Martedì, 24 Ottobre 2017

BRONI – STRADELLA "SIAMO UNA SCUOLA APERTA CON UNA BUONA PERCENTUALE DI ALUNNI STRANIERI"

Agnese Nadia Canevari, dirigente scolastico dal 2015 dell'Istituto Faravelli è alla sua prima esperienza come Preside. Con lei una panoramica generale sulla scuola che dirige e sul mondo giovanile.

"Per adesso sono stati tre anni intensi, di grande lavoro. Le responsabilità sono tantissime, la scuola è sempre più complessa, però è una scuola vivace e ho trovato un terreno fertile e buono su cui lavorare. Nella scuola nessuno raggiunge risultati da solo, ci vuole la collaborazione di tutti".

Il Faravelli ha due sedi, a Stradella e a Broni, ed è un istituto molto complesso perché sono presenti vari indirizzi: nella sede bronese c'è il liceo scientifico, mentre in quella stradellina ci sono i corsi tecnici e professionali.

"A Stradella sono presenti diversi indirizzi tecnici, a partire da amministrazione finanza e marketing (che è la vecchia ragioneria), a costruzione ambiente e territori (ex geometri) e itis informatica. Poi ci sono i corsi professionali per operatori meccanici ed elettronici e manutenzione e assistenza tecnica.

Nella sede di Broni, anche il liceo prevede due percorsi, quello più istituzionale-tradizionale e quello delle scienze applicate, dove in pratica non si fa il latino e c’è un potenziamento dell’informatica e delle scienze"

Come vi state preparando per il prossimo anno scolastico? Ci sono molte iscrizioni?

"Come iscrizioni ci siamo mantenuti sul livello dello scorso anno, riusciamo a partire con tutti i nostri corsi, anzi riusciamo ad avere due classi prime dell’itis informatica e due per il liceo delle scienze applicate".

Il campo dell’informatica ha quindi prevalso anche nel vostro istituto?

"Sicuramente la scuola ha investito tanto nell’innovazione tecnologica, abbiamo molti laboratori ben attrezzati in entrambe le sedi, e poi la tendenza al momento è davvero il mondo informatico. Ma devo dire che reggono bene anche tutti gli altri corsi".

Il Faravelli è da sempre la scuola di riferimento per Stradella e le colline che la circondano...

"Decisamente sì, è l’unico polo scolastico superiore di questa parte d’Oltrepò e quindi raccoglie un bacino d’utenza molto grande.

Io cerco di portare avanti, con la collaborazione di docenti, personale e studenti, una scuola aperta e inclusiva. Abbiamo una buona percentuale di alunni stranieri, alunni con disabilità, altri con disturbi specifici dell’apprendimento… la realtà della scuola di oggi è molto variegata e noi dobbiamo essere in grado di intercettare i bisogni e dare risposte concrete".

In che modo?

"Da un lato intervenendo con un’offerta formativa che sia il più possibile ricca, coinvolgendo gli studenti anche in progetti extrascolastici, e dall’altro con metodologie inclusive che oggi sono abbastanza diffuse.

Oltre all’offerta curricolare, poi, abbiamo quella formativa che riguarda tutta la sfera della progettualità e che arricchisce sicuramente la vita della scuola e fornisce agli studenti delle competenze importanti".

Quali progetti avete in cantiere?

"Ci tengo a sottolineare il progetto che riguarda la legalità, che è abbastanza forte nella nostra scuola e che vogliamo portare avanti. Abbiamo ottime collaborazioni in questo senso con gli enti locali e con le associazioni del territorio. Vogliamo proseguire con la prevenzione del gioco d’azzardo e dei comportamenti non corretti, con i progetti legati alla lotta contro la violenza sulle donne e con il filone legato alla lotta alla corruzione e criminalità organizzata".

Vi siete già occupati in passato di queste importanti tematiche…

"L’anno scorso abbiamo anche fatto la prima marcia della legalità e una conferenza al Teatro Sociale e quest’anno continueremo con un secondo appuntamento. I momenti per così dire pubblici sono solo il momento conclusivo di un lavoro lungo e importante che c’è dietro… e che va di pari passo con il lavoro prettamente scolastico".

Altri programmi di rilievo?

"L’altro progetto molto importante riguarda la realizzazione di un laboratorio territoriale per l’occupabilità: abbiamo partecipato ad un bando insieme ad altre scuole e noi siamo sede di uno dei laboratori (gli altri sono all’istituto Cardano e al Calvi), e ci occuperemo di tutto ciò che riguarda il monitoraggio ambientale e l’utilizzo dei droni. Si vogliono creare così delle competenze che possano poi essere utilizzate anche professionalmente.

Infine, altri progetti importanti riguardano il potenziamento delle lingue, soprattutto dell’inglese. Continuiamo la tradizione di organizzare viaggi in Inghilterra, esperienze che sono di studio e lavoro e rientrano quindi anche nel settore alternanza scuola/lavoro".

A proposito di alternanza scuola/lavoro, sta funzionando bene?

"E’ un punto su cui abbiamo lavorato davvero tanto! Devono essere fatte 400 ore di alternanza per i tecnici e i professionali e 200 per il liceo. Proprio per il liceo è stata una novità assoluta, in quanto comunque i tecnici avevano già un pochino di esperienza in questo senso.

In questi anni abbiamo costruito numeri importanti, perché bisogna garantire che tutti gli studenti facciano questa esperienza: questo ha significato creare una rete di rapporti con le imprese del territorio e con gli enti locali. Tutti soggetti che collaborano con noi al fine di garantire a tutti i nostri alunni il periodo di alternanza".

Come hanno reagito gli studenti negli anni al programma scuola/lavoro?

"Devo dire che abbiamo avuto un riscontro molto positivo sia da parte degli studenti che anche da parte degli enti ospitanti. Ricordiamoci poi che questa alternanza sarà anche oggetto d’esame di stato a partire dall’anno scolastico 2018/19. Da un lato, la scuola si è costruita un database di tutte queste aziende e dall’altra un portafoglio che accompagna la carriera scolastica di ogni studente.

Io sono molto favorevole a questo tipo di esperienza e ci ha permesso anche di rafforzare il legame con le aziende del territorio.

Per il liceo, come dicevo prima, si è trattato di una novità, a partire dal 2015… ed era importante per noi monitorare l’esperienza e avere un feedback rispetto alla positività o meno del percorso fatto".

Un tema importante nelle scuole è sempre quello del bullismo...

"Non possiamo nasconderci, il bullismo è purtroppo una realtà, quindi penso che sia compito della scuola tenere sotto controllo determinate situazioni e intervenire se necessario. E soprattutto penso che si debba fare sempre la prevenzione, ad esempio con i progetti di cui parlavo prima…".

Nella sua scuola è stato fatto qualcosa di specifico contro il bullismo?

"Sì, lo scorso anno scolastico abbiamo fatto anche incontri con i rappresentanti delle forze dell’ordine e mi sono resa conto che sono davvero molto importanti. Poi abbiamo lo sportello psicologico e cerchiamo di intervenire laddove riscontriamo ci siano problemi o situazioni conflittuali all’interno delle classi.

La grossa insidia però, al giorno d’oggi, è l’utilizzo dei social network perché è difficile far comprendere il limite, anche della legalità. L’obiettivo che ci poniamo è l’uso consapevole: è una sfida che ci troviamo ad affrontare".

giift

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