Venerdì, 21 Febbraio 2020

Vogherese, classe 1989. Dal 2017 risiede a Brescia, ma almeno una volta al mese torna nella cittadina natia, ove ancora abita la sua famiglia. Alla fine dello scorso anno, la rivista Forbes Italia, magazine di primaria importanza nei settori finanziari, tecnologici, informatici, con visioni a largo spettro sugli scenari futuri del Globo, lo ha indicato come uno tra i Fisici italiani che maggiormente questi futuri scenari influenzeranno, grazie alle sue abilità e capacità professionali. Abbiamo incontrato Michele Grossi.

Grossi partiamo dalla sua vita vogherese?

«Sì, volentieri. Sono nato a Voghera e ho frequentato le scuole della città: le elementari alla Leonardo da Vinci, le medie al Plana ed infine le superiori al liceo tecnologico Maserati. La passione per la fisica nasce da quando ero piccolo, affascinato dall’idea di poter studiare la struttura infinitesima delle cose e degli atomi: questo ha indirizzato la mia scelta per la specializzazione in fisica nucleare a Pavia, dove mi sono laureato nel 2014».

Mi è sembrato di capire, dalle informazioni che ho raccolto su di lei, che il suo ambito professionale è più che all’avanguardia: si parla di una nuova generazione di computer quantistici, che lavorano a temperature bassissime, con risultati esponenzialmente superiori agli attuali conosciuti, nel settore finanziario ed in altri, che non ho ben compreso, perdoni i miei limiti “comuni”, ritengo... In parole comprensibili, se possibile, potrebbe spiegarci in cosa consiste esattamente la sua attività ed in quali aree professionali incide?

«La mia attività in IBM è strettamente legata ad un progetto che ho iniziato nell’autunno 2017: si tratta di un dottorando di ricerca industriale in Fisica che vede la collaborazione tra l’azienda e l’Università di Pavia. Da un lato, il mio ruolo aziendale è quello di architetto di soluzioni IT dedicate alla progettazione di infrastrutture informatiche e algoritmi in ambito cloud ed intelligenza artificiale, per accelerare la trasformazione digitale delle aziende. Dall’altro lato, il tema di ricerca del mio dottorato è legato alla fisica delle particelle. L’obiettivo è quello di creare modelli di analisi dati attraverso algoritmi che sono in fase di sviluppo utilizzando computer quantistici per fornire risposte a problemi industriali».

Quindi, più interessi e ruoli contemporanei?

«La mia giornata tipo si divide equamente tra attività di ricerca e lavoro all’interno dell’ecosistema IBM, in particolare con le startup e le aziende innovative. In questo momento collaboro con diversi Istituti di ricerca, tra cui IBM Research, Università di Pavia, CERN. La sinergia tra questi Centri di eccellenza ci porta ad esplorare nuovi scenari di ricerca di frontiera grazie alla collaborazione di diverse figure professionali, dal tecnico/ingegnere informatico, al matematico/fisico che lavorano e fanno ricerca in aziende di diversi settori, ad esempio farmaceutico, energetico e finanziario. L’obiettivo principale è quello di riuscire ad accelerare il trasferimento tecnologico da risultati accademici ad applicazioni pratiche».

Dato che tecnologia e futuro sono il suo pane quotidiano, in uno scenario mondiale ove sempre più si parla di arti, mestieri e professioni che andranno a scomparire, o quanto meno a radicalmente trasformarsi, quanto giudica vera, nel breve tempo, questa visione?

«Io sono convinto che considerare l’evoluzione tecnologica come la possibile scomparsa di alcune professioni equivalga ad analizzare la situazione in maniera riduttiva ed a tratti sbagliata. Dobbiamo infatti valutare l’impatto tecnologico a 360 gradi: non cambiano solo le professioni ma cambiamo noi tutti. Noi stessi infatti, come consumatori, richiediamo un contributo tecnologico sempre maggiore nella nostra quotidianità (es. smartphone, pc, domotica, assistenti vocali, …). E mentre noi ci adattiamo a queste innovazioni modificando radicalmente molte nostre abitudini, i più piccoli crescono in questa nuova realtà. Ritengo quindi fondamentale e auspico una parallela rivoluzione educativa che parta dalle scuole e insegni non solo le basi dell’informatica, ma che crei una “consapevolezza tecnologica” nelle nuove generazioni. Infine, riguardo ai computer quantistici, posso dire che sono un argomento di ricerca ampio e affascinante. Nel prossimo futuro, per la maggior parte delle operazioni convenzionali, i processori classici saranno ancora l’opzione più efficiente ed economica. Tuttavia, in alcuni settori come la scienza dei materiali, o l’industria farmaceutica, o la finanza, un processore quantistico potrebbe davvero cambiare completamente - e per sempre - le regole del gioco, rendendo possibili progressi tecnologici di grande portata e difficili da prevedere a priori».

Che ruolo giocherà la tecnologia sempre più “alla portata di tutti”, domotica compresa, ad esempio, nei prossimi anni, a suo parere?

«La tecnologia deve essere alla portata di tutti ed essere strumento per lo sviluppo della società. Sono molti i settori dove il suo utilizzo (robotica, intelligenza artificiale, etc…) potrebbe aiutare ad ottimizzare processi e servizi di cui abbiamo sempre più bisogno. E se la tecnologia toccherà sempre più da vicino le nostre vite, sarà compito delle aziende che operano nel settore garantire la massima trasparenza degli algoritmi che regolano i vari dispositivi».

Mi perdoni la “riduzione” del piano di dialogo dal Cern, dove Lei opera tra le altre sedi, a Hollywood... In “Ritorno al Futuro” si prevedevano le automobili volanti in questo decennio appena concluso, cosa non avvenuta almeno al momento. Ma Apple, l’anno scorso, ha dichiarato che nei primi anni potrebbe mettere in commercio la Apple Car che non richiede pilota, si guida da sé. è una possibilità di estrema innovazione vicina alla realtà, a suo parere? Potrebbe a breve verificarsi?

