Martedì, 07 Luglio 2020
 

A Bagnaria due incidenti, uno alle 12,30 ed uno alle 19,00 circa. Brutta domenica lungo la  Strada Provinciale del Penice, sia alle 12,30 che alle 19,00, la dinamica ha visto lo scontro tra un’auto ed uno moto. Mentre alle 12,30 i feriti sono stati trasportati all’ospedale con le autoambulanze, il secondo incidente, che sembrerebbe molto più grave, ha visto intervenire pochi minuti orsono l’elisoccorso con due elicotteri per trasportare il conducente ed il passeggero della motocicletta, per l'automobilista che risulta illeso, solo un grande spavento. In entrambi i casi le forze dell’ordine stanno verificando la dinamica.

In mattinata , verso le 9,30, un altro incidente a Godiasco, dove un motociclista ha subito una rovinosa caduta.

Anche i ciclisti sono stati attori di incidenti, due cadute in mattinata una a Cigognola, verso le 10,30 ed una a Barbianello, verso le ore 12,00. In entrambi i casi le condizioni dei due ciclisti non destano preoccupazioni    

*IMMAGINE DI REPERTORIO      

"Trascorsi questi mesi in cui l’obiettivo primario è stato quello di mettersi a disposizione dei pazienti e delle loro necessità, del territorio e degli ospedali limitrofi, - scrive la Casa di Cura Villa Esperia - si accinge a tornare alla normalità. Dopo la ripresa delle prime attività ambulatoriali di Diagnostica per immagini e di Cardiologia, la struttura sta organizzando la riattivazione di tutte le consuete prestazioni di ricovero e cura ed ambulatoriali già erogate prima dell’emergenza Covid-19. Dai reparti di degenza si sta procedendo alla dimissione degli ultimi pazienti Covid progressivamente guariti, in modo da poter riprendere le attività di riabilitazione in completa sicurezza e a seguito di accurata sanificazione. La direzione strategica ha messo a disposizione tutti i dispositivi di protezione necessari e le misure idonee per operare in totale sicurezza e garantire la salute di tutti gli operatori in servizio e degli utenti in generale. Tale politica ha dato i suoi frutti dal momento che non si sono rilevati casi di positività al Covid-19 sia nella struttura di Salice Terme che presso il Sorbo Rosso di Rivanazzano, altra struttura del gruppo. L’ingresso in struttura è organizzato attraverso la definizione di percorsi ben definiti e tutti gli utenti e gli operatori che varcano la soglia vengono sottoposti a rilevazione della temperatura mediante termoscanner; sono inoltre previste procedure specifiche per la regolamentazione degli accessi già in fase di prenotazione. Nei prossimi giorni si proseguirà con la riapertura di tutte le attività ambulatoriali precedentemente erogate, sempre nel rispetto di tutte le norme di sicurezza e distanziamento sociale. È già possibile effettuare la prenotazione avvalendosi delle modalità precedentemente disponibili, viene soprattutto consigliata la prenotazione on-line e telefonica, mentre non è consentita la prenotazione allo sportello. Nonostante tutte le criticità intrinseche nell’emergenza vissuta, il personale ha partecipato - conclude Villa Esperia -  senza mai perdere il sorriso dietro la mascherina, con passione e spirito di squadra sempre crescente man mano che i pazienti venivano dimessi guariti. A loro va il nostro sentito ringraziamento." 

INVIATE I VOSTRI COMUNICATI LE VOSTRE NEWS INERENTI ALL'OLTREPÒ A "IL PERIODICO NEWS" , ALL'INDIRIZZO MAIL : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

"Egregio direttore, per l’ennesima volta, ci siamo trovati di fronte al non rispetto delle regole su come gestire il proprio cane all’interno del parco di Salice. Abitiamo vicino a Salice e abbiamo due bambini piccoli, quindi siamo ritornati ad andarci spesso. Sarà una coincidenza... ma tutte le volte che andiamo noi alcuni cani girano liberi non tenuti al guinzaglio. Ora, premesso che amiamo gli animali, che in famiglia abbiamo un cane, che capiamo quanto un animale possa essere un compagno di vita per alcune persone, ci troviamo in questo specifico momento ad essere genitori e a mettere davanti a tutto la sicurezza di due bambini molto piccoli.

Ritengo che dei bambini di pochi mesi e di pochi anni possano avere paura o rischiare di farsi male con un cane che semplicemente vuole giocare; è successo (anche a persone che conosciamo) e può succedere, è nella natura del cane e del bambino. Mio figlio di 6 anni ha paura dei cani che gli corrono incontro, devo fargliene una colpa? Tutte le volte, a fronte di una richiesta di tenere un cane legato nel parco abbiamo ricevuto l’ennesima risposta scocciata e sarcastica: «Vieni Fido, fai vedere quanto sei pericoloso!» o «Come il mio cane dovrebbe stare nella zona dedicata allora anche i bambini dovrebbero stare nella loro zona sicura...», dopo ovviamente la frase ripetuta da tutti «ma il mio cane è buono»

Insomma, ti fanno passare dalla parte del torto e hanno ragione loro… I cani hanno diritto a stare nei parchi pubblici e il guinzaglio garantisce il diritto ai bambini di starci in tranquillità. I padroni devono essere semplicemente i garanti di questo civile equilibrio, ma non solo non lo sono, purtroppo non rispettano una legge e per questo spero che ci siano più controlli e non solo a Salice, da chi di dovere.

