Venerdì, 28 Febbraio 2020

"Gentile Direttore, spesso e oramai da anni mi reco a Salice Terme per una passeggiata, è un’abitudine che ho e che pratico anche nei mesi invernali. Lunedì 6 gennaio alle ore 15 circa, stavo tornando da una passeggiata nel parco  e mentre mi dirigevo verso il parcheggio delle scuole per recuperare la mia autovettura e ritornare a casa, sono inciampata su un dislivello del marciapiede in via delle Terme, quasi di fronte all’Hotel Salus, cadendo sulle ginocchia, mano sinistra, fronte, naso e labbro superiore.

Sono stata immediatamente soccorsa da una coppia gentilissima che mi ha sostenuto perché sanguinavo, li ringrazio così come ringrazio il gentilissimo ragazzo che mi ha accompagnato alla mia autovettura. Ho toccato con mano la sollecitudine e la gentilezza di queste persone. Ciò che assolutamente non va è, invece, lo stato di abbandono di molti marciapiedi salicesi, pericolosissimi per buche e dislivelli, non sempre percepibili se si cammina velocemente. Da quando sono in pensione ritengo quasi mio dovere fare delle camminate, per cercare di mantenermi in forma e per non essere un peso per la mia famiglia e per i miei figli, vorrei, però avere il diritto di camminare in sicurezza. Si pensa giustamente alle piste ciclabili per i ciclisti, ma si dovrebbe anche pensare ai marciapiedi, a maggior ragione se si parla di una località termale, spesso frequentata da persone di una certa età, marciapiedi che adesso non degni di Salice Terme. Salice Terme i marciapiedi sono pericolosi, urge porvi rimedio.

  Anna Fugazza - Voghera"

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Rilevato dalla Fondazione Don Gnocchi nel 1962, a soli sei anni dalla morte del suo fondatore, il centro “S. Maria delle Fonti” di Salice Terme da allora è sempre stato al servizio dei bisogni di salute della comunità locale, sapendo adattare le proprie attività alle esigenze delle persone più fragili: un tempo i bambini affetti da poliomielite, accolti e poi formati all’interno di una scuola speciale, oggi gli anziani e i disabili accolti e assistiti nelle varie strutture del Centro, insieme a pazienti di ogni età che necessitano di degenza riabilitativa o di riabilitazione generale e geriatrica. Il “Don Gnocchi” di Salice, dà lavoro a circa 150 operatori, e garantisce assistenza a un totale di oltre 1800 pazienti l’anno, tra ricoveri e attività ambulatoriale. Il responsabile del presidio dal 2014 è Marco Parizzi.

Dottor Parizzi, l’utenza è prettamente locale o c’è chi viene da più lontano?

«Gli utenti sono esclusivamente lombardi. L’accreditamento attuale non consente a pazienti fuori regione di beneficiare di prestazioni rese presso la nostra struttura, fatto salvo le prestazioni private. La prevalenza è per ospiti e pazienti dell’Oltrepò pavese con un numero di casi significativo del territorio del basso milanese».

Il numero di posti letto a disposizione è sufficiente a soddisfare la richiesta oppure la lista d’attesa è lunghissima?

«La domanda dei servizi socio-sanitari è purtroppo superiore all’offerta che le strutture come la nostra possono offrire e questo automaticamente genera liste di attesa che in alcuni casi mettono in difficoltà famiglie e caregiver».

In quale settore i tempi sono più lunghi?

«Le difficoltà maggiori sono presenti nell’area dell’età evolutiva: le liste d’attesa dei servizi di neuropsichiatria infantile su tutto il territorio lombardo sono significative, sia nelle strutture pubbliche che in quelle private. In un sistema sanitario pubblico necessariamente a risorse limitate, la Fondazione Don Gnocchi cerca pertanto di offrire risposte di qualità anche all’interno del mercato delle prestazioni private, con una presa in carico equivalente e a prezzi calmierati».

C’è un settore in particolare per cui il Don Gnocchi di Salice è particolarmente richiesto o che comunque considerate il vostro fiore all’occhiello?

«L’ambito che ormai da alcuni decenni caratterizza l’attività svolta dalla Fondazione a Salice Terme è quello della riabilitazione. I nostri interventi riabilitativi possono dirsi trasversali, essendo rivolti ad una popolazione che va dai minori agli anziani, e che trova risposte in ambito ambulatoriale (con interventi sulle patologie dell’età evolutiva, sulla scoliosi, l’osteoporosi, il pavimento pelvico, l’agopuntura e più in generale sugli ambiti fisiatrico e geriatrico), così come in regime di degenza o in ambito domiciliare (dove vengono trattate prevalentemente gravi patologie come la SLA, la sclerosi multipla, gli esiti di gravi eventi cerebrali o l’artrite reumatoide)».

Ci sono in atto cooperazione con altre strutture del territorio?  

«L’impegno riabilitativo del Centro di Salice Terme è confermato anche dal costruttivo rapporto con l’Università di Pavia che da ormai 15 anni ha identificato i nostri reparti come sede di scuola di specialità di medicina fisica e riabilitativa, facendo transitare i suoi studenti specializzandi per un periodo di formazione sul campo. Inoltre sono attive convenzioni per la formazione ed il tutoraggio dei terapisti della riabilitazione».

Il “Don Gnocchi” è anche un centro di solidarietà, pronto a raccogliere donazioni o opere benefiche. Come giudica la partecipazione del territorio sotto questo punto di vista?

«Da sempre il Centro di Salice Terme si colloca all’interno di un territorio vivace con il quale le collaborazioni e gli interventi di mutuo sostegno non sono mai mancati, sia a livello di associazionismo locale, sia di interventi di supporto individuale. La Fondazione don Gnocchi promuove e incoraggia il volontariato e anche presso il Centro di Salice Terme è presente un gruppo numeroso di generosi cittadini del territorio che regala e presta qualche ora del proprio tempo a supporto degli ospiti e delle attività del Centro. Recenti collaborazioni con le scuole del territorio sono tese a stimolare e sviluppare nei giovani il desiderio e la voglia di contribuire a realizzare il sogno del nostro fondatore di “fare bene il bene”. Altra testimonianza forte di legame con il nostro fondatore è rappresentata dalla collaborazione con il gruppo Alpini di Godiasco. Don Gnocchi, alpino tra gli alpini, ha lasciato nelle penne nere una traccia indelebile ed ogni gruppo o sezione presente nei territori in cui la Fondazione opera coltiva questo proficuo legame collaborando in vari modi alle attività e fornendo il proprio generoso supporto in occasione di eventi e manifestazioni».

di Christian Draghi 

Dalla riabilitazione alla Rsa: i numeri della struttura 

Il Centro “Don Gnocchi” di Salice, al secolo Santa Maria delle Fonti”, offre un’ampia tipologia di Unità di offerta e le principali prestazioni sono erogate in convenzione con il Servizio Sanitario Regionale.