«Non è assolutamente un’ipotesi remota. Apple fa parte di una lista di grandi aziende che stanno investendo molto in questo settore. Grandi colossi tecnologici hanno già progetti e prototipi funzionanti e IBM è tra questi (https://www.autobusweb.com/olli-guida-autonoma-ibm-watson-in-prova-a-berlino/). La guida completamente autonoma rappresenta un salto culturale molto importante e difficile da immaginare nel breve periodo per diversi motivi legati a normative e sicurezza ma è inutile nascondere che quasi tutte le automobili moderne sono dotate sempre più di sistemi intelligenti. Il dilemma uomo-macchina riemerge ogni volta che si affaccia una nuova tecnologia. Inutile dire che il futuro ci porterà a perfezionare sempre più le macchine, parleremo di intelligenza aumentata. Come comunità scientifica tecnologica abbiamo dunque il dovere di affrontare anche temi etici ogni qualvolta deleghiamo alle macchine decisioni che impattano sulla vita delle persone».

Forbes, il bisettimanale americano di economia, finanza, tecnologia, etc., ritengo il più quotato Magazine del settore, l’ha inserita tra i 30enni più influenti dei prossimi anni a venire: è certamente un traguardo, oltretutto raggiunto in età così giovane, prestigiosissimo ma di grande “peso”! Questa, mi passi il termine, pubblicità mondiale potrebbe portarla a decidere, forse accettando un’offerta importante, di lasciare l’Italia? Quali sono le destinazioni più importanti nel suo settore d’attività dove, magari, Le piacerebbe risiedere e lavorare in futuro?

«Sono molto contento di essere stato eletto da Forbes Italia in questa categoria: rappresenta sicuramente un importante stimolo a proseguire la mia attività di ricerca. Al momento lavoro a Milano, in questo ruolo di ricerca supportata e guidata dal mondo industriale e accademico. È un’attività che mi porta a viaggiare e a confrontarmi con colleghi di diverse parti del mondo. Sono diversi i paesi che stanno investendo in termini economici e di risorse sulle tecnologie quantistiche, tra questi il Canada, gli USA, il Giappone e in Europa al momento la Germania e in parte la Francia. IBM ha laboratori di ricerca in diversi paesi, la Svizzera e gli USA sono quelli più attivi nello specifico sul tema».

Lei è nato a Voghera ed ha studiato, oltre che nella natia cittadina, in Università a Pavia. Anzi, forse ancora sta frequentando l’Ateneo pavese... Qual è la sua visione della realtà dei “Cervelli in fuga” dalla nazione? Professa l’allontanamento dal territorio italiano a giovani studenti che, magari, a sua volta ha avuto modo di conoscere in questi anni?

C’è una possibilità, come lei ha percorso, di “riuscire” anche rimanendo qui o ritiene essere il suo un caso “anomalo”?

«È un tema molto delicato e personale. Spostarsi dal proprio Paese comporta scelte che spesso vanno oltre l’aspetto lavorativo. È evidente che ci sono realtà estere che valorizzano meglio alcuni profili e che garantiscono condizioni che a volte mancano qui in Italia. Non sono per la “fuga all’estero” a priori. Ritengo invece che la parola chiave per un giovane d’oggi sia “dinamicità”. Periodi di formazione all’estero, la conoscenza delle lingue, contatti con le aziende e con professori universitari di Centri di riferimento, sono infatti fondamentali nella propria carriera. A volta basta allontanarsi di pochi chilometri per affrontare lo stesso problema da un punto di vista differente. Io non reputo il mio caso anomalo, bensì frutto di un progetto nato da alcune difficoltà e contraddizioni che ho incontrato nel mio percorso che mi hanno spinto a fare un passo avanti e ad andare oltre ridisegnando il mio percorso. La vicinanza e la collaborazione tra università e mondo industriale oggigiorno è fondamentale. Esse rappresentano realtà diverse che possono ottenere un reciproco vantaggio e fornire agli studenti, docenti e ricercatori un punto di vista più completo e concreto».

Lei risiede ora a Brescia. Quante volte torna a Voghera e/o frequenta l’Oltrepò? Ha un qualche attaccamento sentimentale nei confronti del suo territorio d’origine?

«Io torno a Voghera mediamente una volta al mese, la mia famiglia risiede a Voghera. Sono nato lì e quindi esiste un attaccamento dato da luoghi, amici e persone. Credo sia importante mantenere un rapporto con la zona d’origine un po’ come fosse una bussola, un punto di riferimento».

Come vede e/o cosa consiglierebbe agli amministratori oltrepadani?

«Io credo che il nostro territorio abbia delle caratteristiche uniche in termini di paesaggio, e di ricchezza enogastronomica. È evidente che la vitalità di un territorio sia legata al tessuto economico-industriale e alla presenza di lavoro. Forse la vicinanza a Milano, Pavia e alla Liguria potrebbe essere meglio sfruttata come punto di forza del territorio. Credo servano idee nuove e coraggio di mettersi in gioco per tenere viva la presenza sul territorio».

    di Lele Baiardi

 

"Egregio Direttore, per sopraggiunti limiti d’età e per oggettive difficoltà non uso i social, ma leggendo i giornali locali mi sembra di capire che la “liquidità” della politica nazionale sembra l’orizzonte anche della politica vogherese, dove da tempo i trasformisti delle poltrone si agitano per avere un posto in prima fila. Sono iniziate le manovre pre – elettorali tra alcune forze politiche locali che nascondendo segretamente le loro difficoltà, lavorano a tessere strategie ridicole e assurde eludendo prospettive e valori per il futuro di Voghera.

