Venerdì, 21 Febbraio 2020

Sarà l’Enoteca Regionale della Lombardia di Broni ad ospitare il prossimo 29 febbraio l’annuale festa della Scuderia Piloti Oltrepo, in cui si celebreranno i protagonisti della passata stagione agonistica e si festeggerà l’inizio di quella che va a cominciare. La scelta é caduta su di una location in cui si potrà scoprire la nostra terra sotto un’altra veste, non solo quella delle quattro ruote a cui i driver targati SPO sono abituati, bensì quella enogastronomica, in cui le specialità locali che rappresentano le eccellenze di questo meraviglioso territorio dalla natura variegata e stupefacente la rendono unica.

è giusto ricordare che era il mese di febbraio 2011 quando sulla scena dell’automobilismo sportivo apparve una nuova realtà da subito identificata sotto la sigla SPO, acronimo di Scuderia Piloti Oltrepò. I suoi promulgatori furono tra gli altri: Claudio Biglieri, Matteo Musti e Giuseppe Fiori e proprio quest’ultimo, ne diverrà di li a presto presidente, ruolo ricoperto tutt’ora. Sotto la sua guida, il sodalizio oltrepadano é stato promotore di numerosi eventi mirati alla conoscenza, alla pratica e allo sviluppo dello sport delle 4 ruote e dei rally nello specifico. Di notevole spessore e altamente qualificati i corsi per navigatori più volte promossi con grande successo che in molti ricorderanno. Non va poi dimenticato con Aci Pavia, lo Slalom Collegio-Penice, altro evento da incorniciare. Che dire poi del Rally Day Valleversa del 2018, una manifestazione che ha raccolto consensi da tutto il nord Italia. Sono stati anni di intenso lavoro per SPO e di grandi soddisfazioni anche a livello agonistico grazie ai suoi validi piloti, sempre sulla cresta dell’onda, come nella scorsa stagione aperta dalla vittoria di Musti-Zanini nel Rally storico del Cuneese, proseguita con la doppietta ottenuta al Rally Race Storico con Musti-Biglieri e Ghezzi-Benenti rispettivamente al primo e secondo posto, risultato che questi ultimi ripeteranno al 4 Regioni storico.

Nel 4 Regioni Trofeo Valleversa riservato alle vetture moderne c’é stata invece la vittoria di Claudia Musti che ha letto le note a Totò Riolo, mentre Claudio Biglieri vince al Valtellina storico navigando Sordi. Momento importante della stagione scorsa é stato il ricomporsi dell’equipaggio Brega-Zanini che festeggiano l’evento con una bellissima vittoria al Rally Race. Oltre a costoro sono stati in parecchi i piloti e navigatori che si sono messi in evidenza come Beniamino Lo Presti, Giorgio e Marco Verri, Michele ed Enrico Giorgi, Nicolas Riccardi, Fabio Fraschetta, Pietro Tronconi, Paolo Burgazzoli, Giorgia Petrosa e altri ancora che conosceremo nel corso della serata assieme ai programmi della Scuderia per questo 2020.

di Piero Ventura

Con l’edizione numero 5 del Motors Rally Show Pavia  in programma il prossimo 7 marzo, si alzerà ufficialmente il sipario sulla stagione motoristica 2020 nel nostro territorio. A scendere in pista saranno le vetture in allestimento rally  moderne e storiche impegnate in due sessioni e 6 Prove Speciali. Un evento, quello che si svolgerà nel weekend del 7 e 8 Marzo 2020, promosso dalla collaborazione tra ACI Pavia e Motodromo Castelletto di Branduzzo in cui, come sempre, alla base ci saranno velocità e tanto spettacolo. La manifestazione manterrà il format delle recenti edizioni, molto apprezzate da piloti e team.

Le iscrizione, già aperte, dovranno pervenire in Piazza Foro Boario, 33 – Santa Maria della Versa, entro le ore 18.00 di lunedì 02 Marzo 2020. L’evento entrerà nel vivo  sabato 7 marzo con le Verifiche Sportive e Tecniche Ante Gara presso Castelletto Circuit Strada Vicinale della Scevola, 1. Quindi si procederà alla Ricognizione del percorso, mentre alle ore 11.30-13.30 ci sarà lo Shakedown (con vetture in assetto gara). Alle 18.30 si inizierà a fare sul serio con la disputa delle 2 prove speciali in programma nella prima sessione: PS1 Aci Pavia km 7,33 e PS 2 Castelletto Circuit di km.8.35. Domenica 8 i concorrenti affronteranno le rimanenti 4 prove speciali: PS 3 e PS 4 di km 8.71; PS5 e PS 6 di km 9.80 al termine delle quali conosceremo chi andrà a iscrivere il proprio nome nel breve ma prestigioso albo d’oro. Lo scorso anno la manifestazione registrò il successo di Nucita.Mabellini con la Hiunday i20 R5,  davanti a Longhi-Perico Skoda Skoda Fabia R5 e Araldo-Boero Skoda Fabia R5. Primo equipaggio pavese al traguardo fu quello composto da Brega-Zanini giunti sesti con la Skoda Fabia R5 per i colori della Scuderia Piloti Oltrepo. Podio  interamente occupato da portacolori delle scuderie pavesi invece tra le storiche in cui la vittoria é andata a Ottolini-Nespoli (Bmw M3 – Road Runner Team) davanti a: Lo Presti-Biglieri (Porsche 911 – Scuderia Piloti Oltrepo) e  Daglia-Partelli (Bmw 323 – Rally Club Oltrepo). 

