Lunedì, 20 Gennaio 2020

La Provincia di Pavia intende appaltare i lavori di messa in sicurezza della Tangenziale “Casteggio – Voghera”. Il termine per l’invio delle offerte è stabilito per il giorno 21 febbraio 2020 alle ore 11:00. La procedura di gara è individuata sulla piattaforma con il seguente codice ID 120294674

I lavori consistono in sintesi:

-          nella riqualificazione del corpo stradale;

-          nella rimozione e nella posa di nuove barriere di sicurezza, nella riprofilatura e nel consolidamento di cunette, banchine e scarpate stradali, nel rifacimento e nell’adeguamento della segnaletica, nel riposizionamento di guardrail esistenti e nella sostituzione di parti ammalo rate;

-          nel rifacimento di giunti di dilatazione in corrispondenza della testata dei manufatti;

-          nella realizzazione di gabbionate, quali opere di ingegneria naturalistica, per il miglioramento della scarpata stradale.

Il valore complessivo dei lavori è pari ad Euro 1.122.700,00 I.V.A. esclusa, di cui Euro € 1.090.000,00 soggetti a ribasso d’asta ed € 32.700,00 quali oneri della sicurezza (non soggetti a ribasso d’asta).

Durata dell’appalto: 120 giorni naturali e consecutivi decorrenti dalla data del verbale di consegna.

Il contraente sarà individuato mediante una procedura di gara aperta con il criterio di aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo.

La documentazione posta a base di gara è liberamente disponibile sulla piattaforma S.IN.TEL. di Regione Lombardia.

Si è tenuta a Santa Maria della Versa,  presso la storica cantina “La Versa”, la conferenza stampa di presentazione dell’accordo commerciale tra la cooperativa Terre d’Oltrepò e il Gruppo Francoli.L’obiettivo è 1milone di bottiglie di Metodo Classico e 400mila bottiglie della linea “Cottarella” nel 2020.
Un accordo ricco di entusiasmo, che sembra finalmente auspicare al rilancio ed a quel salto di qualità che tutti si aspettano da quel gennaio 2017, quando Terre d’Oltrepò si aggiudicò all’asta il marchio, stabilimento, magazzino ed asset aziendali della storica Cantina Sociale di Santa Maria della Versa, fondata nel 1905 da Cesare Gustavo Faravelli e fallita nel luglio del 2016.

Una conferenza stampa segnata da una grande voglia di rilancio, alla quale erano presenti il presidente e il direttore commerciale di Terre d’Oltrepò e “La Versa, Andrea Giorgi e Massimo Sala, e il presidente del Gruppo Francoli, Alessandro Francoli.

«La politica aziendale di Terre d’Oltrepò è fortemente cambiata in questi ultimi anni» dichiara il presidente della cooperativa Andrea Giorgi «e il nostro progetto andrà avanti. A fine gennaio ci sarà l’assemblea straordinaria che riguarderà la fusione tra “La Versa” e Terre d’Oltrepò: oggi festeggiamo questa “alleanza” con l’importantissimo gruppo Francoli, che per noi rappresenta un proseguimento della nostra politica aziendale, improntata sullo stravolgere del modo di pensare oltrepadano. C’è grande entusiasmo da parte nostra, ma anche da parte degli agenti. Questo fa parecchio piacere e fa ben sperare per il futuro» conclude il presidente Giorgi.

«Conosco molto bene “La Versa”, fin da quando era il marchio italiano d’eccellenza: quando ero un giovane studente a Pavia vedevo le bottiglie di “La Versa” esposte ovunque e io mi sentivo un po’ come un bambino che sta dietro una vetrina di dolci e non può toccarli, in quanto la nostra era un’azienda molto più piccola. Questi spumanti si trovavano in ogni manifestazione: gare di ciclismo, voli Alitalia, gran premi di formula uno… era veramente un sogno inarrivabile» dichiara il presidente del Gruppo Francoli, Alessandro Francoli.
«Quando mio padre ha iniziato l’attività veniva qui in Oltrepò a prendere le grappe che lui commercializzava, quindi per noi c’è un certo legame con questo territorio. Oggi avere in esclusiva sul territorio italiano il marchio “La Versa”, tra i prodotti da noi distribuiti, è un sogno che si avvera. Tutti gli agenti qui presenti sono monomandatari per i nostri prodotti, e questa per noi è una certezza. Ma sentiamo anche una forte responsabilità, perché siamo nelle condizioni di far rivivere i fasti di questo marchio e di fare da traino anche per tutto l’Oltrepò Pavese, riportandolo dove merita. E’ un grande progetto a lungo termine in cui noi crediamo veramente» conclude Francoli.


«Io ho lavorato in diversi territori italiani, ma l’emozione e l’entusiasmo che ho trovato qui non l’ho trovato da nessun’altra parte» dichiara il direttore commerciale di Terre d’Oltrepò, Massimo Sala. «In questi sei mesi, in cui ho avuto l’onore di dirigere questa azienda, ho capito che noi avevamo bisogno di un’eccellenza che ci permettesse di far parlare di noi sul territorio nazionale. Ritengo che la rete vendita del Gruppo Francoli si la migliore in Italia ed è per questo che abbiamo deciso insieme di investire in questo progetto. Non sarà una semplice collaborazione, ma un lavoro sinergico tra le due realtà per portare avanti il progetto di Terre d’Oltrepò e “La Versa”».

Nell’ultimo trimestre 2019 Terre d’Oltrepò ha prodotto un milione e duecentomila bottiglie e nell’ultimo anno l’azienda ha messo in catasta più di duecentomila bottiglie di spumante metodo classico DOCG.
Ma le novità non riguardano solo l’accordo con il gruppo Francoli: «Il progetto commerciale di Terre d’Oltrepò è ampio e riguarda anche la grande distribuzione: abbiamo fatto un accordo con un grande gruppo di distribuzione che da quattro mesi ci sta portando risultati importanti di visibilità, con un marchio importante come Cantina di Casteggio. Inoltre, abbiamo un progetto ambizioso per il mercato USA, sperando che si risolva la problematica dei dazi proposta da Trump» prosegue il direttore Sala.

