Mercoledì, 24 Aprile 2019

VARZI - IL VIOLA E MARRONE DELLA CONTRADA DI BOSMENSO….. IL PALIO DELLA SPOSA

Bosmenso, anticamente Besemenci, prende il nome dal modesto corso d’acqua che lo lambisce, già nominato in atti del secolo X, quale Besemuntio. In quest’ultima estrinsecazione del toponimo si può intravedere il latino “montis” ossia monte, riflettendo così pienamente l’orografia del territorio. Per quanto riguarda il prefisso, è basato sulla parola Boso che corrisponde al ligure Bugium o Busum…. Che corrisponde in italiano a Mirtillo. In realtà, questo frutto è molto simile alla bacca blu-nera del ginepro, pianta spontanea di cui è ricca la plaga che circonda il borgo.

Adiacente al torrente Staffora sorge l’oratorio di San Giorgio del IX sec., all’interno del quale è possibile ammirare una lapide in arenaria  grigia, in ricordo della sepoltura di una fanciulla di “regia schiatta” di nome Rothilda, probabilmente di sangue reale longobardo, venuta a Bosmenso per respirare l’aria delle pinete che crescevano allora in quei monti..

Al centro del paese superiore, all’interno della cappelletta dedicata alla Madonna del Carmine, si può vedere un affresco particolare, riscoperto da pochi anni, in quanto oscurato ai tempi della Controriforma, che rappresenta una Madonna a seno nudo. Potrebbe far pensare ad una rappresentazione dell’eros mistico che risalirebbe ad un sogno di San Bernardo.

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