Martedì, 07 Luglio 2020
 

Sono iniziati i lavori di completamento e messa in sicurezza della rotonda che si trova di fronte al PalaOltrepò di Voghera, al fine di migliorare la viabilità in un’area che presenta la presenza di significativa incidentalità. «Un’opera progettata per rendere più bella la via d’accesso alla nostra città e contemporaneamente aumentare la sicurezza - spiega il sindaco Carlo Barbieri - limiterà la velocità della macchine che transitano e garantirà la sicurezza agli studenti che frequentano l’istituto Maserati». Dalla statistica realizzata dall’ufficio lavori pubblici sono stati riscontrati un decina di incidenti nel triennio 2015-1017.

«L’obiettivo era aggiungere più sicurezza e piacevolezza estetica nel punto di ingresso della città - aggiunge il vice sindaco Daniele Salerno - Dopo il lockdown stiamo correndo per aprire il maggior numero di cantieri. Tutto era già pronto per marzo, siamo stati fermati dall’emergenza, ma ora ripartiamo. Con questa opera vogliamo creare una porta di accesso a Voghera da ovest che vada a sostituire la semplice tracciatura della rotonda».

Ampliando le isole spartitraffico esistenti e creandone di nuove si prevede che venga ridotta la velocità delle automobili che si immettono grazie ad una più “accentuata deflessione” delle corsie di immissione all’anello di scorrimento della rotatoria. «Entro poche settimane anche questo intervento sarà ultimato. Un’opera che limiterà la velocità dei veicoli in entrata per la sicurezza dei pedoni che attraversano e degli studenti che raggiungono la palestra», conclude il vicesindaco Salerno. La banchina era già stata oggetto di ampliamento negli scorsi mesi per favorire l’avvicinamento al palazzetto.

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Marina Azzaretti attraverso la sua pagina facebook commenta la decisione del direttivo cittadino di Fratelli D’ Italia di candidare Vincenzo Giuliano alla corsa di sindaco di Voghera. La Azzaretti, ex assessore di Forza Italia, oggi militante in Fratelli D’Italia scrive: 

«Ho preso atto con estrema sorpresa durante il recente direttivo a cui sono stata invitata di come non fosse stato dato seguito agli accordi intercorsi durante l'incontro tenutosi presso l'ufficio della coordinatrice regionale Daniela Santanche, quando la medesima sottopose alla delegazione cittadina del partito la sua volontà di candidarmi a Voghera, i presenti dissero di non avere niente in contrario e che avrebbero sottoposto al direttivo locale la sua indicazione. Ciò non fu fatto. Solo lunedì sera i presenti indicarono in Giuliano il loro candidato, compresi i componenti della delegazione che era stata a Milano, senza che nessuno degli altri componenti il direttivo fossero mai venuti a conoscenza di tale indicazione. A dicembre, i fatti in precedenza, la coordinatrice regionale mi invitò dandomi appuntamento a Milano, alla presenza di La Russa e Mantovani e due miei accompagnatori. Mi fece una proposta politica molto forte: candidarmi o se non fosse riuscita nella trattativa a livello regionale per ottenere Voghera come FdI, comunque di ritenermi certa che sarei stata la loro punta di diamante, come capolista. Opzione anch'essa messa in dubbio, solo ora da chi di competenza. L'ideologia di FdI si sposa ad ogni livello, nazionale, regionale e locale in diverse città, con quella della Lega e di FI da cui, per incomprensioni e divergenze sopravvenute con il fu segretario locale, che ottenne la mia revoca, fui portata, come conseguenza, a decidere di allontanarmi. Ritenni dunque certamente irrinunciabile la proposta, certa di poter portare un importante contributo operativo personale, in ogni caso, alla condivisione di una strategia politica basata sulla volontà di andare alle elezioni con un centro destra unito. Oggi, essendo venuta a mancare sia la parola data che la convergenza di vedute strategiche mi sento di affermare una mia posizione di autonomia rispetto a FdI locale. Il nodo non è la mia candidatura ma il rispetto di un accordo che non ho cercato ma mi è stato proposto, e che è venuto a mancare, e sul quale auspico venga fatta chiarezza da chi me lo propose. Ritengo che per lavorare davvero per il bene comune la prima regola sia avere un codice d'onore personale. Il mio mi porta oggi a ritenere che, proprio perché voglio continuare a lavorare in serenità e con passione e dedizione per la mia città, come ho sempre fatto e dimostrato, sia il momento di tornare a riflettere sul da farsi e procedere in un percorso responsabile, autodeterminato, affine ai miei ideali. Ritengo più importanti i valori personali che certe logiche politiche. E ad esse non mi subordinerò mai. Renderò pubblica a breve la mia decisone. Certa che i cittadini che in questi anni mi hanno dato fiducia e hanno lavorato con me sapranno fare le loro valutazioni, e ad essi rinnovo la richiesta di aver fiducia in me»