Barbara Girani - Voghera"

INVIATE LE VOSTRE LETTERE INERENTI ALL'OLTREPÒ A "IL PERIODICO NEWS" , ALL'INDIRIZZO MAIL : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Classe 1984, consegue la Maturità Classica a Voghera. Durante gli ultimi due anni delle scuole superiori si diverte ad aiutare gli organizzatori delle feste studentesche e, parallelamente, gioca a tennis con buoni risultati agonistici... senza immaginare che da lì a poco entrambe le passioni diventeranno due professioni. Allora ventenne, grazie ad un rocambolesca concatenazione di eventi inizia a formarsi nell’ambito dell’insegnamento sportivo: prima al Tennis Club di Bressana Bottarone, ove aiuta il Maestro del Circolo, poi approfondendo la materia tra Verona e Milano, frequentando lezioni ed ottenendo la Qualifica Federale. Questo “mestiere” lo impegnerà per undici anni tra i Club di Tortona e, sopratutto, Sale. Parallelamente, in quegli stessi anni, si cimenta, nei locali di famiglia, come cameriere, barista e/o dj, per poi affacciarsi all’organizzazione dell’intrattenimento serale: dapprima sotto forma di eventi occasionali, che via-via si sono trasformati in routine o in vere e proprie attività stagionali. Spazia tra diversi locali, quali LeoBardo, Foresta, Club House, Golf, Buca, Sporting... provando collaborazioni con gestioni diverse e variando molto sia il team di lavoro che il comparto soci. Con tempo ed esperienza, abbandona l’insegnamento del tennis per concentrarsi, senza attenuanti, al lavoro di famiglia. Abbiamo incontrato Leo Santinoli.

Da che data i suoi locali sono chiusi? Ha già dovuto sostenere spese di ordinaria amministrazione, strutturali, gestionali e fiscali in questo lasso di tempo?

«La chiusura è avvenuta Sabato 22 febbraio scorso: si tennero le ultime due serate al Club House ed allo Sporting. Furono due feste eloquenti: nel giro di 24 ore, dopo un ottimo venerdì, si erano completamente persi i presupposti necessari all’intrattenimento. L’angoscia aleggiava, e questo mi fece propendere il giorno successivo per la chiusura immediata. Qualche giorno dopo il Presidente del Consiglio, con il suo D.p.c.m., rese obbligatorio ciò che era presso le mie strutture era già in essere. I costi, ad eccezione di alcune forniture che sono state stornate per il reso merce e di quelli inerenti al personale in cassa integrazione, non ancora accredita, sono rimasti preoccupantemente invariati. La speranza è avere quanto prima lumi dall’alto su come procedere, perché in questa fase, oltre alla preoccupazione per la crisi sanitaria che ovviamente ha precedenza su tutto, inizia ad aleggiare il timore di non riuscire a garantire nel medio termine la sopravvivenza delle aziende».

La vostra Associazione come si sta muovendo all’interno dell’emergenza?

«Nella prima fase la situazione sanitaria era talmente grave che l’ambito lavorativo è passato in secondo piano. “Asso Intrattenimento”, la nostra associazione, dapprima ha annoverato le criticità dei gestori sparsi sul territorio Nazionale filtrando le informazioni tramite noi delegati di zona, ed in seconda battuta, dopo lunghe riunioni in webcam tra gli associati e gli studi professionali che con noi collaborano, abbiamo riassunto in un protocollo le informazioni che sarebbero dovute servire alla “Task Force” Colao per comprendere le particolarità del nostro settore. La fase attuale è quella di attesa: attesa di un interlocuzione con chi dovrebbe dall’alto indicarci la via da seguire. Potremo riaprire? Se sì, lo potremo fare a condizioni sostenibili? E se ci verrà proibito di aprire, come verranno tutelati in nostri lavoratori e le nostre aziende? Avremo sostegni per resistere a questi lunghi mesi di “fatturato zero” oppure saremo costretti a cambiare lavoro? Queste sono le domande per le quali attendiamo risposta».

Al momento della chiusura forzata, quanti dipendenti erano in carico presso le sue strutture?

«78 persone, tra collaboratori e dipendenti...».

Ha ricevuto e/o attivato contribuzioni statali a tutela della sua Impresa?

«Per ora nulla. Anche se sono state inoltrate già delle prime date utili le richieste della cassa integrazione e dei finanziamenti per le imprese».

Lei è molto attivo, giustamente, anche sul fronte promozionale legato ai Social Networks, sui quali da settimane ormai divampano polemiche, discussioni, reportage e molto altro ancora: ci da un suo feedback a riguardo?

«Ho completamento rinunciato, in questi mesi, a mantenere attivi i Social Networks dei locali che gestisco: non avevo l’entusiasmo giusto, ed ogni messaggio che avrei veicolato mi sarebbe sembrato triste, stucchevole e fuori luogo. Dal mio “Social” personale, invece, mi sono lasciato incuriosire dal trend dilagante “l’opinionismo sempre e comunque” che mi pare chiaramente motivato da un bisogno dilagante di conforto... Probabilmente in questa fase di forte stress c’era la necessità per molti di dare spazio al cogito di pancia, una sorta di sfiato di sopravvivenza. Alcuni spunti li ho trovati interessanti, altri meno, ma, al di là dei contenuti espressi, mi sono reso conto ancor di più di quanto il ruolo del Social sia diventato dominante in moltissime vite. Ed a questo ho dedicato più di una riflessione».

