Venerdì, 28 Febbraio 2020

Il Teatro Carbonetti di Broni registra un nuovo sold-out per lo spettacolo in programma sabato 15 febbraio ore 21. In scena grandi nomi: ANNA GALIENA, DEBORA CAPRIOGLIO, CATERINA MURINO. Con la partecipazione di PAOLA GASSMAN e con ANTONELLA PICCOLO CLAUDIA CAMPAGNOLA, GIULIA FIUME, MARIACHIARA DI MITRI. Le vedremo in scena con la piéce “OTTO DONNE E UN MISTERO” di Robert Thomas, traduzione di Anna Galiena. Regia Guglielmo Ferro. 

È Natale, fuori nevica ed è perfetto così, i regali sono al loro posto sotto l’albero, le luci e le note festose hanno invaso le stanze e su tutto si è appeso violentemente un profumo da donna. Di quale donna, delle otto che sfarfalleggiano in casa?

Forse quella che ha pugnalato Marcel, tagliato i fili del telefono, trasformando una bella dimora di campagna in una prigione di paura. E quando il fiato è sospeso, alla fine sotto quel profumo di donna si scopre un gran puzzo di morte.

C’è un mistero e intorno a esso... otto donne. Adesso sì che è tutto perfetto.

La struttura drammaturgica della commedia thriller di Robert Thomas è un ingranaggio perfetto per sedurre lo spettatore contemporaneo ormai abituato alla nuova generazione di criminologia psicologica. Thomas offre inoltre quel valore aggiunto dei grandi scrittori di dosare con maestria la comicità noir d’oltralpe, di fare emergere sfacciatamente la lamina sarcastica e comica della vita contro la morte. E lo fa attraverso la figura madre: la donna.

Ne sceglie otto: le più diverse, perché non sono personaggi ma personificazioni distinte della stessa identità-matrice. Come una Grande Madre che si fa Natura, Madonna, Dea, Terra e Morte.

Una prova d’attrice che con questa messinscena vogliamo fare emergere in chiave contemporanea, sia da un punto di vista recitativo che registico. Una compagnia di donne di talento che scuoteranno le viscere drammaturgiche del testo con i loro segreti, le loro ambizioni verminose, le perverse visioni interpersonali, la loro arcaica animalità. Nessuna complicità, nessuna affinità non battezzata come ipocrisia e invidia

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Sabato 1 febbraio ore 21 in scena al Teatro Carbonetti di Broni IL PIU’ GRANDE MAGO DEL MONDO: HOUDINI. Uno spettacolo scritto da Ludovica Marchisio con Marco Berry. Cento anni fa inventò un’arte, l’arte dell’Escapologia, l’arte di riuscire a liberarsi, a fuggire, ad evadere da una qualsiasi forma di costrizione. Hanno provato ad immobilizzarlo con catene, manette, dentro una camicia di forza, rinchiuderlo in una cassa inchiodata, incatenata, zavorrata e gettata in un fiume, ma è fuggito. È riuscito ad evadere da una cassaforte in Russia, da una cella di sicurezza di Scotland Yard a Londra. È sempre riuscito nelle evasioni più incredibili e spettacolari! È vissuto cento anni fa, ancora oggi è una leggenda, il suo nome è: Harry Houdini. 

Un’ora e mezza di show incredibile, 90 minuti spettacolari, 5.400 secondi carichi di una tensione straordinaria! Questo è il racconto del più grande mago del mondo, Harry Houdini, definito dalla critica: “The King of Escape”, il Re delle evasioni. L'uomo che nulla e nessuno poteva tenere imprigionato.  Marco Berry racconta, interpreta e spettacolarizza la vita di questo artista sensazionale. Filmati, esperimenti dal vivo e immagini storiche che terranno con il fiato sospeso per tutta la durata dello show. Le evasioni da manette, camicie di forza, corde, bauli, la fuga da una cella e da un cilindro colmo d'acqua sono alcuni degli elementi che arricchiscono questo straordinario racconto sempre con il fiato sospeso, giocato sul filo dei secondi.  

