Giovedì, 22 Novembre 2018

VARZI - IL VERDE E NERO DELLA CONTRADA DEI CAPPUCCINI ….. IL PALIO DELLA SPOSA

La Contrada dei Cappuccini è la prima che si incontra arrivando dalla strada provinciale Voghera – Varzi ed ha come punto di riferimento l’omonima Chiesa dei Cappuccini. La prima Pieve della valle Staffora fu senz’altro quella di Varzi, costruita non molto tempo dopo la morte di S. Germano, vescovo di Auxerre, avvenuta nel 448 d.C. a Ravenna. La leggenda vuole che il corpo del santo, durante la traslazione nella località d’origine, sia transitato per Varzi. L’emozione creata da questo passaggio indusse gli abitanti, qualche tempo dopo, a dedicargli la pieve. Al di là di quello che può essere avvenuto, la certezza che nel 702 d.C. una pieve esisteva già in Varzi ci proviene dal cronista dell’epoca Marciano Ambrogio, il quale, tra le altre pievi della diocesi di Tortona, cita Ecclesia Sancti Germani oppidi Vartii.

Verso la fine del XII sec. la chiesa primitiva venne sostituita dall’attuale, dedicata a S. Germano e costruita sul luogo dell’antica pieve. La chiesa che vediamo ai nostri giorni fu iniziata tra la fine del 1100 e l’inizio del 1200, in stile romanico. La chiesa fu per quattro secoli parrocchia di Varzi e pieve dell’alta Valle Staffora e cioè fino al 1594, quando fu inaugurata l’attuale chiesa parrocchiale. Lasciata nell’abbandono e nel deperimento, riprese vita nel 1623, quando vi si stabilirono per la prima volta i Cappuccini. Essi vi edificarono a fianco il convento, incorporandovi la vecchia canonica esistente dove sono meritevoli il chiostro e il refettorio.  Nel 1971, gli attuali Cappuccini decisero di riportare la chiesa al primitivo carattere romanico e, col proprio lavoro personale, demolirono il voltone secentesco della navata centrale, rimettendo in luce le antiche capriate a vista e riaprirono le originarie finestre a doppia strombatura, esterna ed interna. Analogo rifacimento della copertura è stato fatto di recente nelle due navate laterali. Degni di nota sono i capitelli in pietra, sulle colonne semicircolari all’angolo del presbiterio, scolpiti a foglie arricciate con cordonatura tortile alla sommità.

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