La conferenza stampa è stata anche l’occasione per annunciare qualche particolare in più riguardo il “progetto qualità” diretto dall’enologo Cotarella: «Con il mese di dicembre si è concluso il progetto 2019 e si è avviato quello 2020: a partire dal mese di marzo usciranno i primi vini, a seconda delle necessità. A fine anno vedranno la luce il Riesling Renano e il Pinot Nero firmati da Cotarella, ma già per il Vinitaly avremo pronta l’intera gamma del “Progetto 2019”» aggiunge il presidente Giorgi. «A fine gennaio incontreremo i soci per iniziare a lavorare sul progetto 2020, che sarà un evoluzione di quello dell’annata passata».
Tutti i vini del “progetto qualità” saranno marchiati “La Versa” e saranno prodotti nella storica cantina di Santa Maria della Versa.

A seguire, durante il brunch offerto dall’azienda ai rappresentati e alla stampa, il barman Benito Langella ha presentato un nuovo cocktail con il quale ha vinto il 70^ Concorso Nazionale AIBES nella categoria Sparkling. «Ho chiamato questo cocktail Amelirose, come la figlia di una mia grande amica amante delle fragole, le quali sono l’ingrediente principale» dice Langella. «Il cocktail è composto, oltre che dalle fragole, da cranberry per dare dolcezza, lime per l’acidità, una spolverata di vodka e per concludere il metodo classico “Collezione 2007 La Versa”, guarnito in superficie con una decorazione composta da pasta di zucchero, isomalto, frutto della passione, menta e fragola aromatizzata a limone e zucchero».

Sabato 11 Gennaio alla Certosa Cantù di Casteggio ci sarà la presentazione delle serate di fotografia che si terranno a partire dal mese di Gennaio a Casteggio. La prima serata sarà sabato 11 Gennaio con la presentazione, proseguiremo poi con incontri settimanali nelle serate di lunedì dalle 21:00 alle 23:00 e arriveremo fino a lunedì 15 giugno.

Il programma è ambizioso, sarà suddiviso in tre parti:

CORSO DI FOTOGRAFIA DI BASE

SERATE DEDICATE A TECNICHE SPECIFICHE APPROFONDITE

SERATE DEDICATE AI GRADI FOTOGRAFI.

Il corso di base e le serate dedicate ai grandi fotografi saranno tenute da Roberto Maggi, le serate dedicate a tecniche approfondite saranno tenute da Moreno Bordoni, Giuseppe Trupia, Michele De Gregorio, Mario Siringo. L’organizzazione sarà di Foto Digital Casteggio con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Casteggio, con la collaborazione di “Amici sulle rive del Po”. Le serate sono gratuite e aperte a tutti previa iscrizione : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Riassunto delle serate periodo invernale dedicate al corso di fotografia: 

  • Sabato 11 Gennaio ore 21:00 presentazione alla Certosa Cantù di Casteggio
  • Lunedì 20 Gennaio prima serata dalle 21:00 alle 23:00 circa
  • Lunedì 27 Gennaio seconda serata dalle 21:00 alle 23:00 circa
  • Lunedì 03 Febbraio terza serata dalle 21:00 alle 23:00 circa
  • Lunedì 10 Febbraio quarta serata dalle 21:00 alle 23:00 circa
  • Lunedì 17 Febbraio quinta serata dalle 21:00 alle 23:00 circa
  • Lunedì 24 Febbraio sesta serata dalle 21:00 alle 23:00 circa
  • Lunedì 02 Marzo settima serata dalle 21:00 alle 23:00 circa 

Riassunto serate periodo primaverile dedicate ai grandi fotografi: 

  • Lunedì 04 Maggio dalle 21:00 alle 23:00 circa
  • Lunedì 11 Maggio dalle 21:00 alle 23:00 circa
  • Lunedì 18 Maggio dalle 21:00 alle 23:00 circa
  • Lunedì 25 Maggio dalle 21:00 alle 23:00 circa
  • Lunedì 08 Giugno dalle 21:00 alle 23:00 circa
  • Lunedì 15 Giugno dalle 21:00 alle 23:00 circa 

Programma serate di fotografia

Sabato 11 Gennaio Serata di presentazione “Serate di Fotografia” 

  1. Lunedì 20 Gennaio:
  • La fotografia in generale
  • La fotografia analogica e il digitale
  • La scelta della fotocamera
  • Differenze tra reflex e mirrorles
  • Gli obbiettivi in generale
  • La temperatura della luce
  • Proiezione di un’intervista-documentario su Gianni Berengo Gardin 
  1. Lunedì 27 Gennaio:
  • La fotocamera tutte le sue regolazioni e componenti:
  • Priorità di tempi – diaframma – automatico – program –  manuale – posizione bulb - 
  • Iso
  • Bilanciamento del bianco
  • Estensione dei file Raw – Jpg
  • Esposimetro
  • La scheda di memoria
  • Batteria – Battery grip
  • Scatto multiplo – singolo
  • Autofocus – fuoco manuale
  • Proiezione di un’intervista- documentario su Steve Mc Curry 
  1. Lunedì 03 Febbraio:
  • Serata dedicata alle lunghe esposizioni, tramonti, riprese notturne con MORENO BORDONI, GIUSEPPE TRUPIA, verranno proiettate immagini scattate dai due fotografi. 
  1. Lunedì 10 Febbraio:
  • Gli obbiettivi:
  • Fisheye
  • Grand’angolo
  • Normale
  • Teleobbiettivo
  • Gli zoom
  • Obbiettivo macro
  • Obbiettivo decentrato
  • Obbiettivo basculante
  • Obbiettivo catadiotrico
  • Duplicatore di focale
  • Tubi di prolunga
  • Stabilizzatore
  • Il flash:
  • I diversi tipi e modelli
  • Numero guida
  • Regolazione manuale - ttl
  • Pannello riflettente
  • Trepiede:
  • I vari modelli
  • Modalità d’uso
  • Telecomando:
  • Vari modelli
  • Modalità d’uso
  • Filtri:
  • Polarizzatore
  • UV
  • Skylight
  • Densità neutra –ND
  • Proiezione di un’intervista-documentario su Ferdinando Scianna 
  1. Lunedì 17 Febbraio:
  • Serata dedicata alla fotografia subacquea, tecniche di ripresa e attrezzatura con MICHELE DE GREGORIO verranno proiettate di immagini scattate sui fondali di Ischia e nella baia di Portofino. 
  1. Lunedì 24 F4bbraio
  • Il punto di vista
  • La composizione dell’immagine
  • La regola dei terzi
  • La sezione aurea
  • Fotografie quadrate- rettangolari, la differenza
  • La silhouette
  • Bianco e nero - colore
  • I colori complementari
  • La post produzione
  • La stampa
  • L’archiviazione dei file
  • Leggi e regole sulla ripresa di immagini e sulla loro pubblicazione
  • Proiezione di un’intervista-documentario su Oliviero Toscani 
  1. Lunedì 02 Marzo:
  • Serata dedicata alle riprese video, tecniche di riprese e di inquadrature cinematografiche e televisive con MARIO SIRINGO. 

