Martedì, 11 Dicembre 2018

BRONI - GIACOMO PORETTI IN FARE UN’ANIMA

Dopo lo strepitoso successo dell’anteprima nazionale con Debora Villa, arriva sul palco del Teatro Carbonetti un altro grande protagonista della scena televisiva e teatrale italiana. Sabato 1 dicembre, ore 21 al Teatro Carbonetti di Broni AGIDI srl presenta GIACOMO PORETTI in FARE UN’ANIMA di Giacomo Poretti con la collaborazione di Luca Doninelli, per la regia di Andrea Chiodi.

Questo monologo, scritto e interpretato da Giacomo Poretti, raccoglie divagazioni e provocazioni su un organo che i moderni manuali  di anatomia non contemplano, ma di cui da millenni gli uomini  di ogni latitudine hanno parlato: quando si sviluppa l’anima in un essere vivente? Esiste realmente o è solo una chimera, un desiderio? Oppure  è così infinitesimale che non la               si vede nemmeno con  il più grande scompositore di particelle? E alla fine, anche se la scovassimo, l'anima a che serve? Cosa ce ne facciamo? O  meglio, cosa vorrebbe farne lei di noi? “Il progetto di questo monologo – spiega Giacomo – mi frulla in testa da quando è nato io figlio Emanuele. In quell’occasione venne a trovarci in ospedale un anziano sacerdote che mia moglie ed io conoscevamo bene. Si complimentò con noi e ci disse: bene, avete fatto un corpo, ora dovete fare un’anima. Questa frase mi è rimasta dentro per molto tempo, si è sedimentata finchè non mi sono deciso ad affrontare la questione, un compito certo non facile. Per affrontarla ho usato il linguaggio dell’umorismo e dell’ironia e mi sono posto un sacco di domande. Come nasce l’anima? Spunta coi dentini da latte? O dopo? Quanto incide una corretta alimentazione a farla crescere? E, nel caso, sarebbe meglio una dieta iperproteica o senza glutine, oppure povera di sodio?  Ma l’anima esiste davvero o è una nostra invenzione? E ancora: è una parola da mandare in pensione o i tempi complicati che stiamo attraversando la rendono più che mai ineludibile? Fermo restando che ognuno può declinarla dandole il significato che meglio crede: impegno, senso morale, militanza civile o altro. Anima è una parola che rischia l’estinzione, a fianco dei vocaboli moderni, più chiassosi e sguaiati. È una parola strana, misteriosa e sconosciuta, ma dal suono gentile e impalpabile, leggera come un soffio, costretta alla solitudine, un po’ come i bambini che non sanno giocare a calcio e per questo sono destinati a restare seduti sul bordo del campo a vedere gli altri rincorrersi e divertirsi”.

“E poi – prosegue Giacomo Poretti – a pensarci bene a cosa serve un’anima? Nessuno ti chiede di esibirla: quando ti fermano i carabinieri si accontentano di patente e libretto, se fai acquisti su internet bastano carta di credito e mail. L’anima sembra la cosa più antimoderna che possa esistere, più antica del treno a vapore, più vecchia del televisore a tubo catodico, più demodé delle pattine da mettere in un salotto con la cera al pavimento; lontana come una foto in bianco e nero bizzarra come un ventaglio, eccentrica come uno smoking e inutile come un papillon. A un certo punto rischia di farti tenerezza quella parola lì. Forse una parola per stare in vita deve essere frequentata, deve essere scritta, deve essere detta; le parole sono come le persone hanno bisogno di cure, di qualcuno che la vada a trovare, le parole devono stare in compagnia, se non si parlano le parole vengono dimenticate e scompaiono.  Certe parole rischiano di finire la loro esistenza sui dizionari, che talvolta sembrano i cimiteri delle parole”.
Lo spettacolo prende l’avvio da un inciampo, da una scivolata, da una parola inattesa che si mette in casa proprio come uno straniero inaspettato e indesiderato. Le parole sanno essere più minacciose degli uomini e con la sua caparbietà quella parola, anima, costringe ad occuparsi  di tutte le parole della modernità. Anima è una parolina esangue, malvestita e malnutrita, eppure è gelosa e innamorata: innamorata di noi e della vita, e come ogni amante ci vuole solo per sé.
Vi ricordiamo anche il secondo appuntamento con il tango, venerdì 30 novembre ore 19, nel ridotto del Teatro Carbonetti. Una serata organizzata dall’Associazione Tango Wine di Voghera, in cui i partecipanti potranno degustare un aperitivo a buffet accompagnati dalla musica del M°Fabrizio Mocata (pianoforte) e il cantante Giacomo Medici.

Mentre domenica 2 dicembre ore 18 verrà presentato il lungometraggio firmato Daniele De Michele (conosciuto al grande pubblico come Don Pasta)  “I Villani” realizzato insieme ad Andrea Segre prodotto da Malìa con Rai Cinema, e che ha ricevuto la menzione speciale Federazione Italiana dei Cineclub - Il Giornale del Cibo, assegnata "all'opera che ha proposto la scena più significativa legata al cibo e all'alimentazione" nell'ambito della 75° Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Il film verrà proiettato qui a Broni, per un semplice motivo: Lino Maga, il signor Barbacarlo, nel suo film è voce narrante, una voce che viene da lontano, una voce dell'anima, della terra. Ingresso libero con degustazione di vini.

 

  1. Primo piano
  2. Popolari