Nella sua idea personale, quali meriti riconosce alla gestione dell’emergenza e quali demeriti, se ve ne fossero, o comunque, cosa ritiene si possa fare e non si è ancora fatto?

«Farmi recensore di un piano emergenziale che ha affrontato un fenomeno inedito e di portata mondiale non mi va. Certo questa situazione ha messo ancor più a nudo quelle deficienze nazionali note a tutti, ma che per una ragione o per l’altra, per lo meno da quando sono al mondo, non hanno mai vista un’inversione di tendenza, anzi, semmai il contrario. Non mi piace criticare senza addurre possibili soluzioni, quindi soprassiedo perché purtroppo questo argomento mi vedrebbe solo dispensare soluzioni che, alla luce dei fatti, sarebbero solo utopia. Forse ci vuole più visione di quanto io oggi ne disponga, più fiducia nella collettività e nel senso di responsabilità, non so».

Cosa prevedere per questa “fase 2” e la successiva “fase 3” per quanto concerne il suo settore e l’Oltrepo in generale?

«Se la maestra delle elementari mi desse come compito di scrivere un tema sul mio lavoro inizierei così: “mi piace ridurre le distanze tra le persone e con l’aiuto della musica cerco di farle ritrovare tutte nelle stesso posto”. Chiaro è che in un mondo in “fase Covid”, in cui l’assembramento è qualcosa da evitare, non vedo chance per chi ha le mie skills. Ovviamente, fino a che non arriveranno lumi dalla comunità scientifica. La discoteca non la si frequenta perché si ha sete: quella è una conseguenza; per bersi un drink ci sono mille alternative molto più valide, come bar, pub, le taverne di casa, le hall degli hotel...La discoteca è un luogo in cui ci si reca solo se in possesso di una predisposizioni al divertimento ed alla socializzazione. Un posto in cui va garantita la massima sicurezza del cliente facendo attenzione a non minare quella suddetta predisposizione, perché il divertimento non lo crea il locale: semmai lo amplifica, lo potenzia, lo estrae da un animo già predisposto. Se questa predisposizione è minata dall’angoscia, non esiste festa e non esiste futuro per chi fa quel mestiere. Un mestiere bellissimo, che mi manca molto. Per gli altri settori, la situazione, seppur nella criticità, è diversa: chi offre un servizio effettivo e non emotivo può avere qualche chance in più. L’asporto, il delivery e la qualità del prodotto nell’ambito della ristorazione e del beverage credo possano avere qualche chance in più in una finestra temporale più ravvicinata».

Pensa di convertire gli spazi, i locali estivi da lei gestiti in formule adeguate al distanziamento sociale, magari modificandone i servizi?

«Snaturare è un verbo che odio. L’identità di un posto non va cambiata se non a fronte di investimenti e progetti che non vedo realizzabili ora nell’uno-due. Quindi non credo che trasformerò una fantastica discoteca in un lounge-bar raffazzonato per l’ansia di far qualcosa. L’entusiasmo è tanto, la voglia di fare non manca, ma sopratutto, in questa fase, è molto importante ponderare i rischi. Fortunatamente, nelle ultime due settimane, mi è venuta un’idea innovativa ma coerente con le mie skills che forse potrebbe meritare un esperimento estivo. Vedremo...».

Ritiene che la discoteca puramente intesa avrà l’annunciato decorso di praticamente 12 mesi o più ancora di stop?

«Potrebbe darsi che nel giro di due settimane tutto cambi, e quando leggerò questo articolo pubblicato il Naki sarà aperto. Oppure che a Dicembre, per accendere il camino, mi ritroverò questa pagina de Il Periodico tra le mani e, amaramente, sorriderò pensando al Club House ancora chiuso. Ed io, reinventato in qualche altra attività. Chissà... Chi fa l’imprenditore in Italia è abbastanza allenato ad aspettarsi sviluppi improvvisi; la reattività oggi è la qualità che, insieme al buonsenso, fa la differenza. Quindi non mi sento di fare previsione... ma una cosa voglia dirla: che sia tra 20 giorni o fra un anno o fra dieci credo che le persone desidereranno sempre ritrovarsi in uno stesso luogo per divertirsi insieme. Non temo che si possano disabituare? Non temo che possano essere timorose? Non temo che la crisi economica impedirà a molti di uscire con la stessa frequenza di prima? Certo! Ma sono anche sicuro che quella sorta di bisogno primordiale di convivialità nell’uomo permetterà sempre al mio settore di avere ruolo ed un futuro, e quando arriverà il fatidico giorno in cui verrà liberalizzato l’abbraccio, fare festa sarà bellissimo! Anche molto più bello di prima!».

di Lele Baiardi

 

Fino al 28/08/2020 senso unico alternato regolamentato da impianto semaforico per tratti progressivi di lunghezza mai superiore a ml. 200, lungo la S.P. ex-S.S. n. 461 “Del Passo Penice”, dalla Prog. Km 12+130 alla Prog. Km.14+655, tratto ricadente nel territorio comunale di Godiasco Salice Terme, dalle ore 08:00 di ogni lunedì sino alle ore 18:30 di ogni venerdì, ad esclusione di ogni fine settimana (sabato e domenica) e di concomitanti festività. Il senso unico è necessario per l'effettuazione in sicurezza dei lavori realizzazione della dorsale idrica di trasporto dalla pianura vogherese verso l’area di Montebello della Battaglia/Casteggio e verso l’alta collina.