FINE CORSO 

SERATE DEDICATE AI GRANDI FOTOGRAFI 

  • Lunedì 04 Maggio:
  • Serata dedicata a SEBASTIANO SALGADO con la proiezione del film documentario “Il sale della terra”
  • Lunedì 11 Maggio:
  • Serata dedicata a GIANNI BERENGO GARDIN con la proiezione di audiovisivo, filmati, interviste e del film “La poesia in bianco e nero”
  • Lunedì 18 Maggio:
  • Serata dedicata a ZENG YI e LOU GUANG con la proiezione di audiovisivo, filmati e interviste.
  • Lunedì 25 Maggio:
  • Serata dedicata a FERDINANDO SCIANNA con la proiezione di audiovisivo, filmati e interviste.
  • Lunedì 08 Giugno:
  • Serata dedicata a JOSEF KOUDELKA con la proiezione di audiovisivo, filmati e interviste.
  • Lunedì 15 Giugno:
  • Serata dedicata a GRAZIOANO PEROTTI e MARCELLA MILANI con la proiezione di audiovisivo, filmati e interviste.

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L’Iria Pallanuoto, unica squadra vogherese espressione di questa disciplina, non si allena più a Voghera e presto cambierà nome. è stata allontanata dalla piscina comunale lo scorso giugno in seguito a un video messo in rete dal suo allenatore Marco Zucchi in cui criticava duramente la gestione del centro natatorio ad opera della società Gesti Sport. Oggi la realtà sportiva vogherese ha trovato una nuova casa a Casteggio e si appresta a togliere dal proprio nome la dicitura “Iria”, scelta in omaggio alla propria città. Sarà rimpiazzata da un’altra più generica (ancora da ufficializzare) legata al mondo della pallanuoto.

La “love story” tra la squadra e la città si è interrotta bruscamente: Gesti Sport, che ha in gestione l’impianto natatorio, non avrebbe gradito le critiche ricevute, mettendo letteralmente alla porta la squadra: «Il giorno stesso della pubblicazione del video, recatomi in piscina, mi veniva detto di non essere persona gradita e che tutto il materiale tecnico (porte, palloni, calottine, ecc.) era già stato portato fuori dall’impianto» spiega Zucchi. 28 anni, istruttore di nuoto, da circa otto si impegna a promuovere  l’attività di pallanuoto. L’allontanamento dalla piscina “Dagradi” non è però l’unico motivo dietro cambio di nome e rinuncia alla “vogheresità”: «Neppure l’amministrazione comunale – spiega sempre il coach - ha mai mostrato interesse per noi. Nonostante più incontri in cui abbiamo chiesto aiuto per trovare una sede, nessuno si è mai preoccupato di venirci incontro. Addirittura, all’ultimo appuntamento che ci avevano dato, l’assessore neppure si era presentato».

A vaso colmo, la decisione di tagliare i ponti. “Chi non mi vuole non mi merita”, dice il motto.

Zucchi, partiamo dal vostro allontanamento dalla piscina di Voghera. Che cosa è accaduto esattamente?

«è successo che ho espresso delle opinioni personali, molto critiche riguardo alla gestione attuale, e un’intera associazione sportiva è stata cacciata fuori in malo modo. 20 persone, dal più piccolo che ha 8 anni al più grande che ne ha 60. Siamo stati letteralmente messi alla porta. Non solo le nostre attrezzature sono state spostate all’esterno dell’impianto, anche lo striscione adesivo con il nome del nostro sponsor, che avevamo appena fatto stampare non senza dispendio di energie e soldi, è stato accartocciato e reso inutilizzabile. Stessa sorte è toccata alle foto che avevamo appese lungo il corridoio che porta al bar della piscina».

Come mai ha scelto di utilizzare il canale Youtube per esprimere le sue critiche?

«è uno spazio che mi sono preso online per l’impossibilità di comunicare altrimenti e serenamente ai gestori i disagi sia degli atleti sia degli utenti. è stato uno sfogo personale e a mente fredda riconosco che potevo magari usare toni meno accesi».

Ha suscitato una reazione decisamente dura. Che cosa dice in quel video?

«Le mie critiche erano rivolte soprattutto al fatto che Gesti Sport, che da fine 2007 ormai gestisce la piscina comunale, è di fatto una società cooperativa che si occupa di fitness e non di sport di squadra in senso stretto. La sua gestione negli anni ha snaturato completamente l’impianto natatorio di Voghera, rendendolo sempre più inadeguato per lo svolgimento di sport di squadra. In generale, affidare un impianto sportivo a chi si occupa di fitness ha causato disservizi e quella che ho definito una mala gestione».

Quali sarebbero questi disservizi?

«Innanzitutto la piscina vogherese era l’unico impianto in Lombardia con un trampolino per tuffi da venti metri. La prima mossa di Gesti Sport all’epoca fu riempire la fossa da 5 metri, rendendo di fatto il trampolino un monumento all’inutilità, buona giusto ad ospitare piccioni. Se questa può essere ritenuta una scelta “gestionale”, per quanto a mio giudizio incomprensibile, i danni maggiori sono stati fatti alle vasche coperte. Aggiungere ad esempio una settima corsia alle vasche per il nuoto, al solo scopo di aumentare il profitto, ha comportato la riduzione dello spazio a disposizione degli utenti, con conseguente disagio generale. Per introdurre l’idrobike poi, di tendenza alcuni anni fa, si erano inventati una pedana da mettere nella vasca da 180 centimetri per ridurre l’altezza a 80, sempre a scapito della comodità di chi pratica il nuoto. Per non parlare poi dell’aumento del costo delle docce da 20 a 25 centesimi con l’introduzione di una tessera magnetica. Un dettaglio che a qualcuno potrà sembrare irrisorio, ma che ha un impatto su chi si allena tutti i giorni. Business is business, si dice, e in base a questa logica pace se si offrono servizi scadenti e non si permette alle società vogheresi di fare sport nell’impianto vogherese».