Operativi da una settimana circa e con una sede operativa presso il Dopo Lavoro Ferroviario, approdano a Voghera i City Angels.

I volontari, che vegliano sulla sicurezza dei cittadini presidiando vie e piazze considerate sensibili, hanno individuato quelli che sono i punti critici della città: la stazione ferroviaria, l’autoporto, i giardini adiacenti l’Esselunga e piazza San Bovo.

Al momento gli “angeli” che operano in città sono 6, ma il coordinatore pro tempore, Ambrogio Deberti fa sapere di essere alla ricerca di ausiliari per potenziare il servizio e coprire in modo adeguato il territorio. Sempre Deberti annuncia che nei prossimi giorni è previsto un incontro con il sindaco Barbieri ed il presidente del Consiglio Nicola Affronti ai fini di intraprendere una fattiva collaborazione con l’amministrazione comunale.

I City Angels sono stati fondati il 7 settembre 1994 a Milano da Mario Furlan. Hanno iniziato collaborando con il centro d'accoglienza per senzatetto del frate camilliano Ettore Boschini, allora presente in via Sammartini, nei pressi della Stazione di Milano Centrale. Successivamente hanno aperto sezioni, nell'ordine, a Roma, Torino, Brescia, Varese ed in tante altre città.

Gli Angels sono prevalentemente tra i 18 e i 45 anni di tutte le nazionalità (ma non vi sono limiti superiori di età); oltre il 50% sono donne e più del 20% sono immigrati. Non portano armi, indossano una maglietta o giubba rossa e il basco blu dell'ONU, per sottolineare il fatto di voler essere una forza di pace.

All'inizio i volontari erano quasi tutti di sesso maschile; negli anni la componente femminile è andata aumentando, al punto che oggi le donne sono oltre il 50% del totale.

Per diventare un "angel" una volta compilata la domanda e superato un test psicoattitudinale si deve soprattutto superare un corso di formazione della durata di 20 ore. Durante il corso vengono date nozioni di primo soccorso, alcolismo e tossicodipendenza; viene illustrato il regolamento interno e si forniscono nozioni giuridiche, di psicologia e di comunicazione. Inoltre vengono impartite lezioni sulle tecniche di squadra e lezioni di Wilding, l'autodifesa istintiva e psicofisica ideata dal fondatore, Mario Furlan.

Chi giunge al termine del corso può sostenere l'esame finale: prima di aver superato l'esame finale non si è City Angels, bensì ausiliari, e si circola con la pettorina anziché la maglietta rossa.

In media su dieci aspiranti volontari, quattro superano il test psicoattitudinale, tre arrivano all'esame finale e due lo superano.

L'emblema dei City Angels è un'aquila che, con le ali aperte, protegge i grattacieli di una città. Al di sopra di questo simbolo sono riportate le parole "City Angels" e al di sotto è riportato il motto e la missione dell'associazione, "Solidarietà e sicurezza". L'emblema è stato disegnato dallo stilista Elio Fiorucci.

