Sabato, 11 Luglio 2020
 

Questa mattina, nel giardino del Country Club di Voghera, Alessandra Bazardi segretario del Partito Democratico vogherese ed Ilaria Balduzzi hanno illustrato i venti obiettivi del loro programma elettorale per le prossime votazioni comunali. 

"Siamo pronti! Abbiamo lavorato per costruire il miglior programma per la città, lo abbiamo fatto raccogliendo le idee delle associazioni, forze sociali, economiche e culturali. Ora lo presentiamo e siamo disponibili a confrontarci con altre forze politiche per integrarlo e condividerlo. La nostra sfida è “Scommettiamo su Voghera” perché siamo sicuri che abbia le potenzialità per ripartire.

Rilanciando e mettendo la città al centro di una agenda che coinvolga tutto il territorio. Questo è il compito di chi governerà nei prossimi anni. Noi ci siamo e tu? Il nostro manifesto politico. La città è in una forte crisi che ha prodotto una situazione di totale paralisi e di involuzione economica, sociale e culturale del tessuto cittadino. Crisi economica, che ha colpito innumerevoli settori produttivi della nostra realtà come l’edilizia, il piccolo commercio, l’artigianato; ha moltiplicato le aree dismesse e ha accentuato le differenze sociali portando a un sempre più evidente impoverimento culturale. La grave e pesante carenza di opportunità di lavoro e di occupazione hanno costretto tanti, troppi cittadini a recarsi quotidianamente in altre città, cosicché il fenomeno del pendolarismo è divenuto endemico ed estremamente diffuso, trasformando la città in una città dormitorio.

Le risorse a disposizione sono scarse, ma è per questo che serve la capacità politica e amministrativa di mobilitare investimenti privati e di attingere a quelle risorse europee che Voghera non è stata in grado di intercettare e di utilizzare al meglio. La prossima amministrazione comunale dovrà operare per contrastare la perdita di posti di lavoro aumentando la propria attrattività, investendo sull’innovazione d’impresa e sul capitale umano; dovrà rispondere ai nuovi bisogni e alle fragilità sociali dei nostri concittadini intervenendo sul welfare locale; dovrà creare le condizioni più favorevoli e necessarie per la nascita e l’apertura di nuove realtà commerciali, specie nel centro cittadino inteso come cuore pulsante della città e di nuove realtà culturali, ludiche, sportive e di aggregazione sociale giovanili e per anziani, specie nelle periferie.

Dovrà impegnarsi e investire sulla riqualificazione delle aree dismesse e su quelle esistenti, sulla riduzione delle emissioni inquinanti, sull’incremento delle aree verdi, delle aree pedonali e delle piste ciclabili, sulla riqualificazione delle periferie e coinvolgimento dei quartieri. La rinascita di Voghera sarà possibile solo attraverso la definizione di un piano pluriennale composto da progetti finanziati sia da risorse interne sia da risorse private, sia da risorse regionali o statali, sia da finanziamenti europei; progetti tutti complementari fra loro e tutti funzionali al raggiungimento degli obiettivi definiti nel piano medesimo. Il cambiamento e la rinascita della città non possono prescindere da un nuovo modo di intendere la politica, da un nuovo stile di governo fondato sulla trasparenza e sulla partecipazione; il tutto accompagnato da una civile, educata, rispettosa e corretta dialettica politica.

Il bene comune va perseguito senza condizionamenti di interessi o pseudo interessi di parte e corporativi. Per il PD il consenso non va rincorso, ma meritato con l’impegno, attraverso un’azione politica coraggiosa in grado di rivolgersi solo ed esclusivamente all’interesse di tutti ed al bene esclusivo della città. Il PD intende rivolgersi ai concittadini delusi e demotivati presentando loro un articolato piano per la città tutto rivolto e indirizzato alla rinascita e alla rivitalizzazione economica, sociale e culturale del tessuto cittadino; presentandosi loro come un partito trasparente e offrendo la disponibilità di candidati nuovi, seriamente determinati a lavorare con tutti nell’interesse unico della città, senza deleterie forme di personalismo e di inutile protagonismo.