ALBO d’ORO

2016 Longhi-Succi

2017 Ogliari-”Cobra”

2018 Di Benedetto-Floran

2019 Nucita-Mabellini

di Piero Ventura

Il silenzio fa si che le immagini del passato non suscitino desideri ma tristezza, una enorme sconsolata malinconia per qualcosa che non vedremo più. è questo ciò che stanno provando i numerosi appassionati innamorati del Rally 4 Regioni non avendo notizie di ciò che ne sarà in questo 2020 della gara che tanto amano. Per costoro é stato sconsolante apprendere che il “loro” rally, la manifestazione fiore all’occhiello dell’Aci Pavia dal 1971 al 1986, sia miseramente finita nel nulla dopo una non breve agonia.

è stato estremamente triste non vedere quel nome mitico: “4 Regioni” scritto sul calendario agonistico nazionale 2020.

Volente o no, questa é la sconsolante realtà che porta tutti a pensare ad un mesto e forse definitivo addio del “mito” pavese alla scena motoristica. Inutile nasconderlo, il canto del cigno di quella gara che un tempo tutti ci invidiavano era ormai nell’aria. è assurdo cercarne ora cause, errori e colpe, sarebbe troppo facile, occorreva darsi da fare quando la situazione lo richiedeva. Ognuno di noi, pur amareggiato possa essere, una cosa non deve mai dimenticare: “Chi non fa non sbaglia”.

Tutto finito quindi? Forse no! C’è chi questo rally lo ama davvero molto, tanto da essere disposto a mettersi in gioco per far si che il 4 Regioni continui a vivere. Se da una parte é stata praticamente chiusa la porta in faccia a Aci Pavia e al suo Rally, dall’altra si é invece aperta una porticina da cui potrebbe uscirne linfa vitale per la manifestazione stessa.

Ad aprire questa porticina é il Rally Club Oltrepò tramite il suo deus ex machina Stefano Maroni. Il presidente del Club di Casteggio, affiancato dal suo gruppo di lavoro in cui spiccano i nomi di Francesca Mazza, Marco Daglia e Pier Paolo Contardi, é fermamente intenzionato a prendersi cura della gara pavese. Certamente non sarà impresa facile, non c’é nulla di semplice nel concretizzare una simile ambizione, ma Stefano Maroni é convinto del fatto suo e nessuno lo distoglie dal perseguire l’obiettivo.

Il presidente del glorioso Club nato alla fine del 1971 dalla volontà di un gruppo di appassionati vogheresi staccatisi dalla Pavia Corse, scuderia nata in seno all’Aci Provinciale, stabilì la sua sede dapprima presso l’autofficina Vistarini in Voghera, e poi, a Rivanazzano Terme. In breve, a difenderne i colori giunsero i migliori piloti del momento, non solo pavesi.

La stella Rally Club Oltrepo brillò per parecchi anni, poi, come accadde per altre scuderie di quegli anni, la sua luce si spense pur rimanendo sempre accesa nel cuore degli appassionati. Questo fino a due anni fa, quando Stefano Maroni con alcuni amici, tra cui appunto Pierpaolo Contardi responsabile dell’Info Point e della promozione del gruppo, decisero di dare nuova luce e nuova vita al Rally Club Oltrepò. Ora il “RCO” é una scuderia a tutti gli effetti con le carte in regola per prendere in mano le redini (previo necessario affiancamento) di una manifestazione come il 4 Regioni e concretizzare l’obiettivo di ridare agli appassionati la loro gara di prestigio, contando anche sulla collaborazione degli altri gruppi presenti sul territorio e degli appassionai veri. Insomma, non tutto é perduto e le possibilità di rivedere in questo 2020 il 4 Regioni sulle strade oltrepadane sono realistiche più che mai.

di Piero Ventura

Si é tenuta presso il ristorante Cascina Cabella  di Casalnoceto, l’annuale cena sociale della Scuderia Efferre. Molti gli intervenuti tra cui amici e colleghi, come il presidente  della Scuderia Piloti Oltrepo Giuseppe Fiori,  del Road Runner Team di Casteggio, Giacomo Scattolon e della scuderia Pro Rally 2000, Giorgio Zelaschi. Con  Riccardo Filippini, presidente del team di Zavattarello a fare gli onori di casa, la serata conviviale é stata arricchita dalla consegna di numerosi riconoscimenti a coloro che ne hanno tenuto alto i colori durante la passata stagione. Come detto, moltissimi i piloti e navigatori presenti in sala. Citandone alcuni iniziamo dalle graziosissime Susy Ghisoni, Nancy Bondi e Claudia Spagnolo per proseguire poi con Vittorio Belumé, Tigo Salviotti, Pier Sangermani, Andrea Compagnoni, Stefano e Luca Albera, Fabio Vasta, Flavio Ros, Davide Melioli, Riccardo Chiapparoli, Paolo Maggi, Crevani, Castelli, Stefanone, Madama, Berlese e molti altri ancora. Significativa la presenza del Presidente dell’Automobile Club di Pavia Marino Scabini. Al termine della piacevole serata, grande é stata la soddisfazione del Presidente Efferre, Riccardo Filippini il quale ha commentato: «Voglio ringraziare tutti, ma proprio tutti, dai piloti ai navigatori ai meccanici ai famigliari agli amici e appassionati agli sponsor intervenuti alla nostra cena sociale. Quest’anno eravamo tantissimi. Spero di aver offerto a tutti i presenti una lieta serata che chiude un anno ricco di soddisfazioni e ne apre uno spero ancor più avvincente. Si riparte subito con il nostro Davide Melioli impegnato alla Ronde Val Merula, gara sulla quale  saranno puntati i riflettori in quanto, oltre essere il primo appuntamento della nuova stagione ligure, sarà anche la gara d’apertura dell’atteso “Campionato Rally Liguria Primocanalemotori”, l’inedita serie articolata sui 9 rally». 

  di Piero Ventura

In questi giorni si parla molto di Rally 4 Regioni, del suo futuro, di cosa sarà di quella corsa che a cavallo gli anni ‘70 e ‘80 ha infiammato i cuori di decine di migliaia di appassionati. Pertanto, abbiamo deciso di ripercorrerne  rapidamente la storia e tutti i tentativi profusi per mantenerne vivo il ricordo.

