Martedì, 18 Febbraio 2020

BRESSANA BOTTARONE - CASCINA BELLA, QUALE FUTURO PER I PIOPPI SECOLARI?

Il nubifragio dello scorso 20 luglio ha arrecato danni anche agli alberi monumentali di Viale Resistenza, ma da poco oltre un mese la situazione è diventata più critica, tanto che si è parlato di un possibile abbattimento per questi esemplari. Il Comitato Cascina Bella si è subito attivato per monitorare la situazione. La portavoce del Comitato, Valeria Bevilacqua, risponde ad alcune domande.

Una mattina di fine agosto i cittadini di Bressana si sono svegliati con un’amara sorpresa: un tratto della pista ciclabile di via Resistenza è stato chiuso, per il pericolo di caduta di alcuni degli storici pioppi che le fanno da contorno. Cosa è successo?

«Il nubifragio del 20 luglio ha causato molti danni in località Cascina Bella e lungo Viale Resistenza ha sradicato due pioppi secolari. Solo alcuni giorni dopo l’evento, la pista ciclabile è stata chiusa e ripulita dai rami che dagli alberi si erano depositati a terra. Successivamente è stata riaperta. L’ultimo sabato di agosto ci siamo invece trovati la sorpresa della chiusura totale della pista ciclabile, non un tratto ma tutti i circa 900 metri della sua lunghezza».

Reputa esistano situazioni di pericolo immediato, anche per la strada percorribile dai mezzi a motore, oltre che per la pista ciclabile?

«Non sono un tecnico esperto e non posso esprimermi con competenza, una domanda è però certamente d’obbligo: se vengono chiusi i 900 metri di pista ciclabile che costeggiano la carrozzabile di viale Resistenza perché pericolosi, la strada percorsa dai mezzi a motore a sua volta non dovrebbe essere pericolosa? Converrà che c’è qualcosa di bizzarro nella chiusura della sola pista ciclabile, forse il pericolo non è così immanente. Si potrebbe, vista la stagione propizia, in tempi brevi attivare la potatura e messa in sicurezza delle piante almeno ai lati della pista ciclabile in modo di poterla riaprire al pubblico».

Perché questi pioppi sono così importanti?

«Il Viale è l’unico luogo dove si può ancora trovare, senz’altro in Lombardia, ma forse anche in Italia, nella sua integrità un filare di Populus nigra puro, considerato dagli esperti di alto valore botanico in quanto sempre più raro. I pioppi storici, in origine circa 110, piantumati intorno al 1880 e di cui oggi ne sopravvivono 24, sono per altro inseriti tra gli alberi di valore monumentale della Regione Lombardia come risulta anche dalla scheda di un esemplare pubblicata sul volume del Censimento al cap. 14 (cfr. La provincia di Pavia, Bruno Sparpaglione, Ufficio Riserve Naturali - Provincia di Pavia). Sappiamo che sono in corso vari progetti europei per la conservazione del pioppo nero puro che vedono rappresentata anche l’Italia: Euforgengen, Ipgri»,

Fra le soluzioni da adottare, alcuni hanno paventato l’abbattimento di alcuni alberi; anche se appare molto difficile che l’amministrazione Torretta, al netto di eventuali cause di forza maggiore, arrivi a prendere in considerazione questa ipotesi. Quale sarebbe, a suo avviso, l’approccio migliore per affrontare questa criticità?

«Veramente tra le soluzioni proposte vi è l’abbattimento indiscriminato di tutti i rimanenti 24 pioppi storici. Premesso che la sicurezza è senz’altro il primo degli impegni, chiediamo all’Amministrazione di valutare con ponderazione e discernimento ogni possibilità di intervento al fine di mantenere l’integrità del Viale e procedere alla sostituzione degli eventuali pioppi ammalorati con un serio piano di intervento pluriennale, predisponendo la sostituzione degli stessi con altri di medesima essenza anche attraverso clonazione (Populus nigra puro)».

Questo è il primo passo…

«Certamente se si vuole mantenere il Viale, si tratta infatti non di abbattere il numero più ampio possibile di alberi per poi sostituirli con altri della stessa specie, ma piuttosto di procedere alla messa in sicurezza degli stessi esemplari e, tutt’al più, se necessario, all’abbattimento dei soli realmente pericolanti e malati. Messa in sicurezza, che richiede innanzi a tutto una volontà politica di attivare un serio piano di investimenti per gli anni futuri nella manutenzione».

Il Comitato Cascina Bella ha subito espresso la sua preoccupazione inviando una lettera all’amministrazione comunale. Ci sono state risposte?

«L’unica risposta ricevuta è stata la comunicazione del rinvio della riunione della commissione ambiente al 21 settembre. In questa riunione, da quanto appreso sui giornali, dato che non ci è stato inviato nessun verbale o comunicazione, sembra che la decisione presa sia stata quella di attendere le condizioni climatiche utili per procedere ad accertamenti approfonditi sugli alberi a rischio».

Cosa dice il Comitato a proposito degli accertamenti?

«Riguardo agli accertamenti, il Comitato nella lettera inviata all’Amministrazione, sollecitava l’assegnazione di un incarico per uno studio di valutazione sul reale stato di salute dei pioppi a Ente competente e qualificato come ad esempio l’Ersaf al fine di rilevare l’effettivo stato in cui versano le piante e procedere nell’immediato a un piano di messa in sicurezza e manutenzione. Si segnalava anche l’opportunità di intervenire attraverso un’adeguata potatura allo scopo di non aggravare l’attuale sbilanciamento delle chiome».

Anche per sensibilizzare i cittadini sull’importanza del viale storico, Cascina Bella è stata oggetto di una segnalazione al censimento dei “Luoghi del cuore” del Fai. Può parlarci delle peculiarità di questo luogo?

«Sì, con sorpresa abbiamo trovato segnalata Cascina Bella nel sito FAI come Luogo del cuore, ci siamo quindi attivati per dare risonanza e promuovere l’iniziativa».

Quali le caratteristiche che la fanno unica?

«Cascina Bella è un luogo di rilevante valore storico, architettonico e paesaggistico. Al riguardo cito quanto riportato nel PGT di Bressana Bottarone, dove si evidenzia che l’area territoriale di Cascina Bella è inserita nei nuclei rurali di interesse storico –ambientale: nucleo rurale di particolare valenza tipologica, presenza di edifici con particolare valenza tipologia e simbolica e presenza di parchi e giardini storici, luoghi della memoria della tradizione e dell’immaginario collettivo».

Dal punto di vista storico?

«A Cascina Bella nacque nel 1813 Agostino Depretis che prima di diventare Presidente del Consiglio fu sindaco del comune di Mezzana Bottarone. Per alcuni anni il Municipio di Mezzana Bottarone ebbe sede proprio in locali a Cascina Bella affittati per lo scopo dalla famiglia Arnaboldi. Si tratta di un luogo della storia e della memoria, in quanto è presente anche il monumento ai 5 martiri della Resistenza. Voglio poi ricordare che il programma elettorale della lista Bressana Nuova prevedeva la valorizzazione della storia della comunità locale attraverso un progetto di un ‘‘parco della storia e della memoria’’ che individuava Cascina Bella come uno dei luoghi ad alto valore aggiunto».

Ma non tutto è andato secondo i programmi, come purtroppo spesso accade…

«Purtroppo, da novembre 2014 è stato consentito l’insediamento di un allevamento potenzialmente intensivo di maiali su un’area dismessa che ancora oggi è ricoperta da 11.000 metri quadri di amianto. Ma questa è un’altra storia, di cui se vuole riparleremo».

  di Pier Luigi Feltri

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