I City Angels durante il loro servizio sono tenuti ad indossare una divisa che ha lo scopo di renderli riconoscibili da parte degli "utenti della strada" (immigrati, clochard, tossicomani, etilisti) ma anche da parte di comuni cittadini e turisti che possono trovare nella figura del City Angel un punto di riferimento a cui rivolgersi in caso di dubbi, necessità o per segnalare situazioni di emergenza.

Tale divisa è composta da:

scarpe comode nere e robuste, utili per camminare tra cocci, siringhe e fango

pantaloni lunghi neri multitasca, per contenere l'attrezzatura del volontario

maglietta/felpa/giubbotto rossi con l'emblema dei City Angels

basco blu, modello spagnolo, con lo stemma dei City Angels

La divisa dei City Angels, assieme ad altre informazioni sui City Angels, da fine maggio 2009 è esposta al Museo del Risorgimento di Milano in un salone dedicato. Nel giugno 2012 il Museo del Fumetto di Milano ha voluto celebrare i City Angels e la loro divisa all'interno della sua mostra sull'Uomo Ragno e sui supereroi positivi.

I City Angels sono volontari di strada d'emergenza che assistono cittadini in difficoltà e chiunque necessiti di bisogno, cercando di comportarsi come "perfetti cittadini" che si muovono totalmente nell'ambito della legalità e di ciò che è consentito fare ad un comune cittadino su strada, instillando di fatto il senso civico nelle persone.

La squadra durante il servizio si muove in cerca di persone bisognose, con la missione di ascoltare ed aiutare nei limiti del possibile chiunque necessiti di aiuto o soccorso. Operano generalmente nelle zone che presentano le maggiori problematiche sociali, che in molte città si manifestano nei dintorni delle stazioni ferroviarie.

I City Angels si dedicano ad aiutare:

i senza fissa dimora distribuendo cibo, vestiti, coperte e sacchi a pelo, e accompagnandoli nei centri di accoglienza;

i tossicomani e gli alcolisti, indirizzandoli verso un percorso di disintossicazione;

le prostitute, attraverso la distribuzione di profilattici per entrare in contatto con loro e per convincerle a rivolgersi a comunità protette e a denunciare i loro sfruttatori;

gli immigrati, aiutandoli a regolarizzarsi e a integrarsi;

gli anziani, svolgendo ogni giorno un servizio di monitoraggio e di distribuzione dei pasti agli anziani soli;

i disabili, accompagnandoli sulla strada;

le vittime della criminalità, svolgendo un servizio di presidio del territorio nei punti più "a rischio" e fornendo un servizio di accompagnamento e scorta a chi ha paura di percorrere certi quartieri da solo (soprattutto donne e anziani);

i detenuti, prestando servizio nelle carceri a favore dei detenuti dal momento in cui entrano nel penitenziario (servizio nuovi giunti);

gli animali, intervenendo ogni qualvolta riscontrano un animale maltrattato o abbandonato e promuovendo iniziative per sensibilizzare l'opinione pubblica riguardo all'amore verso gli animali e la natura. A Milano gestiscono Casa Silvana, l'unica casa famiglia ad essere aperta tutta la notte e anche agli animali dei senzatetto.

Grazie alla loro divisa inoltre essi svolgono attività di contrasto alla microcriminalità. Intervengono in flagranza di reato e chiamano le forze dell'ordine e i soccorsi qualificati, ove se ne presenti il bisogno. Sono addestrati alle pratiche del Wilding o autodifesa istintiva, creata dal loro fondatore Mario Furlan, e del primo soccorso. Intervengono inoltre nelle scuole medie inferiori e superiori per tenere incontri sul tema della lotta a droghe e bullismo.

A Milano dal 2010 hanno stretto un accordo con l'A.T.M. (Azienda dei trasporti), che durante la stagione fredda fornisce loro un autobus di 18 metri con cui portare assistenza ai senzatetto. Inoltre l'Atm fornisce annualmente pass con cui i volontari possono accedere, quando in servizio, sui mezzi pubblici, in modo da prestare la loro opera anche in metropolitana e sugli autobus e tram. La collaborazione con l'azienda dei trasporti si esplicita anche nei corsi di difesa personale Wilding che vengono tenuti dai City Angels per i controllori, verificatori, autisti e le guardie dell'Atm.