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Due appuntamenti al Teatro Carbonetti di Broni, domenica 26 gennaio 2020, ore 17, CONCERTO BAROCCO, e FARFALLE, lunedì 27 alle 21 spettacolo gratuito su prenotazione in occasione della giornata della Memoria.

Domenica pomeriggio Vivaldi, Monteverdi, Handel e i musicisti barocchi, daranno vita a un concerto in cui, ogni pezzo sarà studiato e reinterpretato approfonditamente per comunicare quanto più è possibile emozioni antiche che riescono a stare al passo con i nostri tempi, musica barocca come pura energia che trasmette emozioni forti, specialmente se ascoltata dal vivo. Nell’ambito del concerto l'opera, in un unico atto, Serva padrona che appartiene al genere dell'Intermezzo, momento musicale di svago da rappresentarsi all'interno di un'opera drammatica. Composta da Giovan Battista Pergolesi su libretto di Gennaro Antonio Federico, come intermezzo dell'opera tragica in cinque atti: Il Prigionier Superbo, rappresentata per la prima volta al Teatro San Bartolomeo di Napoli nel 1733, in occasione del compleanno di Elisabetta Cristina di Brunswick- Wolfenbttütte , conobbe un tale ed immediato successo da far dimenticare l'opera principale. L'opera che va in scena il 26 gennaio al Teatro Carbonetti, ha come protagonisti nei panni rispettivamente di Serpina e Uberto, il soprano Linda Campanella ed il baritono Enrico Marabelli due professionisti dalla carriera internazionale che saranno accompagnati per l'occasione dall'orchestra universitaria Camerata de' Bardi, nome che fa chiaro riferimento a quella Camerata dei Bardi che a Firenze, nel tardo rinascimento, creò il melodramma. Lo spettacolo, completo di costumi, si richiamerà nell' ambientazione ad un interno borghese di tardo '700. L'allestimento a cura di InCanto in Musica Spettacoli avrà la direzione artistica di Malva Bogliotti.

Lunedì 27 gennaio Farfalle, con Andrea Robbiano, è il racconto di un uomo a un altro uomo, nella speranza che la memoria non sia solo quella storica di cifre, date ed eventi, ma quella profonda dell'esperienza fisica ed emotiva. Per provare a far sì che quello che è stato non accada più, qualunque sia la faccia del carnefice e qualunque sia la faccia della vittima. Perché una volta entrati in un lager i contorni della vita si perdono nella memoria. 
Farfalle è stato scritto per raccontare in maniera diversa l'affronto più grande dell'uomo a sé stesso: il campo di concentramento. Nel corso del XX secolo, in diversi ambiti e in diverse parti del mondo, l'uomo ha deciso deliberatamente di recludere l'uomo e privarlo di libertà fondamentali e necessarie.

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Difesa dell'ambiente, contrasto all'abbandono scolastico, tutela degli animali: queste le priorità che, numeri alla mano, emergono chiaramente dall'ultimo bilancio di attività della Polizia Locale di Broni. Il documento è stato illustrato dal comandante Fabio Alovisi nella mattinata di oggi, lunedì 20 gennaio, in occasione della festa di San Sebastiano. Cerimonia che, non a caso, è stata aperta al Teatro Carbonetti dall'incontro con le classi quinte della scuola primaria. «È la cultura della sicurezza – ha detto il comandante Alovisi nel suo intervento introduttivo - tanto invocata e proclamata dappertutto, che si deve innervare a partire dai processi educativi. Ecco allora l'attenzione di una giornata come quella odierna verso le giovani generazioni, politici del futuro, anzi cittadini anch'essi del presente, ma proiettati nel futuro per migliorarlo». Focus dell'appuntamento con gli alunni era il tema della sicurezza stradale, con particolare riferimento ai pedoni e ai ciclisti. Del resto, nel 2019 gli agenti della Polizia Locale hanno riservato alla viabilità delle scuole qualcosa come 603 servizi, per un totale di 1.510 ore. Ma, scorrendo le righe del bilancio, il mondo dei giovanissimi è chiamato in causa anche per la massiccia attività svolta a sostegno dei Servizi Sociali e dei Servizi Sanitari "nei sempre più frequenti casi di tutela dei minori – si legge – per problematiche familiari, per l'evasione e l'abbandono scolastico e per i casi di conclamata povertà". Compito delicatissimo, che le donne e gli uomini del Comando di Broni hanno saputo svolgere con encomiabile sensibilità.

