Sabato, 07 Dicembre 2019

 I Comuni di Broni e di Stradella, anche in rappresentanza di altre 20 amministrazioni comunali dell'Oltrepò Pavese orientale, si sono fatti carico di chiedere un incontro urgente con i vertici regionali di Areu per sollevare alcune criticità circa i mezzi avanzati di primo soccorso. La missiva inviata sulla scrivania del Direttore Generale, Alberto Zoli e del Direttore Sanitario, Claudio Mare, solleva criticità e carenze riguardanti i mezzi ed il personale per il primo soccorso notturno in gran parte del territorio dell'Oltrepò Pavese. «In primo luogo – spiegano i sindaci di Broni, Antonio Riviezzi e di Stradella, Alessandro Cantù - è stata manifestata una problematica riguardante l'estensione dell'area coperta dai mezzi afferenti all'ospedale di Stradella. Si tratta di una zona molto vasta, visto che interessa una quarantina di comuni; il tempo di raggiungimento dell'ospedale può estendersi anche oltre i trenta minuti. Inoltre le ambulanze e le auto mediche in partenza da Stradella devono coprire anche il tratto autostradale tra Casteggio e il confine con la provincia di Piacenza: in caso di incidente in autostrada i mezzi medici provenienti da Pavia o Voghera possono essere impegnate anche per lungo tempo. A questo si aggiunge l'impossibilità di ricorrere all'elisoccorso in caso di maltempo».

I sindaci sollevano un'ulteriore criticità legata alle ore notturne. «Con altrettanta, se non maggiore preoccupazione, – spiegano i primi cittadini di Broni e Stradella - è stato segnalato che, a differenza dei Presidi di Voghera, Vigevano e Pavia, che nella fascia oraria notturna (dalle 20 alle 8) possono contare sulla presenza di un'auto con a bordo un medico, e di quelli di Mortara e Mede, dove nella stessa fascia è presente un'auto con a bordo un infermiere addestrato alle emergenze, a Stradella il soccorso è affidato ai soli volontari. I volontari, per quanto adeguatamente formati alle manovre di primo soccorso, non possono somministrare taluni farmaci che in alcuni casi possono essere fondamentali per la vita dei pazienti (per esempio shock anafilattico, grave crisi ipoglicemica, edema polmonare). Qualora vi sia un paziente colpito da patologia in cui il fattore tempo è fondamentale (infarto, ictus), la presenza in loco di un medico o di un infermiere consentirebbe di indirizzare il paziente verso un centro adeguato alla cura di queste patologie e non si dovrebbe necessariamente passare da Stradella, evitando perdite di tempo che potrebbero risultare fatali. Il mezzo con personale qualificato a disposizione del Presidio di Stradella si trova a circa 30 chilometri di distanza, sempre che sia al momento disponibile e non già non sia impiegato in altri soccorsi». Infine i primi cittadini dei due Comuni più popolosi dell'Oltrepò Pavese orientale, insieme ai colleghi dello stesso territorio, avanzano una precisa richiesta con l'invito anche a discuterne in un incontro interlocutorio con i vertici regionali di Areu. «Per tutti questi motivi – spiegano – auspichiamo che anche il Presidio Ospedaliero di Broni – Stradella possa avere in dotazione un mezzo "avanzato" di pronto soccorso con relativo personale durante il servizio notturno. Ci rendiamo disponibili anche un summit proprio per illustrare ai vertici aziendali le nostre criticità con la speranza che si possa risolvere il problema di primaria importanza per la salute dei cittadini di questo territorio».

