Sabato, 28 Marzo 2020

Dopo aver ritirato i premi conquistati nel 2019, consegnati lo scorso 9 febbraio da Aci Italia in una mega cerimonia di premiazione tenutasi presso il Monza ENI Circuit, in cui al driver stradellino, Davide Nicelli, nella foto con suo padre ed ex rallysta Guglielmo,  ed il suo navigatore, Alessandro Mattioda, sono stati conferiti i riconoscimenti per il 2° posto ottenuto nel Campionato Italiano Rally 2 Ruote Motrici, la coppa ACI per il primo posto nel 2 Ruote Motrici Junior e quella per il primo posto tra gli Under 25, il pilota oltrepadano ha svelato i suoi programmi per la stagione in corso.

«La scelta di quale macchina utilizzare quest’anno e il Campionato o Trofeo a cui partecipare, non è stata facile, visto che dopo la buona stagione dello scorso anno ho avuto diverse chiamate da più team – ha detto Nicelli – La possibilità era il passaggio su di una vettura R5 (probabilmente una Hyundai o una Skoda) nel CIRA, oppure utilizzare la nuova Clio R1 nel Campionato Italiano Rally R1 e partecipare al trofeo Renault, o invece con la 208, vettura già utilizzata gli anni scorsi, perché la nuova per i trofeisti sarà disponibile solo a partire dal 2021 e rifare il trofeo Peugeot e il due ruote motrici nel CIR come lo scorso anno.

Dopo un’attenta analisi e diverse valutazioni, abbiamo deciso di rimanere legati a Peugeot, ripresentandoci per il terzo anno nel CIR per giocarci il Trofeo Peugeot e il due ruote motrici. Disputeremo tutto l’italiano, credo di aver fatto la scelta migliore per quest’anno e per la mia carriera, perché  penso di avere le carte in regola per poter vincere entrambi i campionati visto che l’anno scorso ci siamo andati molto vicino.

Questa scelta la ritengo obbligata perché, prima di  passare su di una vettura R5 in un contesto importante come il CIR, voglio provare a vincere e dimostrare il mio valore con una macchina piccola. Al di la di ciò, sicuramente qualche gara spot con una R5 la disputerò quest’anno. Questo non vuol dire che sarà una stagione facile perché dovrò misurarmi con piloti veloci e competitivi magari anche con più esperienza e tutti con le carte in regola per dire la loro in ogni gara. Bisognerà munirsi di umiltà e spirito di sacrificio dall’inizio alla fine del campionato se si vuole puntare in alto. Poche quindi le novità dallo scorso anno, al mio fianco sul sedile di destra sarà sempre Alessandro Mattioda e sarò nuovamente seguito e supportato dalla scuderia La Superba.

L’unica novità sarà invece il Team con cui correrò; il toscano MM Motorsport, che ritengo uno dei miglior team d’Italia e non solo, marchiato Peugeot, questo grazie agli sponsor, a mio padre e a tutte le persone che mi hanno permesso di ripresentarmi ai nastri di partenza della massima serie in Italia: il CIR. Avrei voluto togliermi un po’ di ruggine invernale a fine febbraio al Rally del Canavese, dove per l’occasione avrei dovuto gareggiare con una Clio S1600 del Team Erreffe, una voglia che volevo togliermi da tempo, visto che sono innamorato di quella macchina, ma la situazione sanitaria, alquanto preoccupante, che si sta delineando sul territorio, ha portato all’annullamento della manifestazione. Nessuna gara test quindi».

In relazione alla pubblicazione del Dpcm del 9 marzo 2020 recante nuove misure per il contenimento e il contrasto del diffondersi del virus Covid-19 sull’intero territorio nazionale, e in base alle indicazioni della Giunta Nazionale del CONI,  la Giunta Sportiva di Automobile Club d’Italia, ha deciso di sospendere tutte le gare di ogni disciplina dell’automobilismo sportivo su tutto il territorio nazionale fino al 3 aprile, e tutte le attività di qualsiasi livello riconducibili al mondo del motorsport in ambito ACI Sport.

