Martedì, 12 Novembre 2019

OLTREPÒ PAVESE - C’ERA UNA VOLTA L’OLTREPÒ DEGLI EVENTI DEL VINO, MA È MORTO ANCHE QUELLO

C’era una volta l’Oltrepò degli eventi del vino, ma è morto anche quello. La Rassegna dei Vini di Casteggio, manifestazione di richiamo lombardo e nazionale, è stata lasciata morire. Poco possono una Festa dell’Uva di Broni o un’edizione di Vinuva a Stradella in cui le autorità sfilano, come ai tempi di Peppone e Don Camillo, con i soliti sermoni triti e ritriti su un palcoscenico dominato dall’insegna di una sola azienda, Giorgi, non di un territorio nel suo insieme come ci si aspetterebbe.

I pochi eventi rimasti sul territorio sono auto celebrazioni di chi li organizza o di chi ha i soldi per sponsorizzarli. Gli altri restano in vigna o in cantina, nell’ombra. Eppure si potrebbe generare turismo, ma in fondo cosa ne capisce un territorio in cui la storica cantina La Versa tiene chiuso il suo wine point di Santa Maria il sabato e la domenica quando i milanesi erano soliti acquistare…

Qualcuno che ha cercato di rompere il silenzio e di porre nuovamente al centro il territorio e i suoi valori c’è stato. L’ha fatto Patrizio Chiesa, la stessa persona che nel 2003 ha registrato e creato il portale oltrepopavese.com progressivamente divenuto un punto di riferimento turistico nel disinteresse generale delle istituzioni locali, che non l’hanno mai capito del tutto e che non ci hanno mai investito salvo rarissime eccezioni. Chiesa, sul suo profilo Facebook perché nessuno potesse dire «io non sapevo della proposta» (come in Oltrepò spesso fanno in maniera ipocrita) ha pubblicato un’articolata idea per creare una Festa dell’Uva sul territorio.

«è doveroso distinguere da subito l’uva dal vino - scrive Chiesa - Se si parla di uva, di Festa dell’Uva, la protagonista principale di un evento deve avere il suo ruolo, la sua identità, che dev’essere ben distinta dal vino. Quest’ultimo può essere coinvolto indirettamente ma il filo conduttore deve necessariamente essere il frutto, con il suo valore culturale, come portatore di tradizioni, con il suo valore economico, primo valore agricolo dell’Oltrepò Pavese».

L’idea di Chiesa è dunque quella di una manifestazione territoriale per mettere in vetrina la vendemmia. Chiesa lancia anche l’idea dell’impianto ideale della manifestazione: «La Festa dell’Uva potrebbe essere un evento itinerante che si articola per almeno 4 giorni nei comuni della prima fascia collinare, dove potranno essere individuate e messe in evidenza anche caratteristiche di valore storico e artistico, affinché si possa offrire una narrazione territoriale in senso culturale. Il periodo potrebbe essere quello del secondo weekend di settembre, per permettere lo svolgersi di molte attività all’aperto».

Nell’organizzazione secondo Chiesa potrebbero essere coinvolte anche le Pro Loco, le associazioni affini all’agricoltura e alla promozione, gli istituti alberghieri, le imprese della ristorazione classica ma anche “agreste”, le cantine e tutti coloro che possono apportare un serio e significativo valore all’evento.

«Sono certo - dice Chiesa - che un evento così realizzato potrebbe avere un forte impatto mediatico.

Supportato da una professionale e performante comunicazione potrebbe portare l’Oltrepò Pavese alla ribalta nazionale e internazionale, attirando un folto pubblico e interessando importanti televisioni generando appeal per garantirsi sponsorizzazioni di valore».

Infine un appello alle istituzioni: «Se gli enti pubblici interessati avessero la voglia, il coraggio, di provare a “fare rete” - aggiunge Chiesa - potrebbe non essere così impossibile. Inoltre, avendo una forte connotazione culturale, potrebbe esserci l’interesse delle Fondazioni provinciali e regionali, che potrebbero seriamente contribuire dal punto di vista economico». Nel programma generale secondo Chiesa potrebbero rientrare anche gli eventi organizzati dalle cantine, che sempre più numerose offrono al pubblico l’esperienza di Cantine Aperte in Vendemmia a cura del Movimento Turismo del Vino.

Chiesa suggerisce anche il simbolismo storico-religioso che potrebbe essere garantito alla manifestazione attraverso la Processione della Madonna dell’Uva, con partenza dall’Oltrepò orientale e tappa finale a Casteggio. «Un evento così concepito - conclude Chiesa - potrebbe essere una vera e propria proposta turistica commercializzabile attraverso i canali delle agenzie di viaggio e dei tour operator, incentivando così il soggiorno sul territorio per tutto il periodo della manifestazione, motivando ancor di più a godere di quello che viene definito, con sempre maggiore attenzione, enoturismo». 

Al momento l’ampia proposta di Chiesa è in attesa di risposte, che come sempre tardano ad arrivare, ma si sa che l’Oltrepò Pavese è veloce a parlare e lentissimo a decidere salvo quando a chiederlo sono “leccaculo” e amici degli amici… perché trionfi il buonsenso ci vuole proprio il miracolo della Madonna dell’Uva.

di Cyrano de Bergerac

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