Il PD intende cogliere e calamitare la delusione di larga parte di vogheresi offrendo loro un’opportunità di reale cambiamento in un contesto di coinvolgimento e partecipazione di tutti, nessuno escluso. Costituisce obiettivo fondamentale per il PD la costruzione della “casa comune” di tutti i moderati e progressisti e di tutti coloro che intendono partecipare alla vita politica della città; un punto di incontro e di riferimento aperto, certo e sicuro dove è possibile, attraverso un civile e leale confronto, essere ascoltati e apportare il proprio contributo di idee, proposte e di critica costruttiva. La nostra scommessa: 20 obiettivi per gli Anni 20 da raggiungere per rilanciare la città.

OBIETTIVO #1: DISABILITÀ

OBIETTIVO #2: PREVENZIONE

OBIETTIVO #3: ASSISTENZA AGLI ANZIANI

OBIETTIVO #4: PERSONE IN GRAVE DIFFICOLTÀ SOCIALE

OBIETTIVO #5: LA FAMIGLIA

OBIETTIVO #6: LA CITTÀ 6.1) LA CITTÀ E I NUOVI CITTADINI 6.2) LA CITTÀ E I GIOVANI 6.3) LA CITTÀ DEI DIRITTI 6.4) UNA CITTÀ SICURA

OBIETTIVO #7: LA CASA

OBIETTIVO # 8: DECENTRAMENTO, PARTECIPAZIONE E TECNOLOGIA

OBIETTIVO#9: BILANCIO E GESTIONE ENTRATE E SOCIETÀ PARTECIPATE

OBIETTIVO #10: LA RINASCITA E LO SVILUPPO DEL TERRITORIO

OBIETTIVO #11: UFFICIO DI PROGETTAZIONE EUROPEA

OBIETTIVO #12: VIVIBILITA’ DELLA CITTA’-VOGHERA VERDE E PULITA

OBIETTIVO # 13: SANITÀ

OBIETTIVO #14: RECUPERO PIAZZA DUOMO

OBIETTIVO #15: RECUPERO PIAZZA SAN BOVO

OBIETTIVO #16: TEATRO SOCIALE

OBIETTIVO #17: ENTE FIERA

OBIETTIVO #18: CULTURA

OBIETTIVO #19: LA NUOVA CAVALLERIA

OBIETTIVO #20: LA CITTA’ NELLA CITTÀ"

Sono iniziati i lavori di completamento e messa in sicurezza della rotonda che si trova di fronte al PalaOltrepò di Voghera, al fine di migliorare la viabilità in un’area che presenta la presenza di significativa incidentalità. «Un’opera progettata per rendere più bella la via d’accesso alla nostra città e contemporaneamente aumentare la sicurezza - spiega il sindaco Carlo Barbieri - limiterà la velocità della macchine che transitano e garantirà la sicurezza agli studenti che frequentano l’istituto Maserati». Dalla statistica realizzata dall’ufficio lavori pubblici sono stati riscontrati un decina di incidenti nel triennio 2015-1017.

«L’obiettivo era aggiungere più sicurezza e piacevolezza estetica nel punto di ingresso della città - aggiunge il vice sindaco Daniele Salerno - Dopo il lockdown stiamo correndo per aprire il maggior numero di cantieri. Tutto era già pronto per marzo, siamo stati fermati dall’emergenza, ma ora ripartiamo. Con questa opera vogliamo creare una porta di accesso a Voghera da ovest che vada a sostituire la semplice tracciatura della rotonda».

Ampliando le isole spartitraffico esistenti e creandone di nuove si prevede che venga ridotta la velocità delle automobili che si immettono grazie ad una più “accentuata deflessione” delle corsie di immissione all’anello di scorrimento della rotatoria. «Entro poche settimane anche questo intervento sarà ultimato. Un’opera che limiterà la velocità dei veicoli in entrata per la sicurezza dei pedoni che attraversano e degli studenti che raggiungono la palestra», conclude il vicesindaco Salerno. La banchina era già stata oggetto di ampliamento negli scorsi mesi per favorire l’avvicinamento al palazzetto.

