Lunedì, 14 Ottobre 2019

ROMAGNESE - LUIGINO CREVANI, 25 ANNI FA IDEÒ L’ATTUALE SAGRA DELLA “BRÜSADÈLA”

Luigino Crevani è una figura storica per Romagnese. Per molti anni è stata persona di riferimento all’interno dell’amministrazione comunale. 25 anni fa ideò l’attuale sagra per l’ultima domenica di agosto che, nel corso degli anni, si è ampliata e rinnovata

La festa legata alla “Brusadela” compie 25 anni. Come è nata l’idea di associare una festa a questo alimento tipico dell’alto Oltrepò?

«L’idea è nata quasi per caso. In una discussione di piazza con altri concittadini, vedendo molti villeggianti che stavano già facendo i bagagli pronti a tornare nelle rispettive città, ci chiedevamo come potessimo allungare l’estate a Romagnese. Da qui è nata l’idea di associare la sagra di paese ad un elemento tipico del nostro territorio per l’ultima domenica di agosto. La brusadela come alimento nasce tantissimi anni fa: quando i nostri antenati dovevano verificare se il forno fosse in temperatura, inserivano un disco di impasto del pane e, se fosse uscito cotto o bruciato, il forno era pronto ad accogliere il pane per la cottura».

Quando “siete partiti” 25 anni fa vi aspettavate questo successo?

«Sì, perchè è stata una mia battaglia personale ed ero convinto di portare a Romagnese qualcosa di nuovo, legato ad un alimento della tradizione. Già la prima edizione fu un successo e lo è ancora oggi».

Qual è il segreto di questo lungo successo?

«Il successo di questa sagra sta nel fatto che le persone provenienti dalla città rimanevano incantati nel vedere come si panificava. Adoravano vedere uscire dai forni questi dischi di impasto e si portavano in città qualcosa di bello da ricordare».

In questi 25 anni come è cambiata la festa che proponete?

«La festa in questi 25 anni si è evoluta costantemente andando incontro alle esigenze dei turisti allo scopo di regalare loro una domenica di divertimento e relax nelle nostre montagne. Fino a qualche anno fa la brusadela veniva preparata il sabato precedente dai numerosi volontari delle frazioni con i loro forni e successivamente distribuita la domenica, a pezzettini a fronte di una piccola offerta. Da un paio d’anni si è deciso di preparare tutto la domenica stessa, allestendo tre forni in piazza Castello, questo è stato reso possibile grazie al contributo di numerose persone che si adoperano instancabilmente per tutta la giornata della festa».

Il record di presenze quando si è verificato?

«La festa è sempre stata ben partecipata dai turisti e il numero di presenze è aumentato nel corso del tempo per effetto della maggiore conoscibilità che la sagra ha saputo dare nel corso degli anni ai potenziali turisti e a chi non era mai stato prima d’ora a Romagnese».

Come si prepara una “brusadela”? Durante la festa viene fatta come si faceva una volta?

«L’impasto è più o meno quello del pane, solo più morbido per via del fatto che la pasta deve essere stesa a forma di disco. Successivamente viene aggiunto olio e sale o zucchero a seconda che la si voglia nella versione salata o dolce. La ricetta è rimasta quella legata alla tradizione, cosa di cui andiamo immensamente fieri».

Quante persone sono coinvolte per l’organizzazione di questo evento?

«L’organizzazione della sagra sin dall’inizio ha conosciuto una partecipazione di volontari enorme, sia coloro che preparavano il giorno prima le brusadele nei vari forni, che tutta la pro loco nell’allestimento della manifestazione. Anche oggi la partecipazione è grande. La pro loco e l’amministrazione, coadiuvati dai volontari, sono impegnati tutto l’anno nella programmazione dell’evento e nella sua realizzazione l’ultima domenica di agosto».

“Diamo i numeri”: nell’ultima  edizione quante brusadele avete preparato?

«Nell’ultima edizione sono state preparate più di mille brusadele. Un risultato enorme che fa notare quanto la festa sia cresciuta nel tempo».

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