Sabato, 17 Novembre 2018

PIETRAGAVINA -CORREVA L’ANNO 1960, NASCEVA LA PRIMA SAGRA DELLA CASTAGNA

Era una fredda sera invernale del lontano 1959; una sera come tante passata al bar dell’albergo della Posta a giocare a carte.

Primina, la moglie del proprietario dell’albergo Giovanni Centenaro, porta ai tavoli da gioco dei vassoi colmi di caldarroste fumanti e tutti posarono le carte per avventarsi sulle buonissime castagne; qualcuno ordina una caraffa di ottimo vino novello di accompagnamento alle dolci caldarroste, il 1959 fu un’annata davvero eccezionale! Quella sera tra una caldarrosta e l’altra si giunse all’unica conclusione possibile: utilizzare proprio le castagne  come richiamo per i villeggianti, per farli tornare almeno una delle fredde domeniche invernali.

Questa per gli esercenti del paese fu sicuramente una bella notizia: l’arrivo dei villeggianti avrebbe procurato loro sicuramente del guadagno , era una buona notizia anche pei per i paesani che in quel giorno avrebbero potuto vendere i loro prodotti, la era allo stesso modo anche per i ragazzi e le ragazze che avrebbero potuto rivedere una volta gli amici e le amiche dell’estate appena trascorsa.

Infatti proprio un gruppo di giovani, invogliati dal signor Angelo Centenaro,  cominciano a sviluppare  idee su come organizzare un festa in autunno e nel settembre del 1960, sempre al bar della posta, tra la paura e i sorrisi maliziosi di qualcuno, si stabilisce la data della festa: la seconda domenica di ottobre.

È una corsa contro il tempo: si cercano collaboratori, anche tra le persone non più giovani del paese che sicuramente daranno il loro apporto; poi ci vogliono i carri e i buoi che tirano i carri, ma chi andrà sui carri? Sicuramente le belle ragazze del paese, allora di belle ragazze ce ne erano molte,  ci vogliono i vestiti adatti alla festa, se ne occuperanno le sarte del paese. Chi allestirà i carri allegorici? Saranno gli aitanti giovani del paese. Così è deciso.

Sembra  una leggenda, una favoletta inventata, ma questa signori miei è la verità! Alla fine tutto il paese è stato coinvolto per la preparazione della festa, al di là delle idee politiche e il credo religioso.

Fu così che domenica 9 ottobre 1960, tra la paura e l’incertezza, ebbe luogo la prima edizione della Sagra della Castagna. Prima del mezzogiorno già il paese contava una folla notevole, ma fu nel pomeriggio durante la sfilata dei carri, accompagnata dalla banda musicale di Varzi, che le vie erano ghermite da cittadini, confinanti… gli espositori venderono tutta la loro merce. Un successo inaspettato.

È chiaro che quella domenica le caldarroste non bastarono per tutti, la cena fu accompagnata dall’orchestrina “Arson” che aveva animato le  serate estive nella vecchia balera, adiacente all’albergo della Posta, ora Discoteca Kiwi.  Una vecchia canzone di Ornella Vanoni iniziava così: “ la musica è finita, gli amici se ne vanno che inutile serata....”, ma non fu così per la compagnia della Sagra della Castagna: la festa era finita, ma non è stata un’inutile giornata bensì una festa voluta e ben riuscita. Oggi la sagra ha cambiato volto e non sto qui ora  ad annoiarvi  con i suoi cambiamenti,  certo è che ancora quest’anno siamo qui ad aspettarvi con il mitico dj Edo, con lo spettacolo del mago Ito, con la fisarmonica di Debora Sbarra, le navette per i castagneti, il coro “Comolpa in osteria”  gli espositori di buon cibo e tante, tantissime caldarroste.

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