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Il Campionato Italiano Rally si è chiuso con il Rally Tuscan Rewind dopo un'intensa annata. La vittoria finale è andata a Giandomenico Basso. Anche gli altri titoli sono stati assegnati nell'ultima prova. Tra questi il trofeo Peugeot, dove si è imposto Griso, che ha conquistato la gara toscana e la classifica generale. Niente da fare per Davide Nicelli che, per oltre metà stagione, fino al rally Due Valli, aveva cullato il sogno di conquistare il prestigioso trofeo. Il driver pavese non c'è l'ha fatta a riportarsi in vetta al Peugeot, chiudendo al quarto posto la prova toscana e quindi sul terzo gradino del podio la classifica finale del "Leone". Si è riscattato con il primo posto nel due ruote motrici. Il successo gli è valso la seconda piazza nella classifica finale di specialità. Sentiamo le parole di Nicelli, che ha gareggiato con la sua 208 del Team By Bianchi navigato da Alessandro Mattioda: «Ci abbiamo provato fino all'ultimo, purtroppo è andata male – spiega – è mancata la ciliegina sulla torta ma la nostra stagione è stata straordinaria; sono cresciuto tanto rispetto a un anno fa e questa è la cosa più importante in vista del mio futuro. Fino al Due Valli siamo rimasti sempre al comando del trofeo, quindi questo dimostra che abbiamo mantenuto un ottimo passo, lottando con i migliori e soprattutto in sei gare di campionato mai un ritiro, cosa non così scontata nel Cir.»

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Spirito di collaborazione e totale disponibilità a rinnovare nelle sedi più opportune le istanze del territorio. Più che positivo il bilancio dell'incontro avvenuto alle ore 11 di oggi, martedì 26 novembre, tra il Prefetto di Pavia Silvana Tizzano e una delegazione di sindaci dell'Oltrepò e del Pavese. All'ordine del giorno le problematiche del trasporto pubblico, ferroviario e su gomma, inquadrate nel difficile contesto di una viabilità messa a dura prova dalle tante criticità che la affliggono. Il gruppo di amministratori locali ha avuto occasione di consegnare al Prefetto una sintetica relazione di sei pagine sullo stato dei trasporti, analizzato anche in rapporto allo spopolamento e all'impoverimento produttivo della zona. «Siamo davvero grati al Prefetto per averci ricevuti – è il commento del sindaco di Broni, Antonio Riviezzi, nei mesi scorsi promotore di una serie di riunioni sul tema cui hanno partecipato amministratori locali e rappresentanti dei pendolari – peraltro in tempi molto brevi rispetto alla nostra richiesta. Abbiamo avuto modo di esprimere preoccupazione per lo stato attuale dei collegamenti del territorio e in particolare dell'Oltrepò orientale, un'area che rischia seriamente di restare isolata dal resto della Lombardia. Da parte sua il Prefetto, dimostrando di essere disponibile a sostenerci e concretamente interessata alla risoluzione del problema, ci ha chiesto di produrre un dossier ancora più dettagliato, al fine di sottoporre la questione a tutti gli interlocutori istituzionali coinvolti».

Oltre allo stesso Riviezzi, in Prefettura a Pavia erano presenti per Stradella il sindaco Alessandro Cantù e il consigliere con delega ai trasporti Micol Galli, per Bressana Bottarone il sindaco Giorgio Fasani, per Cava Manara il sindaco Michele Pini, per Casanova Lonati il sindaco Stefano Lucato, per Portalbera il sindaco Pierluigi Bruni, per Barbianello il vicesindaco Andrea Carini, per Pinarolo Po il vicesindaco Matteo Trespidi e la rappresentante dei pendolari dell'Oltrepò Pavese, Elena Fontana.

«A fronte di un incremento costante delle tariffe di viaggio – interviene Giorgio Fasani, sindaco di Bressana Bottarone – i pendolari devono fare quotidianamente i conti con un servizio lacunoso, in termini qualitativi e quantitativi, senza dimenticare gli aspetti connessi alla sicurezza. Questo comporta gravi ricadute sulla qualità della vita e, più in generale, sugli equilibri del territorio. Non vogliamo assistere passivamente a fenomeni di migrazione verso la metropoli e l'incontro di oggi ne dà testimonianza. Speriamo che questo percorso prosegua e che le nostre ragioni vengano ascoltate da chi di dovere».