Ecco l'Ordinanza : SETTORE LAVORI PUBBLICI, EDILIZIA, TRASPORTI

Visto il D. L.vo 30/04/1992 n. 285 “Nuovo Codice della Strada” e s.m.i.;

Visto il Decreto del Presidente della Provincia di Pavia n. 109 del 12/04/2018;

Richiamata la precedente ordinanza n. 56 del 24/02/2020;

Vista la richiesta dell’Impresa Sangalli SPA in A.T.I. con Impresa Suardi SPA titolare dei lavori: “REALIZZAZIONE DORSALE IDRICA DI TRASPORTO DALLA PIANURA VOGHERESE VERSO L’AREA DI MONTEBELLO DELLA BATTAGLIA/CASTEGGIO E VERSO L’ALTA COLLINA”, pervenuta mezzo PEC in data 13/05/2020 e registrata al PG 32022/2020, rivolta ad ottenere una proroga al provvedimento n. 56 del 24.02.2020 di senso unico alternato regolamentato da impianto semaforico lungo la S.P. ex-S.S. n. 461 “Del Passo Penice” dalla Prog. Km 12+130 alla Prog. Km.14+655 tratto ricadente nel territorio comunale di Godiasco (PV);

Richiamata la concessione/autorizzazione di questa Provincia P.G. n. 12717/2020 del 13/02/2020, con la quale venivano autorizzati i suddetti lavori; Considerato che i lavori vennero interrotti per il sopraggiungere dell’emergenza legata alla diffusione dell’epidemia da COVID-19;

Considerato che per consentire l’esecuzione dei lavori di cui sopra in condizioni di sicurezza occorre procedere all’istituzione di senso unico alternato regolamentato da impianto semaforico per tratti progressivi di lunghezza mai superiore a ml. 200= lungo la S.P. ex-S.S. n. 461 “Del Passo Penice” dalla Prog. Km 12+130 alla Prog. Km.14+655 a decorrere dalla data odierna a tutto il 30.05.2020 con le seguenti modalità orarie ovvero dalle ore 08:00 di ogni lunedì sino alle ore 18:30 di ogni venerdì (h. 24/24) ad esclusione di ogni fine settimana (sabato e domenica) e di concomitanti festività; tutto ciò premesso

ORDINA L’istituzione di senso unico alternato regolamentato da impianto semaforico per tratti progressivi di lunghezza mai superiore a ml. 200= lungo la S.P. ex-S.S. n. 461 “Del Passo Penice” dalla Prog. Km 12+130 alla Prog. Km.14+655 a decorrere dalla data del 01.06.2020 a tutto il 28.08.2020 con OGGETTO: ISTITUZIONE DI SENSO UNICO ALTERNATO REGOLAMENTATO DA IMPIANTO SEMAFORICO PER TRATTI PROGRESSIVI DI LUNGHEZZA MAI SUPERIORE A ML. 200= LUNGO LA S.P. EX-S.S. N. 461 “DEL PASSO PENICE” DALLA PROG. KM 12+130 ALLA PROG. KM.14+655 A DECORRERE DALLA DATA DEL 01.06.2020 A TUTTO IL 28.08.2020 CON LE SEGUENTI MODALITÀ ORARIE OVVERO DALLE ORE 08:00 DI OGNI LUNEDÌ SINO ALLE ORE 18:30 DI OGNI VENERDÌ (H. 24/24) AD ESCLUSIONE DI OGNI FINE SETTIMANA (SABATO E DOMENICA) E DI CONCOMITANTI FESTIVITÀ. le seguenti modalità orarie ovvero dalle ore 08:00 di ogni lunedì sino alle ore 18:30 di ogni venerdì (h. 24/24) ad esclusione di ogni fine settimana (sabato e domenica) e di concomitanti festività.

La presente ordinanza, ai sensi dell’Art.5, co. 3 del vigente N.C.d.S. (Nuovo Codice della Strada) e s.m.i. è resa nota al pubblico mediante l’installazione dei prescritti segnali unitamente al posizionamento di tutta la necessaria segnaletica orizzontale/verticale di cantiere per la disciplina del transito veicolare ovvero l’istituzione del senso unico alternato regolato da impianto semaforico a norma del D.M. 22 gennaio 2019; E ’incaricata dell’esecuzione della presente ordinanza e quindi della posa ed il mantenimento in perfetta efficienza della segnaletica verticale/orizzontale nondimeno dei dispositivi semaforici, l’Impresa Sangalli S.p.A. con sede via San Cassiano n. 8, 24030 – Mapello - (BG) C.F. 00811590165 in qualità di Impresa Esecutrice dei lavori in parola, a nome e per conto di Pavia Acque S.C.AR.L. via Donegani n. 21 – 27100 - Pavia.