Tutto ebbe inizio nel 1968 con l‘arrivo di Benedetto Pelliccioni (sammarinese di nascita ma trevigiano d’adozione) alla direzione l’ACI Pavia e con l’importante collaborazione di colui che lasciò in seguito una traccia indelebile nella storia del rallysmo nazionale, Siropietro Quaroni, grazie al quale, dal 1969 in poi, in provincia di Pavia si tornò a gareggiare in competizioni vere.

In quel primo anno i due mandarono in scena il primo vero rally, denominato “Giro della Provincia” per il quale, Pelliccioni diede fondo a tutte le sue conoscenze e agli allora pochi partecipanti pavesi, si aggiunsero soprattutto piloti provenienti appunto dal nord-est. A vincere quell’edizione del Giro della Provincia fu il veneto Pietro Polese al volante della Renault Gordini R8 per i colori della Scuderia Piave Jolly Club. L’obiettivo da raggiungere per Pelliccioni, fu anche l’aggregazione di giovani appassionati per accompagnarli con un minimo di aiuto verso lo sport agonistico. Fu di quel periodo la nascita di una Scuderia cittadina affiliata all’Automobile Club provinciale: la Pavia Corse.

A presiederla fu chiamato il Cavalier Giovanni Manzoli in stretta collaborazione con Giampiero Nascimbene, con Sergio Zini e con il presidente della Commissione sportiva Alessandro Redaelli. Il Giro della Provincia 1970 in programma per l’11 e 12 di aprile fu circondato da tanto entusiasmo, tanta concitazione per questa nuova avventura organizzativa dell’Aci Pavia.

La gara fu onorata da oltre 140 adesioni, piloti giunti dal Veneto, dall’Emilia, dal Piemonte, dalla Liguria e ovviamente da ogni angolo della Lombardia. A Vincere fu ancora un veneto: Giuliano Altoé su Renault R8 Gordini per i colori della Piave Jolly Club. Sull’onda del successo delle due manifestazioni “Sprint” e del crescente entusiasmo generale che investì tutta la provincia di Pavia, nel 1971, Benedetto Pelliccioni, Siro Quaroni (quest’ultimo divenuto nel frattempo presidente della commissione sportiva) e il Concessionario Fiat di Stradella, Rinaldo Brambilla, armati di una buona dose di incoscienza, si lanciarono in quella che in molti definirono “la grande follia”, ovvero, l’organizzazione di un rally vero e proprio a carattere non solo nazionale, ma ben di più, che si sarebbe dovuto distinguere per la sua durezza e per la temerarietà dei suoi protagonisti.

Nacque così il Rally Internazionale 4 Regioni, con una “prima” che grazie all’intercessione di Luigi Arrigoni (Concessionario Lancia Altauto di Pavia) ebbe al via fin da subito i piloti ufficiali Lancia e Fiat. In Federazione, ma anche da parte di altri organizzatori, furono visti un po’ come usurpatori del rallysmo, perché, gente nuova, giunta in campo internazionale, senza (secondo gli “genialoidi” di allora) avere alle spalle un’adeguata esperienza di anni di attività. Ebbene, misero in scena un rally di ben 1.656 chilometri ricavati tra i più impegnativi asfalti e sterrati dell’Appennino lombardo, emiliano, ligure e piemontese divisi in due tappe. La prima, di 873 e la seconda di 783 chilometri.

A vincere furono Lampinen – Davenport Lancia Fulvia HF; davanti a Ballestrieri – Bernacchini  Lancia Fulvia HF. Terzo posto per Barbasio – Sodano Lancia Fulvia HF, al quarto Trombotto – Enrico Fiat 124 Spider ed al quinto Ceccato – Eisendle Fiat 124 Sport. A quell’edizione ne seguirono altre 14, una più bella dell’altra in cui a firmare l’albo d’oro sono stati solo grandi nomi del rallysmo internazionale come: Paganelli-Russo Fiat 124 Sport (1972); Ballestrieri-Bernacchini Lancia Fulvia HF (1973); Munari-Mannucci Lancia Stratos (1974); Munari-Mannucci Lancia Stratos (1975); Darniche-Mahé Lancia Stratos (1976); Darniche-Mahé  Lancia Stratos (1977); Carello-Perissinot Lancia Stratos (1978); Bettega-Perissinot Fiat 131 Abarth (1979); Beguin-Lenne Porsche 911 (1980); Andruet-Emanuelli Ferrari 308 (1981); Lucky-Penariol Opel Ascona (1982); Biasion-Siviero Lancia Rally 037 (1983); Vudafieri-Pirollo Lancia Rally 037 (1984); Ormezzano-Mello Toyota Corolla (1986).