Si sono dimenticati che al ballottaggio delle elezioni comunali del 2015 il 58% degli elettori non ha votato. Gente che non vuole partecipare alla vita democratica della città, forse perchè stufa di sentire le solite diatribe partitiche.

Parole come “inclusione”, “partecipazione”, hanno da tempo lasciato il posto a progetti di difesa partitica di maggioranze poco equilibrate che non fanno altro che confermare che bisogna cambiare.

Forse i vari partiti e politici vogheresi dovrebbero  cambiare e puntare a cose più semplici e concrete e cercare di risolvere la “morte” che si percepisce girando le strade della nostra, una volta, bella città!!

Mi rivolgo a quel quasi 58% che non ha votato, ci siete anche voi tra coloro che soffrono dello stato, sempre peggiore, in cui versa Voghera, ci siete anche voi tra coloro che faticano a parcheggiare, ci siete anche voi ad aver diritto di vivere le piazze della nostra città senza sentirsi minacciati ed impauriti. Bene allora, alla luce del sole, trasparenti, sereni e chiari preparatevi anche voi a costruire le prossime elezioni perché tutti i cittadini possano sorridere a una città liberata dai garbugli di una politica che si avviluppa su scarabocchi tra partiti, civismi estinti sempre pronti a rigenerarsi, progetti irrealizzabili.

Giuseppe Toscani -  Voghera"

INVIATE LE VOSTRE LETTERE INERENTI ALL'OLTREPÒ A "IL PERIODICO NEWS" , ALL'INDIRIZZO MAIL : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Sarà l’Enoteca Regionale della Lombardia di Broni ad ospitare il prossimo 29 febbraio l’annuale festa della Scuderia Piloti Oltrepo, in cui si celebreranno i protagonisti della passata stagione agonistica e si festeggerà l’inizio di quella che va a cominciare. La scelta é caduta su di una location in cui si potrà scoprire la nostra terra sotto un’altra veste, non solo quella delle quattro ruote a cui i driver targati SPO sono abituati, bensì quella enogastronomica, in cui le specialità locali che rappresentano le eccellenze di questo meraviglioso territorio dalla natura variegata e stupefacente la rendono unica.

è giusto ricordare che era il mese di febbraio 2011 quando sulla scena dell’automobilismo sportivo apparve una nuova realtà da subito identificata sotto la sigla SPO, acronimo di Scuderia Piloti Oltrepò. I suoi promulgatori furono tra gli altri: Claudio Biglieri, Matteo Musti e Giuseppe Fiori e proprio quest’ultimo, ne diverrà di li a presto presidente, ruolo ricoperto tutt’ora. Sotto la sua guida, il sodalizio oltrepadano é stato promotore di numerosi eventi mirati alla conoscenza, alla pratica e allo sviluppo dello sport delle 4 ruote e dei rally nello specifico. Di notevole spessore e altamente qualificati i corsi per navigatori più volte promossi con grande successo che in molti ricorderanno. Non va poi dimenticato con Aci Pavia, lo Slalom Collegio-Penice, altro evento da incorniciare. Che dire poi del Rally Day Valleversa del 2018, una manifestazione che ha raccolto consensi da tutto il nord Italia. Sono stati anni di intenso lavoro per SPO e di grandi soddisfazioni anche a livello agonistico grazie ai suoi validi piloti, sempre sulla cresta dell’onda, come nella scorsa stagione aperta dalla vittoria di Musti-Zanini nel Rally storico del Cuneese, proseguita con la doppietta ottenuta al Rally Race Storico con Musti-Biglieri e Ghezzi-Benenti rispettivamente al primo e secondo posto, risultato che questi ultimi ripeteranno al 4 Regioni storico.

Nel 4 Regioni Trofeo Valleversa riservato alle vetture moderne c’é stata invece la vittoria di Claudia Musti che ha letto le note a Totò Riolo, mentre Claudio Biglieri vince al Valtellina storico navigando Sordi. Momento importante della stagione scorsa é stato il ricomporsi dell’equipaggio Brega-Zanini che festeggiano l’evento con una bellissima vittoria al Rally Race. Oltre a costoro sono stati in parecchi i piloti e navigatori che si sono messi in evidenza come Beniamino Lo Presti, Giorgio e Marco Verri, Michele ed Enrico Giorgi, Nicolas Riccardi, Fabio Fraschetta, Pietro Tronconi, Paolo Burgazzoli, Giorgia Petrosa e altri ancora che conosceremo nel corso della serata assieme ai programmi della Scuderia per questo 2020.

di Piero Ventura

A Mornico Losana vivono e lavorano due artiste del vetro, Lilia Siccardi e Miriam Di Fiore. Il FAI Giovani Oltrepò propone una visita guidata ai loro laboratori per scoprire le tecniche di lavorazione e di restauro di questo materiale ricco e fragile. L'appuntamento è per sabato 29 febbraio alle ore 15,30 in Piazza Libertà. Lilia Siccardi progetta e realizza vetrate per chiese ed edifici pubblici e ha lavorato con importanti artisti del panorama italiano e internazionale come Cascella, Treccani, Rotella, Dova, Dorazio, Nespolo, Hsiao Chin. Oltre a parlare dei suoi rapporti di amicizia e di collaborazione con queste figure, illustrerà ai visitatori il restauro delle pregevoli vetrate di Padre Costantino Ruggeri provenienti dalla Chiesa di Santa Giuletta. Nel laboratorio di Miriam Di Fiore, invece, si potranno ammirare creazioni uniche nel loro genere realizzate con una tecnica particolare inventata da lei e riconosciuta a livello mondiale come "DiFiore’s Technique". Questa consiste nel creare immagini e paesaggi nel vetro con una forte profondità ottica. Nelle sue creazioni e sculture il vetro fuso dialoga con vari materiali, specialmente con oggetti recuperati in legno e ferro dando vita ad opere estremamente originali. Miriam Di Fiore, inoltre, tiene corsi seguiti e apprezzati da persone provenienti da tutto il mondo.

