiamo dunque due parole sul programma che avete presentato ai soci.

«La nostra idea è che al centro di tutto ci sia il volontario, quindi che si debba mantenere un particolare occhio di riguardo per tutti coloro che prestano la propria disponibilità, nonostante i mille impegni, alla Croce Rossa.»

Come si concretizza questa attenzione?

«Intendiamo predisporre resoconti periodici dei consigli direttivi che verranno effettuati. Abbiamo deciso, poi, di fissare un’assemblea dei soci a cadenza almeno trimestrale, stabilendo preventivamente un calendario annuale, in modo tale che tutti abbiano la possibilità di parteciparvi.»

La parola d’ordine, dunque, è: trasparenza.

«Trasparenza, sì, e anche ascolto. Ascoltare le problematiche che i soci possono avere. Verrà messa a disposizione una sorta di urna nella quale i soci potranno inserire messaggi, firmati o non firmati, riguardo idee, suggerimenti; cose positive o negative. Questo per dare la possibilità al volontario di esprimersi senza problemi. Vogliamo anche valorizzare le competenze dei volontari: se una persona dispone di capacità in determinati ambiti, tenteremo di coinvolgerli ulteriormente nell’utilizzo di queste, se possono essere utili alla causa.»

Per quanto riguarda le attività di formazione?

«Intendiamo mantenere un occhio di riguardo alla formazione, con l’ampliamento dei corsi BLSD (corsi di 5 ore dove si apprendono le basi della rianimazione cardio-polmonare e l’utilizzo del defibrillatore) e di primo soccorso aziendale (in base al DL 81/08). Tutto questo si aggiunge, naturalmente, al mantenimento della formazione interna: il corso base annuale di accesso alla Croce Rossa Italiana, e poi, a seguire, un corso per servizi in emergenza-urgenza della durata di 120 ore.»

   di Pier Luigi Feltri

"Egregio Direttoresono un ciclista amatoriale e mi spiace constatare la situazione drammatica in cui versano le strade dell’Oltrepò! Si parla tanto di tutela e sicurezza nei confronti dei ciclisti però i fatti purtroppo sono ben altri… è brutto da dire ma fra buche e strade dissestate una piacevole uscita in bici per passare un paio d’ore di sano sport é diventata un reale pericolo dove ci si chiede di volta in volta se si riesca a tornare a casa sani e salvi. Possiamo anche aggiungere l’inciviltà di parecchi automobilisti che buttano bottiglie di vetro a bordo strada e per un ciclista o un passante a piedi diventa un vero disagio e pericolo. Negli ultimi tempi, soprattutto, si incitano le persone ad utilizzare di meno le auto e ad usare di più le biciclette. Scrivo questa lettera per denunciare lo stato pessimo in cui vertono le nostre strade e l’inciviltà della popolazione e si possa sensibilizzare qualche mente che è ancora troppo stolta per capire.

Un vostro caro lettore indignato.

Lettera Firmata

Santa Maria della Versa"

LETTERA PERVENUTACI , CHE ESPRIME UN'OPINIONE ED UNA SITUAZIONE DI DISAGIO, CHE POTREBBE RIPRESENTARSI TERMINATA QUESTA TRISTE  E DOLOROSA EMERGENZA  CORONAVIRUS 

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È "da intendersi consentito, ad un solo genitore, camminare con i propri figli minori in quanto tale attività può essere ricondotta alle attività motorie all'aperto, purché in prossimità della propria abitazione". lo prevede una nuova circolare inviata dal Viminale ai prefetti per "chiarimenti" sui divieti di assembramento e spostamenti. E "l'attività motoria generalmente consentita", precisa il testo, "non va intesa come equivalente all'attività sportiva (jogging)". Possibile invece camminare "in prossimità della propria abitazione". 

Tra le attività motorie ammesse resta quella di fare jogging. Lo afferma il Viminale precisando la circolare firmata da Matteo Piantedosi, capo di Gabinetto del ministro dell'Interno ed inviata oggi a tutti i prefetti per fornire "chiarimenti" sul divieto di assembramenti e spostamenti. Nella circolare è scritto che "l'attività motoria generalmente consentita non va intesa come equivalente all'attività sportiva (jogging)".

"Esercitare il diritto al sole e alla primavera", così Roberto Bernabei del Comitato tecnico scientifico (Cts) in conferenza stampa alla Protezione civile, rispondendo a una domanda, ha definito la nuova indicazione del ministero degli Interni che consente a un solo genitore di passeggiare con i figli, purché vicino casa.

Ennesimo tentativo di truffa sfruttando il coronavirus, i cittadini devono prestare la massima attenzione a tutti i messaggi che giungono via internet e che dietro l’emergenza e la crisi determinata dal “Coronavirus” nascondono tentativi di frode da parte di subdoli approfittatori che stanno cercando di cogliere il momento per perpetrare i loro crimini. In questo periodo, infatti, si assiste ad una recrudescenza delle truffe online ed, in particolare, quella tipica dei falsi buoni spesa. A segnalarcelo anche la Polizia Postale che con un nuovo post con tanto di screenshot del tipico messaggio-truffa sulla pagina Facebook “Commissariato di PS On Line – Italia” ci ricorda di prestare la massima attenzione: “#Messaggi tipo "Ehi, a causa di questa crisi i supermercati offrono buoni da 200 €. Prendi uno qui finché dura" si stanno diffondendo nei vari social soprattutto WhatsApp. In realtà il sito ingannando gli utenti fa raccolta dati personali per altri scopi e non eroga nessun tipo di buono spesa! Non compilare moduli online con i tuoi dati personali, te ne potresti pentire. NESSUNO REGALA NIENTE”.