Da quanto vi allenavate nella piscina di Voghera?

«Da quando la squadra è stata fondata, nel 2011».

Adesso dove vi allenate?

«Attualmente ci alleniamo nella piscina di Casteggio dove abbiamo avuto massima disponibilità e abbiamo creato per la prima volta anche un settore Aquagol sotto i 10 anni di età. Oltre a Casteggio abbiamo avuto disponibilità anche dalle piscine di Tortona e Novi Ligure».

Con il Comune avevate cercato contatti. Com’era andata?

«Già 4 o 5 anni fa ci eravamo rivolti all’assessore allo sport, che inizialmente si era detto interessato alle nostre rimostranze ma che poi è sparito. In seconda battuta poi ci avevano dato buca ad un appuntamento già preso. Il Comune latita, d’altra parte non si è neppure mosso per celebrare in qualsivoglia modo i 70 anni della piscina che, quasi nessuno lo ricorda, è stata inaugurata il 10 luglio 1949».

In un altro suo video lei ha parlato di “vuoto cosmico” a proposito di questa ricorrenza. è a questo che si riferiva?

«Sì, in particolare volevo sottolineare il totale disinteresse dell’amministrazione locale per un anniversario così importante di cui io stesso sono venuto a conoscenza solo grazie ad una lettera pubblicata su un giornale locale. Senza andare lontano, a Tortona hanno celebrato i 30 anni del loro impianto comunale con una grande festa. Noi che ne abbiamo più del doppio niente. Mi chiedo se qualcuno si ricorderà almeno nel 2049 di festeggiare il centenario dell’impianto». 

di Christian Draghi

Organizzata dal Veteran Car Club Carducci di Casteggio, si é svolta, al Kartodromo 7 Laghi di Castelletto di Branduzzo, l’ultima prova del campionato sociale VCCC 2019, denominata “Tutti in pista”, riservata alle vetture d’epoca. Oltre cinquanta gli equipaggi che hanno aderito alla gara segnata dal maltempo, pronti a sfidarsi a suon di centesimi di secondo nelle prove di abilità previste dagli organizzatori.

Tre le categorie ammesse: Soci Top, Soci Gentleman ed Esterni. Al termine, la vittoria assoluta é andata al vogherese Stefano Ercolani con al cronometro Tito Scabini sull’A112 Abarth del 1979 i quali hanno preceduto i concittadini Ugo Rancati e Gianfranco Ercolani su Fiat 128 Copupè del 1971. Terzo gradino del podio per gli oltrepadani Fabio Fronti e Roberto Ruggeri su A112 Abarth del 1976, mentre completano la top five il lomellino Pietro Guatelli con Vistarini sulla Autobianchi Y10 del 1990 i quali hanno preceduto Cantarini-Soltoianu.

Scorrendo la classifica troviamo al sesto posto Curone-Cristina (A112 Abarth del 1981); Crosignani-Crosignani (A 112 Abarth del 1974); Negrini-Taschin (Renault R5 GTL del 1986); Pegoraro-Bianchi (VW Golf del 1985); Biselli-Pinotti (A112 Elite del 1984) primi classificate categoria E. All’undicesimo posto si Collocano Bulgarini-Arlenghi (Lancia Fuvia Coupe del 1974), primi tra i Genleman. Con la gara di Castelletto di Branduzzo si é chiusa una stagione non certo facile, sotto l’aspetto gestionale, per Il Veteran Car Club Cadrucci di Casteggio, che promette però un 2020 mosso da nuova linfa organizzativa.

di Piero Ventura

Cattivi odori che provengono dal Rile, mancanza di parcheggi, maleducazione dei clienti del bar, automobilisti che sfrecciano a velocità assurde. «Via Marconi è una specie di giungla e il Comune si è dimenticato di questa zona della città». A parlare è Luca Nascimbene, 21enne casteggiano che alle scorse elezioni era candidato consigliere comunale con il Movimento 5 Stelle. Si definisce scrittore e poeta, occasionalmente giornalista, collaboratore di giornali locali. Vorrebbe cambiare la sua città, partendo dall’analizzarne i problemi.

Nascimbene, cosa accade in via Marconi?

«Si tratta di una via che è dimenticata dal comune di Casteggio. Non è possibile che tutto l’anno il Rile emani odori assai sgradevoli, con l’arrivo quindi di aria malsana: ci vuole più manutenzione e più riguardo a tutte le vie del paese. Le sere d’estate non è possibile uscire fuori dalla propria abitazione che  ci si sono alcuni alcolisti  del bar di via Marconi che fanno apprezzamenti  sessisti  sulle ragazzine minorenni. Alla sera tardi non manca di certo che qualche esibizionista neopatentato emulo del film Fast and Furious che impedisce di dormire: quelli che salgono e che arrivano da via Milano fanno il sottopassaggio ad una velocità impressionante e manca un cartello di Stop a frenare tutto questo. Insomma, un totale delirio diurno e serale. In Via Marconi ciascuno fa ciò che vuole perché nessuno fa rispettare le regole, il parcheggio per noi residenti non esiste perché parcheggia chiunque. Comunque via Marconi non è l’unica zona con problemi».

Quali altre zone sono colpite da disagi?

«Ci sono molti problemi per quei casteggiani che abitano vicino al Riazzolo e che  si sono visti inondare la casa, un delirio unico, che si poteva prevenire con giusti interventi di manutenzione e di sicurezza per quelle persone che abitano in quella zona, ma il Comune dimentica interi pezzi di città».

Cosa secondo lei non funziona?

«A mio parere a Casteggio non funziona la macchina amministrativa, ovvero l’amministrazione comunale, i  soliti volti di cinque anni fa a cui si sono aggiunti nuovi consiglieri. Il Comune deve  assumere più gente nei lavori pubblici, nelle manutenzioni…».

Cosa, secondo lei, non ha fatto la precedente amministrazione e non sta facendo quella attuale?