Il presente nullaosta, viene rilasciato ai sensi dell’Art. 21 del precitato D.Lgs. n. 285/92 “Nuovo Codice della Strada” e s.m.i., in ossequio alle norme sulla sicurezza dei cantieri di cui al D. Lgs. n. 81 del 09.04.2008 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, a norma del D.M. 10.07.2002 per il segnalamento dei cantieri temporanei stradali e del D.M. 22 gennaio 2019. Al termine di ogni settimana lavorativa (dalle ore 18:30 di ogni venerdì sino alle ore 08:00 del lunedì successivo) nondimeno in occasione di giorni e/o periodi di festività (dalle ore 18:30 del giorno precedente la festività sino alle ore 08:00 del giorno successivo la festività stessa), la circolazione veicolare avvenire senza alcun impedimento di sorta mentre la sede stradale dovrà essere ineccepibile sotto il profilo della transitabilità così come le relative pertinenze dovranno essere libere da depositi di materiale, mezzi meccanici, segnaletica non coerente, etc. e quant’altro possa divenire di nocumento al transito veicolare in genere. Copia del provvedimento verrà portato tempestivamente a conoscenza delle Autorità (Polizia Stradale, Carabinieri, mezzi di soccorso, Comuni di Godiasco Salice Terme e limitrofi) ed infine il Tecnico Stradale competente per Reparto nella persona del Sig. Graziano Acerbi (cell. 335/7390761), dall’Ente proprietario della strada. La Provincia sarà ritenuta sollevata ed indenne da qualsiasi pretesa di carattere civile / penale proveniente da terzi ovvero da utenti della strada, in dipendenza dei lavori di cui trattasi o peggio a causa della mancata osservanza delle suddette prescrizioni, pertanto qualsiasi responsabilità per danni a persone o cose resteranno in capo, l’Impresa Sangalli SPA con sede via San Cassiano n. 8, 24030 – Mapello – BG C.F. 00811590165 in qualità di Impresa Esecutrice dei lavori.

 

Il fatto che dal 18 maggio si potessero tirare su le saracinesche non significa che tutti lo abbiano fatto. Soprattutto tra baristi e ristoratori è prevalsa la prudenza e diversi hanno preferito restare un attimo in più alla finestra per attendere i primi risultati di una ripartenza che, senza la propensione di tutti ad adeguarsi alle nuove regole per la convivenza sociale, potrebbe rivelarsi un pericoloso boomerang fino a rispedire tutti, come nel gioco dell’oca, alla casella di partenza. Chi ha deciso di non riaprire subito lo ha fatto principalmente per  mancanza di tempo per adeguarsi a norme uscite all’ultimo minuto, per poter valutare l’evolversi della situazione dei contagi su un tempo più lungo oppure per via delle spese ingenti che si sarebbero dovute sostenere con le indicazioni “della prima ora”.

«Abbiamo deciso di prenderci più tempo per attendere che le norme espresse dal decreto legge venissero collaudate e soprattutto per poter garantire la sicurezza alle persone» spiega Andrea Marsiglia del Pub Soqquadro di viale Diviani A Salice Terme, che ha preferito prendersi un po’ di tempo in più per poter in qualche modo “prendere la rincorsa”. «Ci siamo dati da fare per ripensare la nostra attività, i suoi spazi, l’offerta al cliente. Il nostro desiderio è dare la possibilità alle persone di ritornare a godere di questa ritrovata libertà senza il timore di qualcosa che è ripartito senza le giuste attenzioni e riflessioni. Questa fase andrà bene se ognuno farà diligentemente la sua parte e noi ci stiamo assolutamente dando da fare per fare la nostra al meglio e siamo certi che i nostri clienti sono sulla nostra stessa lunghezza d’onda».

Se il decreto approvato fosse stato quello pensato inizialmente, con la distanza di quattro metri tra i tavoli o, in alternativa, il plexiglass, probabilmente Soqquadro come molti altri piccoli locali non avrebbe più aperto. «Si è aspettato fino all’ultimo e come categoria siamo stati “graziati” rispetto alle regole previste dai primi rumors. Rispetto a quello che poteva essere l’acquisto di plexiglas o ai 4 metri di distanza diciamo che le nuove direttive dovrebbe incentivare un po’ di più la gente ad andare in giro».

Riguardo ai costi della ripartenza, Marsiglia pone l’attenzione sugli investimenti fatti prima del Covid e che non potranno essere ammortizzati. Lui, come altri, aveva da poco deciso di puntare sulla musica dal vivo e la programmazione di alta qualità che stava proponendo stava iniziando a dare risultati importanti. «Abbiamo dovuto buttare della merce, ma la preoccupazione maggiore è per chi aveva puntato sulla musica dal vivo spendendo parecchio in attrezzatura e adesso non può lavorare». Su quali siano in generale i problemi principali cui la sua categoria deve far fronte ha le idee piuttosto chiare. «Mancanza di aiuto reale dallo Stato. Personalmente non conosco nessuno che abbia ricevuto neppure i famosi 600 euro. Mancano le casse integrazioni, che potrebbero permetterci di sostenere alcune situazioni con i dipendenti. Poi ci sono tasse, mutui, affitti: spese solo posticipate ma che restano»

di Christian Draghi

Nei Comuni di Bagnaria, Borgo Priolo, Borgoratto Mormorolo, Brallo di Pregola, Casei Gerola, Cecima, Codevilla, Colli Verdi, Corana, Cornale e Bastida, Godiasco Salice Terme, Menconico, Montalto Pavese, Montesegale, Ponte Nizza, Retorbido, Rivanazzano Terme, Rocca Susella, Romagnese, Santa Margherita di Staffora, Silvano Pietra, Torrazza Coste, Val di Nizza, Varzi, Voghera, Zavattarello, il Comune di Voghera, in qualità di Ente capofila del Piano di Zona dell’ambito distrettuale Voghera e Comunità Montana Oltrepò Pavese, ha approvato il Piano operativo di programmazione del fondo per la non autosufficienza per il 2020 che prevede la possibilità di presentare domanda per l’assegnazione del buono sociale a favore delle persone con disabilità grave o non autosufficienti.

Il buono sociale a favore delle persone con disabilità grave o non autosufficienti è finalizzato a compensare le prestazioni di assistenza assicurate dal caregiver familiare e/o le prestazioni di personale di assistenza impiegato con regolare contratto.