Al termine delle visite è previsto un rinfresco offerto dalla Pro Loco.

INVIATE I VOSTRI COMUNICATI LE VOSTRE NEWS INERENTI ALL'OLTREPÒ A "IL PERIODICO NEWS" , ALL'INDIRIZZO MAIL : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

La Regione  chiarisca al più presto  che soluzioni di trasporto alternative intende mettere a punto per limitare i disagi dei pendolari della linea ferroviaria Broni- Bressana Bottarone che sarà chiusa per lavori dal 1 giugno al 20 settembre prossimi. A chiederlo è il consigliere regionale del Pd Giuseppe Villani che,  con una lettera,  firmata  con il consigliere Simone Verni del Movimento 5 stelle, ha  chiesto  di incontrare, insieme ai sindaci del territorio, l’assessore ai Trasporti, Claudia Terzi  per avere informazioni in merito e ha, inoltre, chiesto, chiarimenti sullo stesso tema alla direzione generale dell’assessorato. “L’apertura del cantiere- sottolinea Villani- è sicuramente un fatto  positivo. Il rinnovo dei binari della linea Broni- Stradella, una tra le più antiche in Italia, è necessario e non rinviabile.  Non possiamo però non essere preoccupati per la modalità e la frequenza dei collegamenti sostitutivi. Bisogna ricordare che le condizioni di viaggio saranno complicate dal fatto che i lavori di consolidamento sul Ponte della Becca, che inizieranno a marzo e dureranno fino al gennaio 2021, obbligando al senso unico alternato,  creeranno code sui collegamenti stradali. Per questo- conclude Villani- è  necessario un incontro chiarificatore con l’assessore Terzi”.

INVIATE I VOSTRI COMUNICATI LE VOSTRE NEWS INERENTI ALL'OLTREPÒ A "IL PERIODICO NEWS" , ALL'INDIRIZZO MAIL : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

 

Sfilata degli studenti mascherati, spettacoli sul palco in piazza Duomo e una mostra itinerante sostenibile. Anche quest’anno torna il tradizionale Carnevale Vogherese voluto dall’Amministrazione Comunale attraverso l’Assessorato alla Cultura e Scuola ed in collaborazione con l’Assessorato alla Famiglia, l’Associazione “Pro Familia”, Anteas e le scuole della città. Il ritrovo è previsto alle ore 14,30 in piazza Meardi presso la sala Zonca (di fronte alla Chiesa di San Rocco) per il corteo delle maschere aperto a tutti coloro (ragazzi e adulti) che vorranno prendervi parte insieme agli alunni delle scuole e alla banda musicale “Città di Voghera”. Dopo un breve tragitto per le vie della città è previsto l’arrivo in Piazza Duomo dove dalle ore 15.00 sono previsti i festeggiamenti per il Carnevale con un ricca serie di eventi che avranno luogo sia sul palco che nella piazza. Lo spettacolo durerà fino alle 17,30. Il corteo delle maschere è stata realizzato grazie alla collaborazione attiva delle scuole, in particolare le classi delle primarie (Ic Dante e Pertini, Suore Benedettine e Agostiniane) hanno organizzato una mostra sostenibile itinerante, “Il Carnevale che vorrei, il Carnevale sostenibile”, che verrà esposta sulle vetrine dei commercianti che hanno aderito all’iniziativa. Sul palco si alterneranno un mago, diversi giocolieri, le maschere storiche di Voghera e dintorni (Buricinela, Bertoldo e Burgundo) e verranno proposti balli per i più piccoli. Mentre nella piazza saranno presenti trampolieri e delle mascotte Minions. «Abbiamo cercato di strutturare un carnevale che coinvolgesse gli alunni per creare una sinergia tra scuola, commercio e cultura - commenta l’assessore alla Cultura e all’Istruzione Martina Fariseo - l’idea del corteo è creare nei ragazzi un senso di appartenenza con la città e la scuola per dare vita al centro cittadino». «Per fare rete e valorizzare le associazioni di volontariato che rappresentano una grande risorsa sul nostro territorio, abbiamo coinvolto tutto il mondo associazionistico oltre alle scuole perché diventasse un evento condiviso. Questo carnevale è un’iniziativa costruita per i bambini, le famiglie e la loro aggregazione», aggiunge l’assessore Simona Virgilio. Per l’occasione il parcheggio gratuito dell’ex Caserma di Cavalleria sarà aperto dalle ore 14.00 alle ore 19.00. Il progetto grafico della locandina è a cura degli studenti di quarta del Maragliano.

Il livello idrometrico del Po è sceso ed è basso come in piena estate, è quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti dal quale si evidenzia che il livello idrometrico del fiume Po al Ponte della Becca, è di -2,4 metri, lo stesso di metà agosto scorso, ma anomalie si vedono anche nei grandi laghi che hanno percentuali di riempimento che vanno dal 25% di quello di Como al 28% dell'Iseo.

La situazione critica a causa di siccità e delle alte temperature per il fiume Po, ha quindi ricordato Coldiretti, ha spinto l'Autorità distrettuale di bacino a convocare per il 6 marzo l'Osservatorio sulle crisi idriche per fare il punto della situazione anche perché non si prevedono precipitazioni se non di scarsa entità, per cui potrebbero verificarsi ulteriori riduzioni dei livelli idrometrici anche del 20%. "Nel centro sud la situazione è ancora più difficile con l'allarme siccità in campagna che è scattato a partire dalla Puglia dove - sottolinea la Coldiretti - la disponibilità idrica è addirittura dimezzata negli invasi rispetto allo scorso anno, secondo gli ultimi dati dell'Osservatorio Anbi che registra difficoltà anche in Umbria con il 75% di pioggia in meno rispetto allo scorso anno caduta nel mese di gennaio ed in Basilicata dove mancano all'appello circa 2/3 delle risorse idriche disponibili rispetto allo steso periodo del 2019".