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Marina Azzaretti attraverso la sua pagina facebook commenta la decisione del direttivo cittadino di Fratelli D’ Italia di candidare Vincenzo Giuliano alla corsa di sindaco di Voghera. La Azzaretti, ex assessore di Forza Italia, oggi militante in Fratelli D’Italia scrive: 

«Ho preso atto con estrema sorpresa durante il recente direttivo a cui sono stata invitata di come non fosse stato dato seguito agli accordi intercorsi durante l'incontro tenutosi presso l'ufficio della coordinatrice regionale Daniela Santanche, quando la medesima sottopose alla delegazione cittadina del partito la sua volontà di candidarmi a Voghera, i presenti dissero di non avere niente in contrario e che avrebbero sottoposto al direttivo locale la sua indicazione. Ciò non fu fatto. Solo lunedì sera i presenti indicarono in Giuliano il loro candidato, compresi i componenti della delegazione che era stata a Milano, senza che nessuno degli altri componenti il direttivo fossero mai venuti a conoscenza di tale indicazione. A dicembre, i fatti in precedenza, la coordinatrice regionale mi invitò dandomi appuntamento a Milano, alla presenza di La Russa e Mantovani e due miei accompagnatori. Mi fece una proposta politica molto forte: candidarmi o se non fosse riuscita nella trattativa a livello regionale per ottenere Voghera come FdI, comunque di ritenermi certa che sarei stata la loro punta di diamante, come capolista. Opzione anch'essa messa in dubbio, solo ora da chi di competenza. L'ideologia di FdI si sposa ad ogni livello, nazionale, regionale e locale in diverse città, con quella della Lega e di FI da cui, per incomprensioni e divergenze sopravvenute con il fu segretario locale, che ottenne la mia revoca, fui portata, come conseguenza, a decidere di allontanarmi. Ritenni dunque certamente irrinunciabile la proposta, certa di poter portare un importante contributo operativo personale, in ogni caso, alla condivisione di una strategia politica basata sulla volontà di andare alle elezioni con un centro destra unito. Oggi, essendo venuta a mancare sia la parola data che la convergenza di vedute strategiche mi sento di affermare una mia posizione di autonomia rispetto a FdI locale. Il nodo non è la mia candidatura ma il rispetto di un accordo che non ho cercato ma mi è stato proposto, e che è venuto a mancare, e sul quale auspico venga fatta chiarezza da chi me lo propose. Ritengo che per lavorare davvero per il bene comune la prima regola sia avere un codice d'onore personale. Il mio mi porta oggi a ritenere che, proprio perché voglio continuare a lavorare in serenità e con passione e dedizione per la mia città, come ho sempre fatto e dimostrato, sia il momento di tornare a riflettere sul da farsi e procedere in un percorso responsabile, autodeterminato, affine ai miei ideali. Ritengo più importanti i valori personali che certe logiche politiche. E ad esse non mi subordinerò mai. Renderò pubblica a breve la mia decisone. Certa che i cittadini che in questi anni mi hanno dato fiducia e hanno lavorato con me sapranno fare le loro valutazioni, e ad essi rinnovo la richiesta di aver fiducia in me»

Il nuovo appuntamento della campagna “Asm Social Mission”, che è iniziata lo scorso mese di Gennaio e proseguirà fino a Dicembre, riguarda un tema molto importante, da portare sempre all’attenzione della pubblica opinione. Con lo slogan “La violenza non è amore”, il Settore Comunicazione di Asm Voghera ha avviato una campagna sociale contro il femminicidio e la violenza sulle donne, che verrà pubblicizzata sia sul sito aziendale, sia sui principali social media della rete. 

“Purtroppo sia il femminicidio che la violenza sulle donne in genere è un argomento che periodicamente sale agli onori della cronaca e troppo spesso sfocia in tragedia – sottolinea Piero Mognaschi, Direttore Generale di Asm Voghera – Durante il periodo di lockdown, inoltre, il problema della violenza sulle donne si è aggravato con l’obbligo del domicilio e, spesse volte, con l’impossibilità di sfuggire ai propri aguzzini. Con questa campagna sociale vogliamo far si che questi due importanti argomenti rimangano sempre sotto la luce dei riflettori, con l’obbiettivo di scoraggiare gli autori di questi vili gesti e di indurre sempre di più le vittime a ribellarsi ed a denunciare la loro condizione”.