Sono destinatari del buono sociale le persone in possesso di tutti i seguenti requisiti:

  • di qualsiasi età, al domicilio, che evidenziano gravi limitazioni della capacità funzionale che compromettono significativamente la loro autosufficienza e autonomia personale nelle attività della vita quotidiana, di relazione e sociale;
  • in condizione di gravità così come accertata ai sensi dell’art. 3, comma 3, della legge 104/1992 ovvero beneficiarie dell’indennità di accompagnamento di cui alla L. n. 18/1980 e successive modifiche/integrazioni con L. n. 508/1988;
  • con i seguenti valori massimi ISEE di riferimento: sociosanitario fino a un massimo di € 25.000,00, ordinario in caso di minori fino a un massimo di € 40.000,00.

I destinatari del buono devono essere residenti nei Comuni di Bagnaria, Borgo Priolo, Borgoratto Mormorolo, Brallo di Pregola, Casei Gerola, Cecima, Codevilla, Colli Verdi, Corana, Cornale e Bastida, Godiasco Salice Terme, Menconico, Montalto Pavese, Montesegale, Ponte Nizza, Retorbido, Rivanazzano Terme, Rocca Susella, Romagnese, Santa Margherita di Staffora, Silvano Pietra, Torrazza Coste, Val di Nizza, Varzi, Voghera, Zavattarello.

La domanda può essere presentata da Venerdi 15 Maggio 2020 a Martedi 30 Giugno 2020:

  • presso il Comune di residenza;
  • tramite posta al seguente indirizzo: Comune di Voghera, Ufficio Protocollo, Piazza Duomo n. 1, 27058, Voghera;
  • tramite email al seguente indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Per maggiori informazioni: tel. 0383/336478 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Scarica i moduli

Nato a Voghera, classe 1994. Residente nel Comune di Godiasco-Salice Terme, si laurea nel 2018 presso il D.A.M.S. (Disciplina delle Arti, della Musica e dello Spettacolo) a Bologna, inseguendo e realizzando quelle che sono state le proprie passioni sin dagli anni dell’adolescenza, ovvero: musica, teatro, letteratura, arti figurative e, soprattutto, cinema, materia sulla quale si è maggiormente concentrato. E filosofia, che auto-definisce come “la mia croce”. Partito i primi di Marzo scorso alla volta di Hollywood, Los Angeles – California, Stati Uniti d’America, alla ricerca di ulteriore esperienza, si è visto costretto “ad una ritirata” causa emergenza sanitaria. Ci racconta la sua esperienza anche se breve Haikel Amri.

La prima domanda che voglio rivolgerle è, probabilmente, scontata: cosa l’ha portata ad optare per questo trasferimento?

«Guardi, non è una domanda per nulla scontata, in virtù degli eventi... La mia prima destinazione alla ricerca di esperienze nel settore cinematografico, mesi or sono, è stata Roma, la Città Eterna dell’Arte e del Cinema Italiano. Era questa la scelta iniziale per la mia carriera lavorativa. Avevo già pianificato la partenza per Martedì 4 Febbraio, ma... nella notte di sabato 1 Febbraio ho incontrato, davvero con sorpresa, l’amica liceale Marta Aramini, che non vedevo da tempo. Conoscendomi e conoscendo le mie passioni, è stata lei, al termine della narrazione del mio imminente trasferimento capitolino, a propormi di condividere l’appartamento in Los Angeles dove vive con il compagno Rodolphe, conosciuto in Erasmus a Strasburgo. Dopo una telefonata durata fino all’alba con un amico dalle grandi, grandissime esperienze, alle 6.30 avevo già deciso che l’avrei richiamata e non mi sarei fatto scappare l’occasione! Esattamente un mese dopo, il 4 di marzo, ero dall’altra parte del mondo...».

Che impressione le ha dato Los Angeles, la sua atmosfera, la sua vita...

«La prima impressione per i “Fresh-off of the Boat”, così vengono qui definiti quelli come me appena sbarcati, è di essere spersi in una giungla di asfalto. Le macchine sfrecciano veloci per strade enormi, tutto è più... grande “del normale” per un europeo. Automobili di grossa cilindrata, strade a minimo 4 corsie, spiagge e parchi sterminati. Insomma, nulla è a misura d’uomo. è impossibile “camminare”: qui ti serve sempre un’automobile. Ma ancor più che l’impatto visivo e spaziale (lo spazio è sempre una costante in abbondanza), l’energia delle persone è... differente. La sensazione è di poter essere partecipe in qualunque momento di qualsiasi cosa accada. Ed è più di una sensazione: sembra proprio che possa accadere qualsiasi cosa in ogni momento! Non si possono fare piani o programmi, nemmeno la mattina prima di uscire di casa. Credo che questa sia la cosa che ho amato di più da quando sono sbarcato».

Com’è cambiata Los Angeles dal suo arrivo, considerando il tragico momento storico?