"Difficoltà - continua la Coldiretti - si registrano anche in Sardegna il Consorzio di Bonifica di Oristano hanno addirittura predisposto a tempo di record l'attivazione degli impianti per l'irrigazione per garantire acqua ai distretti colpiti dalle grave siccità. In vaste aree della Sicilia i campi sono aridi e i semi non riescono neanche a germinare". Lungo tutta la Penisola, rileva l'associazione, si stanno facendo i conti con un clima anomalo che ha mandato in tilt la natura. La temperatura fino ad ora è stata in Italia superiore di 1,65 gradi rispetto alla media storica secondo le elaborazioni su dati Isac Cnr relativi al mesi di dicembre e gennaio.

*foto di repertorio 

Fondazione per lo Sviluppo dell’Oltrepò Pavese e Fondazione Minoprio organizzano a Varzi la terza edizione del Corso Base per Operatore Forestale.

Il corso, che si terrà dal 30 marzo al 3 aprile 2020 per complessive 40 ore di presenza, è indirizzato a persone che intendono avvicinarsi al lavoro forestale e operatori del settore che si dedicano all’attività selvicolturale, già in grado di utilizzare la motosega per semplici operazioni di depezzatura e di abbattimento ed è volto a fornire le competenze essenziali per l’utilizzo in sicurezza della motosega in bosco e dei relativi Dispositivi di Protezione Individuali (DPI), in condizioni di lavoro semplici.

Il corso prevede il rilascio dell’attestato di competenza di “Operatore Forestale Base” ai sensi della legge regionale 19/2007, indispensabile per la successiva formazione di Operatore Forestale Responsabile riconosciuto da Regione Lombardia, Regione Liguria, Regione Piemonte e Provincia autonoma di Trento e ha valore anche sul territorio svizzero

Il rilascio dell’attestato finale è subordinato al superamento di una prova pratica alla presenza dell’istruttore forestale e di un rappresentante dell’ente formatore e certificatore Fondazione Minoprio.

 Per accedere al corso occorre:
– aver compiuto 18 anni al momento dell’iscrizione al corso;
– essere in possesso il diploma di scuola secondaria di I grado;
– presentare il certificato medico di buona salute (rilasciato dal medico di base) o il certificato di idoneità lavorativa (per i dipendenti)

Numero di partecipanti, criteri di selezione e termini per il ricevimento delle adesioni

Il corso è aperto alla partecipazione di 10 iscritti.

In caso di adesioni superiori a tale soglia, saranno utilizzati i seguenti criteri di selezione:

Precedenza ai residenti, occupati, disoccupati o titolari di imprese agricole, nei comuni del territorio AttivAree: Brallo di Pregola, Golferenzo, Pietra de’ Giorgi, Valverde, Canevino, Cecima, Golferenzo, Lirio, Menconico, Montalto Pavese, Montecalvo Versiggia, Montù Beccaria, Rocca de’Giorgi, Romagnese, Ruino, San Damiano al Colle, Santa Margherita Staffora, Santa Maria della Versa, Volpara, Zavattarello.

Seconda opzione di priorità per i residenti, occupati, disoccupati o titolari di imprese agricole, nel resto dei comuni dell’area interna di: Bagnaria, Borgoratto Mormorolo, Fortunago, Montesegale, Ponte Nizza, Rocca Susella, Val di Nizza, Varzi.

Terza priorità a residenti, occupati, disoccupati o titolari di imprese agricole che hanno documentata esperienza di lavoro nell’ambito dell’Oltrepò Pavese Montano e Collinare, pur non residenti nei comuni sopra citati.

Quarta priorità per operatori dei territori limitrofi del cosiddetto “Appennino delle quattro province” (AL-PC-GE).

Termine per le adesioni

Il termine per le richieste di adesione è il 28 febbraio 2020 ore 17. Entro la prima settimana di marzo saranno comunicati gli esiti della eventuale selezione.

 Modalità di iscrizione e costi

Per formalizzare la richiesta di iscrizione è necessario inviare entro venerdì 28 febbraio a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. i seguenti documenti:

  • la scheda di iscrizione (vedi allegato) debitamente compilata
  • scansione della Carta di Identità e del Codice Fiscale

Grazie al sostegno del Progetto AttivAree Oltrepò Biodiverso il corso è accessibile al competitivo costo di 200,00 €

 Tutte le informazioni sono indicate nell’allegata Scheda Informativa

Per informazioni ed iscrizioni: Fondazione per lo Sviluppo dell’Oltrepò Pavese – promotore del corso

Piazza Fiera 26/A, Uffici siti al primo piano presso Casa dei Servizi “G. Azzaretti”

0383.640637 – 54.57.35

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

www.attivaree-oltrepobiodiverso.it

INVIATE I VOSTRI COMUNICATI LE VOSTRE NEWS INERENTI ALL'OLTREPÒ A "IL PERIODICO NEWS" , ALL'INDIRIZZO MAIL : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Chiara Fantin, 39 anni, già responsabile di Area 1 (Tutela e Protezione della Salute e della Vita), è la nuova Presidente della Croce Rossa di Voghera. Succede ad Ondina Torti, in carica da quasi 7 anni presso il Comitato iriense: 112 voti a 79 è l'esito del voto di Domenica, per il rinnovo degli organi dei Comitati su tutto il territorio nazionale, cui seguirà il rinnovo dei vertici regionali e della governance nazionale.