Nell’arco degli anni, il rally 4 Regioni si presentò al pubblico attraverso differenti configurazioni. La prima di queste varianti risale ai tempi in cui il rally maggiore era ancora nel pieno del suo successo, era infatti il 1982, l’anno in cui, Siropietro Quaroni, decise di inserire le auto storiche in coda all’allora Rally moderno, impegnate in ciò che poteva essere una primordiale Regolarità Sport (specialità che ancora non esisteva), ma molto più “tirata”.

L’idea, anche se abbastanza anomala per quei tempi, ebbe un rilevante successo.

A Salice Terme, per dare vita a ciò che fu denominato: 1° Rally 4 Regioni per vetture storiche – Organizzato dall’Automobile Club Pavia dal 20 al 23 maggio 1982, giunsero auto di prestigio quali: la Ferrari 250 di Violati, la Ferrari 212 di Dubini, un’altra 250 di Maranello di Fachini, una Ferrari GTL di De Gaetano, la ASA 613 di Pisoni, la Fiat 1100 Spyder di Defilippi, una interessante Porsche Cabriolet, la Chevrolet Camaro di Rupolo le Osca GTS, MT4 e Zagato di Barbieri-Prandi, Tenconi e Pantaleoni, la Cisitalia 33 DF di Marchese, la vettura gemella di Anfossi e tante altre ancora.

Fu una gara molto apprezzata dal pubblico, in particolare quello sistemato lungo il circuito di Cecima, prova in cui, a dispetto della formula regolaristica che contrassegnò buona parte delle altre prove, le arzille “vecchiette” furono chiamate a dare il meglio di ciò che ancora nascondevano sotto il cofano e i “numeri” non mancarono. Su quel tratto, gremito all’inverosimile di pubblico di appassionati, tra le vetture che interpretarono nel modo migliore le insidie del percorso ci fu l’ingombrante Opel Kapitan dalle gomme stridenti di Ghezzi-Nicolini, la Osca di MT4 di Tenconi-Cenzato, la MG/A di Masnata-Ghezzi e la Lancia Appia di Ventura-Delmonte. Quel circuito fu invece estremamente gravoso per quelle vetture molto basse, come Ferrari e Maserati, le quali soffrirono parecchio i numerosi dislivelli del manto stradale, trovando così la strada di casa prima del previsto. Alla fine, la vittoria assoluta andò alla Fiat Coppa d’Oro di Montagna-Tartara.

Il Rally 4 Regioni, attraverso differenti denominazioni, visse anche edizioni strutturate con tipologie puramente regolaristiche che riuscirono a mantenere vivo il blasone di un nome tanto importante. Una di queste fu il Rally 4 Regioni Anciennes. Nato nel 1984 da una stretta collaborazione tra Siropietro Quaroni presidente dell’Automobile Club Pavia, i vertici del Veteran Car Club Carducci, Tartari e Defilippi e l’innovatore Paolo Borghi, grande cultore dell’automobilismo storico, nonché pilota di provata bravura nel settore della velocità in salita per auto storiche, il quale, fin dalla sua prima edizione, seppe accendere l’interesse di tutti gli sportivi del “volante d’epoca” di Pavia e delle province vicine. Fu subito un successo.

ALBO D’ORO: RALLY 4 REGIONI ANCIENNES

Il Rally 4 Regioni Anciennes è diventato nel corso degli anni un appuntamento fisso e di prestigio per gli appassionati di gare di regolarità per auto storiche.

Ecco l’Albo d’oro

1984: Giovanni De Filippi (Fiat Stanguellini Zagato); 1986: Giorgio Safranez (Frua 1100 Sport); 1987: Francesco Guasti, (Porsche 356 Carrera 2); 1988: Bruno Forese (Balilla Coppa d’Oro); 1989: Ugo Rancati (Alfa Romeo Giulietta Spider); 1990: Maurizio Donadoni (Abarth 1000); 1992: Gianfranco Panizza (Renault 750 Sport Barchetta); 1994: Enrico Francisi (Porsche Speedster); 1996: Bruno Ferrari (Abarth 750 Zagato); 1997: Angelo Mezzadri (Porsche 356); 1998: Fabio Salvinelli (Triumph TR3); 1999: Valerio Bocelli (Panhard 750); 2000: Gianmaria Aghem (Lancia Fulvia HF); 2001: Sergio Sisti (Healey Silverstone).

Seguirono 10 anni di silenzio, poi, nel 2011, grazie a Parco Chiuso RC di Zavattarello e Rudy Dalpozzo, ecco che con il consenso di Aci Pavia il 4 Regioni tornò a far parlare di se in una versione storica di regolarità sport denominato Rally 4 Regioni Amarcord, fu un successo. In quel 2011 la vittoria arrise a Maurizio Senna su BMW 2002. L’anno Successivo, 2012, la manifestazione si tramutò in Rally storico, a vincere furono Musti-Biglieri con la Porsche 911, mentre nella “sport” il successo andò a Delfino-Gemme su Fiat 125S.