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L’intervento dell’Onorevole Alessandro Cattaneo,  coordinatore provinciale di Forza Italia, e del consigliere Regionale Invenizzi che ieri sono tornati a Voghera, sembra aver messo tutti d’accordo, dopo che un assessore e quattro consiglieri comunali si erano detti pronti a dimettersi in seguito al rientro di Torriani tra le fila del partito.

Sono Martina Fariseo la neo eletta assessore alla cultura, Claudio Zuffi capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale e i consiglieri Algeri, Menini e Moscariello i firmatari di una lettera nella quale si richiedevano delucidazioni sul reintegro del medico vogherese e sugli accordi che parrebbero essere già in atto con la Lega in vista delle amministrative di settembre.

«Un incontro positivo dove si sono trovati dei punti di mediazione» dichiara l’onorevole Cattaneo, in cui si è deciso di allargare il direttivo, nel quale entra a far parte l’assessore Fariseo e la figura del vice coordinatore (si vocifera sarà una donna) che affiancherà Giuseppe Carbone e che sarà nominata a breve

«A Voghera faremo una lista molto competitiva dove Forza Italia rivendicherà il candidato sindaco» - dichiara l’onorevole Cattaneo a chiusura del direttivo.

Il comune di Voghera aveva previsto di risparmiare circa 24mila euro per i lavori che in questi giorni stanno interessando un tratto della via Emilia, infatti dal bando iniziale di 80mila, la ditta  appaltatrice era scesa a 56mila euro, facendo risparmiare al Comune 24mila euro.

Purtroppo l’emergenza Covid e le richieste, accolte dal Comune, di velocizzare i lavori per consentire alle attività commerciali di quel tratto di via Emilia, già colpite duramente dal periodo di lockdown, di non essere ulteriormente penalizzate, hanno portato ad un aggravio dei costi di oltre 19mila euro.

A conti fatti è vero che il Comune spenderà 19mila euro in più rispetto alla somma iniziale preventivata, ma risparmierà comunque 5mila euro rispetto al valore del bando di 80mila euro.

"E’ stato un 2 Giugno molto particolare quello di stamani. Il Comune di Voghera ha deciso, su iniziativa del Presidente del Consiglio Nicola Affronti, di dedicare l’intera giornata della Festa della Repubblica a tutti gli operatori sanitari e ai dipendenti dell’ospedale cittadino, che negli ultimi mesi hanno operato in condizioni estreme contro il Coronavirus, e, come spiega Affronti, “che hanno incarnato il valore costituzionale della tutela della salute con sacrificio e abnegazione.”

La cerimonia si è tenuta all’interno dell’ospedale ed eccezionalmente è stata dedicata a tutti i sanitari e a tutti i dipendenti del nosocomio iriense, che è stato il “perno” di quanto accaduto in questi terribili mesi.

Nel piazzale di fronte al Cup si sono radunate le autorità cittadine – dal primo cittadino Carlo Barbieri, al Presidente del consiglio Nicola Affronti che ha organizzato la celebrazione, agli assessori Gianfranco Geremondia (con delega alla Sanità) Simona Panigazzi, il direttore generale dell’Asst Michele Brait, i rappresentanti dei sanitari dell’ospedale (presenti tra gli altri, Maurizio Raimondi e Massimo Sciarretta, alcune
Coordinatrici infermieristiche tra le quali Patrizia Valentini, Daniela Galloni e Roberta Quaglini), i delegati di tutti gli enti e le associazioni che hanno operato nell’emergenza (CRI, protezione civile, associazione amici del 112 ecc), e le autorità “militari” (vigili del fuoco, polizia, carabinieri, stradale, finanza, polizia penitenziaria e polizia locale).