Il Centro è caratterizzato da una Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA) di 41 posti letto in grado di accogliere ospiti anziani non autosufficienti e da una Residenza Sanitaria per Disabili (RSD) di 40 posti letto che accoglie soggetti affetti da disabilità, sia fisica che psichica, di età compresa fra i 18 e i 65 anni. A tutti gli ospiti viene garantita l’assistenza medica ed infermieristica 24 ore su 24.

E’ inoltre presente un’Unità Complessa di riabilitazione che include una degenza riabilitativa di 65 posti letto, tra cui 30 di riabilitazione specialistica e 35 di riabilitazione generale e geriatrica (oggi denominata Cure Intermedie). Nei letti di specialistica sono accolti pazienti di tipo neurologico generalmente colpiti da patologie invalidanti tra cui ictus, sclerosi multipla, sclerosi laterale amiotrofica, sindromi parkinsoniane, oltre che pazienti di tipo ortopedico con disabilità dovute a evento acuto in ambito ortopedico, che comportano - di norma - non autosufficienza.

Nei letti di Cure Intermedie sono accolti pazienti provenienti dall’ospedale, dal domicilio o da tutti gli altri nodi della rete dei servizi, di norma nella fase di stabilizzazione, a seguito di un episodio di acuzie o di riacutizzazione. Il paziente ricoverato nel reparto è una persona che richiede interventi specifici nella sfera sanitaria ed assistenziale, che non possono essere erogati a casa o in ospedale.

L’Unità include anche un servizio di riabilitazione ambulatoriale e domiciliare, il primo dei quali differenziato per adulti e minori. In quest’ultimo caso il servizio di Neuropsichiatria Infantile offre prestazioni rivolte a minori. Sia le degenze riabilitative che le prestazioni ambulatoriali possono essere erogate in regime di convenzione o in attività privata.

Al Centro sono ricoverati ogni anno in regime riabilitativo circa 400/450 pazienti, mentre l’attività ambulatoriale è rivolta a un’ottantina di persone al giorno, per un totale di oltre 20 mila prestazioni l’anno. Le degenze sono infine completate da una Comunità Alloggio per Disabili, un piccolo edificio autonomo che può accogliere sei ospiti parzialmente autonomi, ai quali è garantita una assistenza nelle 24 ore ed un percorso di integrazione con le attività animativo-educative della residenza per disabili.

Lunedì 17 febbraio al Teatro Cagnoni di Godiasco per La Parrocchia del Blues, ore 21,00  presenta il CD “Nüd e Crüd”  il nuovo album di Charlie Cinelli, registrato a quattro mani con Dan Martinazzi.
Già il titolo in “dialèt bressà” (dialetto bresciano) ci lascia intuire che ci troviamo di fronte ad un disco davvero originale. Infatti Charlie e Dan – entrambi musicisti bresciani, che condividono la passione per il blues rurale – hanno dato una veste scarna (nuda e cruda appunto) alle tredici canzoni che compongono l’album, con la volontà di dare risalto ai testi, tutti rigorosamente in dialetto bresciano.
Una lunga carriera per Charlie Cinelli che con questa operazione discografica festeggia il quindicesimo disco della sua carriera, dove qui, con il supporto del giovane musicista ma di già lunga esperienza, Dan Martinazzi, si trovano a loro agio nelle atmosfere e sonorità del blues del Mississippi, così come nell’uso degli strumenti impiegati dove – oltre alla chitarra acustica – si possono ascoltare contrabbasso, cigar box e poche percussioni a cura di Max Prandi, grande amico della Parrocchia del Blues.

Ad aprire la serata Andrea Ferraresi (piffero) e Cesare Campanini (fisarmonica e voce) con la musica tradizionale delle Quattro Province. È la musica che unisce culturalmente le province di Alessandria, Genova, Pavia e Piacenza, che nasce per far ballare la gente con valzer, mazurche, polche a saltini, gighe e monferrine.

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Lunedì 3 febbraio, ore 21,00 al Teatro Cagnoni di Godiasco, 2 chitarre argentine non solo per il Blues. Due strepitosi artisti per La Parrocchia del Blues nella speciale serata dedicata  non solo al Blues, ma anche in generale alla chitarra argentina:

Matias Cipiliano in tournée europea, con ospite Gabriel Delta che da tempo si divide tra l'Italia e la sua terra di origine.

La serata sarà più ampiamente dedicata alla vasta tradizione della chitarra argentina, con importanti spunti nella tradizione di questa magnifica terra, nonché nei temi sociali che la caratterizzano.

Due generazioni di chitarristi stilisticamente diversi, con il comune amore per proprie origini.

FORMAZIONE: Matias cipiliano voice/guitar  - Carlo raviola - bass - Gianpaolo Feola - drums

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Un consiglio caldo ma non infuocato, quello che si è tenuto lunedì 20 gennaio a Godiasco. L'ordine del giorno prevedeva tre argomenti sollevati dal gruppo di minoranza: il concorso per l'assunzione di due agenti di polizia locale, la riscossione dei tributi locali e la gestione del bocciofilo.

Ma già nelle primissime battute, durante l'approvazione dei verbali della seduta precedente, si sono verificate le prime scaramucce fra il sindaco Riva e il capogruppo di minoranza Luca Berogno. Quest'ultimo non aveva digerito alcuni passaggi del verbale relativo alla vertenza che oppone l'amministrazione comunale alla Fondazione Varni Agnetti.

Il sindaco, contrariato per l'assenza della minoranza nella seduta citata (Riva: "Era quella la sede in cui discuterne - Berogno: "Il Consiglio è stato convocato per le 18.30, alcuni sono a lavorare"), ha confermato il desiderio di incontrare il presidente della fondazione. Incontro che Riva avrebbe richiesto già dallo scorso 15 ottobre. Berogno ha ribattuto che è difficile parlare di "dialogo" quando c'è un ricorso pendente al TAR. Il sindaco ha manifestato la disponibilità dell'amministrazione a ritirare il ricorso se ci sarà modo di trovare un accordo.

Successivamente la discussione si è spostata sul concorso per l'assunzione di due agenti di polizia locale, conclusasi con l'effettiva entrata in servizio di un solo nuovo dipendente.

La minoranza ha contestato il fatto che si siano svolte tre prove d'esame e non due, come pareva indicare la delibera di giunta n. 81/2019. Inoltre, ha chiesto con quali criteri siano stati giudicati i candidati, e se fossero state predisposte griglie di valutazione. A non convincere l'opposizione era il fatto che, su 45 candidati, uno soltanto fosse giunto con successo alla fine della proceduta. Infine, una battuta al vetriolo: "Ci dispiace per l'esito negativo per il figlio del vicesindaco, che aveva superato brillantemente le prime due prove..."

Berogno si riferiva alla questione, già sollevata in precedenza, per la quale il gruppo di minoranza aveva chiesto le dimissioni del vice sindaco Luisella Piedicorcia.

La richiesta della minoranza, messa successivamente in votazione, era quella di istituire una commissione d'indagine sul concorso.