A questi momenti di ritrovata gloria che ebbero in Sandro Munari, Amilcare Ballestrieri, Alcide Paganelli, Luciano Trombotto, Tony Carello, Bobo Cambiaghi, Miki Biasion, Lucki e tanti altri nomi famosi, oltre alle Signore dei Rally, dei preziosi testimonial, fecero seguito altri 3 anni di stop, poi, con l’arrivo di Marino Scabini alla presidenza dell’Aci provinciale ecco che il 4 Regioni torna in auge, sempre in versione storica. Nel rally la vittoria é andata nel 2015 a Biosa,S. - Mancuso,G. (Porsche 911 SC), mentre nella sport  ad imporsi sono Mozzi,G. - Biacca,S. (OPEL Kadett GT/E); nel 2016: Canzian-Nobili (Porsche 3.0), Sport: Rancati-Ercolani (Fiat 128 Coupe). Nel 2017 grazie all’abbinamento con Yves Loubet il 4 Regioni diviene internazionale, le classifiche alla fine sono 4: Rally Internazionale. 1° Matteo e Claudia Musti (Porsche 911); Rally Nazionale 1° Buscone-Maggi Lancia Delta; Sport Internazionale 1° Schon-Giammarino (Porsche 911); Sport Nazionale 1° Politi-Scabini (Mini Cooper). Nel 2018 si ritenta l’esperimento con l’organizzatore francese, ma il rally non decolla, vincono nuovamente i Musti nell’internazionale, mentre nel nazionale il successo va a Ghezzi-Benenti (Porsche 911); nella Sport internazionale 1° Van Hecke-Sgubbi (A112 Abarth), mentre nella nazionale la vittoria é di Gemme-Bosio su Alfetta. Sfumato l’idillio con Loubet, nel 2019 il rally si presenta con una nuova veste, quella di gara riservata a vetture storiche e moderne, cambia anche la sede, dalla tradizionale Salice si va a Stradella, ma qualcosa non gira per il verso giusto, tempi morti, ritardi, interruzioni, le critiche sono tante. L’impressione generale é che il 4 Regioni sia giunto al “Canto del cigno”  riferito all’ultima espressione degna di nota di una storia ormai in declino. Gli antichi credevano che il Cygnus olor (o cigno muto, poiché incapace di emettere suoni), appena prima di morire fosse in grado di cantare una struggente canzone, così é stato per il 4 Regioni in cui nello Storico s vincere sono Melli-Belfiore su Porsche, nella Sport Seneci-Ciatti (Opel Kadett GT/E) mentre nel moderno il successo é per Totò Riolo e Claudia Musti su Skoda Fabia R5.

di Piero Ventura

La vittoria al rally show monzese é andata ad Andrea Crugnola su Volkswagen Polo, che ha dominato anche il Master’s Show finale. Il varesino ha vinto questa quarantesima edizione davanti alla Hyundai i20 di Dani Sordo staccato di 11.5 secondi.

Sul terzo gradino del podio è salito l’equipaggio formato da Andrea Nucita-Mattia Nicastri su Hyundai i20 NG. Con il Monza Rally Show, un must per il circuito brianzolo, si é conclusa la stagione motoristica all’interno del tempio della velocità in cui, come abitudine non sono mancati i piloti e le scuderie oltrepadane ad iniziare da Massimo Brega e Paolo Zanini su Hyundai i20 R5 per i colori della Scuderia Piloti Oltrepo, il pavese del Brallo Michele Tagliani e la vogherese Claudia Musti su Skoda Fabia R5, l’equipaggio di Broni composto da Davide e Ilaria Maggi (Skoda Fabia R5) ed il vogherese Vittorio Belumè affiancato sulla Snoda Fabia R5 da Riccardo Filippini, presidente della Efferre Motorsport di Romagnese.

Andrea Crugnola ha vinto per la prima volta il trofeo principale, riservato alle vetture R5. Daniel Sordo, Andreas Mikkelsen, Alessandro Re, Marco Bonanomi, Piero Longhi ed Andre Nucita sono stati i principali rivali di Crugnola. Nonostante l’assenza di Valentino Rossi, personaggio che sembrava vitale per il proseguimento dell’evento, non è mancata la solita atmosfera che si respira all’appuntamento rallistico brianzolo. Sicuramente giusta la scelta di preferire le R5 alle WRC.

 Una decisione che ha livellato le prestazioni ed ha reso il Rally più imprevedibile che mai. Andrea Crugnola ha iniziato nel migliore dei modi il Monza Rally 2019, grazie anche ad una velocità di punta superiore rispetto alle Hyundai o alla Skoda, ha conquistato il successo nell’Autodromo 1, la prima speciale dell’evento, prova che ha visto una partenza in salita Per Brega e Tagliani. Il primo, oltre ad essersi girato, ha maturato anche una penalità di 10” che dal 39° posto assoluto lo ha fatto scivolare al 48° nella generale a 27”6 dal leader.

Tagliani invece, pur partendo in ritardo, é stato il migliore tra i pavesi con un 36° tempo assoluto a 16”5 da Crugnola. Al 41° posto troviamo i fratelli Maggi a 19”, mentre Belumé ha chiuso al 53° posto a 34”7. La Volkswagen n° 6 del varesino conquistava la vittoria anche sui 20 chilometri della Roccolo 1, secondo stage ed ultima asperità di giornata in cui Brega é 27° a 29”6; Maggi 34° a 35”6; Tagliani 39° a 40”7e Belumé 51° a 1’18”4.

