Lunedì, 10 Dicembre 2018

RIVANAZZANO TERME – “SOTTOSOPRA”

A Rivanazzano Terme, Sabato 7 aprile 2018 alle ore 17.30, presso la Collezione Riccardi di Arte Contemporanea, Via Buonarroti 12, ci sarà l’inaugurazione dell'installazione “Sottosopra” di Lucia Pescador con presentazione di Roberto Borghi

L'artista vogherese, protagonista della bella mostra presentata a giugno 2017 presso il Laboratorio ART art, ha donato alla Collezione Riccardi di Arte Contemporanea un'installazione inedita che è stata posta accanto alle opere degli artisti del territorio. Il titolo dell'opera, Sottosopra, è dovuto a tutta una serie di riferimenti creativi che l'artista ha tracciato con alcune delle opere presenti nella Collezione al piano di sopra, in particolare a quadri di Atanasio Soldati.

“Scrive Giorgio Agamben, citando   Walter Benjamin, che “estraniando a forza un frammento del passato dal suo contesto storico, la citazione gli fa perdere di colpo il suo carattere di testimonianza autentica per investirlo di un potenziale di estraniazione che costituisce la sua inconfondibile forza aggressiva”. “L’estraneazione dal passato” è il nuovo valore e la nuova genuina “autorità”. Mi pare che sulla scorta di queste parole sia possibile leggere il lavoro di Lucia Pescador, che della “copia”, come lei la chiama, fa la sua cifra espressiva: citando sia quei maestri che ama nella storia dellapittura (i suprematisti russi, per esempio, e Kazimir Malevic fra tutti, o Depero fra i futuristi), sia lacerti di  una sua realtà, ormai lontana in altri tempi e in altri luoghi, con un nomadismo da “Ambulanti”, secondo il titolo di un suo ciclo recente. Pescador ripete, col segno incerto e diversificante della mano sinistra    coartata a disegnare, i motivi e i colori che la memoria visiva, grata, le ha conservato; li ripropone per frammenti mobili, tessere di assemblaggi       fantasticati e divertiti, spunti che negano la loro storicità e si cariano di una “autenticità” nuova, spaesati come sono e resi atemporali, sottratti al codice canonico della tradizione, di nuovo e solo “autentici” nella temperie viva delle sue stagioni. E l’operazione ha il piglio apparentemente scanzonato, da consumata monella ammiccante, che anche la fisicità dell’artista ci trasmette”.    

Roberto Borghi, critico d’arte, curatore di mostre d’arte contemporanea e firma delle pagine culturali del Giornale, ha dedicato al ruolo della tradizione simbolica nella cultura d’avanguardia “Il simbolo non è neutro. La spiritualità delle avanguardie artistiche del Novecento”, un volume pubblicato dalle edizioni Lorenzelli di Milano nel 2014. Un secondo libro, intitolato “Memorie erranti” e focalizzato sulle “idee di origine, tradizione e classico nell’arte italiana del secondo Novecento”, è in uscita presso le edizioni Mauri di Cremona.

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