«L'incontro tenutosi oggi in Prefettura – afferma il sindaco di Stradella, Alessandro Cantù - ha avuto un esito positivo e posto le basi per una collaborazione con Rfi e Autoguidovie. L'ottimismo è dovuto alla disponibilità mostrata dalla Prefetto Silvana Tizzano ad appoggiare le nostre iniziative e a farsi parte attiva presso le Istituzioni competenti e le società interessate. Le problematiche esposte sono molteplici e la preoccupazione è motivata dal continuo peggioramento della situazione trasporti in Oltrepò. Mi riferisco tanto al trasporto su gomma, quanto a quello su rotaia. Siamo attenti al problema e monitoriamo costantemente la situazione che coinvolge lavoratori e studenti».

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 “Tutte le cose buone fanno male” . La serata organizzata, a scopo benefico, dal Lions Club Stradella Broni Montalino lo scorso 15 novembre al Ristorante Liros di Stradella ha permesso di smentire, almeno per una volta, il tanto odiato assunto. 

Una squisita cena gourmet, all’altezza di un menù dei più blasonati tra i ristoranti,  magistralmente studiata e realizzata dalle collaborazioni dello chef Silvano Vanzulli  e dallo chef Alberto Menino, finalista a Masterchef 7 e concorrente a Masterchef All Star, ha permesso ai presenti di comprendere come anche le persone diabetiche, o a rischio malattia, possono permettersi di mangiare con estremo gusto e piacere, senza minimamente compromettere il livello di glicemia.

I deliziosi piatti proposti, a base di riso venere integrale, pesce, verdure e frutta, hanno, infatti, saputo incontrare, dall’antipasto al dolce, il massimo gradimento degli ospiti, in un sapiente cocktail di colori, profumi e sapori, esaltati dal magistrale utilizzo delle spezie e  delle erbe aromatiche.

Inoltre il famoso chef Alberto Menino, che ha condiviso l’intera cena al tavolo con i presenti, non si è sottratto alle numerose domande, soddisfacendo appieno la curiosità della sala in riferimento ai più disparati retroscena connessi alla sua partecipazione alla nota trasmissione televisiva.

La serata ha proseguito con l’intervento di relatori che hanno messo a luce tutti gli aspetti del diabete: dal punto di vista della famiglia che assiste il paziente, dal pazente diabetico ed è terminata con l’interessante intervento della socia dott.ssa Breyer Susanne, diabetologa presso l’ASST di Stradella, la quale, con l’ausilio di slides molto efficaci, ha saputo abilmente illustrare i segnali di allarme per riconoscere la malattia, i principali fattori che incidono sul suo sviluppo e lo stile di vita più consono al fine di tenere sotto controllo la glicemia.

Un evento di particolare efficacia che, quest’anno, si è venuto volutamente ad inserire nell’ambito della ormai storica campagna contro il diabete, sostenuta con estrema convinzione dal Lions Club Stradella Broni Montalino.

Infatti, domenica 17 novembre in Piazza Vittorio Veneto a Stradella neppure l’abbondante pioggia ha saputo fermare i numerosissimi partecipanti accorsi per sottoporsi allo screening test sul diabete, offerto, come ogni anno, dai Lions Club Stradella Broni Montalino e Lions Club Stradella Broni Host e realizzato con la massima professionalità, grazie alla disponibilità dei rispettivi soci, in particolar modo di quelli che hanno offerto la propria competenza medica e la struttura ambulatoriale idonea all’effettuazione dell’esame.

Un altro tangibile passo avanti nella concreta lotta ad una malattia largamente diffusa e dagli esiti ancora oggi mortali, laddove non riconosciuta in tempo utile.

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Una delle caratteristiche dell’Oltrepò è quella di essere un territorio molto frammentato. Non solo a livello ideologico, ma soprattutto amministrativo: 145mila abitanti distribuiti in modo disomogeneo in 76 comuni, per una media di circa 1800 abitanti ciascuno. Media che però non riflette la realtà, in quanto molti di questi comuni sono di dimensioni ridotte, con popolazione inferiore a 300 abitanti. Volpara, con i suoi 129 abitanti, è un paese che appartiene a questa realtà. Dal maggio scorso ha un nuovo sindaco, Claudio Mangiarotti, 32 anni, imprenditore agricolo. E’ al primo mandato come sindaco del suo paese, ma è un nome conosciuto dalla politica locale.