Sul primo punto il sindaco ha ribattuto che la Giunta ha soltanto dato un indirizzo, demandando al segretario comunale la stesura del bando. Sul secondo punto, dopo aver precisato che soltanto 22 candidati sui 45 idonei si sono presentati a sostenere le prove, ha chiesto: "Se 21 su 22 non sono risultati idonei, bisognava per forza prendere il secondo in graduatoria, anche se non idoneo"?

Per quanto concerne i criteri, ha risposto alla domanda il segretario comunale, dott. Giovanni Genco, il quale ha svolto anche il ruolo di presidente di commissione nel concorso in oggetto. Il funzionario ha spiegato che sono disponibili sul sito internet del comune le documentazioni relative al concorso, e ha rilevato che il candidato risultato vincitore rappresenta un profilo di eccellenza. Quanto alla mancanza di un secondo profilo idoneo, riferendosi alla valutazione della commissione ha precisato: "Non ritengo siamo stati troppo 'cattivi', nella media di tutti i concorsi. Poi ognuno può verificare gli atti".

Il sindaco ha accusato la minoranza di mettere in discussione l'operato della commissione e in particolare quello del presidente. Ruolo che, come detto, è stato impersonato dal segretario comunale. "Allora non dobbiamo preoccuparci di un giorno – quello del concorso – ma di tutti gli altri 364, quelli in cui il segretario riveste il ruolo di esperto legale del comune! Dobbiamo dire che abbiamo dei dubbi sul segretario".

"Certo", ha risposto Berogno, "sull'intero concorso".

"Bene", ha chiosato il sindaco, "ne prendiamo atto. Se mettiamo in dubbio la commissione, la chiudiamo qui (...). Ci dobbiamo fidare delle chiacchiere del bar invece che del nostro esperto legale?".

La votazione circa l'istituzione della commissione si è conclusa con il voto a favore dei tre consiglieri proponenti l'istanza (Berogno, Deantoni e Frattini), con l'astensione del consigliere Bina e con il voto contrario della maggioranza. Mozione respinta.

Punto successivo: relazione del sindaco sulla situazione al 31 dicembre 2019 del pagamento della tasse comunali TARI e IMU relative agli anni dal 2013 al 2019. Su invito del sindaco è intervenuto il responsabile del Servizio Tributi, Emiliano Zorzoli, il quale ha manifestato perplessità per l'argomento, precisando di essere a disposizione in qualunque momento per fornire ogni tipo di assistenza, senza la necessità di sollevarlo in Consiglio Comunale. Ha poi fornito ai consiglieri alcune tabelle riepilogative con i dati richiesti, illustrando i risultati raggiunti in termini di riscossione. Ha rilevato tuttavia che su 1 milione di euro IMU versati dai cittadini al Comune di Godiasco, 250mila euro vengono ogni anno richiesti dallo Stato per il fondo di solidarietà intercomunale. Lo stato trattiene anche l'IMU riscossa per i fabbricati di categoria D (circa 200mila euro).

L'ultimo punto all'ordine del giorno riguardava la situazione del bocciofilo "Fontana". La minoranza chiedeva se fossero stati ultimati i lavori. Su questo punto i toni si sono alzati: Berogno e compagni hanno rilevato che i lavori si sarebbero dovuto terminare entro il 31 dicembre, mentre la conclusione effettiva è avvenuta soltanto il 7 gennaio.Riva ha spiegato che il 27 dicembre il direttore dei lavori ha rassegnato le dimissioni. L'ufficio tecnico comunale ha provveduto a sospendere i lavori, spiegando che si tratta di una figura obbligatoria.

Berogno ha ribattuto che questa figura sarebbe necessaria solo in presenza di interventi su strutture portanti o di riqualificazione energetica, e quindi non si doveva procedere alla sospensione, dato che non si era in presenza né dell'uno, né dell'altro caso. Il sindaco ha risposto con fermezza che non è così, serve sempre il direttore lavori, a meno che non si tratti di una semplice comunicazione. "L'ufficio tecnico ha preso atto della rinuncia del direttore dei lavori e ha intimato la sospensione dei lavori fino a nuova nomina". Il nuovo direttore è stato nominato il 3 gennaio e il 7 gennaio è arrivata la conclusione. Ha aggiunto che i giorni nei quali i lavori risultavano sospesi sono stati computati nel calcolo del termine da fissare per la fine lavori. Con questo parametro i lavori si sarebbero conclusi nei tempi corretti. Il sindaco ha inoltre dato lettura del verbale redatto dal responsabile dell'ufficio tecnico, geometra Franchini, nel momento dell'ispezione per la verifica dell'effettiva fine dei lavori (9 gennaio). Il geometra del comune ha verificato che i lavori sono stati effettivamente finiti.

Berogno è rimasto di diverso avviso. "Io non avrei scritto il bando così", riferendosi al termine del 31 dicembre: "Così si crea un precedente".

Il sindaco ha accusato la minoranza di criticare l'operato della giunta solo perché l'affittuaria del bocciofilo, Veronica Fiori, faceva parte dell'amministrazione comunale.

Esaurita la discussione, il consiglio si è concluso intorno alle 23. Al di là dei temi trattati e delle posizioni fra le parti in causa – che restano divergenti – dalla seduta è emersa la stretta unità di vedute fra la giunta comunale e la macchina burocratica, rappresentata dal segretario comunale e dal responsabile dei servizi finanziari, chiamati dal sindaco a confermare le tesi illustrate. Resta ancora da mettere il punto finale sulla questione "Varni-Agnetti", per la quale si attendono sviluppi.

Da qualche tempo a questa parte a Godiasco Salice Terme, si fa un gran parlare di alcune scelte discutibili prese, o che doveva o che stava o che vorrebbe prendere l’amministrazione comunale. Naturalmente questo ha scatenato una ridda di voci, alcune veritiere, altre frutto del più classico “gossip” condito in salsa godiasco-salicese che mai è mancato in simili circostanze ogni qualvolta qualche “mal di pancia” ha alimentato le sorti del primo cittadino e della maggioranza. Verrebbe da definirlo un classico, se non fosse che questa volta c’è qualcosa di particolare che merita di essere discusso. Infatti il capogruppo di minoranza (Unità e Progresso in Comune) Luca Berogno, insieme ad altri due membri della minoranza, Martina Frattini e Damiano Deantoni, ha richiesto un consiglio comunale straordinario. Il quarto componente della minoranza, Alberto Bina, è al momento nel limbo, sospeso tra la minoranza e la maggioranza e l’equidistanza...  gli sviluppi futuri ci diranno, ma soprattutto diranno ai cittadini di Godiasco Salice Terme cosa farà.Nel frattempo il sindaco ha convocato per questa sera , lunedì 20 Gennaio, il consiglio comunale.

Berogno, avete richiesto un consiglio comunale straordinario

«Si, è prevista da un articolo del Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale. L’art.25 prevede, infatti, che se un quinto dei consiglieri chiede questa convocazione al sindaco indicando anche gli argomenti da trattare, il sindaco è tenuto a convocare il Consiglio ».

Qual è il primo argomento proposto in questa richiesta di convocazione?

