Venerdì, 15 Novembre 2019

CONSORZIO “VIVI VALLE VERSA”: «NON SERVONO MIRACOLI, MA SOLAMENTE PIÙ COLLABORAZIONE!»

Valter Calvi e Andrea Daturi sono i creatori, nonché promotori del Consorzio “Vivi Valle Versa” che punta a valorizzare e a promuovere il vino e il cibo, la natura e la cultura, nonché il turismo e il commercio in Valle Versa.

Consorzio Vivi Valle Versa non ha scopo di lucro ed opera per lo sviluppo turistico in una zona circoscritta all’interno del territorio dell’Oltrepo Pavese, la Valle Versa, che comprende ben dodici comuni: Portalbera, Stradella, Montù Beccaria, Santa Maria della Versa, Golferenzo, Volpara, Ruino, Canneto Pavese, Montescano, Castana, Montecalvo Versiggia e Canevino.

Valter e Andrea, quando nasce il Consorzio “Vivi Valle Versa”?

«Il Consorzio Vivi Valle Versa nasce nel 2015.

Qual è il bisogno che intendete soddisfare con il vostro servizio?

«Il nostro bisogno è di avere un riscontro turistico che possa implementare l’economia della valle e il bisogno dell’utenza - magari straniera - di sapere dove mangiare, dove dormire, cosa fare e cosa comprare in Valle Versa. Vivi Valle Versa si pone obiettivi annuali che cerca di portare al proprio compimento anche con l’aiuto ed il coinvolgimento delle diverse associazioni e amministrazioni locali».

Il Consorzio punta alla valorizzazione del territorio e delle bellezze della Valle Versa. Precisamente come fa?

«Oltre a descrivere, con immagini sul nostro sito e sulla pagina Facebook, cosa vedere in Valle Versa e nei dintorni, abbiamo organizzato degli eventi con passeggiate, musica delle quattro province, prodotti tipici e racconti della nostra storia in punti di particolare interesse. Inoltre, per due anni siamo riusciti a realizzare una brochure di tutti gli eventi organizzati dalle Pro loco della Valle».

Perché un Consorzio? In cosa vi distinguete dagli altri enti che si occupano di valorizzazione del territorio?

«La forma Consorzio era più adatta per un’associazione di imprese. Noi siamo un’associazione nata dal basso, secondo la regola del “fare” e siamo pronti in ogni momento a collaborare con tutti quelli che vogliono valorizzare il nostro territorio».

Chi fa parte di questo Consorzio?

«All’interno di Vivi Valle Versa non vi è schema piramidale, ma democratico in quanto ogni azienda o persona vale un solo voto o unità,. Vi fanno parte imprenditori, aziende agricole, ristoratori, panettieri, artigiani, commercianti… insomma tutti coloro della Valle Versa che abbiano voglia di unire le proprie forze per un bene comune».

Un ristoratore, albergatore, vignaiolo come può associarsi?

«Per associarsi basta contattarci per email, via Facebook oppure molto semplicemente presso la nostra sede a Stradella».

Il turista si affida a voi per quale genere di informazioni?

«Facendo rete fra di noi, riusciamo a rispondere alle esigenze del turista indirizzandolo al meglio, informandolo su ristoranti o agriturismi nei quali può degustare piatti tipici, su produttori locali dai quali può acquistare vini e prodotti del territorio, dove dormire e soggiornare, informandolo anche su cosa fare (itinerari, passeggiate...) e cosa scoprire in Valle Versa!».

Qual è l’attività più richiesta e che proponete maggiormente?

«In particolare, i turisti stranieri amano camminare per le nostre colline; sul nostro sito infatti proponiamo degli itinerari da fare in tutte le stagioni, tra questi: sentiero fieno falciato, la mela cotogna, rosa di macchia, mandorla amara, rosa canina...».

Secondo voi, qual è il deficit più rilevante che oggi vive l’Oltrepò Pavese?

«A nostro parere, per l’Oltrepò Pavese non servono miracoli, ma solamente più collaborazione! Abbiamo già tutto, basterebbe che ognuno facesse semplicemente la propria parte...».

Come vedete il futuro turistico dell’Oltrepò?

«Il turismo è l’unico futuro possibile! Prima di vendere i prodotti bisogna vendere il territorio, farlo conoscere ed apprezzare, così come hanno fatto altri».

Voi siete imprenditori vitivinicoli... riuscite a coniugare buon vino e turismo?

«Quando un vignaiolo fa del buon vino ci tiene anche a “raccontarlo”, ospitando nella propria cantina i visitatori e gli amanti del prodotto locale; questo si chiama “turismo del vino”, ovvero enoturismo. Tutte le zone vitivinicole oggi famose hanno iniziato così».

Oltre al vino e al buon cibo, alle colline e all’ospitalità, l’Oltrepò Pavese su cosa dovrebbe puntare?

«Al nostro “saper fare”, alla nostra unicità, alle nostre tradizioni e alla nostra storia. Tutti noi abbiamo tanto da offrire e vogliamo farlo conoscere...».

di Silvia Cipriano                

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