Mangiarotti, Lei ha 32 anni, ma si occupa di politica da molto tempo…

«è vero, la politica mi ha sempre interessato. Fin da ragazzino, dai 14 anni se non ricordo male: allo sport preferivo i comizi e gli appuntamenti politici. A 16 anni ho preso la prima tessera di Alleanza Nazionale e, dopo lo scioglimento di quest’ultimo nel 2009, ho seguito il percorso politico nel PDL. In quell’anno impiegai la quota che avrei potuto investire per le vacanze estive per iscrivermi alla Fondazione Alleanza Nazionale. Nel dicembre 2012 ho convintamente aderito al nascente partito di Giorgia Meloni Fratelli d’Italia e, nel marzo successivo, sono stato candidato alla Camera dei deputati alle elezioni politiche. Da allora è continuato il mio impegno politico con Fratelli d’Italia ,di cui dal novembre 2017 sono coordinatore provinciale. Prima di diventare sindaco di Volpara ero stato eletto consigliere comunale nel vicino comune di San Damiano al Colle, nella lista dell’attuale sindaco, e amico, Cesare Vercesi».

Per quale motivo ha deciso di candidarsi sindaco del suo paese?

«Sono sincero, non ci avevo pensato: sono stati alcuni miei concittadini a chiedermelo. Ci ho riflettuto alcuni giorni ed ho accettato. Mi piace la politica e mi piace una politica di servizio. Oggi si parla molto di volontariato e, giustamente, se ne parla sempre in modo positivo. Quando si parla di politica, invece, lo si fa sempre più spesso con un’accezione negativa. Fare politica per il territorio, cercando di andare incontro alle problematiche ed alle necessità dei cittadini, credo sia la prima forma di volontariato. è con questo spirito che ho accettato di candidarmi, per l’amore verso  Volpara, paese dove da sempre vivo e lavoro».

Quali sono state le principali difficoltà incontrate nei primi mesi d’amministrazione?

«Penso che a questa domanda qualunque amministratore di un piccolo comune darebbe questa risposta: “la scarsità di risorse”. Purtroppo questa problematica limita davvero le scelte amministrative e ci porta a dover dare spiacevoli no a richieste legittime di nostri concittadini. Questo credo sia il lato brutto dell’essere amministratore oggi:  di fronte a segnalazioni fondate e suggerimenti si è impossibilitati a concretizzarli per assenza di risorse da investire».

Che tipo di collaborazione ha Volpara con i comuni vicini?

«Volpara da anni fa parte di un Unione di Comuni dell’Alta Valle Versa, insieme a Golferenzo e Montecalvo Versiggia. Se non vado errato si tratta di una delle prime unioni costituite, se non la seconda della Lombardia. è in scadenza a fine anno ci stiamo attivando per rinnovarla».

Qualche anno fa l’ex sindaco di Santa Maria della Versa aveva avanzato la proposta di fusione con i comuni di Volpara, Montecalvo e Golferenzo. Il suo sembrava essere l’unico comune favorevole a seguire questa strada. Qual è la sua opinione a riguardo?

«Amo il mio paese: non nascondo di essere campanilista ed inevitabilmente una fusione porterebbe Volpara a diventare una frazione, con una conseguente perdita di autonomia e di identità. D’altro lato bisogna anche riconoscere che il mio paese ha una popolazione in costante decremento. “Piccolo è bello… ma costa”, quindi bisogna ricordarsi che l’Unione fa la forza. Bisogna mettere tutto su una bilancia. Sarà una riflessione che saremo chiamati a fare in corso di mandato, calcolando attentamente se un sacrificio possa portare ai nostri concittadini un vantaggio dal punto di vista dei servizi e del risparmio economico. Personalmente non vedo positiva la fusione, che era stata proposta, tra i comuni della nostra Unione con Santa Maria della Versa. Il nascente comune conterebbe meno di 3500 abitanti lontano dai 5000 che il progetto fusioni auspicava e soprattutto guardando il trend con una popolazione in costante calo. Sarei più propenso ad una fusione di tutta la Valle Versa con Stradella. Nascerebbe una città con oltre 15.000 residenti che guarderebbe con visione globale i problemi di tutta la vallata. Se va fatto un sacrificio va fatto fino in fondo. è l’unico progetto di fusione che sposerei subito».