di Piero Ventura

Con una nota stampa, la cantina Terre d'Oltrepò informa che dall'agronomo Parisi con il patrocinio di Ersaf e Co.Pro.Vi. verrà realizzato il "Bollettino della vite". " E' il punto di riferimento tecnico della vite in Lombardia con speciale riferimento all'Oltrepò Pavese - scrive Terre Oltrepò -  E' il bollettino di difesa della vite realizzato dalla cantina Terre d'Oltrepò, realizzato dall'agronomo interno Nicola Parisi. Il documento di estrema importanza, a scadenza settimanale nei periodi cruciali della coltivazione, si avvale del patrocinio di Ersaf Lombardia e di Co.Pro.Vi Società Cooperativa ed è distribuito non solo ai soci di quest'ultima e della cantina oltrepadana ma è consultabile sul sito di Regione Lombardia da tutti i viticoltori.
"In questi giorni – spiega il presidente Andrea Giorgi di Terre d'Oltrepò – è in uscita il primo numero del 2020 che diventerà con l'andamento stagionale addirittura un bollettino settimanale. Siamo orgogliosi di fornire questo servizio a tutti i viticoltori lombardi grazie ad un accordo siglato con Ersaf e Co.Pro.Vi. A redigerlo è il nostro agronomo Parisi, tecnico di estrema esperienza che ogni settimana fa il punto su diverse questioni agronomiche legate alla coltivazione della vite. Un servizio utile che svolgiamo con massima attenzione proprio per fornire il necessario supporto a chi lavora in campagna".
Nato nel 1985, per iniziativa della Fondazione Carlo Gallini di Voghera, il Bollettino di difesa della vite riportava indicazioni destinate agli eliconsorzi, allo scopo di ridurre il numero di trattamenti che era compreso fra 15 e 20.
"Nel tempo – spiega Nicola Parisi, agronomo di Terre d'Oltrepò -  si è arricchito di contenuti e significati ed è diventato il veicolo dell'informazione per l'adozione di razionali pratiche di gestione della vite, di difesa fitosanitaria per aziende convenzionali e "bio", e degli adempimenti obbligatori stabiliti dalla normativa vigente". La redazione del bollettino è l'atto finale di una serie di attività che sono propedeutiche alla sua stesura. "Le proposte  - spiega l'agronomo Parisi - di difesa fitosanitaria e gestione della vite sono infatti basate su analisi dei dati meteo registrati dalla Rete Agrometeorologica di Terre d'Oltrepò; rilievo settimanale delle fasi fenologiche della coltura; valutazione della presenza e composizione floristica delle infestanti; analisi dei risultati dei monitoraggi settimanali in vigneti TNT (Testimone Non Trattato) dove non vengono eseguiti trattamenti fitosanitari per studiare l'epidemiologia delle principali malattie della vite (Peronospora, Oidio); attività di monitoraggio attraverso rilievi della presenza di insetti dannosi (Nottue, Bostrichidi, Cicaline, etc.); rilievi e valutazioni settimanali relative al ciclo di Scaphoideus titanus, vettore della Flavescenza dorata della vite; rilievi settimanali attraverso l'utilizzo di trappole cromotattiche (per cicaline e Scaphoideus titanus), alimentari (Drosophila suzukii) e/o a feromoni (Lobesia botrana) per la valutazione delle popolazioni o dell'andamento del volo degli adulti dei principali insetti dannosi per la vite e il monitoraggio di alcune malattie della vite in collaborazione con il Servizio Fitosanitario della Regione Lombardia".

Il comunicato è suddiviso in sezioni che riportano l'andamento meteorologico della settimana (o periodo) precedente; la fase fenologica raggiunta dalla vite; consigli relativi alle operazioni colturali; strategie ed interventi di difesa fitosanitaria basati sulle osservazioni fatte in campo e le previsioni meteo della settimana successiva; eventuali comunicazioni relative a decreti di lotta obbligatoria e/o scadenze di carattere burocratico ed amministrativo per le aziende agricole. Alla redazione del Comunicato partecipano 5-6 agronomi professionisti che si scambiano le informazioni sulle osservazioni in campo e condividono le strategie proposte. Il bollettino persegue alcune importanti finalità nel proporre strategie razionali di gestione e difesa della vite come la tutela della salute dell'operatore agricolo; la tutela della salute del consumatore e la salvaguardia dell'ambiente. 

"In altre parole – spiega Parisi - è, a tutti gli effetti, uno strumento di "sostenibilità" che accompagna i viticoltori nell'affrontare le sfide che si pongono per il futuro. Per esempio i cambiamenti climatici (occorre adattare le strategie di gestione e difesa della vite in relazione ai cambiamenti climatici in atto per assicurare il raggiungimento di standard qualitativi elevati); la gestione delle "resistenze" (si tratta di utilizzare i fitofarmaci che abbiamo a disposizione scongiurando il rischio di selezionare, con un uso improprio, ceppi di patogeni resistenti alle sostanze attive che impieghiamo); il vigilare sulla eventuale comparsa di nuovi patogeni e/o insetti dannosi alla vite che possono giungere da altri paesi".

INVIATE I VOSTRI COMUNICATI LE VOSTRE NEWS INERENTI ALL'OLTREPÒ A "IL PERIODICO NEWS" , ALL'INDIRIZZO MAIL : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Dal 2004 a Stradella opera un’associazione che si occupa di beneficenza e lo fa con successo. Il suo nome è “La Casa del Sole”, ne abbiamo parlato con la presidente Federica Sclavi.

Presidente, quali sono le finalità che si prefigge l’Associazione?

«La Casa del Sole è un’associazione che persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale, non ha fini di lucro ed ha per oggetto l’attività nel settore della beneficenza. è inoltre regolarmente iscritta all’Anagrafe Unica delle Onlus ai sensi del D.Lgs n. 460/1997 tenuto dall’Agenzia delle Entrate Direzione Regionale della Lombardia».

Quando e come è nato questo progetto?

«è nato a Stradella, nel giugno del 2004, per desiderio di alcuni amici di riservare un pò di tempo, energie e denaro a chiunque ne avesse bisogno».

Chi ha partecipato alla nascita di questa associazione e adesso come siete organizzati?

«Come detto, l’associazione nasce grazie ad un gruppo di amici, professionisti operanti in diversi campi, che hanno messo a disposizione le loro professionalità. La Casa del Sole, essendo una Onlus riconosciuta, opera seguendo le indicazioni di un Presidente che rappresenta il Consiglio Direttivo composto da nove membri. Periodicamente si riunisce l’Assemblea di tutti gli Associati per l’approvazione del bilancio, nomina dei consiglieri e molto altro».

Quali sono le vostre finalità e come agite sul territorio?

«L’oggetto dell’attività della associazione, ben delineato nel suo Statuto, riguarda la beneficenza che si può concretizzare attraverso attività assistenziali, educative, ricreative e culturali principalmente a favore di persone o famiglie svantaggiate, particolarmente bisognose per motivi riconducibili a disagio socio - economico, condizioni sanitarie, handicap, fragilità sociale. Vengono attuate anche forme di sostegno economico, quali ad esempio il pagamento di utenze domestiche o fornitura di generi e beni di primaria necessità. Particolare attenzione viene, poi, data alle famiglie con minori, anziani, disabili, anche attraverso l’intervento di volontari o di operatori professionali appositamente individuati. Possono essere svolte anche attività accessorie ed integrative di quelle istituzionali quali ad esempio la promozione di manifestazioni di ogni genere come conferenze, incontri, scambi culturali, istituzioni di borse di studio sempre finalizzate ad aiutare persone o famiglie svantaggiate. La nostra associazione, al fine di raccogliere fondi destinati alle varie attività contemplate dallo Statuto, organizza inoltre numerosi eventi, come cene benefiche, eventi a teatro e altro ancora, durante i quali i partecipanti, divertendosi, contribuiscono con le loro donazioni alla realizzazione dei vari progetti. Ricordo inoltre che anche per il 2020 è prevista la possibilità per i contribuenti di destinare una quota pari al 5 per mille dell’Irpef a finalità di interesse sociale. Tutte le indicazioni a tale fine si possono trovare nel sito internet della associazione».