«Il primo è il recente concorso tenuto per l’assunzione di due vigili urbani. Lo scopo, pur essendoci 45 candidati ammessi alle prove scritte, non è stato raggiunto. Abbiamo un solo candidato che ha superato le prove; e gli altri? Tutti inadeguati in così grande numero?  La cittadinanza è perplessa. Noi abbiamo chiesto di istituire una commissione d’indagine, come prevede l’articolo 12 dello Statuto Comunale, su quanto è successo».

Che cosa non vi quadra?

«Intanto il concorso è stato svolto da tre funzionari interni del Comune, che costituivano la commissione la quale, come costi, ha avuto solo il tempo sottratto al lavoro e dedicato alle varie fasi del concorso stesso. La commissione ha adottato e scelto il sistema della correzione a cascata  (ovvero la prova successiva viene valutata solo se nella precedente si consegue il punteggio da 21 a 30) che ha ridotto a 6 il numero delle seconde prove corrette e a 3 il numero dei candidati ammessi all’orale. La prima prova era a risposta chiusa (crocette). In genere, per queste prove, si fa un pre-test per valutarne la validità, l’adeguatezza, l’efficienza e l’efficacia. Non si sa se la prova è stata “testata” con modelli similari. La seconda prova era “aperta”. Quali conoscenze, competenze e capacità si volevano riscontrare? Quali sarebbero stati gli indicatori e i descrittori della presenza delle abilità di cui sopra? Insomma, era stata elaborata una griglia di valutazione? Non si sa. La terza prova, orale, aveva a sua volta, al di là dell’indicazione degli ambiti, criteri e metodi di valutazione?  Non si sa».

Al di là dei risultati del concorso, cosa ne pensa della candidatura del figlio del vicesindaco Luisella Piedicorcia?

«Non penso che ci siano motivi di illegittimità conclamati della candidatura, semmai motivi di opportunità».

Cosa avrebbe dovuto fare secondo voi il vicesindaco per “legittimare” la candidatura del figlio?

«Le dimissioni sarebbero state opportune ed eticamente corrette».

Qualche maligno vi punzecchia dicendo che voi della minoranza non fate davvero “opposizione”…

«L’opposizione è sempre legata a ciò che la maggioranza di un’amministrazione fa, e svolge una funzione di critica, anche di stimolo e costruttiva. Però se si fa poco o nulla è difficile opporsi al nulla. Abbiamo assistito al tramonto di Salice Terme e anche di Godiasco, dei suoi negozi e di molte attività, al fallimento dello stabilimento termale che ha messo in mezzo alla strada tanti lavoratori, tranne pochissimi fortunati che si sono o sono stati sistemati subito, e da parte dell’amministrazione non si è fatto e neppure detto nulla».

Avete denunciato situazione di scarsa trasparenza anche in merito alla situazione relativa alle casse comunali: esiste a Godiasco un problema relativo alla mancanza di introiti dovuti a tasse non pagate?

«Circa un anno fa, il gruppo di minoranza ”Unità e Progresso in Comune” chiese la convocazione del consiglio comunale in seduta segreta proprio perché le cifre di mancato pagamento e di morosità  emersa in merito alla Tari e all’Imu durante la discussione del bilancio di previsione erano a dir poco allarmanti: Tari 435.035 euro e Imu 623.035 dal 2013 al 2017. Ora, dopo oltre 18 mesi da quella seduta, chiediamo l’aggiornamento sulla situazione anche perché, nel frattempo, si sono verificate alcune iniziative come il richiamo della Corte dei Conti della Regione Lombardia e le nuove misure di inasprimento nei confronti dei morosi contenute nella Legge bilancio dello Stato 2020 molto importanti e significative. Vogliamo sapere quali azioni saranno intraprese e i risultati raggiunti per far pagare le tasse ai cittadini morosi che non pagano da anni. L’evasione si è ridotta o è aumentata? I cittadini che non pagano danneggiano tutti noi che con sacrifici paghiamo regolarmente. Come intende affrontarle la nostra amministrazione? Non certo nel senso che ha indicato nel “Documento unico di programmazione semplificato 2019-2021” approvato dalla maggioranza in consiglio comunale che prevede un “recupero”, nelle tre annualità, di euro 26 mila, euro 10 mila, ed euro 10 mila per l’Imu e un recupero annuo di ben 5 mila euro per la Tarsu-Tari».

Un altro punto su cui chiedete lumi riguarda la bocciofila. Che cosa ne è della struttura?

«è quello che vorremmo sapere. Sono ormai più di due anni che la struttura “Bocciofila Piero Fontana” di proprietà del comune di Godiasco è chiusa al pubblico. Soltanto un gruppetto di 5 – 6 appassionati, negli ultimi mesi, ed a proprie spese, si è preso l’impegno di mantenere i campi-giochi agibili. è una struttura per cui le passate amministrazioni hanno speso notevoli somme, per cui vogliamo sapere che ne sarà adesso che il contratto per l’ultimazione dei lavori, già oggetto di proroga, è scaduto il 31 dicembre».

Se doveste indicare qualche buona azione/attività di questa amministrazione?

«Tema: alla finestra in un giorno di pioggia vedi. Svolgimento: Ombrelli, ombrelli, ombrelli, pardon: dossi, dossi, dossi. Miracolosamente alcuni, in luoghi strategici, sono quasi normali; altri sono a rischio gomme e balestre, pure a velocità ridotta…ma per fortuna ora, un semaforo giallo presso alcuni di essi, intermittente, aiuta a cogliere il pericolo imminente di sfasciare l’auto… mentre si attendono, inutilmente , i due vigili che non sono stati varati dal concorso appena concluso».

 di Silvia Colombini

Anche la seconda asta è andata deserta. Ieri alle ore 12,30 era prevista l’apertura delle buste per valutare le offerte per acquisire le Terme di Salice. Ma nessuno ha presentato proposte. La base d’asta era di euro 3.731.250,  con offerta minima per la partecipazione alla vendita di poco meno di 3miloni di euro, per la per la precisione  2,798.437,50, ma non sono state avanzate offerte. La prima volta che le Terme di Salice erano andate all’asta era il  9 ottobre 2019, con prezzo base pari ad Euro 4.975.000,00 e con offerta minima a partire da Euro 3.731.250,00.  