Nei mesi di marzo, aprile e maggio 2020, durante la pandemia di Covid-19, i City Angels hanno portato la spesa e i farmaci a casa di anziani soli e disabili in tutte le città in cui sono presenti e hanno distribuito mascherine e disinfettanti ai senzatetto. A Milano, Roma, Bergamo e Monza hanno tenuto aperte e gestito mense e docce per i senzatetto che altrimenti sarebbero state chiuse perché i loro volontari, spaventati dal virus, si erano ritirati.

Nei mesi di maggio e giugno 2020 gli Angeli hanno svolto un servizio anti assembramento nei parchi, nei mercati e nei luoghi della movida, su richiesta dei rispettivi Comuni.

Dalla loro nascita i City Angels organizzano iniziative pubbliche volte a promuovere tolleranza, solidarietà, antirazzismo e fratellanza tra popoli. Tra i loro eventi, la preghiera multireligiosa di Pasqua davanti alla Stazione Centrale di Milano: esponenti di varie religioni (preti, imam, rabbini, pastori protestanti..) pregano insieme in mezzo ai clochard; e l'Angel Day presso la mensa dei poveri di Milano, una giornata in cui personaggi dello spettacolo, della cultura, dello sport e delle Istituzioni indossano la divisa dei City Angels e fanno da camerieri dei clochard. Tra i partecipanti negli anni i sindaci di Milano, Letizia Moratti, Giuliano Pisapia e Giuseppe Sala; Linus, Platinette, Roberto Vecchioni, i Nomadi, Edoardo Raspelli, Maria Teresa Ruta, Jo Squillo, Enrico Beruschi, Stefano Zecchi, Michel Altieri, Arianna Bergamaschi. Nel gennaio 2012 a Palazzo Marino il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, ha pubblicamente elogiato e ringraziato i City Angels, auspicando di rendere la collaborazione tra Comune e Associazione ancora più stretta e costruttiva. A Torino i City Angels hanno fondato una squadra di calcio multietnica. Gioca in Seconda categoria, ed è gemellata con la Nazionale Magistrati.

Dal 2010 i City Angels aderiscono all'LGBT Pride in tutte le città in cui sono presenti, svolgendo il servizio d'ordine alla manifestazione. Dal 2016 i City Angels, in collaborazione con l'ANPI (Associazione nazionale partigiani italiani), aderiscono a Milano al Corteo del 25 aprile, svolgendo il servizio d'ordine per la Brigata Ebraica.

Nel febbraio 2009 il Ministro dell'interno Roberto Maroni ha proposto il cosiddetto "decreto sicurezza" che ha previsto, tra le altre cose, l'istituzionalizzazione delle associazioni di volontari per la sicurezza, cosiddette "ronde". Nel formulare il decreto il ministro ha ripetutamente dichiarato di essersi ispirato al modello dei City Angels di Milano, che dal 1994 portano avanti un'opera unica nel loro genere.

Nell'agosto 2009, a valle dell'emanazione di tale decreto, le cosiddette "ronde" vengono istituite come associazioni di volontari che devono venire formate dai Comuni di appartenenza tramite corsi appositi e registrate presso appositi registri in Prefettura. Il presidente e fondatore dei City Angels, Mario Furlan, si è dichiarato favorevole riguardo al provvedimento, in maniera analoga a quanto aveva già fatto a febbraio ("Siamo soddisfatti che il ministro Maroni abbia riconosciuto la nostra serietà e il lavoro che svolgiamo da anni a presidio del territorio e d'accordo sull'ipotesi di ronde di cittadini, a patto che siano composte da persone con la testa sulle spalle e appositamente formate. I volontari non devono andare in cerca del nemico, ma sentirsi come angeli in cerca di persone da aiutare"). Dopo il varo del provvedimento i sindaci di alcune città (Roma, Torino, Bologna, Reggio Emilia) si sono dichiarati scettici sulle ronde e proprio per questo hanno affermato di volersi avvalere soltanto del contributo dei City Angels, in quanto trattasi di un'attività differente.