Quali sono le attività che avete attualmente in corso?

«Stiamo attuando aiuti diretti alle famiglie bisognose ed è in corso di programmazione con le scuole primarie della zona il progetto di dopo scuola denominato “Oltre Scuola” che è nato diversi anni fa per offrire un  servizio educativo pomeridiano agli studenti della Scuola Primaria. Si tratta di un servizio di supporto allo studio, gratuito per i partecipanti, svolto da professionisti psicologi incaricati dall’Associazione, oltre che da volontari.  La Casa del Sole si rivolge anche ai Comuni della zona e ai servizi sociali dei medesimi al fine di conoscere quali situazioni siano meritevoli di attenzioni».

E quali invece ricordate maggiormente tra le attività fatte in passato?

«In passato ricordiamo sicuramente il servizio domiciliare a favore di malati terminali, il progetto  Custode Sociale che consisteva nell’invio presso l’abitazione di anziani bisognosi  di figure specializzate che provvedevano alla spesa, alle faccende domestiche o semplicemente alla compagnia degli anziani stessi. Infine, la donazione al comune di Stradella di un pullmino per il trasporto di disabili e anziani bisognosi».

Il vostro “bacino” è il territorio oltrepadano?

«Sì, la zona interessata dalla nostra attività è sempre l’Oltrepò Pavese».

Vi piacerebbe estendere la vostra attività anche al di fuori dell’Oltrepò?

«L’abbiamo già fatto in passato, ma poi ci siamo resi conto che anche nella ricca Lombardia ci sono situazioni di povertà inimmaginabili. E queste situazioni di bisogno non riguardano solo persone provenienti da altri Paesi, ci sono tanti residenti che vivono in povertà ma che per pudore o vergogna non si manifestano. Operare su un territorio conosciuto ci dà la speranza di riuscire ad arrivare anche a loro».

Quali sono i progetti per il 2020?

«Oltre al proseguimento delle attività in essere, stiamo valutando l’istituzione di borse di studio e l’avvio di un progetto che sta prendendo piede nella maggiori città del mondo, il Muro Solidale. Si tratta di attrezzare una parete con ganci e attaccapanni in una via del centro Città. Si possono lasciare cappotti, abiti caldi e altri indumenti che possono essere presi da chi ne ha bisogno. In particolar modo nei periodi invernali e nei mesi più freddi dell’anno, il muro della gentilezza incoraggia molte persone a lasciare indumenti che non utilizzano più per donarle a chi è meno fortunato affinché possa difendersi dal gelo. Soprattutto con l’avvento del Natale sono molte le città che hanno preso parte a questa iniziativa benefica, diventando virale sui social e nel mondo. Il motto è: “Se non hai bisogno lascialo, se ne hai bisogno prendilo”».

 di Elisa Ajelli

E' on line il nuovo modello che i cittadini devono utilizzare per le autodichiarazioni. E' presente una nuova voce con la quale l'interessato deve autodichiarare di non trovarsi nelle condizioni previste dall'articolo 1, comma 1, lettera c, del decreto dell'8 marzo 2020 che prescrive il "divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione o dimora per i soggetti sottoposti alla misura della quarantena ovvero risultati positivi al virus". Ne dà notizia il Viminale.

IL MODELLO DA SCARICARE IN PDF

 

Una campagna sociale per essere al fianco del Policlinico San Matteo di Pavia, eccellenza sanitaria nazionale, da tre settimane in prima linea nell’emergenza Coronavirus. Con la consapevolezza che il ruolo dei medici e dell’intero comparto è fondamentale per combattere questa battaglia, le cantine Terre d’Oltrepò e La Versa hanno fatto decollare una raccolta fondi da destinare alle urgenze del nosocomio pavese. #allasalute e la campagna ideata dalle due realtà oltrepadane con cui doneranno il 50% del prezzo di vendita di ogni singola bottiglia acquistata sul sito web per sostenere l’attività del Policlinico.

“Siamo convinti – spiega il presidente, Andrea Giorgi – che in un periodo come questo dobbiamo essere tutti uniti. Ed ogni singolo gesto a favore dell’altro non può che giovare alla causa generale. Una cantina riferimento come la nostra non poteva sottrarsi alle tante richieste di aiuto, anche economico, che ci stanno arrivando. Quella di oggi è una battaglia che tutti, nel nostro mondo, dobbiamo vincere. In prima linea c’è l’intero comparto medico e sanitario che deve essere supportato anche con iniziative come queste”. #allasalute vuole essere un messaggio chiaro rivolto in primo luogo ad aiutare il mondo sanitario ed in secondo luogo vuole essere un monito, un classico modo di dire, per guardare avanti anche in un periodo difficile come questo"

“Si tratta di un’operazione condivisa con l’intero organico delle due cantine a testimonianza di quanto sia importante oggi essere vicini al mondo sanitario per sconfiggere questo virus – spiega il direttore, Massimo Sala – Doneremo il 50% del prezzo di vendita delle nostre bottiglie acquistate sul web come segnale di vicinanza a chi oggi sta lottando nelle corsie dell’ospedale San Matteo di Pavia. Lo doneremo con il cuore, in rappresentanza anche dei nostri tanti soci, con la speranza che questa emergenza possa ultimarsi il prima possibile”. La campagna #allasalute si aggiunge a quella video #weloveitaly per sostenere i prodotti e le eccellenze italiane. Una sorta di viaggio settimanale tra i punti di forza delle due cantine come esempi del made in Italy. La cantina nel frattempo ha chiuso i punti vendita di Broni, Casteggio e Santa Maria della Versa in ottemperanza al decreto, ma è possibile contattarle telefonicamente per eventuali ordini."