Così dopo le aste del Nuovo Hotel Terme andate deserte alcuni mesi orsono, anche la seconda asta delle Terme di Salice, ha avuto lo stesso triste epilogo. Mentre il Nuovo Hotel Terme è tristemente chiuso da circa 5 anni, le Terme di Salice sono state dichiarate fallite con sentenza del 22 Marzo 2018, dopo che i giudici si erano riservati di esaminare l'istanza di concordato presentata dai soci. Le Terme di Salice Srl, con stabilimenti termali a Godiasco – Salice Terme, ma con sede legale a Roma in via Sistina 48, dopo vari cambi di proprietà, dal gruppo Camuzzi di Piacenza, alla Famiglia Fabbiani, al vogherese Elio Rosada, nel dicembre 2015 erano state cedute ad una società romana che dopo aver cambiato alcuni dirigenti, aveva nominato il ragionier Ruggeri, 44 anni, romano, come nuovo Amministratore Unico delle Terme di Salice srl.  C’è poco da aggiungere ad un fallimento nato 10 anni orsono da scelte politiche ed imprenditoriali sbagliate, terme gestite negli ultimi 10 anni da nuovi proprietari, dopo la svendita del 2006, in modo oggettivamente cervellottico, nella “creduloneria” di molti, anche e purtroppo dei sindaci di Godiasco – Salice Terme, che dal 2005 ad oggi hanno gestito prima la svendita della società Salice, poi hanno accolto, tutti e sempre, i nuovi, sempre diversi, proprietari con parole piene d’enfasi ed stima. Purtroppo il fallimento si riassume nel triste comunicato del sito d’aste del Tribunale di Pavia e che recita:

Gli immobili all’asta comprendevano tutte le proprietà delle Terme di Salice, lo stabilimento termale, il Caffè Bagni, l'edificio della discoteca Club House (sola nuda proprietà)  , il Grand Hotel, il maneggio, la casa del custode, la centrale termica, l’officina, la lavanderia, due campi da tennis, le serre, il dancing La Buca (sola nuda proprietà) , la piscina Lido (sola nuda proprietà), la discoteca Naki Beach (sola nuda proprietà), il bar Boccio (sola nuda proprietà), il secolare Parco di Salice, la Chiesa di S. Maria Nascente, le concessioni minerarie necessarie per l’estrazione delle acque, nonché tutti i beni mobili, autorizzazioni, licenze ed i  marchi.

"Gent. mo Direttore, siamo a fine anno e come consuetudine è momento di bilanci, auspici, riconoscenza e compartecipazione. Vorrei dedicare questo momento all’AUSER di Godiasco Salice Terme, associazione di volontariato e promozione sociale attiva sul territorio dall’inizio dello scorso anno. Per quanto di mia conoscenza ( numeri sicuramente in difetto), in questo suo primo anno di vita l’AUSER, con i suoi circa 125 tesserati ed i suoi 25/30 volontari attivi, “capitanati” da un presidente instancabile, hanno asssistito  circa 70 persone con più di 500 interventi di accompagnamento, percorrendo con le 2 vetture in carico circa 30mila KM. Un bilancio più che positivo, con l’auspicio di poter fare meglio me sempre di più.

Dico un GRAZIE di cuore a tutti questi volontari estendendolo a tutti coloro che facendo volontariato donano agli altri un poco del loro tempo e un poco della loro vita. Il tempo dedicato dai volontari è anche tempo rubato alle loro famiglie, pertanto, alle famiglie dei volontari dico che siamo tutti debitori. Sosteniamo l’AUSER di Godiasco Salice Terme e sosteniamo il volontariato.

 Ermes Rigoli - Salice Terme"

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Il 13 gennaio 2020 alle ore 21, al Teatro Cagnoni di Godiasco, la Parrocchia del Blues inizia il 2020 con il concerto di GABRIELE DODERO che presenta "Natural Wings" . Gabriele Dodero nasce a Padova nel 1978, le sue esperienze musicali vanno dalla musica classica al jazz, al rock e al blues, da sempre il genere da cui è più ispirato, in una ricerca costante sul suono e sulle atmosfere della musica afro-americana. Viene a La Parrocchia del Blues a presentare in anteprima il suo nuovo lavoro appena pubblicato, il secondo CD della sua carriera.
"Natural Wings" si caratterizza fin da subito come un lavoro strettamente personale: composto in gran parte da testi e musiche originali, alle quali Gabriele ha lavorato per oltre un anno, si innesta nel solco della tradizionale canzone americana d'autore, con riferimenti che guardano al Folk, al Blues, al Country e al Bluegrass.
Gabriele in questo secondo album decide di ampliare lo spettro sonoro, affiancando alla sua chitarra strumenti e suoni nuovi. I musicisti che collaborano con lui in questa nuova avventura, provengono da diverse esperienze musicali: Antonio De Zanche, contrabbassista jazz con un passato di riguardo nella musica cantautorale; Stefano Chimetto, violinista di estrazione classica; Michele Boscaro, fisarmonicista con esperienze importanti nel tango e nella musica zydeco.
"Natural Wings" diventa così un affresco multicolore, in cui ancora una volta Gabriele fa convivere generi e suoni diversi, e con il quale ci manda un messaggio di fondo: dobbiamo ricordarci delle nostre ali, quelle ali che tutti abbiamo, ma che a volte ci dimentichiamo di usare. Ad aprire la serata saranno The Blue Flames, con la scatenata front woman Martina Fontana, che anticiperanno alcuni brani del CD a breve in uscita, composizioni originali della band. 

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Nel comune di Godiasco Salice Terme, ci sono “cose” che funzionano bene, “cose” che funzionano più o meno bene, altre che funzionano più o meno male, altre che funzionano male. Questo non succede solo a Godiasco e in Oltrepò, ma in ogni comune del mondo. Tra le “cose” che funzionano bene a Godiasco Salice Terme, a detta di tutti, ma soprattutto a detta degli interessati, gli ospiti,  c’è la casa di riposo “Fondazione Varni Agnetti”.

Il consenso su come gli ospiti vengono accuditi è unanime, pertanto non ci dovrebbero essere polemiche “intorno” e “dentro” la Varni Agnetti che da anni funziona e funziona bene, ma alla luce degli ultimi fatti, le polemiche “intorno” ma soprattutto “dentro” la Varni Agnetti ci sono, eccome se ci sono… Da sempre la struttura è stata nella “sfera” di Elio Berogno, ex sindaco di Godiasco, ex Presidente della Comunità Montana Alto Oltrepò e fino a poche settimane fa presidente della Fondazione Varni Agnetti, e proprio durante gli ultimi mesi della sua presidenza è stato modificato lo statuto della Fondazione con un ampliamento del Cda.

Secondo alcuni sarebbe stata una “manovra” di Berogno stesso per fini alla luce dei fatti non chiari. Berogno, documenti alla mano, sostiene che l’ampliamento del Consiglio d’Amministrazione sia una conseguenza della riforma del Terzo Settore,  approvata e legittimata da Regione Lombardia, ente titolato a farlo.

L’attuale sindaco, Fabio Riva, non ci sta e sostanzialmente ritiene che con la modifica dello statuto e l’ampliamento del Cda, viene diminuito all’interno della Fondazione il peso e la capacità di decidere del comune di Godiasco (nel Cda della Fondazione il sindaco di Godiasco ha eletto, come proprio rappresentante, Daniele Rochini) e in base a questo principio si è rivolto al Tar per cercare di inficiare ed annullare la modifica societaria approvata da Regione Lombardia.

Nel consiglio comunale del 30 settembre  avente per oggetto “Comunicazioni del sindaco”, e pubblicato sull’albo pretorio del Comune di Godiasco si legge: 

Oggetto: Comunicazioni del Sindaco.