La classifica del primo giorno vedeva Crugnola in vantaggio di 5.2 secondi su Nucita e 7.4 su Daniel Sordo, vincitore del Monza Rally Show nel 2010 e nel 2013. Gli oltrepadani sono invece: 37° Tagliani-Musti; 38° Brega-Zanini; 40° Maggi-Maggi; 50° Belumé-Filippini. Una graduatoria molto tirata e sopratutto incerta in vista delle due prove Grand Prix della seconda giornata di gara. Come spesso accade, il Monza Rally Show può cambiare radicalmente la sua classifica dopo le prove Grand Prix. Le due gare, previste sulla distanza dei 44 Km, giocano un ruolo chiave nell’evento perché molto lunghe e atipiche rispetto ad un rally normale. Dopo un giro dell’Anello alta velocità, le vetture escono dalla Parabolica Sud per immettersi nel tracciato moderno dove sono previsti sette lunghissimi giri. Tra le difficoltà che si incontrano in questa prova c’é anche il traffico che si crea con le diverse auto impegnate contemporaneamente in pista. Daniel Sordo, terzo prima della Gran Prix 1, approfittava dell’assenza di traffico per conquistare la speciale e secondi preziosi su Crugnola, quarto al termine della prima GP alle spalle di Nucita e Bonanomi, ma sempre leader della classifica generale. A distanza di poche ore, Andrea Crugnola ha preso un’importantissima rivincita durante la prova Parabolica, vincendo davanti a Breen e Sordo, secondo in graduatoria con 5.5 secondi di ritardo. Per quanto riguarda i pavesi é ormai un ricordo lontano (2003) quando Massimo Brega e Mario Perduca con la Peugeot mettevano in fila tutti proprio nella Gran Prix.

Quest’anno il driver di San Damiano al Colle si é dovuto accontentare di un pur lusinghiero 32° posto a 48”3 dal lider nella gP1 e del 38° a 58”6 nella GP2; Tagliani 34° a 50”7 nella GP1 e del 40° a 1’06”8 nella GP 2 preceduto da Maggi (1’04”1), mentre Belumé chiude al 49° posto la prima ed al 51° la seconnda. Nella classifica assoluta, a 3 prove dal termine troviamo al 31° posto Brega-Zanini, al 35° Bagliani-Musti, al 38° Maggi-Maggi e al 46° Belumé-Filippini. Brega aumenta il ritmo nel finale, é 28° nella PS6 con Tagliani 37°, Maggi 39° e Belumè 50°.  Brega-Zanini si ripetono sui 20 chilometri della PS7 dove sono 29° con Tagliani 41°, Maggi 42° e Belumé 51°. Nulla cambia sull’ultima PS con Brega che si conferma il più veloce tra i pavesi. Alla fine guadagna un buon 27° posto assoluto nella classifica generale in cui Tagliani é 34°, Maggi 41° e Belumè che ha recuperato sino al 45° posto. La gara di Brega-Zanini é stata poi onorata dal 5° posto ottenuto nel Hyundai Trophy.

di Piero Ventura

Nel Monza Rally Show Historic, il leader Lucio Da Zanche è stato costretto al ritiro per problemi al motore, mentre la sfortuna ha in parte tarpato le ali a Matteo Musti.  La vittoria dunque è andata al duo Marco Superti e Giulia Paganoni su Porsche 911 (1:11’58.2, primi nel 2° raggruppamento), davanti a “Lucky” con Luigi Cazzaro su Lancia Delta (a 35.9 secondi di distacco, primi nel 4° raggruppamento periodo J2) e Enrico e Emma Melli con Porsche 911 RS. Messa così sembrerebbe che l’unico a pagare dazio in questa edizione del rally monzese per vetture storiche, sia stato il campione valtellinese, ma una buona dose di amaro in bocca se la sono portati a casa anche gli oltrepadani Matteo Musti e  Fabio Fraschetta, portacolori della Scuderia Piloti Oltrepo in gara con la Porsche 911 Sc della vogherese Ova Corse. Per loro ad attenderli c’é stata una gara tutta in salita già dai primi metri in cui, sulla 6 cilindri di Stoccarda dei vogheresi, si é tranciato di netto il pedale della frizione e  il minuto, ventotto secondi e otto decimi di ritardo pagati sulla prima PS hanno impedito loro di lottare per il successo.

Diciassettesimi dopo il primo risconto cronometrico, sulla PS2, Musti stampava il secondo tempo assoluto alle spalle di Da Zanche, portandosi al nono posto nell’assoluta, mentre il secondo portacolori della SPO, Beniamino Lo Presti, anch’esso su di una Porsche di casa OVA Corse ma con alle note Fabrizio Sala,  con il 7° tempo in prova si confermavano sesti nella generale. Nella Gran Prix, Musti-Fraschetta sferrano una nuova zampata, vincono la prova davanti a Di Benedetto (Bmw), Melli (Porsche) e Lucky (Lancia Delta) portandosi in quinta posizione assoluta a 1’20”8 dal leader.

Il vogherese, con il secondo tempo sui 9 km della “Parabolica”, quarta prova in programma, riduce distacco dal vertice che si fissa in 1’18”8. Senza quella rottura del pedale frizione sulla PS1, a questo punto si sarebbe trovato al comando con 10” su Da Zanche, 12” su Superti e 22”  su Lucky. Ma con i se e con i ma non si vincono le gare. Sulla GP2 Musti é buon quarto ma si allontana nuovamente dal vertice, cede 10” a Da Zanche, 5”7 a Di Benedetto, 2”7 a Superti, mentre ne mette 6”2 su Lucky. Anche sulla PS 6 il vogherese ripete il quarto posto e scivola a 1’27”4 dal leader Da Zanche (senza i guai avrebbe avuto ancora un margine di 1”4). Nella terza e ultima giornata di gara, Musti mette in mostra tutto il suo potenziale con un secondo (dietro Superti) ed un primo posto nelle due prove in programma.