I  dirigenti del Circuito Tazio Nuvolari di Cervesina, scrivono una lettera d'incoraggiamento e di ringraziamento al presidente del CONI.

"Ill.mo Presidente CONI - Dott. Giovanni Malagò -  

Gent.mo Presidente, il nostro pensiero, in questi giorni drammatici, va anzitutto a tutti gli operatori impegnati in prima linea: medici, sanitari, volontari, forze dell'ordine, amministratori locali.

Con molti di loro, abbiamo avuto l'onore di collaborare intensamente in questi anni di attività, apprezzandone lo straordinario valore umano e l'eccellente professionalità.

A tutti loro va il nostro incoraggiamento e il nostro, banale quanto sincero, "grazie". 

Sentiamo al tempo stesso anche il dovere di condividere con ottimismo, nonostante tutto, un invito, un monito, rivolto a tutte le Autorità che hanno oggi il difficile compito di gestire questa drammatica emergenza e che domani si ritroveranno a pianificare un' altrettanto complessa ripartenza. 

Nel nostro piccolo, con infinita passione.

"Ripartire dalla passione, un istante dopo ve ne sarà la possibilità di farlo, in assoluta sicurezza, banale scriverlo, per tutti i protagonisti in pista, nel paddock e sugli spalti.

Ripartire dallo sport, che è, da sempre, uno dei più bistrattati quanto efficaci mezzi di socializzazione, condivisione e confronto; quello sport che può e deve essere eccellente strumento di crescita fisica, mentale e umana.

Ripartire laddove ci si era fermati. Per rispetto agli sforzi, all'impegno e ai sacrifici di tutti; per coerenza verso i valori che lo sport, a qualsiasi livello, può e dovrebbe trasmettere.

Ripartire, appena sarà possibile, per dare un segnale di ottimismo, di ritorno, nonostante tutto, alla "normalità".

Ripartire perché il motorsport non è solo il nostro lavoro, il nostro business ma è anche e soprattutto la nostra passione, la nostra vita.

Ripartire per tornare a sentire quei motori che qualcuno ha spesso definito "chiassosi" e che oggi, in questo irreale e drammatico silenzio, sembrerebbero, a tutti, una dolce melodia.

Ripartire, al più presto, perché, come  insegna lo sport, è vietato arrendersi.

Con Stima

Giorgio Traversa

Michele Orione

Circuito Tazio Nuvolari"

L’Autodromo Tazio Nuvolari di Cervesina, meglio noto come Circuito Tazio Nuvolari, dedicato al pilota italiano omonimo, è uno degli impianti dedicati al racing più completi dal punto di vista dell’offerta di tracciati (con ben 5 tracciati tecnici).

L’impianto offre due circuiti. Il più piccolo, detto Nivolino, è totalmente indipendente dal principale ed è lungo 440 mt. Viene utilizzato per le minimoto, pit bike e Kart.

Il tracciato principale del Circuito Tazio Nuvolari è lungo ben 2.805 metri. Grazie all’allungo di 720 metri sul rettilineo principale, le vetture possono raggiungere una velocità fino a 272 km/h mentre le moto fino a 286 Km/h.

La pista, costante per tutto il tracciato a 12 metri, si allarga di 1 metro sul rettilineo principale per rendere più semplici i sorpassi (da notare che in questo tratto, considerando anche le banchine asfaltate la larghezza raggiunge i 16 metri). Sono presenti svariate vie di fuga asfaltate realizzate per consentire ai piloti alle prime armi di correggere eventuali errori di traiettoria prima di raggiungere le classiche vie di fuga in ghiaia.

Ottimo il bilanciamento delle curve a destra (6) e a sinistra (5). Le curve innestate in questa pista sono varie e vanno dal classico tornantino stretto al curvone medio veloce, offrendo diversi spunti per passaggi tecnici di varie difficoltà per divertire e enfatizzare il piacere al volante.

Il tracciato del Circuito Tazio Nuvolari è stato progettato per essere modulabile, con la possibilità dunque di utilizzare un versione intermedia da 1700 metri oppure la cosiddetta versione short da 900 metri. La peculiarità dei due tracciati è che possono essere utilizzati simultaneamente.

Il paddock principale del Circuito Tazio Nuvolari si sviluppa su una superficie di 11.200 metri quadrati, è totalmente asfaltato ed è irrigabile mobile. Ad esso si affianca il Paddock P1, per una superficie di altri 5.500 metri quadrati con annessa una pista in resina per i tes ABS, con impianto di irrigazione permanente.

Nelle vicinanze ha sede anche un’area dedicata interamente all’ Off Road, con percorsi ad hoc e ed esercitazioni personalizzabili in base alla tipologia di pratica da svolgere.

È di alcune settimane orsono la notizia che sono iniziati i lavori di ampliamento del Circuito Tazio Nuvolari, il nuovo tracciato del Circuito Tazio Nuvolari, a lavori ultimati, arriverà a misurare ben 5.251 metri. Questa diventerà così la seconda pista italiana per lunghezza, dietro solo a Monza (5.793 metri) e davanti a circuiti come il Mugello (5.245 metri) ed Imola (4.909 metri). L’ampliamento partirà dalla curva 6 ed andrà a ricongiungersi alla 11 con due nuovi importanti rettilinei ed un’impegnativa “S” nella parte finale.

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