Altro argomento centrale dell'ultimo anno, la lotta al degrado ambientale ha impegnato gli agenti per circa 400 ore di lavoro, dedicate ai controlli sui rifiuti e all'individuazione dei responsabili di scarichi abusivi, ma anche alla tutela del territorio e alla prevenzione di smottamenti. Circa 7.600 i rilievi di filmati eseguiti con il sistema di videosorveglianza e con le foto-trappole. In totale, sono state comminate 8 contravvenzioni ed effettuate 35 segnalazioni.

Sul versante della tutela degli animali le contravvenzioni sono invece 5, a fronte di 26 interventi resi possibili anche dal rapporto sinergico con il Servizio Pubblico Veterinario territoriale.

A quota 33 i sinistri stradali rilevati lo scorso anno, mentre sono 12 le uscite al fianco delle altre Forze dell'Ordine per motivi di pubblica sicurezza. "Sono frequenti – si rileva a tal proposito nella sintesi delle attività del 2019 – gli atti e gli episodi di marcata conflittualità tra i cittadini nel pubblico e anche nel privato, con esasperazione dei conflitti". Spostando lo sguardo sulle mansioni più "ordinarie", risultano 2.861 violazioni al Codice della Strada, di cui 156 accertate con il sistema di videosorveglianza. L'incassato ammonta a 86.531 euro, di contro ai 59.638 euro di verbali notificati e non ancora pagati. Ben 2.072 le violazioni riferite alla sosta e al parcheggio dei veicoli, alle quali si sommano i 344 casi di mezzi in sosta negli spazi riservati agli invalidi o nelle fermate dei bus, e ancora le 445 infrazioni alle norme che disciplinano la corretta circolazione dei veicoli. Per concludere, l'incasso comprensivo dei parcometri, al netto degli 11 giorni di sosta gratuita concessi dall'amministrazione comunale, è stato di 81.675,85 euro.

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In scena al Teatro Carbonetti di Broni due grandi interpreti del panorama teatrale e cinematografico italiano. Alessandro Benvenuti e Stefano Fresi andranno in scena venerdì 17 gennaio, ore 21 con il Donchisci@tte, commedia liberamente ispirata a Don Chisciotte della Mancia di Miguel de Cervantes, scritta da Nunzio Caponio, adattamento e regia Davide Iodice.

Una scrittura originale che prende ispirazione dallo spirito dell’opera di Cervantes, scagliando una volta di più la simbologia di questo ‘mito’ contro la nostra contemporaneità. Con vesti sgangheratamente complottiste e una spiritualità naif, accompagnato da Sancio, disorientato adepto, il nostro Don intraprende un corpo a corpo disperante e “comico” contro un mondo sempre più virtuale, spinto a trovare l’origine del male nel sistema che lo detiene. Dall’improbabile rifugio in cui si è rintanato, lotta per mantenere intatto il suo pensiero critico coltivando ancora un’idea: l’IDEA. Unica finestra sull’esterno (o su altri interni) una teoria di schermi che s’affaccia su personaggi e mondi anno-dati, interferenze che spronano i nostri eroi all’Azione, a una qualche azione. E se, nella giostra di pensieri che galoppano progressivamente verso l’inevitabile delirio, le menti malefiche dei giganti delle multinazionali sono il nemico contro cui scagliarsi, l’Amore è ancora il vento che soffia e muove, anche se Dulcinea, intrappolata in una webcam, può svanire dolorosamente per un banale blackout.

