Giovedì, 14 Novembre 2019

STRADELLA - «PIÙ MOVIMENTO IN CITTÀ CON IL MERCATO “DOPPIO”»

Mercato in piazza della Torre sì o no? Può portare benefici spostare i banchetti che da tanti anni ormai non sono più presenti in piazza Vittorio Veneto? Lo spostamento del mercato da piazza Trieste alla parte alta della città, è uno dei temi caldi per il commercio di Stradella. L’idea è parte del programma dell’amministrazione comunale appena eletta e fa discutere i commercianti stessi in primis, divisi tra quelli che per ragioni di opportunità preferirebbero mantenerlo dov’è e quelli della parte alta che invece si augurano che l’iniziativa venga attuata al più presto.

L’amministrazione, che per voce dell’assessore al commercio Andrea Frustagli ha fatto sapere che il progetto è sì in programma ma ancora lungi dall’essere attuato. E non si sa in quale formula: ovvero, se il mercato sarà spostato interamente ai piedi della Torre Civica, oppure se sarà per così dire scorporato e diviso in due, con una parte destinata a rimanere dov’è e l’altra a traslocare. Nel frattempo abbiamo sentito alcuni commercianti con esercizi collocati nelle zone interessate.

Il Bar Garibaldi si trova in piazza Trieste, dove oggi si tiene il mercato. Caterina D’Urso, la titolare, non dice no a priori allo spostamento, ma invita alla prudenza. «Come tutte le cose vanno provate e dopo si tirano le somme. Bisogna trovare banchi disposti a spostarsi (e non tutti lo sono per una questione di ‘abitudinarietà’ della clientela) e le persone devono metabolizzare la novità con il tempo.

Credo che i banchi in piazza alta avrebbero sicuramente maggiore difficoltà a lavorare. Sui giovamenti alle vie di collegamento, probabilmente Via XXV aprile ne avrebbe un minimo. Su via Trento sono dubbiosa, andrebbe valorizzata con eventi ad hoc, anche perché la parte alta ha numerose vetrine sfitte e non incentiva quindi il passaggio. Il mercato storicamente è sempre stato in Piazza Trieste.

Forse bisognerebbe creare qualcosa di alternativo, un altro tipo di appuntamento fisso in piazza della Torre per catalizzare le persone, ad esempio un mercatino dell’antiquariato nei sabati in cui non si fa nel viale alberato e nei giardini o di altro tipo. Sul ‘dividere’ il mercato non sono così convinta, ma si vedrà. Non dico no a priori».

Chi lavora nella parte alta della città, come Erald Danaj del Bar Teatro, vede invece l’iniziativa di buon occhio, con l’auspicio che lo “sdoppiamento” del mercato si verifichi, in modo da avere un evento che, “spalmato” in due luoghi strategici del paese, possa dare  maggiore visibilità alle attività che si trovano nel passaggio. «Secondo me può essere una cosa giusta - spiega Danj - Non so a livello tecnico, con parcheggi e cose simili, come possa essere e se possano sorgere problemi. Ma per quanto riguarda l’aspetto di impatto è sicuramente positivo, perché darebbe alle persone la possibilità di passare per tutta Stradella e di fare un giro completo della città. Poi, fare il mercato dove c’è la Torre, simbolo della città, mi sembrerebbe davvero la cosa più giusta da fare, ma indipendentemente da questo andrà verificata la fattibilità della cosa: magari non sarà semplice da realizzare, ma avere il mercato esteso su tutta la città sarebbe proprio bello».

Anche per Federica Barbieri, del negozio di abbigliamento La Femme Boutique, l’idea del mercato doppio sarebbe vincente. La sua attività si trova su via XXV aprile, e ricorda come i suoi colleghi che in passato avevano sperimentato il mercato “sdoppiato” ne avessero avuto beneficio.

«Io non ho avuto il piacere di avere il negozio negli anni in cui il mercato era diviso in due parti. I miei colleghi però sono anni che insistono sul fatto che prima c’era più passaggio. In effetti per come si presenta il nostro paese, anche secondo me la divisione dovrebbe portare una distribuzione più omogenea della gente creando un percorso obbligato nelle due vie “commerciali”. Penso che ne valga la pena fare un tentativo».

Giulio Magrassi del Caffè Angelini, che dà su piazza Vittorio Veneto, ha sperimentato sulla sua pelle il danno di non avere più il mercato vicino e si augura un suo pronto ritorno, auspicando anche un ampliamento.

«Qui da un giorno all’altro hanno tolto il mercato e la fermata delle corriere - spiega - e il danno economico è stato elevato: si pensi al fatto che il martedì, giorno di mercato, facevamo 200 caffè in più. Poi qui c’è il centro storico, dovrebbero esserci più eventi, anche il mercatino dell’antiquariato per esempio. Bisogna innovare le manifestazioni, anche il caffè concerto che ha ovviamente esigenze diverso rispetto a quando è nato.

Tornando al mercato, dirò di più: oltre a riportarlo dovrebbero anche ampliarlo».

  di Elisa Ajelli

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