INVIATE I VOSTRI COMUNICATI LE VOSTRE NEWS INERENTI ALL'OLTREPÒ A "IL PERIODICO NEWS" , ALL'INDIRIZZO MAIL : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

100 contagi in più rispetto a ieri in provincia di Pavia, in totale i contagiati sono  722 .   Sono arrivate a 1.809 le vittime del coronavirus in Italia. In un solo giorno c'è stato un aumento di 368 morti. Sabato l'aumento era stato di 175. Sono 2.335 le persone guarite in Italia dopo aver contratto il virus, 369 in più di ieri.  Superati i 20 mila malati: sono complessivamente 20.603, con un incremento rispetto a sabato di 2.853, mentre il numero complessivo dei contagiati - comprese le vittime e i guariti - ha raggiunto i 27.747, mentre in tutto i guariti sono 2335. Il dato è stato fornito dal commissario per l'emergenza Angelo Borrelli in conferenza stampa alla Protezione Civile.

Sono 252 i nuovi decessi per coronavirus in Lombardia, una cifra mai raggiunta finora in regione in una singola giornata. Dall'inizio dell'emergenza in Lombardia non erano mai stati superati i 200 decessi in un giorno: ieri erano stati 76, mentre mercoledì 11 marzo erano stati 149, il numero massimo di decessi fino a oggi. "I positivi sono 13.272, più 1.587, i ricoverati in ospedale sono 4.898, più 602 rispetto a ieri, c'è una crescita costante ma non esponenziale. In terapia intensiva aumentano solo di 25, 757 in totale, un dato molto più ridotto rispetto alla media di 45 ma non cantiamo vittoria, anche perchè i decessi sono 1.218, con una crescita di 252": lo ha detto l'assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera.

"Intubiamo in Terapia intensiva anche più di 7 persone al giorno e lavoriamo senza sosta, con in media un turno di riposo ogni 14 giorni", racconta  Ivano Riva, anestesista e rianimatore dell'Ospedale Giovanni XXIII di Bergamo.  "Se il trend dell'epidemia da SarsCov2 continuerà con questo ritmo, Bergamo reggerà ancora per pochissimo", ammette.

"Il ministro Boccia ha ricordato che sono state inviate 500mila mascherine in Lombardia, noi lo ringraziamo ma ne abbiamo bisogno di 300mila al giorno", ha detto l'assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera, aggiungendo che se "una consegna di 500mila mascherine viene considerata importante, forse non c'è la percezione della battaglia che stiamo vivendo qua".

 "C'è massima attenzione per la situazione in Lombardia", puntualizza il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.  "Io vedo migliaia di persone che lavorano rischiando e senza sosta, dagli ospedali a chi garantisce i servizi, dalle Regioni, ai Sindaci, al Governo, alla Protezione Civile. E chiedo: basta polemiche, basta attacchi reciprochi. Siamo tutti sulla stessa barca e non c'è tempo da sprecare", dice anche il capo delegazione del Pd Dario Franceschini.

Oggi è un giorno di festa per la Sezione UNIRR Stradella Oltrepò infatti uno dei reduci iscritti all'associazione, Luigi Colombi, ha raggiunto l’importante traguardo delle cento candeline. Ultimo di sei fratelli e sorelle, nacque a Castana, il 12 marzo 1920. Fin dalla giovane si appassionò alla viticultura e alla produzione di vini che lui stesso, già all’età di 15 anni, consegnava con il suo carro a Milano: proprio in questa città, qualche anno più tardi, venne chiamato a svolgere il servizio militare. Entrò a far parte del corpo dei bersaglieri e venne istruito all’uso della mitragliatrice. Successivamente iniziò una seria di trasferimenti: prima a Melegnano, per poi passare a Besozzo e tornare di nuovo nel capoluogo lombardo, quando la guerra era ormai alle porte.

Venne dislocato a Cuneo, in attesa di essere schierato in Francia a supporto delle truppe tedesche. Dopo la resa francese venne nuovamente trasferito a Udine. Con il XX battaglione bersaglieri, 8^ compagnia, partecipò all’occupazione di Spalato, arrivando a combattere sin in Dalmazia e in Albania. Tutti i trasferimenti venivano effettuati, come sempre, a bordo della sua bicicletta. Rientrato in Italia, partì immediatamente con lo CSIR per la Russia, il 24 luglio 1941. Partecipò alla conquista dei centri industriali di Donetsk e Rjkowo, alla conquista della linea Rassipnaja-Petropawlowka, e combatté nella sanguinosa Battaglia di Natale del 1941. Nel maggio 1942, insieme ad altri reparti della divisione Celere, raggiunse il bacino minerario di Bocovo Atrazit e, dopo una marcia di 450 chilometri, riuscì ad arrivare sulla riva destra del Don il 29 luglio.

Il 2 novembre il suo reggimento venne ritirato dalla prima linea per essere reintegrato, in quanto ridotto a quasi un quarto degli effettivi. L’8 dicembre 1942 tornò a casa, a piedi, per trascorrere la convalescenza. Allo scadere della licenza decise di disertare e arruolarsi nelle forze partigiane, nella Divisione Matteotti di Cesare Pozzi (“Fusco”). Terminata la guerra, il 26 dicembre 1946 si sposò con Maria, dalla quale ebbe due figlie. Ancora oggi, dopo ormai un secolo, vive a Castana, nella sua abitazione in frazione Casa Colombi. 

