Sabato, 21 Settembre 2019

ROMAGNESE - «LA SINERGIA TRA I COMUNI “VICINI” DEVE ESSERE LA DIRETTRICE DA SEGUIRE AL FINE DI GARANTIRNE LA SOPRAVVIVENZA»

Manuel Achille è alla sua prima Festa della “Brüsadèla” da sindaco. «Quel giorno come gli anni scorsi mi alzerò alle 6 del mattino e andrò ad aiutare la Pro Loco e i vari volontari e starò con loro fino al termine della manifestazione». Nulla è cambiato per il giovane neo eletto sindaco, il solito entusiasmo e l’allegria che lo contraddistinguono, ma con un “fardello” in più, la responsabilità di pensare, dopo la grande festa, all’inverno, periodo buio per i piccoli comuni oltrepadani, per cercare idee che possano rendere attrattivo Romagnese non solo in estate.

La sua prima festa della “Brusadela” che è l’evento simbolo di Romagnese, da sindaco … Cosa è cambiato dal punto di vista organizzativo, per lei?

«Dal punto di vista organizzativo assolutamente niente. Quel giorno come gli anni scorsi mi alzerò alle 6 del mattino e andrò ad aiutare la Pro Loco e i vari volontari e starò con loro fino al termine della manifestazione. Chiaramente per me quest’anno sarà particolarmente emozionante essendo la prima sagra vissuta da sindaco. Ciò mi riempie di orgoglio, di felicità e perchè a questo evento mi legano innumerevoli ricordi. Non nascondo una certa emozione al pensiero».

L’amministrazione comunale in che modo dà il proprio apporto alla Pro loco ed ai numerosi volontari che rendono possibile l’evento?

«Come amministrazione comunale abbiamo sempre detto che il supporto alle associazioni del territorio è fondamentale. In occasione della sagra, come anticipato, io supporterò la Pro Loco e i volontari come ho sempre fatto negli anni scorsi. Sono certo che anche gli membri dell’amministrazione in quell’occasione garantiranno il loro pieno supporto. Amministratori, Pro Loco e volontari del luogo: una grande squadra che vuole offrire a Romagnese e ai turisti che verranno una bella domenica in allegria».

Oltre a questa festa ce ne sono altre a calendario?

«Assolutamente sì. Agosto è il mese clou degli eventi a Romagnese. Partiamo sabato 3 agosto con la “Festa della Madonna del Fosso di Casa Rocchi” e con “I mercatini di Piasa Castè“ a Romagnese. Proseguiamo poi la sera del 10 agosto con la tradizionale “Festa Patronale di San Lorenzo” e il concerto di Franco Bagutti, il 12 agosto con la polentata ai faggi, il 14 agosto con la “Festa della Croce Azzurra”, il 15 agosto con la “Festa Patronale del Gabbione”, il 17 agosto con la “Sagra del Dolce e polentata” a Casa Matti, il 18 agosto con la “Festa del centenario del santuario di Casa Pilla” e la sera 31 agosto con la “Festa della Crotta, Casa Rocchi e Casa Colombini” alla frazione Crotta».

Non solo Romagnese ma anche le piccole frazioni in estate risultano particolarmente attive e volenterose, fanno tutto da sole o anche in questi casi l’amministrazione comunale dà il proprio contributo?

«Le piccole frazioni sono una nostra fortuna e un nostro motivo d’orgoglio. In molte delle nostre frazioni sono attive associazioni che, in estate, organizzano eventi ed iniziative grazie al generoso impegno di tante persone e ragazzi volenterosi. Penso ad esempio a Casa Ariore, a Casa Matti, al Gabbione, alla Crotta, a Casa Rocchi, ecc. Ne ho citate solo alcune ma devo dire che tutte le frazioni sono molto attive in questo senso. Le varie associazioni o gruppi che organizzano gli eventi nelle frazioni agiscono in piena libertà ed autonomia, ma per qualsiasi cosa sia necessario noi siamo a disposizione, sempre molto volentieri».

Quanto è importante essere un sindaco “giovane”, del posto e con tanti amici nel territorio per la riuscita di eventi?

«è fondamentale. Ho la fortuna di avere tanti ragazzi amici a Romagnese e tutti noi di questa generazione vogliamo far si che Romagnese viva nel tempo e si rinnovi. Da questo punto di vista è bellissimo vedere tanti ragazzi che si impegnano per il proprio paese chi come volontario nelle associazioni, chi portando avanti la propria attività agricola o commerciale».

Lei crede che per i piccoli comuni, Romagnese nel suo caso, ma potremmo citarne altri della zona, la strada per il rilancio turistico sia legato al buon cibo e al buon vino?

«Decisamente sì, abbiamo la fortuna di avere tanti prodotti di nicchia sul territorio che sono già molto conosciuti ed apprezzati al di fuori del nostro Comune ma che devono essere sempre più promossi e valorizzati con ogni mezzo dal punto di vista del marketing e della commercializzazione stessa. Reputo fondamentale il legame tra il cibo e il territorio di riferimento e sia noi che i Comuni limitrofi dovremmo investire su questa tematica attraverso un’azione sinergica tra di noi». 

Esistono a suo parere altre strategie per valorizzare un territorio che sta lottando contro lo spopolamento e contro diverse lacune, mi passi il termine… penso ad esempio alle strade?

«Come dicevo pocanzi, la sinergia tra i Comuni “vicini” deve essere la direttrice da seguire al fine di garantirne la sopravvivenza. Ho conosciuto tutti i colleghi sindaci dei comuni limitrofi e siamo tutti uniti come squadra al fine di far valere con decisione le nostre richieste ed esigenze. La viabilità rappresenta un aspetto importante, direi primario, per il nostro territorio sul quale investire e cercare costantemente forme di finanziamento. Una buona viabilità stradale garantisce sicuramente un maggior appeal per i turisti».

In estate viene tutto più facile…Vuoi per chi ha la seconda casa, vuoi per chi è in cerca di un po’ di refrigerio, l’alta collina si ripopola, ma l’inverno è lungo. Strategie per attirare gente durante i mesi invernali?

«L’inverno è il periodo nel quale la popolazione si sposta nelle città per gli studi o per il lavoro e quindi fisiologicamente il paese si svuota. L’obiettivo è comunque garantire, soprattutto nei weekend e nei periodi festivi, una serie di eventi e manifestazioni organizzati dai locali/ristoranti della zona o dalle varie associazioni che sappiano attrarre persone con seconda casa e turisti anche in quel periodo. Il calore e il grande spirito di accoglienza che contraddistingue i miei concittadini può essere determinante in questo».

Perché io, vogherese piuttosto che di Casteggio.. dovrei venire alla festa della “Brusalela”?

«Per trascorrere una domenica all’insegna dell’allegria, del bel paesaggio e soprattutto del buon cibo. Per tastare di persona, insomma, che siamo un Comune con innumerevoli doti e potenzialità».

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