Il Sindaco informa ‘i Signori Consiglieri che a fine maggio, primi di giugno è venuto a sapere che la Fondazione Varni Agnetti avrebbe potuto variare lo statuto entro il 3 agosto 2019 per adeguarsi alla riforma del terzo settore.

E il Sindaco ricorda: già nel mese di giugno cominciammo a chiedere se il Consiglio di Amministrazione della Varni Agnetti avesse intrapreso questa strada o se avesse voluto attendere una proroga. Non ricevendo risposta scrivemmo in data 10 luglio una Pec per chiedere se vi era l’intenzione di modificare lo statuto o se fosse addirittura già stato fatto.

Passarono due settimane senza ricevere risposta.

Mandai un’altra Pec per sollecitare una risposta in merito, come Sindaco del Comune, proprietario dell’immobile sede della Fondazione, e ricevetti una risposta solamente in data 2 agosto. Voglio ricordare che il Comune è proprietario dell’immobile sede della Fondazione. è sufficiente fare una visura catastale per poterlo verificare.

I membri del Consiglio di Amministrazione in rappresentanza del Comune di Godiasco Salice Terme sono stati nominati dal Sindaco precedente ma riconosco che questi non hanno obbligo di rendicontazione al Sindaco.

La risposta alla mia domanda, se fosse stato variato lo Statuto, arrivò solo ai primi di agosto. Diceva che qualcosa era cambiato ma, per correttezza nei confronti dei Consiglieri, il nuovo statuto sarebbe stato consegnato solo dopo il C.d.A. del 12 agosto.

Capimmo quindi che qualcosa era successo. Mi rivolsi ad alcuni consiglieri della Varni Agnetti senza ricevere notizie precise ma solo venendo a conoscenza che qualcosa era cambiato. Chiesi al Notaio rogante e così ottenni l’atto che aveva cambiato lo statuto.

Venni quindi a sapere, con grande stupore, che il Consiglio di Amministrazione modificò all’unanimità diversi articoli dello Statuto senza portare a conoscenza nessuno dei Sindaci fondatori: Godiasco, Rocca Susella, Fortunago e Montesegale.

Gli articoli modificati, che secondo me sono più pesanti per il Comune di Godiasco, sono due:

1) Il primo riguarda il fatto che i Comuni fondatori, che avevano priorità nei ricoveri, vengono messi alla pari di altri sei Comuni, che nel 2015 avevano appoggiato il progetto degli alloggi protetti per anziani inaugurati il 10 novembre 2018, e che sono Cecima, Ponte Nizza, Bagnaria, Val di Nizza, Borgo Priolo e Borgoratto Mormorolo. Vengono inoltre aggiunti tre enti esterni: il Rotary Valle Staffora, la Fondazione Cariplo (e questa si può capire per i grossi finanziamenti che ha dato alla Fondazione Varni Agnetti) e l’Associazione Pensionati Cariplo e Banca Intesa; non vi era più un bacino di circa 4.500 abitanti ma un bacino di 8.500 abitanti e per cui la possibilità di ricovero agevolato per gli abitanti di Godiasco Salice Terme veniva di molto ridotta.

2) Il secondo articolo modificato, che mi sorprese molto, fu quello della composizione del Consiglio di Amministrazione. Da quando l’IPAB si trasformò in Fondazione, in Consiglio di Amministrazione della Varni Agnetti siedono sette componenti di cui tre del comune di Godiasco che, sommati al Parroco di Godiasco, davano sempre la maggioranza al ns. Comune. Questo fu garantito non solo perché il Comune è proprietario dell’immobile concesso in Comodato ma anche perché il Comune si impegnò a pagare il 50% del Frisl servito per cofinanziare la costruzione della Casa di Riposo, pari a 10.000 euro all’anno per vent’anni. Inoltre, il Comune assunse la quota del 50% di un mutuo di 15 anni, acceso nel 2002, rimborsando 2.300,00 euro all’anno per 15 anni. Quindi, oltre a mettere a disposizione l’immobile, sono stati pagati circa 240.000 euro. Per questo, il Comune di Godiasco ha sempre mantenuto la presenza di tre membri nel Consiglio di Amministrazione. Il Comune di Godiasco, oltre ad avere dato l’immobile in comodato gratuito, aveva concesso due aree in diritto di superficie, il primo a titolo gratuito, il secondo a prezzo agevolato entrambi della durata di 90 anni.

Chiesi e ottenni di parlare di questa situazione con il Direttore, che mi rispose che, essendo solo un dipendente, avrei dovuto parlare con il Presidente.

Andai a trovare il Presidente per chiedere il motivo di questa scelta e mi disse che la modifica dello statuto era obbligatoria per nuove norme che riguardavano il Terzo settore. In merito all’allargamento agli altri Enti mi rispose che poteva solo fare bene alla Fondazione. Come Sindaco di Godiasco dico che potrà anche far bene alla Fondazione ma sicuramente non farà bene ai residenti del Comune di Godiasco Salice Terme. Il Comune perde due Consiglieri e quindi il potere di avere nella Fondazione Varni Agnetti un Presidente del Comune di Godiasco, come avvenuto in questi ultimi 20 anni. Dissi anche al Presidente della Fondazione Varni Agnetti che avrebbe potuto modificare lo Statuto senza modificare quei due articoli e che, se fosse al mio posto, farebbe la stessa cosa che sto facendo io.

Un Presidente di Godiasco conta sicuramente qualcosa per Godiasco e per i Godiaschesi. Invece, adesso, il Presidente potrà essere di qualunque altro posto, avendo allargato la composizione del Consiglio di Amministrazione. Magari non nella prossima nomina, ma fra 5 o 10 anni potrebbe accadere che il Presidente sia di Varzi, di Voghera, di Milano e non potrà certamente garantire il trattamento che oggi viene riservato ai cittadini Godiaschesi, sia in ambito di ammissione ai ricoveri, sia per eventuali posti di lavoro e per tante altre cose che può fare la Fondazione Varni Agnetti per i residenti di Godiasco.

Non ho certo un feeling ma sono sicuro che l’attuale Presidente se ha potuto fare qualcosa per i godiaschesi lo ha sicuramente fatto. Qualcuno dei nostri residenti è sicuramente stato aiutato, cosa che in futuro, con un Presidente che verrà da chissà dove, non avverrà più.

Farò di tutto affinchè il nuovo Consiglio di Amministrazione modifichi lo statuto.

Adesso, in attesa che si pronuncino i Giudici in merito alla riforma statutaria, posso solo nominare un membro e lo farò a brevissimo. Sto solo aspettando l’accettazione della nomina. Appena si insedierà il nuovo Consiglio di Amministrazione porterò un ordine del giorno in Consiglio Comunale e chiederò che lo stesso prenda posizione e faccia delle richieste ben precise al nuovo C.d.A. lo chiederò che il nuovo C.d.A. riporti la composizione come prima della modifica oppure lo porti a 11 componenti, dando la possibilità al Comune di Godiasco di avere cinque membri.