I City Angels non si sono mai registrati come associazioni di volontari per la sicurezza presso le Prefetture delle città in cui operano. Sempre secondo Furlan: "Le norme volute da Maroni non c'entrano con noi. I City Angels infatti non sono ronde, ma volontari che si limitano a dare una mano ai bisognosi. Noi svolgiamo un'attività sociale, che ha al cuore l'assistenza ai senza fissa dimora.".

Dal 2016 i City Angels italiani e svizzeri sono tra i soci fondatori di Eunwa (European Neighbourhood Watch Association), l'associazione europea, con sede a Vienna, che raggruppa le associazioni nazionali che si occupano di sicurezza e di controllo del vicinato.

Il caso Asm Vendita e Servizi e della sua presidente, Monica Sissinio, infiamma la politica vogherese. Dopo le dichiarazioni di Pier Ezio Ghezzi che ha manifestato forti perplessità sulla richiesta dell’amministratore delegato della holding, Delio Todeschini, di dimissioni di Monica Sissinio, anche Elena Lucchini, deputato e segretario cittadino della Lega è intervenuta: «Siamo convinti che la Società abbia bisogno di amministratori tecnici e non politici. Siamo totalmente contrari ad una revoca del consiglio di amministrazione di Asm Vendita e Servizi senza giustificazioni dettate dai numeri, visto che il bilancio approvato la settimana scorsa è in positivo ed in netta crescita. Non capisco perché l’amministratore delegato Todeschini abbia forzato e intrapreso una strada di questo tipo». La deputata leghista, inoltre, bolla come fake news le dichiarazioni di Pier Ezio Ghezzi, sottolineando che la Lega a Voghera non fa parte della maggioranza consigliare, ma da oltre 5 anni siede tra i banchi della minoranza. Sull’intricata e per certi versi incomprensibile vicenda Asm Vendita e Servizi, c’è da attendersi nei giorni a venire altre puntate che si potrebbero “pre elettorali”.

Il 2 giugno la Città di Voghera compie 250 anni. Era infatti il 2 giugno 1770 quando Carlo Emanuele III di Savoia concedeva il titolo di “città” a Voghera. Per celebrare questo importante avvenimento, non essendo possibile organizzare eventi viste le disposizioni vigenti, l’assessorato alla Cultura del Comune di Voghera ha comunque voluto organizzare una serie di iniziative. Sono stati appesi manifesti di diverse dimensioni agli edifici pubblici comunali ed è stato girato un video celebrativo.

Il Settecento ha rappresentato un secolo spartiacque tra l’antico regime e il mondo contemporaneo, in ambiti diversi: demografico, tecnologico, agricolo e industriale, politico e istituzionale. Anche Voghera non fece eccezione.

Il feudo di Voghera, dopo molti trapassi, apparteneva nel 1770 alla famiglia Dal Pozzo. L’11 maggio dello stesso anno, cogliendo occasione da una lite tra feudatario e comunità, lo acquistò il re di Sardegna (secondo Manfredi costò 300.000 lire vecchie di Piemonte).

13 maggio 1770. Vengono pubblicate le REGIE COSTITUZIONI che sostituiscono gli antichi statuti comunali. Nome unico PROVINCIA DI VOGHERA.

2 giugno 1770. Carlo Emanuele III di Savoia le concede il titolo di “città”. Il feudo di Voghera è venduto per 300mila lire di Piemonte dal marchese Alfonso del Pozzo al demanio regio. La perdita della funzione di residenza feudale è premessa per il disuso e l’abbandono del castello. Gli Statuti cittadini sono sostituiti dalle Regie Costituzioni. Carlo Emanuele III si fece cedere ogni diritto dal principe della Cisterna, Alfonso Dal pozzo. Voghera conta all’incirca 7.500 abitanti.

