Martedì, 16 Luglio 2019

RIVANAZZANO TERME - TI SI MOJ ZIVOT È IL RACCONTO DI UNA GUERRA

L’ 11 Maggio alle 21 al Teatro di Rivanazzano Terme sarà presentato Ti si moj zivot - Tu sei la mia vita, spettacolo scritto e diretto da Alessandro Veronese, interpretato da Alessandro Veronese ed Elisa Giorgio e prodotto dalla compagnia teatrale Fenice dei Rifiuti. Ti si moj zivot è il racconto di una guerra. La guerra nella ex Jugoslavia. Una guerra che si è combattuta poco tempo fa, vicinissima nel tempo e nello spazio. Una guerra atroce, che ha visto fratelli uccidere fratelli, frantumando l’unità di una nazione, frantumando vite, sogni, speranze. Frantumando la loro stessa storia.

Il progetto Ti si moj zivot di Fenice dei Rifiuti si propone di realizzare tre differenti spettacoli teatrali in tre successive stagioni, nel tentativo di fornire un quadro più ampio possibile delle atrocità di quel decennio. In questo primo capitolo, Alessandro Veronese ha posto la lente di ingrandimento su alcune delle tante piccole storie che hanno attraversato il primo anno della guerra in Bosnia, tra il 1992 e il 1993, dando voce alle persone che sono rimaste schiacciate sotto il peso delle macerie (strutturali e morali) senza davvero capire cosa stesse accadendo. 

I due attori in scena danno voce e corpo quindi a Bosko e Admira, due giovani fidanzati di etnie e di religioni differenti, a Zlata, una bambina di 11 anni che ha scritto in un diario la sua visione di quegli anni, a Suada, una giovane studentessa in medicina di Dubrovnik, a Vedran, mentre suona il suo violoncello sulle rovine della biblioteca di Sarajevo. Sullo sfondo, quasi in controluce, le Olimpiadi invernali di Sarajevo del 1984 e i mondiali di calcio di Italia 1990. Quando ancora nessuno poteva immaginare cosa sarebbe successo. Quando ancora la Jugoslavia esisteva. 

Uno spettacolo intenso, fatto di diversi registri e con attori che riescono agganciare lo spettatore, portandolo, attraverso le piccole storie nell’orrore della grande Storia. Uno spettacolo che contiene anche note ilari, delicate, capaci di alleggerire, senza banalizzare, un tema così doloroso. Non mancano i momenti elegiaci e di speranza, perché la vita scorre e continua, malgrado l’orrore della guerra. 

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