L’UNIONE NAZIONALE ITALIANA REDUCI DI RUSSIA è un’associazione costituitasi a Roma, il 9 agosto 1946, presso lo studio del Notaio Dott. Ignazio Arcuri, per volontà dei reduci della Campagna di Russia. Al gruppo originario si aggiunsero successivamente ex-prigionieri appena rimpatriati, che diventarono il cuore pulsante dell’associazione. Con Decreto Ministero della Difesa del 20 novembre 1996 l’UNIRR viene riconosciuta come Ente Morale. L’attività dell’UNIRR, ha avuto fin dall’inizio l’obiettivo di fare piena luce sulle vicende dell’ARMIR (Armata Italiana in Russia) e sulla sorte dei militari che ne facevano parte, con particolare riguardo agli oltre 90.000 Caduti sul Fronte Russo. L’UNIRR si è battuta per decenni al fine di ottenere dal Governo russo la possibilità di riportare in Italia le salme dei Caduti. Grazie anche a questo impegno, a partire dai primi 1991 sono iniziate ad opera del Ministero della Difesa. attraverso ONORCADUTI, le esumazioni dai cimiteri campali di Russia e Ucraina, che hanno permesso il rientro in Italia di migliaia di salme di Caduti noti e non identificati.

La SEZIONE UNIRR DI STRADELLA nasce nella metà degli anni ’50 per volontà di alcuni reduci stradellini. Con la scomparsa di questi ultimi, il labaro viene conservato per diversi anni dalle Patronesse UNIRR Sacchi Anna e Ines Montini, fino al 2008, anno in cui viene consegnato al Gruppo Alpini di Stradella. Dopo decenni di inattività, il 29 dicembre 2018 presso la sala “Ugo Magnani” del Comune di Stradella, alla presenza del Vicepresidente Nazionale Vicario e del rappresentante del Sindaco di Stradella, la Dott. Federica Vannini, viene ufficialmente riattivata la sezione nominandola UNIRR SEZIONE DI STRADELLA OLTREPO’, in modo da darle più ampia rappresentanza. La Sezione è presieduta da Carlo Brandolini e ha sede a Castana, nei locali messi a disposizione dall’amministrazione comunale presso il palazzo municipale.

INVIATE I VOSTRI COMUNICATI LE VOSTRE NEWS INERENTI ALL'OLTREPÒ A "IL PERIODICO NEWS" , ALL'INDIRIZZO MAIL : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Il Sindaco di Portalbera, Pierluigi Bruni, traccia un bilancio di quello fatto finora per il suo paese e racconta quello che avverrà in questo nuovo anno. Soprattutto con un argomento che al primo cittadino sta sempre molto a cuore, la scuola.

Sindaco, come è andato il 2019?

«Direi bene. Abbiamo fatto molte opere, dalla viabilità alle scuole. Tanti lavori erano iniziati nel 2018 e l’anno scorso si sono conclusi, specialmente quelli della viabilità».

Lei ha da sempre molto a cuore la scuola

«è vero. Deve ricordarsi una data: il 30 maggio. In quel periodo ci sarà la conclusione del concorso di letteratura ‘Luigi Heilmann’, che era uno scrittore originario del nostro paese che scrisse ‘La parlata di Portalbera’. Tutti gli anni, la nostra amministrazione, insieme con la biblioteca, organizza questo concorso di scala provinciale, per gli studenti delle classi quarta e quinta elementare e per quelli delle scuole medie di tutti gli istituti della Provincia. Siamo giunti alla nona edizione: è sempre stato un grande successo e speriamo che anche quest’anno sia così. Il momento della premiazione, poi, è molto bello e suggestivo. Oltre agli studenti vincitori, vengono i professori e i dirigenti degli Istituti. Un momento molto bello per la nostra comunità, se si pensa, oltretutto, che questo concorso aumenta di iscrizioni di anno in anno… siamo arrivati a quasi 200 elaborati da correggere! E vengono tutti corretti da docenti universitari».

Il fatto che si sia giunti all’edizione numero nove è sintomo di successo…

«Assolutamente sì. E aumentano sempre di più anche i posti da dove gli studenti partecipano. Mortara, Vigevano, Pavia…e poi tutto l’Oltrepò. Gli istituti ci tengono molto e i dirigenti scolastici aspettano sempre il nostro bando».

Ogni anno c’è un tema particolare su cui i ragazzi devono cimentarsi. Quest’anno qual è?

«è ‘Mi guardo intorno e…’: il mondo che ci circonda fornisce tanti stimoli, dall’osservazione del paesaggio che cambia al tipo di ambiente in cui si vive. I ragazzi devono scrivere i loro racconti su questo argomento e presentare gli elaborati entro e non oltre sabato 10 aprile (per la spedizione con posta ordinaria) e non oltre il 17 aprile (per la consegna a mano)».

Sempre parlando di scuola, la sua amministrazione destina molti fondi ai lavori in questo settore…

«Abbiamo iniziato dei lavori l’anno scorso, che termineranno in questo 2020: abbiamo fatto la scala d’emergenza, l’impianto anti-incendio tutto nuovo e adesso stiamo facendo il muro, che era pericolante, e il cortile, che sarà molto ampio e darà la possibilità ai ragazzi di trascorrere lì le ore di ricreazione. Le maestre sono molto contente di questi lavori e io, devo dire la verità, sono sempre lì a controllare che tutto funzioni. è un luogo che necessita sempre una presenza, per me è molto importante. Anche nella scuola materna abbiamo fatto due aule negli anni scorsi per l’ampliamento. Sempre nel 2019 abbiamo fatto dei giochi nuovi, sia nel centro sportivo che, appunto, nella scuola materna: ci è costato molto, ma siamo contenti di averlo fatto, perché ogni tanto bisogna rigenerare i giochi e aggiornarsi in questo campo».