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Si chiude l’anno e la prima parte della stagione teatrale 19/20 al Teatro Carbonetti di Broni, con il concerto gratuito, su prenotazione, offerto come tutti gli anni dall’Amministrazione Comunale di Broni. Quest’anno più che mai il 21 dicembre si farà un grande brindisi, per le festività che stanno iniziando, ma soprattutto per festeggiare i sold out da inizio stagione a oggi. Tutti gli spettacoli in cartellone finora presentati hanno infatti registrato il tutto esaurito. Anche la stagione bambini e ragazzi ha fatto numeri importanti, quindi vale proprio la pena di festeggiare con il nostro affezionato pubblico. Per l’occasione un entusiasmante concerto con gli amici di Pavia Lirica, … Quando la lirica incontra il jazz…un percorso musicale e di contaminazione di generi che vedrà sul palco Claudio Perelli, Clarinetto, Flauto, Sax - Andres Villani, Sax, Flauto - Max Paganin, Tromba - Claudio Piscina, Fisarmonica - Alberto Tava, Voce, chitarra - Lorenzo Cuzzoni, Batteria - Giorgio Corioni, Contrabbasso - Dario Moroni, Pianoforte con la partecipazione straordinaria del Mezzosoprano Arina Alexeeva

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Con il bilancio 2019 destinato a chiudersi con un forte passivo, il gruppo di minoranza Broni in Testa torna a farsi sentire e attacca la gestione del Teatro Carbonetti. Giusy Vinzoni, Gigi Catena e il capogruppo Cesare Ercole questa volta puntano l’attenzione sul pesante segno meno di fronte al rendiconto per l’anno in corso. «Va bene il passivo, che per un ente che produce cultura è comprensibile, ma ci sono dei numeri decisamente alti e a nostro avviso sarebbe possibile contenerli con una gestione più oculata».

Consigliera Vinzoni, dopo un po’ di tempo tornate a parlare del teatro della vostra città. Cosa succede?

«Vogliamo portare alla luce la gestione delle spese del Carbonetti. Quando si parla delle spese del Carbonetti dobbiamo sempre specificare che noi non siamo contro il teatro e non siamo contro la cultura, come invece l’amministrazione vuol far credere.

Siamo contro decisioni e strategie intraprese per quanto riguarda proprio i costi di gestione. Fare i conti della gestione del teatro non significa essere contro la cultura, ma vuol dire far capire a chi ci amministra che questo teatro ci costa tanto e in un periodo difficile come questo bisogna tenerlo ben presente. In un consiglio comunale andato in scena poco tempo fa si era parlato per esempio di sostituire i parchimetri perché non sono a norma e la risposta che ci è stata data è “costano tanto, aspettiamo ancora un po’”: forse se si riuscisse a gestire il teatro in maniera diversa, si potrebbero comunque destinare un bel po’ di fondi ad altre necessità»

Ok la critica, ma avete dei numeri che riguardano questi costi?

«Certo. Se non ne parliamo noi non ne parla nessuno. Prendiamo per esempio la stagione appena conclusa, quella 2018/2019. Gli spettacoli sono costati 127.392,87 euro, gli incassi registrati sono di  75.254 euro, questo per quanto riguarda i soli spettacoli. Aggiungendo gli introiti derivati da sponsor, vendita biglietti e affitti percepiti per il noleggio del teatro si arriva a 95.101 euro. Le spese invece, sommando a quelle sostenute per gli spettacoli in sé tutte le altre voci tra cui pubblicità, alloggi, costi della vendita online dei biglietti, cene e utenze, si arriva a 262.330. A conti fatti il segno meno dice 167.229 euro. Una cifra pesante, con aspetti da chiarire oltretutto».

Quali sarebbero questi aspetti?

«Ad esempio le utenze: ci è saltato all’occhio che nella stagione 2016/2017 per l’acqua si erano spesi 543,78 euro, nel 2017/2018 la stessa utenza è passata invece a 8.299,29 euro per passare all’ultima stagione a 5031,92 euro».

Come si spiega?

«Il sindaco non ha risposto, i costi delle utenze non vengono mai presi in considerazione da lui perché per  non sono li ritiene costi ma investimenti: è come se in una gestione famigliare non venissero presi in considerazione i costi di luce, gas e telefono. A maggior ragione se si tratta di soldi pubblici, magari andrebbero spesi in maniera diversa e magari si dovrebbero fare dei controlli, in quanto il trend delle spese ha raggiunto picchi pazzeschi».