La cerimonia dopo l’Inno Nazionale e gli onori resi al personale dell’Ospedale, è proseguita con i discorsi del Direttore Generale ASST Michele Brait che ha ricordato l’importanza di ricordare l’impegno e lo sforzo profusi da tutti in questi mesi, ringraziando ancora il personale, “perchè è una struttura questa che non aveva, e non ha, un reparto di malattie infettive. Eppure come azienda siamo arrivati ad avere oltre 300 posti letto di infettivi. È stato un grandissimo sforzo – ha detto in conclusione il direttore -. È stata un’esperienza tragica della quale però siamo usciti più forti e più maturi di prima.” .

Il Presidente del Consiglio Nicola Affronti, ha spiegato le motivazioni per le quali ha voluto organizzare questa cerimonia di ringraziamento, spiegandone l’importanza simbolica del gesto fatto insieme a tutti gli attori coinvolti quali Forze dell’Ordine, Vigili del Fuoco, Protezione Civile, CRI, Amici del 112 ed altri. Il Presidente Affronti nel suo discorso ha dichiarato: << questa mattina abbiamo voluto dedicare la Festa della Repubblica – ed i 250 anni dell’elevazione di Voghera a città – a chi in questi mesi era in trincea: i dipendenti del nostro ospedale! Grazie al Direttore Generale ASST Michele Brait per aver accettato da subito la mia proposta e grazie a tutte le forze dell’Ordine (Polizia Locale, Polizia di Stato, Carabinieri, GDF, Polizia Penitenziaria) che hanno aderito dando la propria disponibilità insieme ai Vigili del Fuoco, ai volontari della Protezione Civile, della CRI e degli “Amici del 112”. È stata una cerimonia emozionante, con tanti dipendenti dell’ospedale che erano presenti. Un piccolo gesto per dire che la città di Voghera è grata a tutti loro ed è al loro fianco>>.

Al termine dei discorsi il Sindaco Carlo Barbieri ed il Presidente del Consiglio Nicola Affronti hanno consegnato un attestato di riconoscimento al Direttore Generale Michele Brait, unitamente ad una bandiera italiana ed una bandiera del Comune di Voghera (visto che oggi oltre alla festa della Repubblica si celebrava anche la festa per i 250 anni di elevazione di Voghera a Città)."

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Il 2 giugno la Città di Voghera compie 250 anni. Era infatti il 2 giugno 1770 quando Carlo Emanuele III di Savoia concedeva il titolo di “città” a Voghera. Per celebrare questo importante avvenimento, non essendo possibile organizzare eventi viste le disposizioni vigenti, l’assessorato alla Cultura del Comune di Voghera ha comunque voluto organizzare una serie di iniziative. Sono stati appesi manifesti di diverse dimensioni agli edifici pubblici comunali ed è stato girato un video celebrativo.

Il Settecento ha rappresentato un secolo spartiacque tra l’antico regime e il mondo contemporaneo, in ambiti diversi: demografico, tecnologico, agricolo e industriale, politico e istituzionale. Anche Voghera non fece eccezione.

Il feudo di Voghera, dopo molti trapassi, apparteneva nel 1770 alla famiglia Dal Pozzo. L’11 maggio dello stesso anno, cogliendo occasione da una lite tra feudatario e comunità, lo acquistò il re di Sardegna (secondo Manfredi costò 300.000 lire vecchie di Piemonte).

13 maggio 1770. Vengono pubblicate le REGIE COSTITUZIONI che sostituiscono gli antichi statuti comunali. Nome unico PROVINCIA DI VOGHERA.

2 giugno 1770. Carlo Emanuele III di Savoia le concede il titolo di “città”. Il feudo di Voghera è venduto per 300mila lire di Piemonte dal marchese Alfonso del Pozzo al demanio regio. La perdita della funzione di residenza feudale è premessa per il disuso e l’abbandono del castello. Gli Statuti cittadini sono sostituiti dalle Regie Costituzioni. Carlo Emanuele III si fece cedere ogni diritto dal principe della Cisterna, Alfonso Dal pozzo. Voghera conta all’incirca 7.500 abitanti.

Se a Voghera da un lato la riapertura di quasi tutte le attività non può che far sorridere i commercianti, dall’altro c’è chi all’interno della categoria esprime preoccupazione per l’eccessivo ripopolarsi di strade e marciapiedi. «Troppa gente è in giro senza rispettare le regole» tuona il presidente degli Artigiani Mario Campeggi.