"Per me è una grande soddisfazione, è un po' il coronamento di un percorso iniziato da tempo qui dentro con i volontari – spiega Chiara Fantin -. Cercherò di continuare il lavoro svolto da Ondina Torti, che voglio ringraziare per tutto quello che ha saputo darci in questi anni, grazie alla sua esperienza e professionalità che spero possa continuare a donare al Comitato anche in futuro. Mi piacerebbe avvicinare sempre più giovani, grazie anche agli incontri che programmiamo da tempo nelle scuole del territorio. Ma è importante anche valorizzare i volontari che, una volta andati in pensione, hanno qualche ora in più da dedicare ai numerosi servizi che offre la Croce Rossa, a partire dalla dialisi e dal trasporto infermi. E poi bisogna puntare sulla formazione dei nostri volontari e dipendenti, anche con i corsi di aggiornamento periodici, per garantire sempre più preparazione e competenza su ogni servizio".

Chiara Fantin, in questo percorso, verrà coadiuvata dai consiglieri Maria Luigia Botticini, Maurizio Bertelegni e Stefano Maroni. Consigliere giovane è stata eletta Chiara Ferrari, che sarà coadiuvata da Teresa Conte. Una volta insediati verranno nominati anche i Delegati di ciascuna Area. Intanto anche la Presidente uscente Ondina Torti ha voluto ringraziare tutti i volontari e complimentarsi con i nuovi eletti: "Auguro al nuovo Presidente e ai nuovi Consiglieri di avere anche solo una parte delle soddisfazioni che ho avuto, sia in quasi 7 anni di Presidenza, sia nei restanti 27 dove ho ricoperto vari incarichi sempre comunque al vertice. Ero, sono e sarò sempre orgogliosa di essere stata il vostro Presidente".

INVIATE I VOSTRI COMUNICATI LE VOSTRE NEWS INERENTI ALL'OLTREPÒ A "IL PERIODICO NEWS" , ALL'INDIRIZZO MAIL : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Come l’araba fenice, è rinata dalle proprie ceneri la Democrazia Cristiana. La Balena Bianca, la Diccì, il partito della nazione che in molti rimpiangono (e altrettanti denigrano). Si è arrivati a questa decisione dopo un lungo iter giudiziale – che non ripercorreremo in questo spazio perché davvero complesso; materia squisita per gli appassionati della scienza giuridica, meno per noi cittadini. Ciò che è stato, è stato. Guardiamo, piuttosto, al futuro: anche sui nostri territori iniziano a fermentare gruppi che intendono riprendere quella tradizione. E quando si tratta di democristiani, si tratta di gente che sa come muoversi sul palcoscenico politico. È difficile stabilire il peso elettorale di questa formazione nell’Anno del Signore 2020; è facile, invece, pensare che se torneranno in campo alcuni “cavalli di razza” della vecchia politica questi potranno, indipendentemente dalle percentuali risultanti dalle urne, ritagliarsi uno spazio dignitoso, cannibalizzando quanti sono finiti in politica per opportunità o per opportunismo. Con poco talento. E sono tanti. Un “cavallo di razza” è già sceso in campo ufficialmente: è l’avvocato vogherese Giovanni Valmori. Un uomo che vanta un lunghissimo curriculum nella pubblica amministrazione (sfiorò anche la candidatura a sindaco a metà degli anni ’90), ma rimasto per molti anni lontano dai ruoli attivi.

Avvocato, mi permetta di darle il mio “bentornato” nell’agone politico. Dunque, rinasce la Democrazia Cristiana. A molti verrà un brivido nel leggere questa notizia...

«Non lo so, perché ormai i partiti nascono e muoiono nel giro di cinque minuti. Da Renzi a Calenda, ognuno decide di fondare un partito: in tutta onestà penso ce ne siano troppi. La DC, se non altro, può vantare una tradizione lunghissima. Era morta o sembrava fosse morta, e in effetti si discuteva in tribunale sull’appartenenza del simbolo. Finalmente la Cassazione ha stabilito che questo simbolo esiste ancora ed è utilizzabile, e quindi è rinato o sta rinascendo il movimento.»

Quali sono i vostri punti di riferimento sullo scenario nazionale?

«Noi facciamo capo (dico noi perché io sono il responsabile per Voghera e il nord Oltrepò), ad un referente, che è il vicesegretario nazionale: l’onorevole Baruffi. Abbiamo aperto la sezione a Voghera, che è la prima a livello provinciale.»

Nella compagine dei rifondatori figurano esclusivamente coloro che erano iscritti al partito nel ‘93. Significa che, sotto sotto, non vi siete mai persi di vista?

«Non ci siamo mai persi di vista, assolutamente. Chi è nato democristiano, chi ha sempre avuto in mente e nel cuore i valori della DC, non si è mai perso di vista. E neanche adesso ci si perde di vista. A livello nazionale è stato fatto un patto: una confederazione fra movimenti di ispirazione cattolica in area di centro, quindi con l’UDC di Cesa, con i democratici cristiani di Rotondi (che si fregia di questo titolo), e con altri. Non è mai morta l’idea di ricreare il partito. E poi certamente i contatti, i segnali, ci sono sempre stati in questi anni.»

A Voghera chi ha già aderito?

«Stiamo organizzando a livello provinciale un gruppo di lavoro. Abbiamo già avuto adesioni, anche se non posso dirle quante perché non ho ancora formalizzato il tutto. Anche i contatti con gli altri partiti cattolici, parlo del mio amico Affronti e dell’UDC, ci sono. Ho visto tanta curiosità; il risveglio di vecchi sentimenti. E anche adesioni concrete, con richieste di iscrizioni.»

Quando e come verrà allargata la compagine alle “nuove leve”?

«Il movimento è già aperto a nuove iscrizioni. Chiunque si riconosca nei valori cattolici, nei valori che furono allora dettati da don Sturzo, nei valori sempre portati avanti dalla DC, le porte sono aperte. Anzi, ci auguriamo di ottenere presto nuove adesioni.»