«Ogni amministrazione, ogni volta, promette l’eliminazione dell’eternit in paese, ma questo smantellamento non si è mai visto. Prendiamo per esempio lo stabilimento ex Enel: produce particelle nocive alla salute per chi vive e apre le finestre di fronte all’edificio, se è nocivo come si sa già, deve essere smantellato con o senza autorizzazione dell’Enel. Dovrebbero intervenire gli organi competenti e se è ancora di proprietà dell’Enel dovrebbe venire sanzionato con ammende piuttosto alte, perché le persone si ammalano di mesotelioma. La vecchia amministrazione è la fotocopia identica della amministrazione attuale, cambia il Sindaco, cambiano alcuni consiglieri, ma la suonata è sempre la stessa,  non pensano alle persone disagiate, non danno ascolto alle vere problematiche che ciascun cittadino può avere. Secondo me, a questo punto,  è inutile andare a votare alle amministrative. Casteggio è in balia da tantissimi anni del partito  di Forza Italia e sarà molto difficile abbattere questo fortino alle prossime elezioni amministrative del 2023».

Alle ultime elezioni lei si è candidato al consiglio comunale, ma non è stato un gran successo…

«Mi sono candidato in veste di Consigliere comunale perché non sopportavo più l’amministrazione precedente. Non ho preso tanti voti, solo 13: forse i miei compaesani  non erano sicuri di voler un giovane in consiglio comunale...Questo rimarrà un mistero».

Come ha iniziato con la politica?

«Ho iniziato a fare politica già ai tempi della Scuola Superiore. Non potevo immaginare che un giorno, oltre a fare lo studente, avrei potuto fare carriera in questo senso, sia come attivista sia come candidato alle amministrative del 26 Maggio 2019».

Se fosse sindaco, quali sarebbero le prime tre cose di cui si occuperebbe?

«Prima di tutto mi dimezzerei lo stipendio e lo devolverei ai cittadini più bisognosi, poi mi occuperei della manutenzione stradale e ambientale, e cercherei di creare più posti di lavoro».

Quando incontra i suoi concittadini cosa le dicono? Sente lamentele particolari?

«I cittadini con cui parlo sono per lo più artigiani, commercianti, anziani, famiglie che desiderano un sindaco che stia assieme alla popolazione e che li ascolti. I commercianti  di via Roma, per esempio, chiedono che in settimana  sia istituito un mercatino grosso con mercanzia di ogni valore che attragga più gente: a mio avviso solo così  si potrà far girare di più l’economia, più gente spende più soldi girano».

di Elisa Ajelli

"Dopo l'assassinio del Coppa è la volta dei terreni?  A seguito di una segnalazione di un privato cittadino, riguardante scure pozze comparse in un terreno agricolo a lato est della ex SS35 di proprietà di AB Mauri proprio all'altezza dello stabilimento, l'11 Ottobre ARPA ha provveduto ad un controllo. Si tratta di un terreno agricolo, incolto da tempo, nel quale sono state rilevate due pozze di liquido di colore nero: una di circa 20x40 m, l'altra  di circa 50x40 m ma non è stato possibile verificarne la profondità. Il liquido presente nelle due pozze è apparso il medesimo.  

Durante i campionamenti non è stato possibile individuare l'origine degli accumuli di liquido. AB Mauri dichiara di non avere condotte di scarico verso questi terreni. AB Mauri segnala agli enti competenti le pozze solo il giorno successivo ai prelievi di Arpa. Incredibile: i cittadini sono più vigili di chi dovrebbe vigilare... Anche in questa occasione il Comune di Casteggio non si accorge di nulla e AB Mauri solo dopo l'intervento di ARPA. I risultati delle analisi sono molto preoccupanti. Il rifiuto liquido analizzato oggetto di abbandono su suolo, contiene un'ingente quantità di Idrossido di sodio (NaOH – Soda caustica). Ovvero una sostanza chimica inorganica a base minerale, altamente corrosiva e tossica per l'ambiente. Trattasi di rifiuto pericoloso EER 06 02 04* - idrossido di sodio e potassio. 

Purtroppo non è finita qui! Le analisi chimiche attestano inoltre elevati valori di concentrazione dei parametri COD, Calcio, Fosforo totale, Nichel e Azoto totale. La concentrazione ingente di COD (10.900 mg/L) in particolare testimonia la notevole presenza di sostanze inquinanti organiche biodegradabili nel rifiuto liquido sversato illecitamente. A titolo di confronto si rammenta che il limite del COD oltre il quale è vietato lo scarico dei reflui nelle acque superficiali (fiumi, laghi,...) è di 160mg/L .Sì, avete letto bene: 10.900 mg/L contro i 160 consentiti. Su questioni di questa portata e di interesse comune, l'Amministrazione Comunale e Provinciale hanno il dovere morale di informare tempestivamente i consiglieri comunali e la cittadinanza. Non stiamo parlando di lievi difformità tra i parametri legali e i dati rilevati ma di importanti danni ambientali. Il tipo di rifiuto analizzato, soprattutto per la parte organica pare molto compatibile con i rifiuti relativi alla produzione dello stabilimento limitrofo. 

Sono stati proprio i cittadini memori dell'impegno profuso con il gruppo BASTA PUZZA a chiedermi informazioni in merito. Solo la mia richiesta degli atti ha permesso di rendere pubblico un danno ambientale di cui nessuna amministrazione e nessuna altra forza politica ha avuto l'attenzione e la volontà di evidenziare. Ancora peggio non hanno proprio voluto parlarne. Purtroppo ancora una volta una sorta di omertà locale non ha voluto informare i cittadini di quello che sta succedendo. A norma di legge deve essere il proprietario del terreno ad accollarsi le spese di bonifica imposte dalle autorità pubbliche.  

La bonifica è iniziata a rilento ed ora sembra ferma, un po' come la Giunta che non la sollecita. 

Stefano Poggi - Capogruppo Consiliare Lega"

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Primi mesi di amministrazione Vigo a Casteggio; primi grandi problemi da gestire, ma anche primi progetti concretamente messi in campo, sulla scia di quello che è stato il programma amministrativo presentato in corrispondenza della tornata elettorale. Il sindaco ci racconta i suoi primi passi.

Dopo soli cinque mesi dall’insediamento lei, come altri sindaci neo-eletti in Oltrepò, si è trovato a dover gestire un’emergenza certo non comune, come quella dello scorso 21 ottobre. Un commento, a freddo, su questo momento delicato?