Finisce la gara monzese con un pregevole quarto posto assoluto a 1’29”4 (8 decimi in più del tempo perso per l’inconveniente avuto sulla PS1), mentre Lo Presti, é ottavo al termine di una prestazione lineare. Nel Master Show, Musti-Fraschetta si sono classificati al 2° posto  nel secondo raggruppamento.

di Piero Ventura

Nel mondo del Motorsport le persone speciali le riconosci subito. Hanno le tasche piene di sogni e uno scintillio di stelle negli occhi. Gigi Bigatti era una di queste. Sì: “era”. Ci ha lasciato la notte tra il 2 e 3 gennaio. Fino alla viglia di Natale non ha mancato di adempiere ai suoi impegni sociali: pranzo con gli ufficiali di gara lombardi, cena con gli ufficiali di gara di Pavia Autosport e il 19 dicembre, festa degli auguri con il Panathlon Club Pavia, poi, la crisi che ce lo ha portato via e con lui, una grande e importante fetta di storia dell’automobilismo non solo pavese. Classe 1930, é cresciuto nell’azienda di trasporti con cavalli di suo padre e ancora non sapeva che ben presto ad appassionarlo sarebbero stati i “cavalli vapore”,gli HP dei motori e non i quadrupedi.

La sua passione per i motori è nata cavalcando una piccola motocicletta Guzzi, il famoso Guzzino, 65 cc, 3 marce e dopo qualche anno, un argentato Mondialino, e dopo ancora, una MV Disco Volante e per finire, nel 1960, una Vespa GS. Motoristicamente ispirata al primo modello sportivo dello scooter Piaggio, la “Vespa 6 Giorni”, la GS (Gran Sport) è stata un tentativo di rendere lo scooter di Pontedera competitivo con le piccole motoleggere dell’epoca. Con questo scooter ha partecipato a molte gare con qualche risultato di rilievo. Interessante è stata la partecipazione ad una gara internazionale a squadre ad Arau in Svizzera in rappresentanza dell’Italia dove si sono difesi onorevolmente vincendo un piatto d’argento.

La sua carriera da centauro é poi proseguita in sella alla MV con la quale ha ottenuto il primo posto nel Trofeo Aquila, mentre sulla Vespa GS invece si é classificato al primo posto nel Trofeo Nazionale Vespa Club di Chiari.

Nell’ottobre 1962 é stato eletto Presidente del Vespa Club Pavia e Segretario provinciale FIM (Federazione Italiana Motociclismo), incarichi che gli hanno permesso di dedicarsi all’organizzazione di numerose manifestazioni motociclistiche in diverse località italiane. Famoso fu il giro dell’Appennino Pavese con la partecipazione di numerose squadre e di tante Vespe GS provenienti da molte Regioni Italiane.

Una gara copiata l’anno successivo dal Gruppo sportivo dei Vigili urbani di Pavia. Passato il periodo motociclistico, nel 1971 si apre improvvisamente la porta dell’Automobile Club Pavia con l’ingresso in Commissione Sportiva dell’Ente, Commissione della quale sarà poi nel 1987 nominato Presidente. Ciò gli permetterà di entrare a far parte di un ristretto gruppo impegnato a costruire la nascita di gare automobilistiche nella provincia di Pavia. è così che dopo alcune edizioni del Giro della Provincia, nasce dalle menti di Benedetto Pelliccioni e Siro Pietro Quaroni  il Rally 4 Regioni, 15 edizioni del più bel rally d’Italia.

Questo fu il periodo più intenso della sua vita sportiva durante il quale ha avuto la possibilità di imparare tutto, dalla ricerca dei percorsi e la scelta delle prove speciali, alla stesura dei road book, e poi, alla Direzione della gara, di giorno e di notte senza dormire, scordandosi a volte di mangiare. Passando così da un servizio in un bivio, a dare una mano all’Organizzatore a diventare Direttore di gara internazionale nel 1980. A tutto ciò, sono seguiti altri importanti incarichi sportivi che gli hanno dato la possibilità di conoscere la parte più importante del mondo motoristico ed essere il componente più importante e responsabile di numerose gare in diversi settori e specialità di alto livello agonistico: 1987 – Commissario Nazionale CSAI; 1988 – Presidente della Commissione Sportiva; dal 1992 Delegato sportivo CSAI ACI Pavia; 2001 Componente Commissione collaudi percorso gare motoristiche; 2001 – Ispettore delle gare di Velocità su terra, Formula Challenge e Slalom; 2002 – Stella di bronzo CONI al merito sportivo; 2003 – Coordinatore Trofeo Lombardia Cup; 2010 – Istruttore CSAI per rilascio prima licenza conduttori CSAI; 2006 – Stella argento CONI al merito sportivo; 2012 – Componente Sottocommissione Nazione Off Road; 2018 – Stella d’oro CONI al merito sportivo e dal 2013 Delegato Fiduciario Sportivo ACI/sport in carica. Una vita sportiva veramente intensa e indimenticabile la sua dedicata con la dovuta passione e con il rispetto di tutte le persone coinvolte, piloti e ufficiali di gara e tutti gli operatori dei servizi. è stato un punto di riferimento per tutti i piloti e ufficiali di gara per oltre mezzo secolo di Motorsport nella nostra provincia e non solo.

di Piero Ventura

Non serve strappare le pagine della vita, basta saper voltar pagina e ricominciare, ti accorgerai che ci sono momenti in cui, semplicemente, realizzi di avere intorno delle persone per cui varrà sempre la pena di lavorare e di sorridere. è con questo slancio, con questa convinzione e con questa forza che il nuovo Consiglio del Vccc di Casteggio si é presentato ai soci sabato 7 dicembre presso l’imponente ed elegante Castello di Cervesina in occasione della conviviale di fine stagione, in cui si é proceduto anche alla premiazione del Campionato Sociale 2019.

