Venerdì, 20 Settembre 2019

ROMAGNESE - «IL PAESE È IN DECLINO: BISOGNA RIUNIRSI NEL CAPOLUOGO PER MANTENERE I SERVIZI»

Senso civico e tanta forza di volontà. A Romagnese un gruppo di volontari ha deciso di rimboccarsi le maniche e sistemare marciapiedi, verniciare ringhiere, tagliare l’erba e persino ripulire i sentieri. Tutti lavori che una volta avrebbero fatto i cantonieri, figure che oggi i Comuni, salassati dai tagli ai fondi statali, sempre più difficilmente possono permettersi.

Per Virginio Castagnetti, che risiede in una delle numerosissime frazioni, è diventata una sorta di missione. è lui a farsi portavoce del gruppo volontari, buona parte dei quali collabora anche con la Pro Loco: «Il paese si sta svuotando di anno in anno e continua ad invecchiare. Ogni piccola iniziativa che può mantenerlo vivo e renderlo attrattivo val la pena di metterla in atto».

Come è nata questa idea?

«Era un’iniziativa che ci tenevo a mettere in atto e di cui avevo parlato mettendola anche in programma dopo le elezioni. Tutti dobbiamo dare una mano perché la situazione per chi vive qui diventa sempre più complicata. Ci sono 45 frazioni nel Comune e quasi tutte sono abitate da persone molto anziane, alcune delle quali nemmeno guidano più. Già da prima ci adopravamo per aiutarle, magari con la spesa o portando medicine. Il passo successivo era fare volontariato non solo per le persone fisiche, ma anche per il paese stesso».

Che tipo di lavori avete fatto o state facendo?

«Diversi. A Casa Matti hanno sistemato il parco giochi, adesso iniziamo a mettere a posto quello del capoluogo che non è messo bene.

Nella frazione Villa Casa abbiamo sgomberato dei fossi e i tombini occlusi dalla terra e fogliame, abbiamo contribuito a sistemare una piccola frana che si era verificata tra Casale e Casa Pilla».

Nel capoluogo invece?

«Abbiamo sistemato la pavimentazione nella via centrale sostituendo le mattonelle della pavimentazione della piazza che saltavano via e completando una ventina di metri di un tratto di strada che era rimasto scoperto dopo che erano stati effettuati dei lavori per le tubature dell’acqua. Adesso è la volta della ringhiera che fa da parapetto alla strada che gira intorno al paese: in alcuni punti è stata saldata ed è in fase di riverniciatura».

Quanti siete in tutto?

«Abbiamo cominciato in tre e adesso saremo circa una decina, ma c’è sempre gente che si aggiunge dando una mano o il cambio a qualcun altro».

Si aspettava tanta collaborazione?

«Sinceramente no, mi ha fatto davvero tanto piacere. In particolare ci tengo a spezzare una lancia in favore dei giovani. Spesso si dice che non hanno voglia e non si interessano a  fare certi mestieri, invece non è vero. Qui stanno dando una bella mano anche loro».

E l’Amministrazione? Vi sostiene?

«Sì, l’iniziativa è partita in accordo con il nuovo sindaco. Pagano loro i materiali».

All’ingresso del paese, venendo dal Penice, si nota una panchina rosso fuoco. è opera vostra anche quella?

«Sì, abbiamo pensato di riverniciarla di quel colore come segnale contro la violenza sulle donne».

Avete in programma anche dei lavori ai sentieri?

«Sì, è nostra intenzione ripulirli il più possibile, soprattutto adesso che stanno per così dire diventando di moda e potrebbero dare una mano a incentivare il turismo».

In che condizioni versano?

«Ci sono le segnalazioni ma sono sporchi e necessitano di essere ripuliti, tagliando erba e rami».

Lei vive il paese da moltissimi anni. Come lo ha visto cambiare?

«Il paese è invecchiato, mancano giovani e bambini, perché non ci sono posti di lavoro qui. Non abbiamo molti servizi. La scuola elementare non si sa fino a quando avrà i numeri per restare aperta, la posta ha ridotto le aperture da 6 a tre giorni la settimana, la banca che prima faceva cinque giornate adesso fa mezze giornate con soli due dipendenti. Da otto mesi è chiuso anche il distributore di carburante e per rifornirsi bisogna andare a Zavattarello. La situazione sta crollando lentamente».

Zavattarello che ha appena citato dista solo sei chilometri, ma sembra un altro mondo. C’è pressoché ogni tipo di servizio. Come mai tanta differenza in così poca distanza?

«Secondo me loro sono avvantaggiati dal fatto di essere riusciti a riunire il cuore del paese nel capoluogo. Accentrando tutto è stato più facile creare una specie di piccola città. Romagnese invece ha poco più di 600 abitanti, molti dei quali sparsi nelle 45 frazioni disperse in giro. Sarebbe importante riuscire a riunire la popolazione nel capoluogo».

   di Christian Draghi

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