Cos’altro avete fatto in paese?

«Abbiamo sistemato la cartellonistica e poi abbiamo iniziato i lavori nel cimitero. Si tratta di lavori piuttosto lunghi, perché abbiamo in atto un project financing per dei loculi nuovi, e stiamo ristrutturando la parte dei loculi sottoterra, perché erano fatiscenti: abbiamo messo rinforzi e intonacato tutta quella parte, che necessitava di manodopera. E poi c’è un altro progetto importante in cantiere…».

Di che cosa si tratta?

«Della ciclabile Portalbera-Stradella. Per questo lavoro si sono impegnati due professionisti del settore, due geometri, uno del mio paese e uno esterno: il loro progetto è gratuito, poi dovremo trovare noi i fondi per poterlo realizzare. Mi auguro che fondi europei o regionali ci consentano di realizzare questo sogno. Con l’amministrazione di Stradella l’accordo c’è già. Se va in porto è veramente una grande cosa… speriamo di riuscire a realizzarla. Ci tengo molto, come tengo a tutto quello che riguarda il mio paese: passo più tempo in Municipio che a casa mia! Voglio sempre che tutto funzioni bene e per fare questo ci vuole presenza. Vorrei solo più rispetto per il nostro territorio…».

In che senso?

«Vedo che manca, soprattutto per quanto riguarda i rifiuti. Le persone hanno poco riguardo e buttano immondizia ovunque. Parlo in generale, non solo per Portalbera. Sto installando delle foto-trappole per riuscire a risolvere la situazione, ma vedo che non serve a molto, perché si aspetta che le tolgo per commettere infrazioni. Vorrei più educazione e rispetto. Perché qui non si parla di bambini, si parla di adulti che le regole le conoscono bene. Se non vogliamo morire di rifiuti bisognerebbe imparare a rispettare gli altri e il territorio. Il ‘porta a porta’ di Stradella sicuramente ha aumentato il problema e il disagio e ha creato danni: gente che viene qui a buttare i propri rifiuti e, anche se vedono i cassonetti pieni, abbandonano comunque i sacchetti fuori dai bidoni… bisognerebbe davvero usare un po’ di più la testa».

di Elisa Ajelli

Se il commercio fisso in Oltrepò vive da anni una situazione di crisi, quello ambulante versa se possibile in condizioni ancora più critiche. Reduci da uno dei Natali peggiori degli ultimi anni, gli ambulanti chiedono un aiuto concreto: «servono più controlli per garantire a chi lavora seriamente la possibilità di offrire qualità e a un prezzo adeguato». A parlare è Domenico Nicodemo, commerciante “di piazza” fin da quando era bambino e oggi unico erede di una tradizione di famiglia. Non aderisce a nessuna associazione di categoria ma negli ultimi mesi ha raccolto gli umori di almeno un centinaio di colleghi sparsi tra i mercati di Voghera, Broni, Stradella, Rivanazzano Terme e Varzi. Ad aprile tenterà l’avventura politica candidandosi per il consiglio comunale di Voghera tra le fila del movimento civico Italia del Rispetto nel tentativo di portare dentro le istituzioni le istanze di una categoria che si sente «sempre più bistrattata».

Nicodemo, perché il commercio ambulante è così in crisi?

«I fattori sono tanti, sicuramente il più importante è che negli anni è venuta a mancare la qualità. Troppa roba usata, di poco valore, venduta per altro a prezzi ridicoli con cui non è possibile competere per chi invece lavora con prodotti di livello. Questo fatto disincentiva automaticamente le persone dall’andare al mercato e a orientarsi sempre di più verso i centri commerciali».

La qualità è importante, d’accordo, ma come è possibile intervenire “dall’esterno” per garantirla?

«Innanzitutto servono più controlli da parte degli organi competenti per accertare che tutti lavorino seguendo le regole. Si cominci dal verificare il rispetto di semplici regole basilari come la verifica che sul posto ci sia il proprietario della carta d’esercizio con relativa foto e l’obbligo dell’esposizione di cartelli per chi vende prodotti usati. In secondo luogo si faccia attenzione anche ad altri aspetti che possono sembrare dettagli ma che non lo sono, come il rispetto dell’obbligo degli spazi tra i banchi e la verifica delle assenze da parte di fissi e spuntisti. Soprattutto, che questi controlli riguardino tutti allo stesso modo».

Rivendicazioni precise, ma secondo lei il problema è tutto qui?

«Certo che no, ma si comincia dalle basi. Dobbiamo affrontare una concorrenza che, visti certi prezzi, è quantomeno sospetta. Se poi risulta tutto regolare va bene, però che almeno si facciano i controlli del caso. Lavorare a bassi prezzi e bassa qualità penalizza tutta la categoria».

Ci sono altri aspetti che vorreste migliorare?

«Su tutti direi la sicurezza. La quantità di furti nei mercati è impressionante e colpiscono tutti, dagli anziani cui viene scippato il portafoglio agli stessi ambulanti cui viene indebitamente sottratta della merce. Questa sensazione di insicurezza si percepisce ed allontana ulteriormente la clientela. Dovrebbero essere intensificati i controlli dei vigili che ad oggi sono insufficienti».

Uno dei rappresentanti della vostra categoria, Rocco del Conte di Apva, ha polemizzato con alcuni commercianti fissi del centro che si sarebbero lamentati per la presenza di bancarelle che, nel periodo natalizio, avrebbero ridotto in maniera eccessiva i parcheggi a disposizione delle auto. Lei condivide?