Informo il Consiglio Comunale che si sta predisponendo il ricorso verso il Presidente della Regione Lombardia che ha approvato la modifica allo statuto, e non solo del C.d.a, che per quello che ha fatto ne aveva tutti i poteri, anche se, secondo me, li ha male esercitati perché non ci ha permesso di partecipare prima della delibera. Per tutelare i nostri cittadini, non posso che ricorrere al TAR prima della scadenza del termine utile. Mi ha detto l’avvocato che, sotto tale profilo, ci sono buone possibilità.

Mi auguro comunque di non dover andare avanti con il ricorso e che il Consiglio di Amministrazione riveda le sue posizioni. Diversamente devo anche valutare un’eventuale segnalazione alla Corte dei Conti perché il Comune ha messo 240.000,00 euro per la costruzione e il completamento della Fondazione Varni Agnetti e non può essere messo alla pari di altri soggetti che non hanno investito nulla. A questo punto il Comune deve recuperare qualcosa, per esempio l’immobile dato in comodato potrà essere chiesto indietro per far sì che ritorni nella piena proprietà del Comune e la Fondazione Varni Agnetti paghi un affitto, una locazione.

Il canone di locazione, comunque, non lo vuole incamerare il Comune per fare cose diverse, ma per la tutela dei cittadini residenti. Se, facendo pagare un affitto, la Fondazione aumentasse le tariffe, noi utilizzeremmo questi soldi per aiutare i residenti del Comune di Godiasco Salice Terme a pagare la retta. In questo modo andremmo ad aiutare i nostri residenti che pagheranno sempre una retta agevolata.

Noi continueremo a collaborare anche con il nuovo C.d.a. sperando che il C.d.a. stesso riveda le proprie posizioni così da poter bloccare il nostro ricorso.

Il Sindaco conclude: Credo di avere spiegato bene come sono andate le cose. è solo una comunicazione e quindi potrei chiudere la seduta ma non la chiudo perché sono a disposizione di tutti i consiglieri per eventuali domande.

Interviene il Consigliere Berogno Luca dicendo che l’argomento sta a cuore e si poteva fare in forma di dibattito in modo da permettere al Consiglio di potersi pronunciare. Si prende comunque atto che si è ritenuto di fare solo delle comunicazioni.

Interviene il Sindaco dicendo che il dibattito è aperto e che se si vogliono fare delle domande si possono fare perché lui è a disposizione. .

E il Sindaco continua: la pratica tornerà comunque in Consiglio per un dibattito quando chiederò ai Consiglieri di votare. Ho ritenuto dovervi informare prima che questi fatti diventassero di dominio pubblico, perché è giusto prima informare i consiglieri.

Adesso la cosa diventerà di dominio pubblico e io dovrò spiegare alla gente cosa è successo. Datemi atto di aver informato il Consiglio Comunale prima di chiunque altro. Vi ho portati a conoscenza di ogni mia azione a tutela degli interessi dei residenti del Comune di Godiasco Salice Terme. Potrò anche invitare i rappresentanti della Fondazione Varni Agnetti, qui in questa sede del Consiglio Comunale; non inviterò il Direttore perché in occasione del nostro incontro mi disse che lui è un dipendente e quindi non risponde di queste cose. Quando ho parlato con il Presidente, anche alla presenza dei nostri rispettivi avvocati, mi ha precisato che questa modifica non è stata fatta per poter essere rinominato in Consiglio della Fondazione espressamente dichiarando di non voler, assolutamente, più rivestire la carica di Presidente del Cda.

Sono preoccupato per quello che è successo, adesso devo spiegare alla gente cosa è cambiato per i godiaschesi. I rapporti con la Fondazione, in questo momento, sono freddi. Interviene nuovamente il Consigliere Berogno Luca il quale dice che non è comunque scritto da nessuna parte che il Presidente non possa essere di Godiasco.

Risponde il Sindaco dicendo che non è scritto ma prima vi erano condizioni ben più favorevoli perché avvenisse che il Presidente fosse di Godiasco.

E il Sindaco conclude: ciò è fondamentale per tutti, come ho spiegato prima. è fondamentale sia per gli ingressi in casa di riposo che per tutti i benefici che possono trarre i Godiaschesi con un Presidente Godiaschese in casa di riposo. La seduta è tolta. 

Nel frattempo c’è stato un ping-pong di botta e risposta tra l’ex sindaco e l’attuale primo cittadino, ping-pong che Elio Berogno non ha del tutto “digerito”. Ed a questo proposito ci ha inviato una lettera che pubblichiamo integralmente: 

Gentile Direttore,

                            Le scrivo nella veste di ex Presidente della Fondazione “Varni Agnetti”. Mi permetto di allegare alla presente, copia del comunicato che, in risposta all’intervento del Sindaco di Godiasco del 4 ottobre u.s., ho ritenuto opportuno inviare ad alcune testate giornalistiche, ma che ha subito dei tagli, non di poco conto, rendendo così impossibile ai lettori di avere una versione veritiera e diversa da quella enunciata dal Sindaco, anche su temi specifici. Considero offensivo, nei riguardi della mia persona, affermare il falso e diffondere notizie volte solo ad erigersi “paladino” di un problema – “godiaschese” ¬ che non esiste. Forse non si tiene conto e mi duole ricordarlo, che 25 anni fa, fu il sottoscritto quale Sindaco, a edificare (non solo la volontà della Donatrice, ma a trovare i fondi: oltre 6 miliardi di lire) la Casa di Riposo. Potenziata poi in questi ultimi 5 anni di Presidenza con la costruzione degli alloggi Protetti per Anziani (altri 3 milioni di euro). A Godiasco e in tutto il Comune mi conoscono da 77 anni, dove, con il consenso dei Cittadini, ho fatto il Sindaco per 25 anni consecutivi, senza ricevere una lira (e poi un euro) di indennità di carica. La ringrazio ancora e saluti con cordialità.

P.S. Con una precisazione: chi vuol fare politica con l’inganno è destinato al fallimento e non va da nessuna parte. 

Insieme alla sopracitata lettera l’ex presidente Berogno ci invia un comunicato stampa che riportiamo fedelmente: 

Relativamente alla “cronistoria” fatta alla stampa dal Sindaco Riva, debbo dire che non è esatta, ma soprattutto si basa su presupposti sbagliati, arrogandosi dei “diritti” che non esistono e, soprattutto, non sono previsti dalla legge.

La modifica dello Statuto è una conseguenza della Riforma del Terzo settore in vigore sin dal 2016, dell’introduzione di nuovi servizi, della necessità di rivolgersi ad una utenza ed una rete territoriale più ampia che possa garantire una maggior sostenibilità economica e, conseguentemente, dei posti di lavoro in essere.

La Regione Lombardia, unico Ente titolato a valutarne la legittimità delle modifiche statutarie, lo ha approvato senza alcun rilievo. Per i cittadini del Comune di Godiasco Salice Terme, Fortunago, Montesegale e Rocca Susella non cambia nulla! La loro priorità di accesso ai servizi della Fondazione è garantita dallo Statuto e dal Regolamento di accesso, anzi è stata estesa anche ai nuovi servizi, come ad esempio, agli Alloggi Protetti. Il Regolamento di accesso è stato approvato e reso pubblico come previsto dallo Statuto e dalla normativa regionale.