«Alla metà di Marzo tutto è cambiato. In maniera graduale, ma molto rapida. Le persone hanno cominciato a tenere le distanze, prima e poi, nel giro di pochi giorni, si sono auto-isolate. Ognuno stava nella propria abitazione, ancor prima che il Governo annunciasse lo stato di emergenza. Le attività hanno chiuso ogni tipo di servizio, fino a lasciare solo il “Delivery” (consegna a domicilio, n.d.r.) per beni di qualsiasi ordine, dagli alimentari agli alcolici, ai tabacchi, etc. Uscire e vedere. Los Angeles deserta, di persone ma ancor più di automobili, è davvero... straniante! Nonostante non ci sia l’obbligo tassativo di rimanere a casa, come in Italia, il senso civico e di sicurezza personale è assai maggiore qui, ed ognuno è molto attento alle precauzioni del caso. A Mezzanotte del 28 marzo sono stati chiusi parchi e spiagge, monitorati dalla polizia, ed imposta una multa di 500/1000 dollari per i trasgressori. Da quel momento più nessuno, neanche chi avesse un minimo deficit di quel senso civico intrinseco, ha più trasgredito ogni consiglio di cautela precauzionale».

Al suo arrivo in aeroporto, prima del check-out, è stato visitato? Le son state fatte domande?

«All’arrivo negli States la cosa più temuta è il Customer Border Control. Mi sono state fatte domande tra le più comuni, inizialmente, tipo “come mai negli USA? Prima volta? Dove risiedi? A quando il rientro?”, prima di essere inviato ad un altro sportello dove un altro Agente ha esaminato la mia situazione, personale e familiare, sotto la lente d’ingrandimento. Eravamo in 4 in tutto il volo a essere sottoposti a questo scrupolosissimo secondo controllo: io, due ragazzi algerini ed un quarto sempre di origini non europee. Nessuno domanda, in tutti i 50 minuti, ha toccato l’argomento del virus o della mia provenienza (partivo da Parigi, ma la mia partenza effettiva era la Lombardia, nel pieno della contaminazione), se non la provenienza di mio padre e il mio rapporto con l’altra mia cittadinanza, quella tunisina. Dopo grandi sorrisi e chiare spiegazioni sulla motivazione del mio viaggio, il mio percorso di studi e di lavoro, il rapporto che avevo con le persone che mi aspettavano ed ospitavano in California, e, soprattutto, sulla situazione economica familiare, anche nel mio tutt’altro che perfetto inglese ho avuto il tanto atteso timbro d’approvazione. Qualche secondo dopo aver lasciato l’ufficio, mi è venuto alla mente di condividere il cognome con il terrorista della strage di Parigi del novembre 2015, e... tutta quella scrupolosa attenzione alla mia persona ha quindi avuto un senso...».

Qual è la sensazione degli Angelenos che conosce a riguardo di questa emergenza?

«Inizialmente, nei primissimi giorni, di ironica noncuranza, ad esempio nel momento in cui dicevo di essere appena arrivato dall’Italia. Erano a conoscenza della terrificante situazione del Bel Paese ma per nulla spaventati dal fatto che io potessi portare contagio. Neanche ho avvertito la preoccupazione da parte loro che la pandemia potesse arrivare nella loro “Terra felice”. In pochi giorni, però, tutto è stato sconvolto, in concomitanza con i discorsi del tanto odiato (in California, n.d.r.) Presidente Trump riguardo all’allerta. Dai grandi abbracci si è passati al contatto gomito-a-gomito per salutarsi, fino ad evitare ogni tipo di interazione. Come le dicevo, gli americani, almeno i californiani, a differenza nostra hanno molto più senso civico sia nella protezione di se stessi sia di prevenzione per gli altri. Ancor più sorprendente è il sentimento di solidarietà, e in questa situazione globale è ancor più tangibile, nei confronti del prossimo, per quanto si conosca una persona o magari un estraneo che mai più si rivedrà nella vita. Ma sempre a distanza di sicurezza».

Le notizie a riguardo la Città e la Contea di Los Angeles vengono date in modo chiaro ed esaustivo? Più volte al giorno?

«Informarsi è possibile seguendo i canoni standard di sempre: telegiornali (CNN, ABC, CBS), quotidiani online (L.A. Magazine, L.A. Times, N.Y. Times) etc. Particolare attenzione riscuotono, nei cittadini, i discorsi del Presidente Trump e/o delle sue Commissioni di Sicurezza e Sanità. Le regole che ne derivano sono seguite dalla popolazione in maniera stringente, anche senza l’obbligo tassativo imposto dalla legge. Come ovvio, nelle chiacchiere “da strada” le notizie sul virus viaggiano incontrollate, talvolta creando apprensione e psicosi ingiustificate. Tra tutte, la maggiore preoccupazione avvertita riguarda la situazione lavorativa e assistenziale, non essendoci un Welfare nazionale. L’angoscia è il “quanto tempo sarà necessario per terminare il Lock-down” e come, e chi, potrà ottenere assistenza dal governo in via storicamente straordinaria per gli USA. Ma gli esercenti con cui ho potuto parlare non sono per nulla ottimisti: prevedono una chiusura totale o parziale per almeno 60 giorni, durante i quali potranno rimanere aperti solamente i servizi di Delivery per molte tipologie di prodotti».

Rimpatrio “forzato”...

«Purtroppo restare sarebbe stato impossibile per tutto quanto detto sopra. Ma posso dirle con certezza di essermi innamorato di questa città, per diversi motivi. Sono qui nella mia amata Salice Terme ma tempo che tutta questa maligna nuvola nera passerà e tutto tornerà a funzionare a pieno regime, tornerò negli States, anzi in California, anzi... a Los Angeles! Non voglio fare progetti, non in una città come questa che non permette di farne. Probabilmente mi iscriverò a un college e cercherò un lavoro che mi consenta di portare la mia passione con me ogni mattina, che, e non servivano 9.970 chilometri forse per capirlo, è la più bella cosa che si possa fare nella vita!».

di Lele Baiardi

Rivanazzanese, 72 anni portati con grande smalto, si è diplomato Geometra, in gioventù, ma da sempre, in rispetto al prestigioso cognome anche, sinonimo di successi in terra oltrepadana ed oltre nei decenni, è imprenditore nel settore turistico e del divertimento, più in generale. Abbiamo raggiunto Franco Santinoli.