A livello nazionale è partita una diffida ad utilizzare lo scudo crociato nei propri simboli a tutti i partiti che, in questi anni, lo avevano fatto. A partire dall’UDC. Alcuni potrebbero vederlo come uno schiaffo. Pensa che in Oltrepò non succederà?

«L’UDC a Voghera si basa su un uomo da sempre sulla breccia e con un consistente elettorato. Non credo si possano creare incomprensioni. Anzi, come dicevo, c’è un accordo a livello federativo – non solo quindi a livello locale – proprio per evitare scontri; con l’idea, al contrario, di collaborare insieme.»

Cosa si aspetta da questa avventura?

«Vediamo, intanto, la consistenza e la rispondenza sul territorio. A Pavia abbiamo già al lavoro un responsabile provinciale, che è il dottor Ernesto Chiesa. Quindi siamo presenti in tutta la provincia.»

Avete fatto dei programmi sul territorio?

«Programmi non ne abbiamo ancora definiti, però è chiaro ed evidente che essere presenti su un territorio significa interessarsi dei suoi problemi e delle sue istituzioni, come la Comunità Montana, o come quella che una volta si diceva essere la “capitale dell’Oltrepò”, cioè Voghera. Credo la sia ancora e spero rimanga tale.»

Voghera è quest’anno chiamata alle urne per l’elezione del sindaco ed il rinnovo del consiglio comunale. Sono certo che abbiate già qualche idea in merito… come vi muoverete?

«In questo momento non le so dire se ci sarà una nostra presenza autonoma o una collaborazione con altre forze di centro fondate sui nostri stessi obiettivi. Certamente le posso dire che saremo presenti nella prossima competizione elettorale. In qualche modo, in qualche forma, ma con una partecipazione attiva. Il nostro obiettivo è quello di dare il nostro apporto per risolvere insieme ad altri i problemi della città. Poi se ci sarà una nostra lista, o una partecipazione con nostri candidati in liste di appoggio ad un candidato di centro, in questo momento è prematuro dirlo e mi riservo di farlo prossimamente.»

Nel più squisito stile democristiano le sue parole mi sembrano tese a cercare l’incontro e non lo scontro.

«L’odio che ha caratterizzato la politica in questi ultimi anni non ci è mai appartenuto. Quando io ero capogruppo in consiglio comunale, facevo interventi che mi dicevano essere anche molto pesanti; però non ho mai ravvisato odio nei miei confronti, né io ho mai odiato chi non la pensava come me. Se mai, c’era una rivalità politica o una rivalità di idee. Finito il consiglio comunale si andava tutti quanti a mangiare una pizza al Gallo Rosso. Ho avuto più clienti, allora, iscritti al PCI che alla DC. Abbiamo sempre distinto il rapporto personale dalle diverse ideologie. Il modo in cui oggi si fa politica consiste nell’individuare un nemico, nel puntare sulla persecuzione personale, o su denunce alla magistratura per cose che c’entrano niente... uno stile che non mi è mai appartenuto e non mi apparterrà mai.»

Se c’è un obiettivo che vi prefissate, quindi, è proprio quello di riportare sulla scena un modo sano di fare politica?

«Uno stile che si è perduto, ideali che si sono persi, un modo di fare politica che non c’è più. Uno stile diverso da quello attuale: lo stile del gentleman. Il politico fa la sua parte perché ci crede, perché condivide un pensiero, perché sente di dover fare il suo dovere. Può riuscirci o meno; ma l’attacco personale, il considerare chi non la pensa come te un nemico invece che un avversario politico, non devono comparire. A questo si dovrebbe tendere: ad essere più uomini di fede politica, e meno avversari che si combattano per eliminarsi o per “sputtanarsi” l’un l’altro.»

Non vi spaventa il rischio che quel tempo sia lontano dall’immaginario dell’elettorato?

«Sì, è un rischio ed è comunque una concreta possibilità. Ma noi, senza nessuna velleità e senza nessuna pretesa particolare, ripresentiamo questo simbolo nel quale abbiamo sempre creduto e nel quale sempre crediamo e nel quale, per quanto mi riguarda, crederò sempre. Certo, per quanto mi riguarda qualcuno potrebbe pensare ciò che Montanelli aveva scritto ai tempi di Fanfani: “rieccolo”… perché io a Voghera ho fatto l’assessore, il consigliere comunale, il presidente di ASM…»

Poi, però, molti anni di silenzio.

«Le cose erano cambiate: il partito era scomparso, così come molti fra gli ex DC. Qualcuno non c’è più, qualcun altro è nel PD, qualcun altro in Forza Italia, molti nell’UDC... Noi con molta modestia ci presentiamo per dire che il simbolo è ancora qui, che alcuni di quegli uomini sono ancora qui. Poi l’obiettivo è semplicemente quello di lavorare insieme ad altri. I tempi sono cambiati e nessuno ha la pretesa di rifare la “balena bianca”...»

Neanche una sardina...

«Neanche una sardina, ma neanche una… trota.»

Gli spazi al centro si sono sempre più compressi nel corso degli anni, ma Voghera ha sempre rappresentato una sorta di “eccezione”…

«Ci si misura, non facendo l’errore di pensare che se tu nel 1996 hai preso 1500 voti li riprendi immediatamente adesso. Questo è un errore che fanno parecchi. Allora c’era una situazione, oggi ce n’è un’altra.»

È vero che sono passati molti anni dai suoi ultimi incarichi nella pubblica amministrazione. E che sono passati molti anni da quando la DC governava il Paese. Ma l’esperienza conterà ancora qualcosa, forse.

«L’esperienza vuol dire tanto, l’inesperienza anche. Se io penso agli esponenti del Movimento Cinque Stelle che sono finiti al governo senza esperienza, senza una base culturale o politica seria, senza sapere neanche di cosa parlano o di cosa trattano, allora questo mi fa pensare che il “nuovo” può a volte essere un elemento positivo, ma l’inesperienza fa danni.»

