Sabato, 21 Settembre 2019

SANTA GIULETTA - SPOPOLA IN PAESE LA “SPESA SOLIDALE”, «QUESTO MODO DI ACQUISTARE CI PERMETTERE DI EVITARE GLI SPRECHI»

G.A.S. non è solo una fonte di energia, è anche l’acronimo di Gruppo di Acquisto Solidale, un metodo di selezione e acquisto dei più svariati generi alimentari privo di quelle macchinazioni industriali che spesso possono danneggiare gli alimenti stessi.

Da anni a Santa Giuletta ma anche, a livelli diversi, in altri centri d’Oltrepò, un gruppo di persone si impegna a fornire un servizio sempre più indispensabile al giorno d’oggi.

Susanna Denicolai di questo gruppo di acquisto è una dei referenti  e spiega con quali metodologie e secondo quali processi si svolge il lavoro. I prodotti vengono acquistati  scegliendo i produttori e fornitori con attenzione mirata alla solidarietà sociale, all’etica e alla sostenibilità ambientale. Ad operare questa scelta è «un semplice gruppo informale di famiglie che ha in comune il consumo critico, la ricerca del biologico e del km0 con la voglia di fare rete con altre famiglie. Lo scopo finale è condividere il più possibile una nuova possibilità di acquistare in maniera differente alcuni prodotti essenziali per chiunque.

Denicolai, quando è nato qui in Oltrepò il G.A.S. e di chi è stata l’idea?

«Il GASGiuletta è il terzo in Oltrepò ed è nato quattro anni fa dalla volontà di due famiglie di sensibilizzare la comunità su questi importanti temi. Ad oggi sono 25 le famiglie che fanno la spesa in modo “insolito”».

Chi ne fa parte? Siete tutti abitanti di Santa Giuletta?

«Per lo più sì, siamo abitanti di Santa Giuletta e dintorni: altri invece abitano lontano e si affidano ad amici o parenti che hanno qua in Oltrepò per gestire le varie consegne».

Che cosa vendono le aziende? Si tratta di materie prime (frutta, carne, …) oppure si possono trovare anche prodotti artigianali come dolci, pane, insaccati?

«Abbiamo iniziato con alcuni prodotti semplici di genere alimentare a km0 e in seguito abbiamo cercato di ampliare sempre di più: ora possiamo acquistare praticamente tutto! Verdura, frutta, uova, pane, trasformati, miele, carni bianche e rosse, tonno, formaggi, olio, prodotti del commercio equo e solidale, pasta, farine, caffè, riso, prodotti naturali per la casa e per l’igiene personale, ma anche altri ancora»

Esistono degli standard qualitativi particolari da rispettare?

«I prodotti sono tutti di ottima qualità. Solitamente scegliamo di sostenere aziende attente all’ambiente, che hanno la certificazione biologica, oppure che sostengono a loro volta progetti solidali. Sono presenti anche aziende che adoperano uno stile privo di quelle tecniche invasive e dannose per la natura e per gli animali di cui si sente spesso parlare. I generale favoriamo quelle aziende che si avvalgono di un metodo biologico nell’affrontare la produzione di ogni alimento».

Ci sono dei vantaggi di tipo economico nel fare parte del vostro gruppo?

«Acquistare direttamente dal produttore significa saltare tutti i passaggi intermedi (quindi trasporti, supermercati, ecc) e conoscere direttamente chi produce quello che mangi o utilizzi. Questo modo così diretto di acquistare è possibile solo unendoti ad altre persone per acquisti cumulativi, dando certamente la possibilità di risparmiare».

Quali sono i prodotti più venduti, soprattutto in questo periodo dell’anno?

«Solitamente in questo periodo dell’anno si tratta più che altro di prodotti come frutta di stagione ma per quanto riguarda il resto, gli acquisti sono costanti tutto l’anno e hanno scadenze annuali, semestrali, trimestrali o bisettimanali in base al tipo di conservazione: si va quindi ad acquistare in genere tutto ciò che è di necessità e non solo la frutta che è disponibile in un dato periodo dell’anno, ma anche prodotti artigianali di pasticceria, uova, latte, pani, farine».

Che genere di acquirenti si presentano alle vostre riunioni?

«Oltre ai gasisti aderenti al gruppo di Santa Giuletta partecipano coloro che sono incuriositi, a volte anche alcuni fornitori e ci si confronta e si gusta la bellezza di far gruppo e di condividere anche solo una cena! Spesso i fornitori elencano i loro prodotti e spiegano quali sono i metodi di coltivazione o allevamento».

Parlando dei mezzi che utilizzate per farvi pubblicità, quanto è importante il classico passaparola nella vostra attività?

«Il passaparola è l’unico modo che abbiamo utilizzato in questi anni per far conoscere il GASGiuletta ad amici, parenti e conoscenti... i gasisti (Così si chiamano gli aderenti) sono molto entusiasti e oltre a parlare del gruppo e dei loro acquisti, fanno anche proprio assaggiare i prodotti ad amici e parenti, magari, raccontandone la storia e la provenienza: la bontà e genuinità parlano da sé e siamo sicuri che siano sufficienti per avvicinare nuove persone al nostro gruppo».

è vero che attraverso gruppi come il vostro si potrebbe fare a meno dei supermercati?

«I supermercati sono sempre più una risposta alla mentalità del “tutto e subito” che dilaga in questo periodo storico e finché non ci sarà un cambio di questa mentalità crediamo sia difficile che la modalità di fare la spesa attraverso Gruppi d’acquisto Solidali possa essere una risposta per i molti».

Crede possibile che il vostro tipo di commercio si espanda e che venga accettato dai molti?

«La nostra speranza è che un numero sempre maggiore di persone si fermi a riflettere chiedendosi dove vanno a finire i propri soldi nel momento in cui si fa la spesa e che scelga responsabilmente le realtà che va a sostenere: grandi catene o piccole aziende del territorio? Produttori vicini o lontani (o lontanissimi? Ad esempio frutta e verdura dall’estero)? Aziende che sfruttano i lavoratori o attente al benessere dei dipendenti? Grandi allevamenti intensivi o realtà in cui gli animali non vengono maltrattati? Il G.A.S. si impegna a scegliere in modo responsabile e critico chi lavora per un mondo migliore, pulito e giusto».

Quanto è importante, per voi del G.A.S., evitare lo spreco? è uno dei vostri principi fondamentali?

«Assolutamente sì! Questo modo di acquistare ci permettere di evitare gli sprechi sia riutilizzando gli imballaggi rendendo i vuoti direttamente al produttore (evitando plastica usa e getta), sia acquistando da aziende che sono, già di loro, assolutamente attente all’ambiente. Si spreca anche meno cibo perché gli acquisti sono mirati: non si tratta più di acquistare prodotti alla rinfusa senza uno schema logico per ammassarli in un armadio e aspettare che scadano, ma si fanno le scorte necessarie alle proprie esigenze e ci si “affeziona” talmente tanto a certi prodotti che sicuramente, poi, non verranno dimenticati nella dispensa, ma cucinati e mangiati».

di Elisabetta Gallarati

agierre-marzo TecnoSerramenti-copia studio-medico-tagliani panificio-santa-maria-AGOSTO-copia

  1. Primo piano
  2. Popolari