«Dire che un’emergenza è andata bene è una parola grossa, ma non posso certo dire sia stata mal gestita. Anzi, sono estremamente soddisfatto per la macchina che si è messa in moto, sia per quanto riguarda gli uffici comunali, sia per la collaborazione avuta dalla Protezione civile. Colgo l’occasione, come ho fatto anche il 4 novembre, per ringraziare tutti coloro che hanno collaborato per risolvere questo brutto momento. Devo dire che nel giro di 48 ore abbiamo liberato Casteggio dal grosso delle criticità, sia dal punto di vista viabilistico, sia per quanto riguarda gli immobili che andavano messi in sicurezza, sia per il sottopasso. Un lavoro enorme. Ce l’abbiamo fatta anche grazie alla disponibilità di alcune ditte, ce n’erano cinque attive fra quelle che si occupano di movimento terra e di spurghi. Poi la Protezione Civile, con almeno 100 volontari.»

Cento volontari… un piccolo esercito. Considerando anche che i volontari dei paesi vicini saranno stati impegnati a contenere l’emergenza nei loro comuni.

«Sì, sono venute a darci una mano persone anche da lontano. Anche la Protezione Civile del Parco del Ticino, con mezzi tecnici ed esperienza di livello. Il nostro comune, di fatto, è tornato alla normalità in un paio di giorni. Poi diciamo che si tratta di un evento che avremmo proprio voluto evitare.»

Come evitare che si ripeta?

«Secondo me dobbiamo essere molto chiari. Il rischio si mitiga ma non si elimina. C’è una parte del problema che tocca i corsi d’acqua, la pulizia dei fossi. Argomento su cui di fatto noi ci siamo messi immediatamente al lavoro. Il 27 maggio sono stato eletto, il 19 giugno ho preso i primi contatti con Regione Lombardia alla ricerca di finanziamenti per sistemare il reticolo idrico minore. Questo per dire che l’idea di una manutenzione e di una messa in sicurezza del territorio l’avevamo.»

Evidentemente la Regione non ha mai risposto…

«Ad oggi stiamo ancora traccheggiando, è brutto dire che bisogna sempre che succeda qualcosa prima che si agisca. Ma siamo comunque in contatto con gli uffici della Regione, abbiamo compilato le dovute schede (RASDA, ndr) e siamo in attesa di capire cosa succederà. Ci sono però delle criticità urbanistiche che risalgono all’urbanizzazione degli anni ‘70/’80 che, di fatto, sono inaffrontabili.»

Per esempio?

«Parlo della tombinatura dei corsi d’acqua, per esempio. Torrenti interrati in tubi da 80 centimetri, sopra ai quali sono stati costruiti quartieri. È chiaro che quando cade una pioggia come quella di questa occasione, il torrente si riprende la sua strada. Servirebbero opere di regimentazione idraulica, che però non sono alla portata dei comuni. Sicuramente noi proseguiremo gli interventi di messa in sicurezza del territorio e anche tutta la manutenzione. Oggi non c’è in Casteggio, ma in nessun comune dell’Oltrepò, alcun intervento di pulizia delle caditoie, perché non fanno parte delle attività previste da Pavia Acque. In altre parti della nostra regione invece sì. La soluzione verrà trovata, dovremo avere una manutenzione programmata del territorio. Il territorio è fragile; se non si parte dal metterlo in sicurezza, tutti gli altri discorsi, a partire dalla promozione, vengono meno.»

Per avere fondi a sufficienza c’è bisogno che venga dichiarato lo “stato di emergenza”.

«Servirebbe che la questione dallo “stato regionale” passasse allo “stato nazionale”, in modo da avere il riconoscimento effettivo. Dalla Prefettura è stata attivata l’Unità di crisi locale. A Casteggio ed in altri comuni, dopo quanto successo, era ben noto che il problema fosse grande: non si sono sporcate un po’ le strade, sono proprio scoppiate delle tombinature che erano lì da più di quarant’anni. Ci sono stati anche tanti danni per i privati. Abbiamo bisogno di un sostegno concreto per sistemare il territorio, vediamo adesso le istituzioni che passi faranno.»

L’emergenza, appunto, ha coinvolto non soltanto Casteggio ma anche comuni vicini. Da cosa nascono queste difficoltà comuni, e come affrontarle insieme?

«Tante criticità sono le stesse per tutti i comuni, che poi sono solo una divisione meramente amministrativa. Ci dovrebbe essere una sorta di sistema di gestione del territorio. Penso, per esempio, alla gestione dei fossi da parte dei privati; penso all’attenzione che dovrebbe esserci per evitare di arare le fasce di rispetto verso i corsi d’acqua e le strade, cercando di lasciare i bordi inerbiti e riducendo la discesa del fango a valle. Ma il problema vero è quello che hanno i comuni più piccoli, quelli che hanno magari 150 abitanti e la stessa estensione territoriale di Casteggio: come possono riuscire a controllare i campi, i fossi, i corsi d’acqua? Per questo, forse, un territorio così frammentato dovrebbe avere una governance comune.»

Un coordinamento?

«Un respiro comune da parte dell’Oltrepò, a partire da temi come questo. Soprattutto per la fascia della zona collinare, dell’Oltrepò del vino, che ha criticità e peculiarità particolari. Un coordinamento. Che si tratti di rischio idrogeologici, che si tratti di promozione turistica, l’obiettivo deve essere quello di fare squadra. Bisogna notare che abbiamo una frammentazione pazzesca: fra Stradella a Casteggio si incontrano una cinquantina di comuni.»

Dato che fa molto riferimento alla necessità di fare rete, parliamo dei rapporti con i suoi colleghi sindaci. Alessandro Cantù, sindaco di Stradella, e Giovanni Palli, sindaco di Varzi, sono entrambi, come lei, stati eletti da cinque mesi. E vanno predicando un po’ le sue stesse cose, ovvero la necessità di fare squadra fra comuni. Casteggio sta proprio in mezzo a Stradella e Varzi…

«L’idea è quella di muoversi come squadra. Ho già avuto modo di parlare con i sindaci di Broni e di Stradella. Riviezzi è un amico di vecchia data, siamo stati assessori entrambi nella nostra precedente vita amministrativa. È inevitabile che questi tre centri principali facciano un po’ da capo-cordata di questa coesione territoriale. Sul piatto i temi sono tanti.»

Facciamo un esempio.