Non corrisponde neppure al vero che il Sindaco ci abbia contattato nel mese di giugno: i contatti sono avvenuti a fine agosto e settembre. Alle richieste formali del Comune di luglio abbiamo dato seguito nei tempi e nei modi previsti come documentano gli atti; la riprova ne è che mentre il Sindaco chiedeva ed otteneva da me di essere ricevuto, aveva già deliberato con la Giunta Comunale in data 29 agosto 2019 (Delibera n. 88) di “proporre ricorso al TAR Lombardia di Milano contro il Decreto n. 338 del 05/ 07/ 2019 del Presidente della Regione Lombardia”.

Dal 2004, non ci sono più rappresentanti dei Comuni, i Consiglieri sono designati direttamente dal Sindaco e non hanno vincolo di mandato, agiscono a titolo gratuito, nell’esclusivo interesse della Fondazione, Ente di Diritto Privato indipendente che ha quale unica finalità l’offerta di un servizio sempre in miglioramento alla propria utenza.

Il Sindaco quindi nomina secondo criteri di professionalità, moralità e serietà un componente del Consiglio di Amministrazione che non è suo rappresentante. Quanto alla certezza di avere un Presidente godiaschese non vi è mai stata, è il CDA che in modo democratico ed indipendente elegge il Presidente ed il Vicepresidente fra i suoi membri. Si parla di soldi presi dalle tasche dei cittadini? Meglio parlare di soldi lasciati nelle tasche dei cittadini, infatti le nostre rette sono tra le più basse a livello comunale, provinciale e regionale, se raffrontate con la concorrenza negli ultimi 15 anni sono rimasti nelle tasche dei soli utenti di Godiasco oltre 2.000.000,00 di €uro, inoltre negli ultimi 10 anni la Fondazione ha erogato oltre 5.000.000,00 di €uro in stipendi e collaborazioni a cittadini di Godiasco, senza contare l’indotto dei fornitori, le tasse, l’IMU e l’addizionale comunale pagata dai dipendenti al Comune di Godiasco Salice Terme.

Si consideri inoltre il Comune ha investito annualmente per la costruzione dell’immobile adibito a casa di riposo una cifra piuttosto bassa, infatti l’importo investito da altre istituzioni e privati, senza i quali non ci sarebbe la casa di riposo, è stato decisamente più elevato e non paragonabile alla cifra sbandierata dal Sindaco!

Il pagamento dell’affitto? Anzitutto l’immobile è stato edificato su un’area costituente il lascito testamentario della vedova Agnetti. Il contratto in essere cesserà i suoi effetti solo nel momento in cui verrà meno la destinazione dell’immobile a casa di riposo, quindi mai!

Infatti l’atto di rogito così recita ...”concede in comodato gratuito alla Fondazione ... e che la durata è a tempo indeterminato”.  

Confidando che questa “polemica” nell’interesse di tutti si chiuda, lascio ogni commento ai cittadini del mio Comune ed ai lettori con una semplice domanda: vale la pena sollevare questa “confusione” su un Ente che da tutti è considerato un gioiello del territorio e di ricorrere al TAR se poi il tutto sembra ridursi ad una mera questione di nomine? 

Ogni considerazione deve essere dei cittadini di Godiasco Salice Terme, ognuno di loro si farà un’idea di chi ha ragione e di chi ha torto. Berogno, scaduto il suo mandato si è detto,  ed i fatti lo hanno confermato, non più interessato alla presidenza, tant’è che il nuovo presidente è l’ingegnere Giancarlo Maria Albini di Lungavilla. Questo gesto di disinteresse da parte di Berogno, spiazzando tutti i detrattori e complottisti,  di occupare la poltrona di presidente, dovrebbe allontanare e quietare il ping-pong di accuse reciproche tra l’ex sindaco e quello attuale, da parte nostra speriamo che  il giudizio degli ospiti, l’unico che effettivamente e praticamente ha valore,  della Varni Agnetti, continui ad essere uguale a quello che è sempre stato, cioè di massima soddisfazione.

Auguriamo nel frattempo buon lavoro al nuovo Presidente e al direttore, il Dottor Carlo Ferrari che è la persona che garantisce la continuità dei servizi offerti e se poi i politici vorranno andare avanti nelle loro polemiche, ricorsi, contro-ricorsi, (a tal proposito sarebbe interessante sapere chi li paga questi avvocati dei “ricorsi”….) liberissimi di farlo.                                               di Nilo Combi 

Consiglio di Amministrazione

della Fondazione

“Varni Agnetti” 

Insediatosi il 23 ottobre 2019, gli incarichi di Presidente, Vice Presidente e Consigliere sono svolti a titolo gratuito senza corresponsione di alcuna indennità.

Presidente Fondazione “Varni Agnetti”: Ing. Giancarlo Maria Albini

Nato a Lungavilla

Ingegnere, Master in Economia, ha lavorato in gruppo multinazionali e società ed organizzazioni pubbliche e private in diversi settori (banche, finanza). è stato Direttore Centrale Deutsche Telecom per l’Italia, Amministratore delegato di Infracom Italia (fra le maggiori società di servizi ICT), Direttore Generale di CARIDATA – Gruppo Banca Intesa.

Attualmente è Amministratore di primarie società quotate in borsa e Advisor di primari Fondi di Investimento; è stato designato da Fondazione Cariplo in virtù della sua decennale esperienza manageriale e dal suo impegno nel sociale.

Vice Presidente: Geom. Pietro Ghezzi – nominato dell’Associazione Pensionati Cariplo e Gruppo Intesa San Paolo, ex funzionario Banca Intesa San Paolo, segretario ANSPI Godiasco, già amministratore comunale del Comune di Godiasco Salice Terme;

Don Stefano Ferrari – membro di diritto del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Varni Agnetti a tutela i diritti della donataria benefattrice Maria Maddalena Concaro Varni – Parroco a Godiasco Salice Terme e Rivanazzano Terme;

Rossi Valentino – designato Presidente dell’Unione dei Comuni Terre dei Malaspina (Comuni di Cecima e Ponte Nizza) – ex funzionario di BANCA, già consigliere comunale del Comune di Ponte Nizza, consigliere ed assessore della Comunità Montana Oltrepò Pavese;

Daniele Rochini – designato dal Sindaco del Comune di Godiasco Salice Terme, lavoratore dipendente settore terziario, già amministratore comunale del Comune di Godiasco Salice Terme.

Giancarlo Orezzi – designato dal Presidente dell’Unione dei Comuni Borghi e Valli d’Oltrepò, ex Dipendente Banca Intesa, Vice Direttore Filiale di Godiasco, già Componente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Varni Agnetti;

Massimo Terziani – designato dal Rotary Club Valle Staffora, Medico con specializzazione in medicina legale e delle assicurazioni, consulente e perito medico legale, esperto di rischio clinico e controllo della qualità nelle strutture sanitarie, esperto problematiche medicina territoriale.

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