Venerdì, 13 Dicembre 2019

BRONI – CASTEGGIO – SANTA MARIA DELLA VERSA - «SITUAZIONE ECONOMICA PROBLEMATICA DELLA SOCIETÀ TERRE D’OLTREPÒ E DI VALLE VERSA S.R.L.» lettere al Direttore

"Egregio Signor Direttore, come è noto la società Valle Versa S.r.L. è posseduta al 70% dalla Cantina Terre d’Oltrepò di Broni- Casteggio. Essa è stata acquistata dal fallimento della Versa S.p.A.al prezzo di Euro 4.250.000 di cui il 70% (euro 2.975.000) pagato da Terre d’Oltrepò e il 30% (euro 1.275.000)da Cavit cioè dall’altro socio.

Ognuno dei due soci decorsi 5 anni può esercitare il diritto (chiamato put) di acquistare la quota in possesso dell’altro socio ad un prezzo ragguagliato al valore della quota del socio da cui va detratto l’ammontare delle perdite degli ultimi 2 esercizi.

Negli ultimi due esercizi la Versa S.r.L. ha perduto Euro 53.000,00+ Euro 456.000,00 e quindi in totale euro 509.000,00 superando il terzo del suo capitale sociale di euro 1.000.000,00 con obbligo a norma del codice civile di adottare provvedimenti di riequilibrio del bilancio o di riduzione del capitale sociale. I soci di Terre d’Oltrepò che aspirano a vedere meglio retribuite le UVE da essi conferite potrebbero correre i seguenti rischi:

  1. a) La Versa S.r.L. potrà essere acquisita dall’altro socio ad un prezzo molto basso (quota di Terre d’Oltrepò meno le perdite accumulate);
  2. b) Terre d’Oltrepò chiamata a reintegrare il capitale sociale delle perdite di Versa S.r.L.;
  3. c) Il pagamento delle rate di Euro 700.000,00 annue da pagare per 7 anni al fallimento o alle Banche per l’acquisto di Versa S.r.L. e la rata di euro 300.000,00 annue per 16 anni;
  4. d) Le uve ai soci di Terre d’Oltrepò rischierebbero di essere pagate sempre di meno e le nostre aziende ridotte sul lastrico per il patteggiamento delle sanzioni per l’illecito arricchimento dovuto ai reati commessi, prefigurano una situazione finanziaria di Terre d’Oltrepò drammatica.

Dico perciò ai colleghi soci di non farsi più illudere dal CdA e dal Presidente di Terre d’Oltrepò sulla situazione tranquilla della cantina poiché essa è allarmante: la riprova è l’acconto di solo 10 euro al quintale corrisposto a dicembre.

Altre cantine hanno corrisposto 13/15 Euro al quintale che a seguito della precedente vendemmia flagellata dalle gelate e dalla siccità ci avrebbe fatto molto comodo. 

Avv. Ennio Granata - Borgo Priolo"

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