Beh, una bolletta che sale di 8mila euro da un anno all’altro non è che passi proprio inosservata…

«Noi abbiamo pensato a una qualche perdita. Chi doveva controllare e non l’ha fatto? I problemi e gli imprevisti possono succedere, ma poi bisogna porvi rimedio. Questo che ho detto è solo un esempio, ma ci sono molti altri casi simili. E ribadisco che per noi il problema non è il poco incasso degli spettacoli, perché è un trend generalizzato in questo periodo storico nei teatri italiani. Noi mettiamo in discussione la gestione».

Ci spieghi meglio su cosa volete porre l’attenzione.

«Noi parliamo di puri costi di gestione. Il mio collega Catena ha chiesto in consiglio comunale al sindaco delucidazioni in merito, visto anche che Riviezzi aveva pronosticato un risparmio con il passare del tempo, ma abbiamo ricevuto risposte vaghe: si vuole eludere quella che è la domanda, cercando di non parlare di quello che la minoranza chiede e questo è un mio, un nostro, grande rammarico. Tutti devono sapere che spesso e volentieri quando noi chiediamo qualcosa ci viene risposto tutt’altro: accade per il teatro, è accaduto per le probabili sanzioni per i rifiuti e per molti altri argomenti. Nell’ultimo consiglio comunale, inoltre, sono anche stati fatti paragoni sbagliati: per esempio il sindaco ha detto che anche la biblioteca è un ente in perdita, ma noi non abbiamo chiesto resoconti su questo e mi permetto anche di dire che l’utente della biblioteca è diverso da quello del teatro, perché in biblioteca vanno sia le persone che magari non hanno intenzione di accumulare libri in casa, sia soprattutto ragazzini, magari di famiglie numerose, dove magari comprare libri può essere un problema economico: quindi il poter usufruire di una biblioteca come quella di Broni, gestita a mio parere molto bene, con un personale valido all’interno, è un servizio importantissimo che viene dato. Paragonare questa al teatro è sciocco, prima di tutto perché noi della minoranza non abbiamo chiesto i conti della biblioteca e mai lo faremo, secondo perché l’utenza è ben diversa. è solo un modo per togliere l’attenzione da quello che abbiamo chiesto. Noi continuiamo a puntare il dito sulle strategie intraprese per limitare i costi di gestione, perché i risultati sono davvero deludenti dal nostro punto di vista. E sottolineo ancora una volta che noi non stiamo parlando dell’attività del teatro in quanto spettacoli».

Avete proposte concrete in merito?

«Auspichiamo una gestione diversa , magari si potrebbe pensare di dare una quota annuale al teatro e poi lasciare che questo ‘cammini con le proprie gambe’. Siamo ben consapevoli che tutti i teatri siano in perdita, ed è comprensibile che il teatro non guadagni con gli spettacoli, anche se su questo punto avremmo qualcosa da ridire. Perché spesso abbiamo fatto notare che alcuni prezzi dei biglietti andrebbero alzati e si potrebbero così ridurre un minimo le perdite dal punto di vista proprio dello spettacolo in sé».

  di Elisa Ajelli

Il conto alla rovescia verso la festa più attesa dell'anno sarà scandito da due weekend speciali, tra cibo, idee regalo e buona musica. Accanto al Villaggio di Babbo Natale, lanciato in zona record da un bilancio parziale di circa 2.500 accessi, domenica 15 dicembre in via Emilia arriveranno le bancarelle di hobbisti e creativi, oltre a quelle dei prodotti enogastronomici, per una giornata di shopping natalizio nel cuore pulsante della città. Sempre via Emilia farà da sfondo ai profumi e ai sapori dello street food: una proposta che punta a rendere ancora più goloso il preambolo delle festività.