«Stiamo ragionando sulla fusione dei piani di zona. Verosimilmente andremo a fondere i nostri piani di zona entro fine anno, per realizzare, come previsto dalla regione, un ambito più “consistente”. Voghera, di recente, si è messa insieme alla Valle Staffora. Noi andremmo ad avere lo stesso numero di abitanti, ma suddivisi in un numero di comuni che sarebbe circa il doppio. Stiamo anche costruendo un piano di promozione comune, con riferimento ai bandi Gal che sono attualmente aperti. Presenteremo un progetto territoriale che va da Casteggio a Stradella e che comprenderà tutti i comuni presenti nella fascia. Abbiamo riaperto il tavolo del Distretto del Commercio e abbiamo già nuovi comuni che chiedono di entrare a farne parte…»

Ecco, i Distretti del Commercio. Qualche anno fa erano sorti come funghi, in Oltrepò. Ovviamente il fine dei comuni non era pensare ai problemi del commercio, ma incamerare qualche euro di fondi regionali. Dopo il periodo in cui c’era attivo un bando, i distretti finivano in uno stato di quiescenza. Fino all’uscita del bando successivo. Che non c’è più stato. Ma sono in previsione nuovi fondi…

«Regione Lombardia ha già nei propri capitoli di spesa le nuove risorse da destinare ai Distretti. Ma la Regione dovrebbe armonizzarli, questi distretti: con i precedenti finanziamenti se ne era creato un numero inverosimile. Forse, averne un numero minore che comprendano territori più vasti, sarebbe utile per farli rimanere vivi. C’è stata questa difficoltà: passato il finanziamento, finivano tutte le attività. Se il distretto non è costituito da tre comuni, ma è territoriale, ci sono più possibilità che si mantenga vivo e che produca risultati anche al di là del finanziamento regionale. Con cifre relativamente basse, se si è in tanti, si può contribuire alla realizzazione di eventi.»

Quando si parla con i sindaci storici, un po’ tutti ripetono come un mantra che sentono la mancanza di un punto di riferimento ai livelli più alti della sfera amministrativa. Il “politico” di riferimento per l’Oltrepò. Per un sindaco come lei, che ha iniziato da poco la sua avventura amministrativa come primo cittadino, è così sentita l’assenza di un personaggio di questo tipo?

«Devo dire che ho avuto contatti con i politici che stanno in Regione a anche a Roma. È chiaro che riferimenti e contatti ci sono. Ma penso anche sia inevitabile un cambio di generazione. È vero che non ci sono più i vecchi riferimenti, ma ce ne saranno degli altri. Dobbiamo lavorare per creare una catena che dall’Oltrepò arrivi in regione e a Roma. Se pensiamo ai nostri attuali rappresentanti territoriali, vediamo che molti sono nuovi. Certo non c’è più la rete storica che c’era prima, molti anni fa. Quello che dobbiamo fare, al di là del colore politico, è lavorare insieme per essere determinanti sui tavoli dove si decidono le cose. Ora si vedrà cosa succederà con la storia dell’alluvione. Ci sono territori molto più forti nell’ottenere attenzioni, finanziamenti e quant’altro. La provincia di Pavia, invece, deve lavorare di più. Però io sono ottimista. Ci sono tanti giovani amministratori, bisognerà crescere; ma se siamo uniti come territorio ci sono le potenzialità per arrivare lontano.»

Restiamo in tema di politici. La minoranza, nel Consiglio Comunale di Casteggio, appare collaborativa. Seggio, in particolare. D’altra parte vi conoscevate bene, dalla passata legislatura. Devo osservare che il clima ora sia più disteso rispetto a un tempo, quando spesso le sedute finivano in insulti se non addirittura alle mani. Come commenta i rapporti che intercorrono con le attuali opposizioni?

«Penso di essermi sempre posto in maniera collaborativa con tutti, anche prima di fare il sindaco. Chiaramente la minoranza è cambiata; c’erano tutta una serie di situazioni, in precedenza, che andavano a fomentare situazioni che non c’entravano o c’entravano poco con il Consiglio Comunale. Spesso ho tollerato con fatica che nel luogo dove si dovrebbe discutere l’attività amministrativa, magari dopo aver passato mesi a lavorare su un progetto, tutto finisse nell’insulto gratuito. Ma si tratta di un capitolo chiuso. Noi dobbiamo lavorare come dovrebbe lavorare ogni amministrazione.»

Come?

«Con uno spirito di massima collaborazione, sempre tenendo presente che la maggioranza deve fare bene il suo lavoro e che la minoranza deve esercitare il suo controllo e le sue proposte. Certo, immaginare cinque anni di totale condivisione su tutti i temi non è possibile, anche perché altrimenti non saremmo stati contrapposti alle elezioni. Poi tutto sta al comportamento dei singoli. Quello che sempre non va dimenticato è il rispetto del luogo e del ruolo che i cittadini ci hanno assegnato.»

In Consiglio Comunale l’opposizione si è fatta tramite, con due interrogazioni, delle richieste di alcuni cittadini. Voi avete risposto nel merito, come amministrazione, ma avete anche rilevato che certe istanze potrebbero essere risolte tranquillamente dagli uffici competenti… che però non vengono contattati per la segnalazione dei problemi. Come commenta questo aspetto?

«Penso sia più che altro un’abitudine molto italiana il pensare che far presente un’istanza al politico di turno possa aumentare le chance di vedere realizzato quello che si ha in mente. Attenzione: questo non significa che bisogna sfilarsi dal problema, noi siamo qui apposta. Però a volte ci sono state delle situazioni tecniche, estremamente banali, di cui venivano interessati i politici, che con una telefonata o una mail direttamente all’ufficio tecnico si sarebbero potute risolvere. La macchina comunale, al di là degli amministratori, è completamente e continuamente attiva per i cittadini. Ci sono uffici comunali di ogni tipo, dove è possibile anche solo informarsi per capire se una cosa sia più o meno fattibile. Ci si può interagire personalmente o anche telefonicamente o via mail. Noi, comunque, siamo sempre a disposizione.»

Alcuni comuni, per migliorare la comunicazione con i cittadini, hanno effettuato alcuni investimenti mirati. L’app Municipium, per esempio, attiva nel comune di Voghera. Può essere questa una soluzione, almeno a parte di questa criticità?