Negli ultimi mesi l’argomento “strade dissestate”  è sulla bocca di tutti, dagli amministratori ai semplici utenti: a Volpara avete lavori in programma?

«Il tema delle infrastrutture è fondamentale. Purtroppo il problema delle strade dissestate è un forte limite per l’economia locale e l’incremento turistico. Devo ammettere che appena insediato ho ricevuto la visita del Presidente della Provincia Vittorio Poma, il quale ha promesso un interessamento per la sistemazione delle strade della Valle Versa».

Cambiando argomento, lei è anche imprenditore agricolo. Volpara è famosa per il Moscato: com’è andata la produzione quest’anno?

«Purtroppo il territorio di Volpara ha subito in quest’annata una pesante perdita di produzione causata dalla grandine. Abbiamo contato 6 grandinate in pochi mesi. La fascia alta del Comune, dove ha sede tra le altre la mia azienda, ha subito un danno elevatissimo, con coltivazioni totalmente distrutte. La fascia bassa è stata limitatamente colpita. In complesso sicuramente non è un’annata abbondante, ma la qualità è elevata».

E per quanto riguarda i prezzi?

«Il problema dei prezzi non riguarda solo Volpara ma è comune a tutto l’Oltrepò. Ed è un problema serio che sta mettendo in ginocchio le aziende. Per anni in Oltrepò abbiamo sbagliato puntando alla quantità a discapito della qualità. Oggi per fortuna si sta andando verso un’inversione di rotta: molte aziende stanno puntando alla selezione per ottenere prodotti di punta già in vigna. Ma, come ogni legge di mercato, la qualità andrebbe remunerata…A tal proposito sono un po’ critico con le associazioni di categoria che non vedo attive nel lanciare in modo evidente un grido di allarme verso questo problema».

Ogni anno, durante la vendemmia scatta sempre “l’allerta stranieri”, in quanto la carenza di manodopera causa una vera e propria invasione di stagionali dall’est Europa. A Volpara com’è la situazione?

«Rispetto ad alcuni anni fa la situazione è molto rientrata. Sinceramente non si è mai verificato però un problema concreto a Volpara. Qui da noi arriva solamente il personale richiesto dalle aziende, le quali assumono regolarmente gli operai e li ospitano temporaneamente nelle abitazioni messe a disposizione delle aziende stesse».

Cosa pensa della situazione agricola in Valversa?

«è necessaria una convinta inversione di rotta. Dobbiamo puntare su una produzione di qualità, con l’impegno di tutti. La valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche, se abbinata ad una giusta offerta turistica, potrebbe risollevare la nostra Valle».

Concludendo, che progetti ha per il futuro di Volpara?

«Cercherò  di valorizzare le eccellenze, partendo dal Moscato. Potenziare l’offerta turistica per far conoscere Volpara, il suo territorio  ed i suoi paesaggi. Le infrastrutture efficienti sono però fondamentali per raggiungere l’obbiettivo…».