Il Presidente del Consiglio Comunale di Voghera , Nicola Affronti, ricorda la “Sensia”, la storica manifestazione di Voghera.  “Stasera avremmo inaugurato la nostra Sensia 2020 – scrive Nicola Affronti - ma questo maledetto CoVid - che tanti lutti ha portato alla nostra città - ci ha costretto sin dal mese di marzo a rimandarla. Oggi penso che sarebbe stato un giorno di festa per la nostra Voghera, invece siamo qui a cercare di ripartire tutti insieme per tornare a vivere. Mi raccomando, ci vuole ancora prudenza, purtroppo il CoVid non ci ha abbandonato e quindi dobbiamo usare tutte le precauzioni per tutelare noi stessi e gli altri, evitando che la curva risalga”

La città di Voghera come da lunga tradizione, ogni anno ha organizzato fieramente la propria festa patronale. Il nucleo centrale composto dagli stand e da un luna-park si trova all’interno dell’ex Caserma di Cavalleria, adibito per l’occasione a grande spazio espositivo, per poi estendersi a macchia d’olio per le vie limitrofe del centro con centinaia di bancarelle ed esibizioni di vario genere.

La Fiera dell’Ascensione di Voghera è la manifestazione più antica della Lombardia ed è riconosciuta come fiera regionale. Venne infatti ufficializzata nel 1382 e, nel corso dei secoli, sono state molte le novità che ne hanno caratterizzato il percorso storico e culturale.

Gli ultimi decenni del Medioevo, in un fiorire di rotte commerciali, vecchie e nuove, viaggi di pellegrini, percorsi di eserciti e soldati, vedono la nascita di una festa e di una celebrazione che è giunta fino a noi immutata nello spirito. Certamente, infatti, la fiera ai suoi albori rappresentava un momento importantissimo nell’arco dell’anno: si incontravano persone e stranieri, si scoprivano nuovi prodotti provenienti da luoghi lontani, si facevano affari, si pregava San Bovo (pellegrino e Santo patrono della città) e si seguivano le maestose processioni del ricco clero vogherese.

Grande peso, sicuramente, aveva la venerazione della Sacra Spina: la preziosa reliquia, secondo la tradizione donata dalla regina Teodolinda (più probabilmente arrivata a seguito dei cavalieri ospitalieri di ritorno dalle crociate), veniva esposta la domenica dell’Ascensione e, dal Settecento, calata dal tabernacolo in cui era riposta a 15 metri di altezza, con la nuvola, un complesso macchinario disegnato dal celebre pittore Paolo Borroni. Ancora oggi la Spina è conservata in un ricco reliquiario che fu donato da Gian Galeazzo Visconti.

Nei primi due decenni dell'Ottocento non troviamo altro, nei festeggiamenti dell’Ascensione, che illuminazione e funzioni religiose. La prima novità appare nel 1824, ed è l’esposizione di un elefante vivo nel cortile del Quartier Grande, che un girovago faceva ammirare per 25 centesimi.

Nel 1838, per iniziativa e sottoscrizione dei cittadini e concorso del Municipio, fanno la loro prima comparsa in programma i fuochi d’artificio, divertimento che non ha più abbandonato la Fiera dell’Ascensione e simbolo della cerimonia di chiusura.

Nel corso dell’Ottocento vengono in uso la corsa nei sacchi e nuovi giochi popolari. Appare la tombola col premio di due buoi, conservata in seguito con la sostituzione del premio in denaro; negli anni successivi i divertimenti variano e si moltiplicano modernizzandosi ma rimangono ancora ad attestare la semplicità antica i banchetti dei prodotti tipici, delle ciambelle, dei giocattoli e dei tradizionali lecca-lecca.

Naturalmente la “Sensia”, come viene chiamata nel dialetto locale, era giorno di inviti agli amici e parenti lontani. Il piatto ricercato del giorno era lo storione, che immancabilmente figurava nel mercato del mattino, o spesso si preparava il “bollito misto” accompagnato dal “bagnetto” (salsa verde a base di prezzemolo).

