Domenica, 18 Agosto 2019

OLTREPÒ PAVESE – STRADELLA - «NELLE COPPIE SEPARATE I BIMBI NON SIANO STRUMENTALIZZATI» lettera al Direttore

Gentile Direttore, sono un’insegnante che quotidianamente è a contatto con i bambini. Purtroppo negli ultimi anni sono aumentati il numero di separazioni e di conseguenza il numero di minori che vivono in situazioni familiari difficili. Attraverso questa lettera, vorrei sensibilizzare la tutela di quei bambini strumentalizzati dai genitori al fine di vincere una battaglia contro l’ex coniuge. In particolare vorrei soffermarmi su coloro che utilizzano la PAS ovvero, Sindrome di alienazione parentale, con il supporto di psichiatri, consulenti dei tribunali che avrebbero il compito di valutare la situazione familiare ed essere di aiuto per il minore ed invece minacciano il minore di essere portato via se non sta anche con l’altro genitore ed esercitano continue pressioni psicologiche. La Pas in Italia è stata più volte oggetto di pronunce e prese di posizione da parte della giurisprudenza, dal Ministero della Salute e dall’Istituto superiore tanto da prendere le dovute distanze.

Tra le più clamorose una sentenza, nel 2013, della Cassazione che aveva sconfessato la dignità scientifica della sindrome. Nonostante tutto, purtroppo negli anni la Pas si è fatta strada nei tribunali italiani prendendo piede nei casi di separazione conflittuale. Molti genitori fanno credere di essere disponibili al confronto e al dialogo ed invece annebbiati dalla vendetta, perdono di vista la salvaguardia e la tutela del minore. Ci sono casi di madri/padri che fanno di tutto per riavvicinare il proprio figlio all’altro genitore nonostante quest’ultimo abbia maltrattato, trascurato il figlio e quindi lo abbia visto per anni in forma protetta, ma in cambio ricevono denigrazione e accanimento. Spesso il genitore vendicativo appare gentile, disponibile, affabile, simpatico ma con la tendenza a mostrarsi afflitto perché gli è stata negata la genitorialità e nel frattempo colpisce alle spalle, strumentalizza la sofferenza del figlio e in alcuni casi arriva perfino a chiedere l’allontanamento dell’altro genitore o ancor di più grave e sconcertante fa richiesta ai giudici di mettere in una casa-famiglia il proprio figlio assumendo quindi una condotta finalizzata alla cancellazione, rimozione, demolizione dell’altro genitore e perfino dei discendenti. Un genitore che soffre non vuole apparire in qualsiasi modo ma riflette, si mette in discussione, chiede aiuto o accoglie quello che gli viene offerto.

È doveroso, a mio avviso denunciare queste forme di condotte ed è importante ricordare che il minore ha il diritto di vivere la propria infanzia con entrambi i genitori anche se separati, ma sono quest’ultimi ad avere il dovere di proteggere lo stato psico-fisico del figlio.

Questi genitori solo attraverso un reale, sincero e costruttivo dialogo possono contribuire ad una serena crescita. Smettiamola di fare la guerra, aiutiamo i bambini, non piangiamo quando ormai è troppo tardi, non parliamone solo quando accadono fatti incresciosi. La sensibilizzazione è doverosa. Citando una frase di una grande donna: «I genitori devono essere affidabili, non perfetti... i figli devono essere felici, non farci felici».

Lettera firmata - Stradella

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