 di Manuele Riccardi

Week-end di polvere e sole quello svoltosi in terra marchigiana , dove si è svolto il rally balcone delle Marce prima gara del Campionato Raceday dove ha visto un numeroso elenco partenti in ogni categoria , in particolare nella classe R2 dove erano presenti ventitre partecipanti . Tra questi piloti era presente anche il giovane oltrepadano Davide Nicelli in coppia con Mattioda sempre a bordo della loro 208R2 del Team By Bianchi che l'hanno portata al 3° posto di R2 , gara test per loro in vista dell'importante impegno tricolore il Tuscan Rewind di fine stagione dove si giocheranno il Trofeo Peugeot . " E' stato un fine settimana molto positivo – dichiara Nicelli-  noi abbiamo impostato la gara per trovare il giusto feeling con la terra dopo un anno che non ci correvo e perchè avevamo bisogno di chilometri visto che per me era solo la quarta gara su sterrato, senza guardare più di tanto la classifica. Sono riuscito a trovare subito una buona competitività sinceramente inaspettata visti gli avversare con cui ci scontravamo tanti molto più esperti di noi su terra, però siamo riusciti a giocarcela sempre con i migliori e questo è importante grazie anche alla macchina che il Team mi ha dato semplicemente perfetta in tutto. Portare a casa un ottimo risultato è importante più che altro per il morale dopo un 2Valli negativo che ci dà la consapevolezza che al Tuscan sarà una gara durissima, ma che abbiamo le carte in regola per poter dire la nostra fino all'ultimo . Sicuramente se dobbiamo migliorarci e crescere su asfalto sulla terra abbiamo ancora tantissimo da imparare  quindi bisogna continuare a lavorare duro per arrivare a competere con i migliori giovani terraioli che ci sono al momento . Ora dovrò prepararmi in ogni minimo dettaglio fisicamente, mentalmente e lavorare al meglio insieme al mio navigatore e al mio team  per farci trovare super pronti per l'ultimo e decisivo appuntamento di fine novembre al Tuscan Rewind”

Tanti piloti, sia a livello di assoluta ma anche trofeisti, ancora in situazioni di classifica molto aperte, quindi proprio il Tuscan Rewind, ultimo round di questa stagione, vedrà sicuramente una lotta dal primo all'ultimo metro sulle bellissime prove sterrate toscane da parte di diversi piloti che si giocheranno la vittoria finale del Trofeo Peugeot 208 . Un trofeo ancora tutto da decidere dove sarà presente  Davide Nicelli che sarà obbligato a disputare  una gara perfetta visto che al momento è terzo in classifica a cinque punti dal leader Griso e a quattro da Guglielmini.

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Piergiorgio Maggi, ex prima cittadino e attuale capogruppo di minoranza, frena gli entusiasmi sulla riuscita della manifestazione appena svoltasi a Stradella.

Maggi, cosa pensa dell’evento appena trascorso?

«Sicuramente c’è qualcosa che ha funzionato, ma c’è anche altro che invece non è andato per il verso giusto».

Entriamo un po’ nel merito della manifestazione…

«La prima sera, la tradizionale “serata cocktail”, io non ero presente a causa di impegni personali. Ma mi hanno detto che è stata una serata un pochino fredda: sia dal punto di vista atmosferico che della serata in sé. Forse la formula pensata quest’anno non ha funzionato benissimo. Il sabato, poi, è iniziato con un flop terribile».

Cioè?

«L’annullamento della passeggiata tra i vigneti con degustazioni dei vini alle cantine. Non si può non fare. L’anno scorso era stata fatta e i produttori ci avevano accolto in maniera splendida: anche quest’anno loro avranno sostenuto delle spese e dire all’ultimo minuto che la cosa non si fa è spiacevole. La versione ufficiale che è stata data è che non c’erano abbastanza prenotazioni, ma se la prenotazione viene fatta solo tramite sms è logico che potrebbe non funzionare…va fatta, invece, alla Proloco o all’amministrazione comunale… Tra l’altro alcune di queste cantine che avrebbero fatto fare la degustazione sono state anche sponsor di questa manifestazione e ho sentito che sono abbastanza arrabbiati…».

L’assessore Frustagli ha dichiarato di essere molto soddisfatto dei dibattiti culturali che ci sono stati durante questo Vinuva… lei cosa ne pensa?

«A quello di Anffas e Amici di Teo ho partecipato anche io. Posso dire in generale che, a mio parere, avrebbero funzionato molto di più se fatti in un posto chiuso. C’era molto rumore intorno e secondo me i dibattiti sono stati un po’ impoveriti. Abbiamo un bellissimo Teatro: perché non farli lì? Sicuramente ci sarebbe stata più attenzione  e anche più tranquillità. Per quanto riguarda gli argomenti niente da dire, è la location che secondo me era sbagliata».

