Lunedì, 20 Gennaio 2020

OLTREPÒ PAVESE - MONTESCANO - «PARLANO DI VINO E NON SANNO CHE SI FA CON L’UVA...» lettera al Direttore

"Gent. Direttore, ho letto sul Vostro mensile una lettera scritta da una Signora di Pietra de’ Giorgi, che portava ai lettori con grande chiarezza, il problema dell’agricoltura in Oltrepò.

In un periodo come questo, dove se non tutte ma tante aziende agricole oltrepadane sono in sofferenza, sembra che quella lettera (che io personalmente condivido pienamente), non abbia interessato nessuno.

I nostri mosti se ne vanno chissà dove e le nostre uve calano di prezzo... Ma come può accadere tutto questo?

Cosa fanno tutti questi Enti per il territorio? Parlano di vino e non sanno che si fa con l’uva... Gli agricoltori non possono lavorare sottocosto e per avvicinare i giovani all’agricoltura ritengo che oltre alla fatica nel lavorare la terra, ci debba essere anche un guadagno.

Fiorenza Fugazza - Montescano"

La lettera al cui fa riferimento la Signora Fugazza : 

"OLTREPÒ PAVESE – PIETRA DE GIORGI – MONDO VINO : «L’OLTREPÒ È IN MANO A QUELLA “BANDA” DI MEDIATORI COMMERCIANTI ED IMBOTTIGLIATORI»lettera al Direttore

 
 

“Buongiorno Assessore, sono la mamma di un giovane viticoltore dell’Oltrepò Pavese mediamente nella nostra piccola azienda si producono 1000 quintali d’uva suddivisi tra le varietà autoctone della zona. Pochi giorni fa ho letto il suo articolo dedicato “alla vendemmia 2019” in Oltrepò Pavese”. Mi spiace contraddirla ma nell’articolo è rappresentata una realtà ben diversa da quella presente nel mio territorio. Negli ultimi tre anni il prezzo al quintale delle uve è diminuito mediamente di 8.00/10,00 Euro ed oggi 22 agosto a vendemmia iniziata non è stato fissato nessun prezzo per le uve Pinot e tanto meno per le altre. A dimostrazione di quanto scritto le trascrivo la comunicazione ricevuta in data odierna da un acquirente di uve della nostra zona. “COMUNICAZIONE AI FORNITORI UVA   Riteniamo opportuno e premuroso comunicare che dopo l’ennesimo incontro con i nostri principali clienti, non abbiamo ancora chiuso nessun contratto di vendita  del vino della vendemmia corrente. L’offerta che ci è stata posta è vergognosamente all’estremo ribasso, certe varietà non sono neanche state prese in considerazione. Da qui, la decisione di fermarci, perchè non ci sembra giusto accettare sempre le condizioni imposte da altri portando la nostra economia al collasso. Lasciamo quindi, liberi i nostri fornitori  di valutare e scegliere eventuali altre offerte” Le faccio notare soltanto che con la scomparsa di gran parte delle Cantine Sociali e con la pessima gestione di quelle rimaste l’Oltrepò è in mano a quella “Banda di mediatori commercianti ed imbottigliatori” che giocano a pagare sempre di meno il prodotto, costringendo i produttori a ridurre sempre di più il proprio guadagno. Non sta a me dire di chi sono le colpe da attribuire a questa crisi ma secondo il mio modesto parere se ai vertici amministrativi di queste Cantine ci fossero persone qualificate e preparate sulla gestione della viticoltura del nostro territorio e non teste di legno vuote imposte da associazioni interessate solo ad avere un ruolo all’interno di esse forse la situazione dell’Oltrepò non sarebbe così disastrosa.

Lettera firmata - Pietra de’ Giorgi"

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