Sabato, 14 Dicembre 2019

MONTECALVO VERSIGGIA -«L’OLTREPÒ PAVESE? UNA BELLA SCOPERTA»

Negli ultimi anni sta notevolmente aumentano l’attenzione del nostro territorio verso il turismo straniero, e viceversa. Nonostante l’Oltrepò sia ancora molto lontano dal traguardo, molti stranieri hanno creduto e investito per far si che il nostro territorio possa essere conosciuto al di fuori del contesto locale. Sarah e Federico, lei libera professionista olandese “migrata” in Italia per amore da più di vent’anni, lui manager di Milano, sono i titolari del bed & breakfast “Bacialupo”, situato in Montecalvo Versiggia. Hanno iniziato la loro attività nel 2015, ottenendo ottimi riscontri. Sarà Sarah a raccontarci la sua storia…

Sarah, come mai avete deciso di trasferirvi in Oltrepò?

«è stato l’Oltrepò a venire da noi, in quanto non lo conoscevamo. L’abbiamo scoperto alcuni anni fa, in modo indiretto. Ci recammo da un nostro amico in Valtidone, zona molto gettonata dal milanese, e ci innamorammo subito della campagna. Volevamo trovare un luogo sul piacentino dove poter passare i weekend lontano dalla città, ma tutte le ricerche andarono a vuoto. Dopo quasi cinque anni di tentativi, periodo nel quale abbiamo anche fatto due figli, abbiamo scoperto l’Oltrepò quasi per caso, senza avere la lontana intenzione di aprire un B&B, in quanto entrambi avevamo già il nostro lavoro a Milano. Un giorno una signora, proprietaria di una casa che stavamo trattando, alla nostra domanda “Ma che chiesa è quella che si vede da qui?” ci rispose “Ah, ma quella è in Oltrepò”. Questa risposta ci incuriosì e nei giorni successivi iniziammo a girare anche questa “terra sconosciuta” e ci entusiasmò la Valversa, in quanto una zona di collina non troppo distante da Milano e adatta alle nostre esigenze. Fu in questa fase che iniziammo a maturare l’idea di non limitarci solamente ad una seconda casa, ma di aprire anche un B&B. Nel 2013 trovammo questa abitazione a Montecalvo e la acquistammo a scatola chiusa, dato che dell’Oltrepò conoscevamo veramente poco. Va anche ricordato che a spingerci ad aprire il B&B e a darci l’idea di sfruttare il “canale olandese” ci fu suggerito da Nick e Stef, due olandesi che gestiscono da diversi anni il B&B “I due padroni”, sempre qui a Montecalvo: loro sono stati i veri pionieri di questa attività, che gestiscono da più di dieci anni».

Ora che avevate una casa di campagna mancava solo di fare il passo e diventare B&B…

«Certo, questo era diventato il nostro sogno. Ma a Milano avevamo sia il lavoro che i bambini a scuola e questo risultava difficile. La società per cui lavoravo era in grossa difficoltà ed un giorno ottenni una proposta di liquidazione che non potevo rifiutare. Questo fu il fattore scatenante che diede il via alla nuova attività. Nostra figlia più grande, Sophie, doveva poi iniziare le elementari. Nel 2015 decidemmo così di trasferirci nella casa di Montecalvo per prova, dandoci un tempo di due anni, iscrivendo le nostre figlie alla scuola di Santa Maria della Versa. Sempre nello stesso anno iniziammo anche l’attività di B&B. Abbiamo iniziato con due sole camere, per poi arrivare alle attuali quattro».

Che tipo di servizi offrite ai vostri ospiti?