Sarà invece imbastito sul dialogo tra due linguaggi musicali molto diversi tra loro il consueto Concerto di Natale al Teatro Carbonetti, messo in calendario per le ore 21 di sabato 21 dicembre e intitolato "...Quando la lirica incontra il jazz". Sul palco l'orchestra formata da Claudio Perelli (clarinetto, flauto, sax), Andres Villani (sax, flauto), Max Paganin (tromba), Claudio Piscina (fisarmonica), Alberto Tava (voce, chitarra), Lorenzo Cuzzoni (batteria), Giorgio Corioni (contrabbasso), Dario Moroni (pianoforte), con la partecipazione straordinaria del mezzosoprano Arina Alexeeva. «Questo evento, a ingresso gratuito – commenta il sindaco di Broni, Antonio Riviezzi – vuole essere l'omaggio dell'amministrazione comunale alla cittadinanza, un'occasione per rivolgere i nostri auguri di buon Natale a tutta la popolazione bronese». Per assistere allo spettacolo è necessaria la prenotazione, effettuabile il mercoledì e il venerdì dalle 17 alle 19 e il sabato dalle 10 alle 12 presso la biglietteria del Teatro, al civico 27 di via Leonardo Da Vinci, oppure nei medesimi orari telefonando ai numeri 0385 54691 e 366 8190785.

Domenica 22, infine, saranno riproposti i mercatini con l'aggiunta di un "ingrediente" irresistibile: alle ore 15, in via Emilia, andrà in scena la Parata di Natale per concludere in bellezza il tempo che precede le feste.

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Non si poteva che registrare il sold out per l’attrice Geppi Cucciari che venerdì 13 dicembre ore 21 porterà in scena al Teatro Carbonetti di Broni lo spettacolo "PERFETTA", scritto e diretto da Mattia Torre.

Perfetta è l’ultimo monologo teatrale scritto da Mattia Torre, uno dei drammaturghi più influenti e attivi nella scena televisiva e teatrale italiana recentemente scomparso, nel quale si racconta un mese della vita di una donna, scandito dalle quattro fasi del ciclo femminile. 

La protagonista assoluta è Geppi Cucciari, per la prima volta alle prese con toni che non prediligono unicamente la comicità, ma si avventurano con profondità in sfumature anche più malinconiche e drammatiche. Sul palco interpreta una venditrice d’automobili, moglie e madre, che conduce una vita regolare nella quale trovano posto il lavoro, la famiglia, gli impegni e moltissime responsabilità. Il racconto analizza i martedì di quattro settimane differenti, giornate identiche nei ritmi ma diverse nella percezione: a causa delle variazioni delle quattro fasi del ciclo, cambiano  gli stati d’animo, le reazioni, le emozioni e gli umori della protagonista.

 Perfetta cerca di trattare con umiltà, ma anche frontalità, un tabù di cui gli uomini sanno pochissimo e di cui persino molte donne non sono così consapevoli. Un monologo nel quale trovano spazio sferzate di comicità e satira di costume, ma anche riflessioni più amare e profonde, in un delicato tentativo di consapevolezza e di empowerment femminile di cui sembra esserci un grande bisogno nel nostro tempo.

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Domenica 8 dicembre alle ore 17.30 al Teatro Carbonetti di Broni andrà in scena lo spettacolo “Cenerentola”. Tratto dall'omonima fiaba il balletto, coreografato da Caterina Colombini e da Gino Potente, storica coppia artistica dall'ormai lontano 2004, vedrà alternarsi sul palcoscenico professionisti del calibro di Sergio Nigro danzatore della Scuola Svizzera Rudra Bèjart, successivamente danzatore presso l'Aterballeto e Francesco Scalas danzatore presso il BIT di Torino, l'Arena di Verona e la Fenice di Venezia. Francesca Demartini, diplomata presso la Royal Academy di Londra sarà accompagnata dalle future diplomande della scuola, che si alterneranno in ruoli solistici e corali. Alla nota musica di S. Prokofiev, i coreografi hanno scelto di accompagnare altre partiture musicali per completare ed arricchire la loro versione coreografica. Il cast sarà completato dai giovani danzatori della scuola ArteDanza, provenienti dalle sedi di Belgioioso e Pavia, e dagli allievi delle sedi di tutta la provincia, da Voghera a Casorate Primo, da Miradolo a Bereguardo. Le scenografie saranno a cura del M°d'arte Claudio Paolo Bonvini il quale, dopo la suggestione scenografica della precedente produzione “la Bella Addormentata nel bosco”, saprà ancora una volta stupire il suo pubblico.

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