Emergenza pandemica mondiale: quale la sua sensazione e visione?

«Sono, come tutti, in casa e naturalmente sento in TV tutto ed il contrario di tutto. Credo che nessuno al mondo sappia in effetti affrontare il problema con certezza e, di conseguenza, avere soluzioni immediate. Certo alla fine di tutto, sarebbe opportuno che ONU o chi per esso facesse un’ analisi mondiale seria sull’accaduto dandone, se possibile, responsabilità a chi di dovere..».

Il mondo imprenditoriale è praticamente bloccato, in maggioranza: quali effetti, in ricaduta generale, teme per il prossimo futuro?

«Anche in questo caso, ognuno esprime le proprie opinioni: aprire le aziende, ed inevitabilmente aumentare a dismisura il numero dei decessi, ma salvare per quel che si può l’economia. O rimanere chiusi ed affossare tutto».

Le sue attività in Salice Terme, cioè La Buca, il Lido e l’Hotel Clementi, sono interamente basate sulla, chiamiamola, “libertà di circolazione della popolazione”: teme ne soffriranno anche “come scia”, in caso di prossima riapertura estiva?

«Non essendovi precedenti è difficile fare previsioni. Per la verità mio papà, che faceva il mio stesso lavoro, mi raccontava che alla fine dell’ultima Guerra la maggior parte della popolazione, pur essendo in gravi difficoltà economiche, aveva voglia di svago e di divertimento, ma... credo che oggi si dovranno affrontare momenti ancora più duri e più tristi... Per quello che riguarda la mia attività attuale, e per quelle che ho seguito in passato che sono per la maggioranza situate in Salice Terme, la situazione è e sarà pesantissima. Salice vive, o meglio dire viveva, di due anime: una turistica mirata ad una clientela non giovane collegata al termalismo che è morta e sepolta, a mio parere, già da qualche anno prima che le Terme di Salice fallissero, affossando con se la gran parte delle strutture alberghiere e strutture collegate; adesso, la già difficile situazione, con l’arrivo di questa pandemia, è a mio parere agonizzante. Tutte le prenotazioni di privati, gruppi, congressi, etc. sono azzerate. Quando si potrà ripartire, si vedrà... Ed anche per l’altra anima turistica di Salice Terme, quella mirata ad un pubblico sia diurno con piscine, sport vari, etc., sia serale, riferito a dancing, discoteche, pub, disco bar... nessuno sa quando e come si potrà ripartire. E quale, in quel momento, sarà l’umore e la voglia del pubblico».

Si poteva fare qualcosa di più agli inizi, intendo dal punto di vista politico e/o governativo?

«Non voglio esprimere giudizi in merito: già si sprecano le troppe opinioni di illustri personaggi amanti dei Social».

Il Governo avrebbe, secondo lei, dovuto, o potuto, preferibilmente fare un passo indietro ed affidarsi ad esperti delle emergenze?

«Sì, se ci fossero esperti certificati, ma... dove sono? Sinceramente non mi ricordo un politico con l’umiltà di fare un passo indietro davanti a situazioni per lui ingestibili...».

Le associazioni di categoria alle quali fanno riferimento le sue attività stanno rispondendo in maniera adeguata all’emergenza, a suo parere?

«Non ho notizie in merito. Posso solo dirle che alcuni operatori con coscienza hanno deciso di chiudere i battenti ancora prima dei vari decreti, forse arrivati troppo tardi, per salvaguardare il proprio personale e le loro famiglie»

Qual è la sua personale previsione per il nostro territorio oltrepadano?

«Si dovrà ripartire a fatica, con gran forza d’animo e soprattutto tanto coraggio. Ma prima di parlare di “fare sistema” o simili, ognuno dovrà curare il proprio orticello».

 di Lele Baiardi

 

Oggi, venerdì 24 Aprile,  la Casa di Cura Villa Esperia di Salice Terme ha ospitato un momento davvero speciale, un segno di vicinanza a quanti, malati e operatori sanitari, stanno affrontando in prima linea la grave emergenza del Coronavirus. Alle 16.30, nel giardino interno della struttura, infatti, don Stefano Ferrari ha celebrato la Santa Messa. Gli ospiti e il personale del team multiprofessionale hanno potuto assistere alla celebrazione dai balconi e dalle finestre, rispettando così tutte le norme vigenti e, soprattutto, condividendo un importante momento spirituale in assoluta sicurezza. La Direzione ed il Parroco si stanno impegnando per rendere questo evento replicabile, per cercare di rispondere alle esigenze non solo mediche dei pazienti e, anche, dei professionisti della salute che ogni giorno si impegnano per aiutare a superare questa pandemia.

Già da un mese, la Casa di Cura Villa Esperia è diventata Covid Hospital, mettendo a disposizione esperienza e competenze specialistiche per trattare la fase post acuta della malattia da Covid-19, in continuità con la missione di offrire una risposta continua al bisogno di salute espresso dal territorio.

INVIATE I VOSTRI COMUNICATI LE VOSTRE NEWS INERENTI ALL'OLTREPÒ A "IL PERIODICO NEWS" , ALL'INDIRIZZO MAIL : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

 
  1. Primo piano
  2. Popolari