La nuova amministrazione ha dato spazio ai giovani nella serata del sabato…

«Non c’ero, ma ho ricevuto recensioni positivissime. So che la piazza era piena e che c’erano molti giovani. Sono stati bravi a organizzare questa serata: sono obiettivo e lo ammetto. è stato un limite nostro non riuscire a farla».

Passiamo, infine, alla domenica…

«C’è stato il Motoraduno Alpino e Ardito e lì c’era pieno di gente. Un momento che avevamo sempre realizzato anche noi. Ho saputo, però, che nessuno degli amministratori è andato a vedere e a fare i complimenti: mi sembra solo una questione di buon gusto. Spero di aver avuto una informazione sbagliata. Mi hanno invece riferito anche della chiusura, davvero molto bella e divertente, con i Magazine du Cafè.

Insomma, come dicevo prima, luci e ombre in questo Vinuva. Forse più ombre che luci. È la loro prima edizione, diamo loro il beneficio di inventario: possono solo migliorare, perché peggiorare è difficile. Ammetto che ci sono stati picchi molto buoni, ma devo anche essere sincero e dire che ci sono stati picchi molto bassi. Poi andrà fatta una valutazione in termini economici, è ovvio… anche perché la festa è stata ridotta di un giorno, rispetto alle precedenti…».

Può essere stato un problema?

«Non tanto per l’amministrazione, quanto per la Proloco, perché viene a mancare un incasso di una sera e autofinanziandosi magari qualche problema può esserci. Ne approfitto però per ringraziarli perché sono stati all’altezza come sempre».

Altri aspetti che non le sono piaciuti?

«Non aver dato spazio alla danza, una realtà importante per la nostra città».

In generale, cosa pensa dell’attuale amministrazione dopo che è trascorsa l’estate?

«Direi che in questi mesi hanno portato avanti progetti che c’erano già da prima, che avevamo impostato noi: asfalti, strade, campo giochi, il verde pubblico…

Di nuovo loro hanno solo fatto una versione edulcorata di Vinuva e hanno allungato di qualche settimana il Caffè Concerto».

  di Elisa Ajelli

"Signor Direttore, negli ultimi anni ho notato quanto stia peggiorando la situazione di degrado legata all’abbandono di rifiuti lungo il ciglio delle strade, nei campi, nei boschi e in altri luoghi pubblici e privati. Sicuramente la responsabilità è di gente incivile e priva di scrupoli, ma quello che spesso mi domando è cosa facciano le istituzioni per contrastare questo fenomeno. Ho provato ad interpellare sia la Provincia, sia i Comuni di alcuni luoghi che fanno parte delle mie abituali frequentazioni e le risposte che ho ricevuto sono state talvolta spiazzanti. Posso capire che sia molto difficile cogliere sul fatto i malandrini, che i fondi disponibili per questo tipo di attività siano pochi e che l’uso delle telecamere sia spesso complicato o inconciliabile con le leggi relative alla tutela della privacy, ma rimango piuttosto perplessa quando si parla di competenza nella raccolta dei rifiuti. Se un sacco enorme di spazzatura, un materasso, una televisione o qualsiasi altro oggetto vengono gettati in un campo, perché dovrebbe essere compito del proprietario del campo ripulire e smaltire i rifiuti? A me sembra quantomeno bizzarro, ma purtroppo è quanto mi è stato riferito dall’ufficio tecnico di un Comune della Valle Versa, che non cito per discrezione. Lo scopo di questa mia lettera è quello di sensibilizzare sia le persone sia le istituzioni relativamente a un problema a mio avviso importante e delicato; vedere cumuli di spazzatura accanto a un campo coltivato pensando che i prodotti di questo campo finiranno sulla tavola dei consumatori è piuttosto sconfortante, senza contare l’impatto visivo decisamente agghiacciante. Lettera Firmata Stradella" foto di repertorio

 

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