«Su questo devo dire che non capisco certe lamentele, sinceramente non vedo come la presenza di oltretutto pochi banchi in piazza possa creare un vero danno a chicchessia. Bisogna che i commercianti si uniscano e solidarizzino di più. Siamo sulla stessa barca e solo se stiamo insieme possiamo ottenere qualche risultato».

Come sono andati gli affari lo scorso Natale?

«Sono stati i peggiori degli ultimi anni, avremo fatto un quarto degli incassi del Natale precedente».

Le amministrazioni comunali potrebbero fare qualcosa per aiutarvi?

«Non esiste la bacchetta magica, però ci potrebbero sicuramente venire incontro in tanti modi: uno su tutti abbassare i prezzi dei plateatici. I nostri incassi diminuiscono, ma gli abbonamenti che dobbiamo pagare sono sempre gli stessi.  Un altro aiuto sarebbe l’introduzione del parcheggio gratuito nelle zone vicine alle piazze nelle ore concomitanti al mercato».

A Voghera i costi per la partecipazione a fiere importanti, come ad esempio quella dell’Ascensione, sono spesso stati oggetto di discussione. Che ne pensa?

«Che sono assolutamente troppo alti. Per questo che poi gli ambulanti del territorio non partecipano più. Pagare certe cifre vorrebbe dire lavorare in perdita».

La Sensia non è una bella occasione per fare affari?

«Non direi proprio, ci sarà anche tanta gente,  ma se non compra… con certi costi poi davvero non conviene. A Tortona ci sono prezzi molto più ragionevoli».

di Christian Draghi

 

In questi primi dieci mesi dal suo insediamento, la nuova amministrazione di Stradella si è trovata ad affrontare diverse problematiche, non solo con la realizzazione di progetti nuovi, ma anche portando a termine quelli approvati dalla vecchia amministrazione. A parlarcene è Roberta Reguzzi, architetto e Assessore esterno con deleghe alla pianificazione urbanistica e edilizia privata, all’ecologia e ai rapporti con le frazioni.

A dieci mesi dal vostro insediamento, quali progetti avete portato a termine?

«Abbiamo concluso diversi lavori, in parte già  programmati dalla precedente  amministrazione: completamento dell’illuminazione pubblica con 1800 punti luce, in aumento rispetto al progetto precedente su richiesta dei cittadini; lavori di efficientamento energetico; adeguamento impiantistico del Palazzetto dello Sport e dello Stadio “Scirea”;  sostituzione della copertura in amianto sempre del Palazzetto; rifacimento di alcuni marciapiedi della Piazza Vittorio Veneto; lavori di manutenzione straordinaria all’ala ovest del nuovo cimitero».

Spesso le frazioni sono le zone che manifestano maggiori attenzioni. è da poco stata istituita la Consulta Permanente delle Aree Omogenee. Di che cosa si tratta?

«Abbiamo istituito la Consulta Permanente delle Aree Omogenee, organismo di partecipazione della comunità locale alla vita amministrativa a base volontaristica e non a scopo di lucro, per cercare di risolvere le problematiche delle frazioni. è composta da cittadini residenti nelle sette aree periferiche di Casamassimini, Torre Sacchetti - Cassinello, Badia, Colombetta, Santa Maria - Valle Muto - Orzoni - Santa Croce, Solinga - Casa Agati - Montebruciato - Casa Berni, Cadonica - Boccazza. La Consulta rappresenta una modalità indispensabile per stimolare la più ampia partecipazione dei cittadini alla vita socio-politica: ha funzioni consultive e di coordinamento per la formazione e presentazione di istanze, petizioni e proposte da sottoporre all’Amministrazione Comunale, atte a tutelare gli interessi collettivi della Comunità residente nell’ambito territoriale. Si tratta di un istituto la cui funzione è rivolta all’individuazione di quei problemi propri delle specificità territoriali delle frazioni, favorendo la presenza dei cittadini alla formazione delle decisioni. Assicura un rapporto costante di collaborazione, diretto ed articolato fra Comunità e rappresentanza elettiva, nel quale i cittadini esercitano il ruolo di protagonisti. Il 22 gennaio si è riunita per la prima volta la consulta per definire le cariche: è stato nominato presidente Alessandro Torregiani che sarà affiancato dal vicepresidente Armando Zoccola e da Paola Tamborini, segretaria. Abbiamo già iniziato a lavorare sulle problematiche emerse, a cominciare dai temi della sicurezza, della mobilità, dei collegamenti pubblici fra le frazioni e la città: tutti aspetti che meritano un’attenta riflessione per trovare le soluzioni più adeguate».

Parliamo della Gronda Nord: nell’aprile del 2019 i Comuni di Stradella e Portalbera avevano sottoscritto un protocollo di intesa per definire meglio gli aspetti viabilistici. Come sta procedendo il progetto?