Un esempio?

«I danni li ha fatti l’inesperienza di un sindaco eletto a Roma quando sembrava che i Cinque Stelle dovessero essere i salvatori della città: abbiamo visto la situazione che Raggi ha creato nella capitale. Abbiamo visto, e vediamo purtroppo ancora, quello che succede al governo; le cose inconcepibili che riesce a fare una classe politica impreparata, che cambia quotidianamente il programma pensato il giorno prima. E che su un tema importante come la giustizia propone cose assurde, come l’abolizione della prescrizione, che significa trasformare un indagato in un indagato a vita. Questo è assurdo, immorale e inqualificabile. L’esperienza certo che serve. Da parte mia dico: largo ai giovani. Ma una preparazione di base penso ci debba essere. In questi anni si è cercato di “rottamare” tutto, per usare un’espressione di Renzi che poi si è rivolta a suo carico, visto che hanno rottamato lui... Purtroppo sono state rottamate anche esperienze importanti che, insieme all’entusiasmo giovanile, avrebbero potuto portare qualcosa di più concreto.»

Da qualche tempo si registra un desiderio diffuso di rivalutare la stagione politica conclusasi nel 1992. La recente canonizzazione mediatica di Bettino Craxi, pressoché incontrastata, la dice lunga sul punto al quale sia arrivata la riapertura di questi spazi. Ora, si tenta di far rinascere la Democrazia Cristiana: difficile pensare rinasca anche il Partito Comunista, o che tornino alla grande ribalta i Repubblicani, i Liberali, i Socialdemocratici o gli stessi Socialisti. Pensa sia possibile si verifichino episodi di trasformismo? Mi spiego meglio: pensa sia possibile che alcuni esponenti di altri vecchi partiti, accomunati dal desiderio di un modo di fare politica e messe da parte le ideologie del Novecento, entrino a far parte (a titolo personale) della vostra alleanza?

«Riprendo il discorso fatto prima. Più che voglia di tornare a quegli anni, penso ci sia fra la gente la voglia di riscoprire quei valori veri. Quando si parla di Prima Repubblica si parla di forze politiche ben definite -  PCI, PSI, DC, PLI… - con dei programmi precisi, con una visione della società delineata chiaramente. Non c’era né l’odio, né l’idea di tracciare una linea politica contro un nemico. Contro Berlusconi, contro Salvini, contro chiunque altro. Ribaltiamo il pensiero: non ci pensiamo “contro”, ma “a favore di”. A favore della città, della popolazione, dei cittadini. Certo, ci sono stati dei problemi nella Prima Repubblica. La corruzione, il finanziamento dei partiti. Ma la corruzione non è stata scoperta durante la Prima Repubblica, non l’ha fermata la Seconda né lo farà la Terza. Esiste dai tempi degli antichi Egizi, figuriamoci… questo ovviamente non significa che si debba far finta di niente. I partiti sono soggetti strani: hanno grosse problematiche di organizzazione, devono trovare fonti di finanziamento. Il dibattito non ha mai trovato soluzioni adeguate.»

Quindi? Come vi rapporterete con gli altri “reduci”?

«Ritornare ai valori della Prima Repubblica significa ritornare ai valori veri, ai valori di una volta. Rimpiangere la Prima Repubblica significa rimpiangere l’esistenza di forze politiche vere, di uomini che ci credevano, con esperienze maturate in scuola di partito... ma vi ricordate la scuola di partito dei comunisti, o la scuola della Camilluccia... non si può mandare allo sbaraglio una persona a fare il consigliere comunale senza che questo sappia le norme che regolano un’amministrazione comunale. O addirittura a fare il senatore chi non conosce i principi fondamentali della Costituzione, il diritto amministrativo. Chi si riconosce in questa concezione può entrare in contatto con noi, al di là delle vecchie divisioni.»

Pensa?

«Certo che lo penso, lo penso e lo vivo personalmente. Ho avuto tante telefonate in questo senso di persone di cui non posso fare nomi che hanno visto e vedono con piacere un ritorno della “balena bianca”, come loro la chiamano ancora, e come la chiamo ancora io, anche se non sarà più una grande balena. Quindi penso proprio ci sarà questo aggregamento anche persone che allora gravitavano in altri partiti o che ora gravitano sotto bandiere diverse. E mi auguro accada, a patto che condividano questa nostra impostazione.»

Nella politica vogherese c’è un nome forte che sta vivendo un momento di transizione. Un nome che ricorda molto della vecchia DC, per questione dinastica: Azzaretti.

«Io a Marina Azzaretti esprimo, come ho sempre fatto, il più grande apprezzamento per quello che ha fatto durante il suo assessorato, perché era stata veramente l’asse portante di una amministrazione. Non ho capito e non voglio neanche capire i problemi interni a Forza Italia che hanno portato alla sua defenestrazione. Marina Azzaretti mi è cara per due motivi. Primo, perché la conosco da un’infinità di anni. Secondo, per il ricordo di suo papà, che per me non è solo stato un maestro ma anche un grande amico, come del resto ha sempre dimostrato anche lui nei miei confronti. Un duplice motivo di legame e di affetto. Credo che il suo ruolo non sia finito; mi auguro possa trovare la sua collocazione e possa ritornare ad essere un valore aggiunto per qualsiasi amministrazione futura di Voghera.»

Vuole mandare un messaggio a Marina?

«Un messaggio... Marina, sei stata brava e sei stata forse offesa: ma l’offesa in politica è un schiaffo che prima o poi tutti quelli che fanno ricevono. Ne ho ricevuto tanti anche io in passato. Però non mollare. Siamo qua, parliamone.»

di Pier Luigi Feltri

 

  1. Primo piano
  2. Popolari