«Su quindici persone che incontro per strada, dieci o non hanno la mascherina oppure la portano sotto il mento come fosse un foulard. Non ci si rende conto che il pericolo è tutt’altro che passato e ho seriamente paura che un ritorno dei contagi possa mettere a repentaglio gli sforzi fatti dai commercianti per ripartire».

A finire nel mirino della critica sono sia i giovani che i più  anziani. Paradossale, considerando che si tratta della categoria più a rischio. «Vedo davvero troppa superficialità: i miei associati sono stati super rigorosi nell’adeguarsi alle normative di sicurezza che fanno rispettare, all’interno dei loro negozi, pedissequamente. Il problema nasce fuori, per strada, dove la mancanza di prudenza e senso civico rischia di vanificare gli sforzi. Un ritorno al lockdown sarebbe la fine per la categoria e il numero ancora elevato di contagi nella nostra provincia fa paura». L’appello di Campeggi non è solo al buonsenso delle persone ma anche alle istituzioni affinché rafforzino i controlli. «Piuttosto che fermare un’auto per verificare dove sta andando sarebbe molto più utile se oggi le forze dell’ordine facessero dei giri in centro. Mi spiace dirlo, ma troppi non capiscono come comportarsi se non vengono toccati nel portafoglio. Ci fossero controlli a tappeto per le vie del centro, in questi giorni si esaurirebbero i blocchetti per le multe».

Il timore di Campeggi per un ritorno dei contagi fa da contraltare alla soddisfazione nel vedere i negozi tornare a lavorare a pieno regime. «Soprattutto parrucchieri ed estetiste sono ripartiti alla grande, hanno l’agenda piena per settimane data la mole di lavoro da smaltire. Anche bar e pizzerie stanno ricominciando a lavorare e a riprendere fiducia. Logicamente si va avanti a piccoli passi, non basteranno poche settimane o mesi per recuperare le ingenti perdite. Ma quello che stiamo vedendo dal 18 maggio è una piccola e incoraggiante ripresa. Ripeto, spero che questi sforzi non vadano all’aria per colpa di atteggiamenti sconsiderati».

Anche l’associazione Artigiani, insieme ad Ascom, sta lavorando a un documento congiunto da presentare all’amministrazione comunale contenente una serie di proposte e richieste per supportare la ripresa ad ogni livello, da quello economico a quello amministrativo.

La riapertura del 18 maggio sta procedendo un po’ più a rilento nei settori dell’abbigliamento. «Diciamo che si lavoricchia, la tendenza è che si migliora anche se lentamente» spiega il presidente Ascom vogherese Cristina Palonta. «C’è stato un discreto “boom” il primo giorno, dato che molte persone avevano voglia di un po’ di normalità. Poi nei giorni successivi un po’ meno, fino almeno a venerdì, dove di gente in giro anche grazie all’effetto trainante del mercato, se ne è vista».

Anche il numero uno di Ascom conferma i timori del collega Campeggi per l’eccessiva leggerezza con cui alcuni starebbero affrontando la nuova fase. «C’è molta gente in giro e spesso un po’ troppa si affolla soprattutto intorno ai bar. Occorre maggiore attenzione». Il pericolo non sta nei negozi, quanto all’esterno. «Noi commercianti ci siamo attrezzati per garantire la massima sicurezza. Forniamo guanti, gel disinfettante, nel caso delle calzature abbiamo calzini usa e getta e sanifichiamo le scarpe ogni volta che vengono provate da un cliente. Si entra uno o due alla volta e tutte le norme vengono prese estremamente sul serio da parte di tutti».

Sul trend delle vendite è ancora troppo presto per esprimersi, servirà molto tempo perché ci si abitui a fare acquisti in un contesto di “normalità diversa”.

A Pavia i commercianti hanno lanciato una sorta di saldi anticipati per invogliare la clientela a visitare i negozi. A Voghera non si è optato per questa linea. «Non possiamo fare i saldi, ma abbiamo lasciato ai nostri associati la libertà di decidere ciascuno individualmente le proprie misure per ripartire.