«La denominata “Gronda Nord” è un’opera strutturale che identifica il tracciato stradale tangenziale all’abitato della città di Stradella, finalizzato a costituire un by-pass all’abitato stesso nei confronti sia dei flussi di traffico provenienti da Nord e diretti al casello della Autostrada A21 di Broni-Stradella, sia dei flussi transitanti sulla direttrice Est-Ovest. L’espansione dei centri abitati di Broni e di Stradella e lo sviluppo economico-sociale delle aree gravitanti nell’orbita di influenza di questi insediamenti hanno portato nel tempo ad un graduale incremento del traffico veicolare leggero e pesante sulle principali strade ordinarie intercomunali, particolarmente sulla Ex SS.10 “Padana Inferiore”. I fattori sopracitati hanno portato nel tempo a crisi sempre più frequenti della rete viaria urbana locale, con frequenti ingorghi nelle ore di punta lungo tutta la Ex SS10 tra Broni e Stradella ed un sensibile aumento dei costi diretti ed indiretti di accesso alla rete autostradale, con particolare riferimento ai flussi provenienti dalla SP.200 e dalla SP.201. Quest’ultimo aspetto assume particolare importanza considerando anche le attuali limitazioni di transito ai mezzi pesanti imposte su due dei tre ponti sul Po esame (Ponte della Becca, Ponte di Spessa e Ponte di Pieve Porto Morone) che sono usualmente fruiti dagli utenti nelle aree in esame. La bretella stradale, pertanto, riveste fondamentale importanza nell’assetto urbanistico del territorio dell’ Oltrepò Pavese: il suo tracciato è già stato recepito nei Piani di Governo del Territorio dei comuni interessati (Stradella e Portalbera) e nel Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale. Del tracciato della Gronda Nord, per una lunghezza complessiva di ml. 3.770,00, è già stato realizzato il primo lotto di circa ml. 1.280,00 denominato “Via Zaccagnini”, ma restano da realizzare 3 tratti: due interventi sono a carico del soggetto attuatore del Piano di lottizzazione artigianale industriale “ATPS – Matellotta – Gronda Nord”, mentre il completamento dell’intera bretella è invece a carico del Comune di Stradella e Amministrazione Provinciale. L’Amministrazione Comunale, particolarmente attenta e sensibile a questa problematica, si è attivata, contestualmente all’Amministrazione Provinciale, per ottenere un finanziamento ad hoc per completare l’ultimo tratto. A dicembre scorso è emersa l’opportunità di partecipare ad un riparto di fondi della società SATAP, gestore del tratto autostradale, per completare l’intera “Gronda Nord”. A tal proposito il progetto definitivo, completo anche dell’ultimo tratto, della cui stesura si è occupato il Comune, è stato inviato dall’Amministrazione Provinciale al Ministero, per partecipare al riparto di fondi; nel contempo è stata attivata la procedura relativa alla V.I.A. (Valutazione Impatto Ambientale), necessaria per mantenere l’equilibrio tra il bisogno di opere infrastrutturali e la necessità di preservare l’ambiente, al fine di acquisire il relativo parere di competenza. Appena ottenuto il parere sarà possibile dare l’avvio ai lavori del secondo lotto».

Per quanto riguarda l’area industriale gli operai e i dipendenti delle aziende lamentano una rilevante scarsità di parcheggi. Più di un anno fa era stata presentata una raccolta firme, ma la situazione sembrerebbe invariata. Il Comune come pensa di affrontare questo problema?

«Al fine di verificare lo scenario infrastrutturale verrà realizzata con personale qualificato e con la collaborazione della Polizia Locale un’indagine sul traffico delle strade interessate al problema, per individuare i principali flussi veicolari con particolare riferimento alle fasce orarie di carico e scarico della merce. Nel frattempo, stiamo individuando delle aree potenzialmente adatte a realizzare un parcheggio aggiuntivo».

Altre problematiche di cui vi state occupando riguardano l’ambiente, nello specifico la pulizia dei fossi e l’inquinamento da amianto. La nuova amministrazione cosa sta facendo a riguardo?

«Per quanto riguarda la regimazione idraulica dei fossi, abbiamo ottenuto un contributo regionale di € 85.000,00 relativo all’intervento di “Sistemazione idrogeologica per il consolidamento della strada per Torre Sacchetti. Inoltre, sempre tenendo conto delle esigenze del territorio parteciperemo, al bando  regionale  “Misure forestali, sistemazioni Idraulico Forestali e Imboschimento” al fine di ottenere un finanziamento riguardante i “Lavori di risagomatura di un tratto del Rio Rividizzolo“, dell’importo di € 40.000: il fosso che scorre nella parte sud del territorio è soggetto ad esondazione a causa delle piogge e necessita pertanto di una corretta regimazione idraulica. Per l’inquinamento da amianto di concerto con il Comune di Broni ci siamo attivati per estendere il perimetro del SIN agli interi territori comunali di Broni e Stradella. Qualora l’istanza venisse accolta dal Ministero dell’Ambiente permetterebbe di aiutare, concretamente con incentivi pubblici, anche i privati cittadini a rimuovere e smaltire le coperture di amianto sparse sul territorio, la cui bonifica è rallentata dal costo elevato dello smaltimento. La nostra Amministrazione è particolarmente attenta anche al benessere degli animali, a tal proposito per promuovere l’affidamento dei cani randagi ritrovati sul territorio ed ospitati presso la struttura deputata alla custodia e cura convenzionata con il Comune è stata creata una pagina web che si trova sul sito istituzionale, dove i cittadini possono conoscere i nostri cani e possibilmente accoglierli nella propria casa».

Quali altri progetti pensa di portare a termine durante il suo mandato?

«Direi che è ancora prematuro elencare i progetti che si pensa di portare a termine, soprattutto perché la maggior parte sono ancora in fase di programmazione e progettazione.  Per quanto riguarda il mio assessorato, sicuramente a breve verrà concluso l’iter riguardante l’approvazione del nuovo Regolamento Edilizio Tipo, con un impianto unico per tutto il Paese che comporta un’evidente semplificazione nel lavoro dei professionisti. Nei prossimi mesi verrà assegnato anche l’incarico per la stesura del Piano Cimiteriale, propedeutico all’ampliamento del cimitero, in quanto le disposizioni dell’ATS non consentono di approvare progetti definitivi in assenza del suddetto piano. Prima di chiudere il mio mandato, gradirei veder realizzati i primi due tratti della “Gronda Nord”, l’ampliamento del cimitero, e vorrei iniziare la riqualificazione della città, in particolare per quanto riguarda il centro storico, concludere il parcheggio comunale in Vicolo Oratorio e completare il rifacimento dei marciapiedi».

  di Manuele Riccardi

  1. Primo piano
  2. Popolari