Dopo un periodo alquanto travagliato, in cui hanno preso piede alcuni “rumors” diffusi ad arte per lederne l’immagine, lo storico club ha finalmente intrapreso un nuovo corso all’insegna della voglia di fare. “Il Veteran Carl Club Carducci, gode di ottima salute sotto ogni punto di vista” ha tenuto a sottolineare, nel suo intervento di saluto, il neo presidente Andrea Guerrini, cancellando di fatto inutili e assurde dicerie, il quale ha poi anticipato ai presenti un programma di massima, molto appetitoso, in cui il Club si impegnerà in ottica nuova stagione. Guerrini, ha poi chiuso l’intervento presentando agli oltre 120 intervenuti, tra cui il presidente dell’Automobile Club di Pavia Marino Scabini, la  squadra del cambiamento, rinnovata negli otto noni, e così composta: Presidente, come detto: Andrea Guerrini; Vice Presidente: Umberto Lamagni; Segretario: Giuseppe Sboarina; Commissario Tecnico Asi Auto: Cinzio Milanesi; Commissario Tecnico Asi Moto: Stefano Tona; Tesoriere: Carlo Verri; onsiglieri: Daniele Bruno, Stefano Spalla e Alberto Vistarini. La serata é poi proseguita con l’attesa premiazione del campionato sociale  2019 che ha visto imporsi nella classifica generale assoluta, con 53 punti, l’esperto Giampietro Guatelli in coppia con il giovanissimo Pietro Vistarini, i quali hanno preceduto di soli due punti l’altrettanto bravo Fabio Fronti il quale, durante la stagione, ha avuto l’ausilio di Roberto Ruggeri e di Pierluigi Ruggeri. Quest’ultimo si é reso protagonista di un pregevole gesto sportivo, lasciando all’amico e omonimo Roberto, abituale navigatore di Fronti, la coppa riservata al secondo. A completare il podio assoluto c’é il duo di Santa Maria della Versa composto dagli abilissimi Oriano e Cecilia Crosignani. Scorrendo la classifica troviamo in quarta posizione i lomellini Luigi Pegoraro e Beatrice Bianchini, quindi nell’ordine: Davide Curone e Michele Cristina; Luigi Cantarini; Fulvio Negrini e Federica Taschin; Maurizio Viola e Silvana Mussi; Carlo Verri e Lino Cecchet, mentre a completare la top ten, seguiti da altri 29 classificati, troviamo Stefano Ercolani e Tito Scabini.

La classifica riservata ai Gentleman registra invece il successo di Maurizio Viola e Silvana Mussi i quali precedono nell’ordine: Michelangelo Bartolo e Chiara Zucchella; Claudio e Andrea Paghini; Edo Ghia e Marco Bellinzona, mentre completano la top five Gabriele Minuzzo e Rita Bernini. La cerimonia di premiazione si é poi conclusa con l’incoronamento dei protagonisti della classifica riservata ai Top in cui la top five rispecchia quella della classifica assoluta.

di Piero Ventura

Con la miglior prestazione assoluta in Gara 1 e in Gara 3 e il tempo complessivo di 7’31” e 11 centesimi, il lariano Giancarlo Maroni Jr, su Osella PA 21/J, si riconferma vincitore del Challenge del Lupo corso in una fredda e umida domenica di novembre sulla pista di Castelletto di Branduzzo, teatro della competizione valida per il tricolore della specialità. Alle spalle del Campione Italiano Formula Challenge in carica, staccato di 18” e 10 centesimi, si piazza Antonino Scolaro, anche lui al via dei 1850 metri del percorso di gara da ripetere tre volte in altrettante manches con una Osella PA 21/J. Gradino più basso del podio, a soli nove centesimi, per il giovane Erik Campagna che con la sua Formula Arcobaleno porta a casa, oltre ad una meritata vittoria in Gruppo E2 SS, la conferma di essere ancora una volta l’under 23 più veloce della partita.

Detto degli specialisti del settore che occupano il podio assoluto, andiamo ora a citare alcuni dei piloti locali che meglio si sono esibiti nella gara pavese e finiti sul podio di classe, iniziando dall’onnipresente Andrea “Tigo” Salviotti che al volante della Peugeot 106 S, si é aggiudicato la vittoria di classe RS1.6.

Il portacolori della Efferre Motorsport ha preceduto Paolo Burgazzoli su Citroen C2 VTS per i colori della Scuderia Piloti Oltrepo. In Gruppo N, classe fino a 2000 l’oltrepadano Roberto Nespoli con la Clio RS si é imposto precedendo il portacolori della Scuderia Piloti Oltrepò, Nicholas Riccardi su di una vettura gemella. Sempre in Gruppo N, ma in classe 1600, si registra il primo e quarto posto dei portacolori della Efferre Motorsport di Rmagnese rispettivamente con Davide Melioli (Peugeot 106) e Davide Sozzani (Citroen Saxo Vts). Vittoria nella RSTB 1.6 Plus di Roberto Reino al volante della Mini Cooper. Secondo posto nella E2SH 2000 per il vogherese Angelo Bonini su Fiat X1/9 motorizzata Honda, mentre nella SS-S5 c’é il terzo posto di Marta Achino sull’intramontabile Fiat Uno 70, che agguanta un piazzamento analogo anche nella classifica femminile. Tra le storiche, in classe HST1 2000, vince Luca Albera al volante dell’Alfa Romeo Alfetta per i colori Efferre.

 di Piero Ventura

  1. Primo piano
  2. Popolari