C’è chi aveva della merce in magazzino da smaltire e ha giustamente proposto sconti importanti, personalmente io ho puntato sulle forniture per l’estate. Abbiamo appena riaperto, mi sembra ancora presto per parlare di saldi».

Ottimismo anche da parte degli associati a Voghera da Scoprire, associazione nata lo scorso novembre e presieduta da Maria Teresa Figini: «C’è stata parecchia gente in giro soprattutto il primo giorno di riapertura, il lunedì. Poi un po’ meno, anche se in generale siamo soddisfatti tenendo conto della situazione».

Il rispetto delle regole per lei non è un problema reale: «Mi sembra che la gente stia prendendo la situazione sul serio, per lo meno quelli che vengono nei nostri negozi. La mia impressione è che le norme di sicurezza siano state assimilate bene e vedo senso civico in giro. Il problema degli assembramenti può magari riguardare qualche bar, ma è comprensibile: sono luoghi di socializzazione e la gente dopotutto va lì proprio per quello».

Chi non se la passa bene sono gli ambulanti. Il mercato di Voghera ha riaperto i battenti martedì 19 maggio, ma lo ha fatto tra mille difficoltà e con numeri in contrazione. Dei 123 banchi che solitamente lavorano in piazza Duomo martedì ce n’erano solo 75. Un po’ meglio l’afflusso di gente il venerdì, ma il volume degli affari è decisamente troppo basso. Alcuni operatori lamentano anche il 70% degli incassi in meno. Il presidente dell’associazione di categoria Acol Marco Pagani denuncia una situazione di forte difficoltà: «Siamo all’aperto ma dobbiamo sottostare a regole che spesso non valgono neppure per chi opera in ambienti chiusi. Entrata e uscita separate, ingressi contingentati con un massimo di 200 persone per turno, controlli di vigili e protezione civile. Inoltre al mercato non si può vendere merce usata, neppure i libri, che però si possono reperire online, su Amazon o ebay. C’è molta confusione e poca coerenza nelle regole. La situazione crea difficoltà soprattutto perché serve molto personale per mettere in pratica e far rispettare le disposizioni. Personale che oltretutto deve anche essere formato. Allestire un mercato con queste regole è un’operazione complessa ed è per questo che ad esempio a Casteggio non si è ancora potuti ripartire».

Quello del commercio ambulante è il comparto in maggiore sofferenza e chiede aiuto al Comune: «C’è chi aveva già pagato la Tosap (tassa per occupazione del suolo pubblico) per tutto l’anno, chiederemo di venirci incontro. Un’altra proposta per incentivare la gente a venire al mercato potrebbe anche essere l’istituzione dei parcheggi liberi in centro il martedi e venerdì mattina». A testimonianza della pesantezza della crisi il fatto che alcuni ambulanti hanno già deciso di gettare la spugna: «Quattro o cinque associati mi hanno già manifestato l’intenzione di chiudere a fine anno. La situazione – chiosa Pagani - non è per niente bella».

di Christian Draghi

Torna il nuovo appuntamento con la campagna “Asm Social Mission”, iniziativa sociale promossa dal settore Comunicazione della Holding vogherese di via Pozzoni, che ogni mese tratta un argomento di carattere generale, teso a sensibilizzare la pubblica opinione. Un’iniziativa ormai entrata negli appuntamenti fissi del calendario Asm è quella  della campagna estiva contro l’abbandono degli animali. Purtroppo quest’anno, anche a causa del Covid-19, quando le notizie sulla potenziale contagiosità degli animali erano ancora frammentarie, gli abbandoni degli animali (soprattutto dei cani) sono iniziati molto prima della stagione estiva ed il numero dei casi è purtroppo infinitamente maggiore rispetto agli anni precedenti. 

“Nel ricordare che i cani e gli animali in generale non sono veicolo di contagio, va sottolineato come la pratica dell’abbandono, oltre ad essere un atto deprecabile, è anche penalmente perseguibile – spiegano i vertici di Asm – Per questo motivo questa nostra campagna contro l’abbandono punta a sensibilizzare la pubblica opinione sul dovere di non abbandonare gli animali ma di consentire loro di vivere una vita dignitosa”.

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