Nel giorno dell’Ascensione era uso tradizionale seminare negli orti le verdure di stagione. In principio del secolo passato alla sera dell’Ascensione, dopo lo spettacolo in teatro, si dava il via alle danze, che duravano tutta la notte. Nel periodo dal 1875 al 1878, durante il Sindacato di Carlo Gallini, nel salone del Municipio si teneva un ricevimento con rinfresco a spese del Sindaco. Quello stesso Sindaco che negli anni di politica cittadina si prodigò per il miglioramento dell’agricoltura nel vogherese offrendo gran parte del proprio patrimonio per la costruzione del “Pio Istituto Agrario Vogherese” con il duplice scopo di contribuire all’istruzione di ragazzi poveri e orfani e di avviare al progresso e all’innovazione agraria quella classe contadina ancora ancorata a tradizioni e superstizioni. A lui è stato intitolato l’Istituto tecnico agrario a Voghera.

Dalla seconda metà del Novecento in poi, anche la Fiera dell’Ascensione, pur mantenendo salde le radici alla sua secolare tradizione, ha saputo innovarsi. Oggi rappresenta un appuntamento importante e tradizionale sia per le imprese del territorio che per la gente di Voghera e di questa vasta terra fra Lombardia, Piemonte, Emilia e Liguria.

Nata come grande mercato del bestiame, ed in seguito divenuta principalmente fiera agricola, oggi rappresenta una delle fiere più moderne per gli operatori del settore. Un incontro fra domanda e offerta delle principali novità in campo agricolo, che attirano decine e decine di operatori.

«Il Comune è puntuale e non ci sono ritardi nei pagamenti». L'assessore al Bilancio del Comune di Voghera Gianfranco Geremondia risponde alle accuse del consigliere Caterina Grimaldi del Movimento 5 Stelle. «Bastava che si informasse presso gli uffici finanziari, avendone tutte le facoltà essendo consigliere comunale, e si sarebbe risparmiata l'infelice uscita di propaganda che è l'alterego della non conoscenza e in alcuni casi della non competenza».
Geremondia ricorda quanto si è verificato in occasione dell'approvazione del bilancio di previsione 2020-2022 quando la consigliera Grimaldi affermò che 500.000 euro di investimento per la ristrutturazione della caserma potevano essere usati per l'emergenza Covid-2019. «Quei 500.000 euro sono risorse provenienti da enti pubblici con destinazione vincolata, quindi non possono essere destinati all'emergenza come faceva cenno la consigliera. Ben vengano le proposte che terremo in dovuta considerazione perché non abbiamo la presunzione di non commettere errori, ma sia al sottoscritto sia ai dirigenti non manca l'umiltà di ravvedersi di fronte a suggerimenti e proposte sensate atte al bene della collettività. Se lo Stato governato da Movimento 5 Stelle e Pd vuole assecondare ciò che il consigliere suggerisce, allora dia autonomia ai comuni anche in materia tributaria accompagnandoli con le dovute risorse. Vedo purtroppo una classe politica in grande confusione che fatica a varare qualsiasi provvedimento. Credo che solo con il buon senso di tutti e senza fughe in avanti sarà possibile uscire da questa situazione».

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Per rispettare le restrizioni e le norme di sicurezza previste dall’ultimo Dpcm (Decreto del Presidente del Consiglio) in vigore dal 4 Maggio 2020, ASM vOGHERA comunica che il Centro Multi raccolta di strada Folciona rimarrà chiuso fino al 17 maggio prossimo. I Cittadini che hanno necessità di smaltire materiale ingombrante possono rivolgersi al servizio di ritiro porta a porta (gratuito) telefonando al numero 0383.335208.

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 Legambiente Voghera-Oltrepò in merito all'ipotizzato impianto biometano nel comune di Voghera , tramite una nota stampa afferma : "Noi del circolo Legambiente Voghera-Oltrepò, leggendo le notizie in merito all'impianto di biometano nel comune di Voghera, non abbiamo visto nulla di anomalo nel fatto che il Sindaco di Voghera abbia incontrato degli imprenditori intenzionati ad investire nel territorio comunale.Quello che abbiamo trovato quantomeno strano è che la diffusione della notizia abbia portato a un balletto di smentite, preventive e successive, di consiglieri di maggioranza, agenzia immobiliare, proprietari dei terreni e chi più ne ha più ne metta. Questo fa subito percepire una confusione politica che non dovrebbe esserci nel prendere decisioni così importanti. 