«Noi inizialmente non sapevamo nulla dell’Oltrepò e di ospitalità. Partimmo con l’idea di utilizzare il B&B per poter richiamare olandesi in Oltrepò, perché sapevamo che come me avrebbero apprezzato questo territorio. Ma non ci immaginavamo un riscontro così forte. Questo dimostra ancora una volta che le cose belle vengono di più apprezzate dagli stranieri che da chi ci vive. Tendenzialmente l’olandese conosce bene la Toscana, le Marche, la Puglia e le grandi città d’arte. Di base non conosce l’Oltrepò, ma il fatto che si trovi a circa un’ora da Milano, in un punto strategico per visitare le città, con un territorio molto simile alla Toscana incuriosisce molto il turista straniero. Noi quando andiamo in Olanda per le fiere del settore per prima cosa vendiamo l’Oltrepò, poi il Bacialupo. Loro sono interessati al territorio e quando arrivano da noi hanno già le idee ben chiare su quello che cercano: dove fare le passeggiate? Dove Mangiare? Cosa visitare? Dove affittare le bici? Noi non vendiamo nulla, non siamo tour operator, ma quando vengono da noi hanno già la riposta a tutte le loro domande. Qualche mese fa un giornale olandese ha pubblicato un articolo su di noi e su altre realtà oltre padane che come noi avevano fatto rete contribuendo ad ospitare il giornalista per circa una settimana, organizzando tante visite necessaria a descrivere al meglio le bellezze dell’Oltrepò. Il risultato è stato un bellissimo articolo di circa quattro pagine dal titolo “La Toscana del Nord”. Da lì c’è stato un vero boom di turisti stranieri , che nel nostro caso ci hanno impegnati per tutta la stagione».

Collaborate con altre strutture o attività locali?

«Certo, e noi spingiamo per cooperare con altre attività di ospitalità o enoturistiche. Per esempio collaboriamo con un’attività qui vicina che durante l’anno celebra parecchi matrimoni di stranieri e noi ospitiamo alcuni invitati che non trovano spazio presso la struttura».

La vostra attività è scelta soprattutto da turisti stranieri o anche da italiani?

«Nell’alta stagione possiamo dire che sono solo stranieri, tra cui soprattutto olandesi, tedeschi, belgi, francesi e svizzeri».

Il turista straniero cosa si aspetta di trovare in Oltrepò?

«Lo straniero che arriva in Oltrepò sa già cosa visitare e dove andare. Apprezza tantissimo la tranquillità e la pace. Per il turista straniero il fatto che l’Oltrepò sia sconosciuto è solamente un vantaggio, in quanto sa che non troverà la ressa che può trovare in Toscana o in altre zone più gettonate. Molti arrivano in aereo e si muovono con l’auto noleggio. Abbiamo notato che per loro non è un problema fare molta strada in auto per raggiungere Cremona, Genova o Torino, in quanto sono comunque posti nuovi per loro».

Pensate che l’Oltrepò sia all’altezza delle aspettative del turista straniero?

«Per noi è stata una piacevole scoperta sia per il paesaggio che per i vini, ma abbiamo notato parecchia soddisfazione anche dai nostri clienti».

Da quando avete aperto la vostra attività avete notato qualche miglioramento nell’approccio turistico del territorio oppure è rimasto invariato?

«Generalmente sta migliorando. Sentiamo molte persone che si lamentano, ma vediamo che ci sono parecchi giovani che hanno voglia di fare con spirito d’iniziativa. C’è ancora molto da fare, ma noi non abbiamo fretta. Nel nostro piccolo abbiamo avuto una forte crescita e non vediamo per quale motivo non debbano averla anche gli altri. Noi siamo contenti quando sentiamo che qualcuno apre un nuovo B&B, perché significa che abbiamo preso la giusta decisione».

Cosa si dovrebbe fare per migliorare l’ospitalità in Oltrepò?

«La nostra è una zona bellissima, con percorsi stradali che si affacciano su panorami mozzafiato. Ma la situazione delle strade è veramente pessima. Si rischia di perdere il cicloturismo, che è importantissimo per noi. Bisogna inoltre ancora sviluppare un buon piano di comunicazione territoriale, partendo dai social e da portali dedicati».

  di Manuele Riccardi

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