Giovedì, 13 Dicembre 2018

BRONI – “IL ROMPIBALLE”

Prosegue la stagione di prosa al Teatro Carbonetti di Broni. Sabato 17 marzo alle ore 21.15,in scena l’irresistibile comicità di MAX PISU e CALUDIO BATTA con lo spettacolo Il Rompiballe, di FRANCIS VEBER, regia di MARCO RAMPOLDI (una nuova versione inedita), con la partecipazione di Claudio Moneta, Stefania Pepe, Roberta Petrozzi e Giorgio Verduci 

Per un killer che deve uccidere dalla finestra di una camera d’albergo l’uomo politico che sta per fare rivelazioni sconvolgenti, cosa ci può essere di meno opportuno che un fotografo ‘rompiballe’ e con tendenze suicide nella stanza accanto? Soprattutto se le azioni maldestre del rompiballe fanno sì che le camere d’albergo vengano visitate continuamente da mogli esasperate, amanti aggressivi, cameriere impiccione, poliziotti maldestri, in un crescendo di divertimento. Marco Rampoldi prosegue il percorso di incrocio fra l’immediatezza comunicativa dei comici e i testi teatrali strutturati, e, dopo la comicità british di Nudi e crudi, l’assurdo di Ionesco, la scrittura originale del Neurone Innamorato, l’happening interattivo di Forbici e follia, si avventura nel territorio della ‘farsa moderna’, rivisitando uno dei capolavori del ‘Neil Simon francese’, presentato in una nuova esilarante versione dell’autore, inedita in Italia. Nel raffinatissimo contenitore scenico ideato dal tre volte premio ubu (e scenografo degli ultimi capolavori di Luca Ronconi) Marco Rossi, Max Pisu riesce a dare alla maschera contemporanea del ‘cretino’, ma tenerissimo Pignon, carattere e risvolti assolutamente inaspettati, riuscendo come non mai ad utilizzare in prosa le caratteristiche di dolcezza e comicità spontanea che lo hanno fatto amare dal grande pubblico in cabaret.  Il ‘killer’ Claudio Batta si dimostra attore a tutto tondo, creando una coppia comica affiatatissima, dove non è riconoscibile un ruolo di spalla, ma i due ‘contendenti’ si scambiano continuamente le parti di vittima e carnefice in un gioco di ribaltamenti e sospese continuo, che arriva alle dinamiche delle comiche del muto. Attorno a loro ritornano alcuni fondamentali compagni d’avventura: Claudio Moneta, che affiancava Max in Nudi e crudi, interpretando, con capacità istrionica, tutti gli altri personaggi maschili; Stefania Pepe e Roberta Petrozzi, che hanno messo a disposizione la propria storia teatrale per sostenere Pisu & Co. ne La Cantatrice Calva e Batta & Co. ne Il Neurone innamorato. E, per la prima volta in palcoscenico (di prosa), Giorgio Verduci, che dopo aver trascorso alcune stagioni televisive a percuotere i propri avversari con la mazza da baseball, riceve la propria nemesi ricevendo mazzate e finendo continuamente chiuso nell’armadio nel cameo del poliziotto.  Uno spettacolo veloce, agile, divertente, e con un (falso) finale triller…

Altro appuntamento imperdibile dedicato alle loro famiglie, con lo spettacolo L’universo è un materasso e le stelle un lenzuolo domenica 18 Marzo ore 16:30, terzo spettacolo della Rassegna di Teatro Ragazzi Di.Do.menica, diretto ed interpretato da FLAVIO ALBANESE di FRANCESCO NICCOLINI.
Questo spettacolo è il grande racconto del Tempo. È diviso in quattro Capitoli. Il primo racconta il tempo in cui il Tempo non esisteva ancora: l'origine del tutto attraverso il mito, in particolare la teogonia di Esiodo. Il secondo capitolo descrive il tempo in cui la realtà era ciò che il buon senso e l'occhio umano potevano cogliere e comprendere: al mattino il Sole nasce a est, la sera tramonta a ovest, dunque il Sole gira intorno alla Terra. Il tempo di Aristotele e Tolomeo. Il terzo capitolo è la rivoluzione copernicana, in cui l'uomo scopre che la realtà non è quella che sembra. Ovvero: il Sole è il centro del mondo e la Terra immobile non è.  L'ultimo capitolo è il più ambizioso e difficile: riguarda il Novecento, da Einstein ai Quanti, l'epoca in cui l'uomo ha cominciato a comprendere che non solo le cose non sono come sembrano, ma probabilmente tutto – come in teatro – è solo illusione: il tempo prima si è fatto una variabile relativa e poi è scomparso dalle leggi della fisica, lo spazio vuoto non esiste, le particelle di materia sono imprevedibili e non sono mai dove dovrebbero essere. Noi compresi, ovviamente. Tutto questo raccontato con occhi pieni di meraviglia (e anche un po' di spavento) da un protagonista diretto di tutta la storia: il Tempo in persona, Crono, prima imperatore dell'Universo e poi, dopo essere stato sconfitto dal figlio Zeus, sempre più in disparte. Fino a sparire.   

 Raccontare ad un giovane pubblico la storia del Tempo, dal Mito alla Meccanica Quantistica è divertente e utile. E’ un modo per divertirsi studiando, per imparare ridendo, e farsi le stesse domande che i più grandi Filosofi e Scienziati si sono posti nei secoli. Domande semplici ma importantissime. Il Tempo forse non esiste, come forse non esistono gli Dei, ma è altrettanto vero che esistono tutte le cose in cui crediamo. “Le cose esistono se tu le fai esistere” quelle Belle e quelle Brutte. Dedicato a chi crede e non smette mai di crederci.  -

Biglietteria presso il Teatro Carbonetti, via Leonardo Da Vinci 27, Broni. Mercoledì dalle 16 alle 18; venerdì e sabato dalle 10 alle 12. (tel. 0385/54691 – 366/8190785) Info e acquisto on line su www.teatrocarbonetti.it

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