Resta comunque, al di là di questi aspetti, che comunque sarebbe utile togliere dalla zona grigia in cui si trovano, un problema sugli aspetti dell'impatto ambientale del progetto. In particolare e per sommi capi, riservandoci di intervenire con nostre osservazioni nell'iter, vorremmo capire come si intendono risolvere alcune problematiche non affrontate adeguatamente nel progetto: il contenimento delle emissioni odorigene nella fase di stoccaggio; le problematiche relative alle filiere di approvvigionamento; gli aspetti di contenimento delle emissioni dell'impianto; la gestione del digestato; i problemi del traffico. Su questi aspetti vorremmo che ci si concentrasse per evitare che un progetto proposto, a nostro avviso, in modo errato porti a mettere erroneamente in dubbio la tecnologia o la possibilità di realizzare correttamente impianti di biogas sul nostro territorio. Oltre alla nostra associazione - conclude Legambiente Voghera-Oltrepò - che sicuramente farà la sua parte nell'iter, suggeriamo che il ruolo essenziale che gli enti locali svolgono, porti i comuni limitrofi e non solo i confinanti, ad una richiesta di ammissione alla conferenza dei servizi come parte in causa."

*foto di repertorio

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"Abbiamo appreso solo di recente - scrive in una nota stampa Voghera in Azione -  grazie alla stampa locale, che è in corso in Provincia l'iter autorizzativo per la realizzazione di un impianto di produzione di biometano nella nostra città. C'è poca chiarezza su come si siano svolti i fatti realmente e su quale sia la posizione del Sindaco di Voghera.  

Perché il Sindaco non ha reso noto il progetto sin dall'inizio?

Perché questo silenzio su un tema così rilevante per la città, peraltro a ridosso delle elezioni?

Come è possibile che i consiglieri della sua stessa maggioranza (Forza Italia ed UDC) si dichiarino all'oscuro di tutto?

Una situazione quantomeno imbarazzante per non dire grottesca.

Questa vicenda dimostra la totale mancanza di trasparenza e di rispetto del Sindaco nei confronti dei Consiglieri comunali e soprattutto dei cittadini.

Anche sul merito del progetto pretendiamo chiarezza.

Parrebbe trattarsi di un impianto per la produzione di biometano da fonti rinnovabili, alimentato principalmente da scarti agricoli.  

Non siamo quindi pregiudizialmente contrari, trattandosi di una fonte di energia rinnovabile, ma questo tipo di impianto deve essere inserito in un quadro ben preciso di criteri e di vincoli che garantiscano la tutela della salute delle persone e la salvaguardia dell'ambiente. In base alle poche informazioni note, la zona indicata per la costruzione non pare essere idonea a questo tipo di impianti. È un'area che vede la compresenza di realtà industriali, sociali e abitative.

Chiediamo al Sindaco risposte chiare.

Metta a disposizione, con la trasparenza mancata sino ad ora, tutti i dati, anche i più tecnici, in particolare in merito ai seguenti temi:

➢ salute, e dunque alle tipologie di rifiuti che possono essere trattati nell'impianto (esiste vincolo non soggetto a modifica per la società?)

➢ processo di biodigestione, meccanismi

➢ impatto ambientale, in particolare relativamente alla qualità del compost prodotto, alle emissioni odorigene ed eventuali altre emissioni, alla protezione delle falde acquifere

➢ sicurezza, con particolare riferimento a possibili incendi e al rispetto della distanza dalle abitazioni

➢ dimensioni dell'impianto, capacità di trattamento

In attesa delle dovute risposte - conclude Voghera in Azione - noi di Azione terremo monitorata la situazione, anche presso l'ente Provinciale competente a dare l'autorizzazione all'impianto."

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