«Diciamo che stiamo lavorando anche su questo. Sui canali di comunicazione sia dall’amministrazione per i cittadini che viceversa. Vanno calibrati i costi, però sicuramente un potenziamento nei rapporti con i cittadini lo faremo, era anche nel nostro programma.»

Parliamo di temi amministrativi: la raccolta differenziata. Lei ha ereditato un sistema che prevede la raccolta tramite cassonetti, potenziato da Callegari anche in tempi recenti. Ormai la tendenza però è quella di implementare diversamente la raccolta, al fine di aumentare le percentuali di differenziazione. La sua ricetta?

«L’idea è assolutamente quella di andare verso una raccolta differenziata più spinta. Noi abbiamo un’occasione estremamente importante: andiamo verso la scadenza dell’appalto per la gestione del servizio rifiuti. L’idea è quella di rimettere mano al sistema e di creare un servizio a misura di Casteggio, che possa implementare le percentuali. Io sono dell’opinione che l’unico modo per arrivare a livelli ottimali sia il “porta a porta”. Poi ho visto in alcuni paesi anche sistemi misti, dove oltre al “porta a porta” sono presenti anche cassonetti che si aprono con un badge, che possono essere d’aiuto. Vedremo la soluzione tecnica più adeguata. Se consideriamo anche il servizio di ritiro domiciliare dei rifiuti ingombranti, il servizio di smaltimento degli oli esausti, il ritiro dei fitofarmaci, la piazzola ecologica rinnovata pochi anni fa, dobbiamo rilevare che ci sono già molti servizi che hanno migliorato la strutturazione del servizio rifiuti. È chiaro che il grosso è rappresentato dai rifiuti solidi urbani, e quindi andare nella direzione di una “differenziata spinta” può veramente farci fare il salto di qualità.»

Cosa segna la sua agenda da qui alla fine dell’anno?

«Diciamo che questi sono stati mesi di semina. Nei vari settori stiamo cercando di posizionare tutta una serie di interventi che pensiamo possano portare il comune a crescere. Siamo in fase di apertura della variante al piano regolatore. L’intenzione nei prossimi mesi è quella di aprire la discussione sullo sviluppo della città; come la immaginiamo nei prossimi anni. Stiamo poi andando verso la fusione dei piani di zona; che sono sempre stati ultrapremiati a livello di efficienza. Il mio sogno è quello di puntare sempre più a contributi alle persone in difficoltà che possano essere legati anche al lavoro. Borse lavoro, o comunque incentivi che possano far lavorare le persone. Poi abbiamo in mente una serie di spostamenti “domino” delle strutture comunali, anche per risparmiare energia. Stiamo valutando anche un ridimensionamento degli uffici comunali, che potrebbero portare anche alla chiusura nei mesi comunali dell’ufficio del sindaco. Un’ottimizzazione nella gestione degli immobili è necessaria. Una volta il comune aveva quaranta dipendenti, ora poco più di venti.»

di Pier Luigi Feltri

Al via un progetto che vuole affrontare le sfide ambientali che il Pianeta mette di fronte al mondo della viticoltura. Parte con questa filosofia un piano di lavoro che vedrà coinvolti i soci di Terre d'Oltrepò. In queste settimane i vertici del gruppo, insieme alla parte tecnica costituita da agronomi ed enologi, stanno contattando i soci del colosso vitivinicolo per lanciare un progetto che troverà fondamento nel corso della prossima stagione agricola.
"Negli ultimi anni  - spiega Nicola Parisi, agronomo di Terre d'Oltrepò - stiamo assistendo agli effetti dei cambiamenti climatici che rappresentano una realtà accertata dal mondo scientifico che sta influenzando, talvolta anche favorevolmente, l'attività viticola e le caratteristiche delle nostre produzioni. In particolare i cambiamenti climatici impongono un adattamento delle tecniche colturali del vigneto per far fronte alla ridotta disponibilità idrica, agli eccessi di esposizione termica e luminosa dei grappoli, alla rimodulazione della maturazione e dell' epoca di raccolta". In questo contesto si sviluppa il progetto che ha l'obiettivo di rispondere a questi cambiamenti garantendo la sostenibilità economica dell'attività dei viticoltori.
"Terre d'Oltrepò – spiega il presidente, Andrea Giorgi - intende sviluppare progetti di studio, sperimentazione e dimostrazione adottando strategie, approcci di gestione e pratiche agronomiche tesi ad individuare le soluzioni più idonee, capaci di rispondere alle sfide ambientali ed a mitigare gli effetti dei mutamenti del clima, conservando gli abituali elevati standard qualitativi delle proprie produzioni vitivinicole ed assicurando la sostenibilità economica della nostra attività". Per formalizzare al meglio l'operatività in questo ambito la cantina oltrepadana ha chiesto la collaborazione dei propri viticoltori.
"In questi giorni Terre d'Oltrepò – aggiunge l'agronomo Parisi - ha somministrato un questionario ai propri associati per raccogliere informazioni preliminari rispetto alle tecniche di gestione del suolo e della vigneto. Da qui partiremo per definire nel dettaglio il progetto. E' attiva, a questo proposito, una collaborazione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano (la sede di Piacenza), in particolare il Dipartimento di Scienze delle produzioni vegetali sostenibili (DI.PRO.VE.S.); con l'Università degli Studi di Pavia, grazie agli accordi con il Dipartimento di Scienze della Terra e dell'Ambiente ed, infine, con  'Università degli Studi di Milano".

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Da venerdì 13 a domenica 15 dicembre Casteggio apre le porte a BirrArt, la Rassegna delle birre artigianali che quest'anno festeggia la sua decima edizione. Un appuntamento unico, ormai entrato nella tradizione per assaggiare le migliori birre artigianali e conoscere le capacità, la fantasia e la creatività dei mastri birrai di 10 microbirrifici italiani. Alla cerimonia di inaugurazione, che si svolgerà venerdì 13 dicembre alle ore 19:00, saranno presenti i rappresentanti delle istituzioni: in prima fila Regione Lombardia, Provincia di Pavia, Comune di Casteggio e C.C.I.A.A. (Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Pavia). La rassegna, ben integrata nel territorio oltrepadano, non solo porta in scena le eccellenze della produzione brassicola, ma offre ai visitatori sapori e gusti di diverse tradizioni gastronomiche per cercare l’abbinamento più gourmet o anche solo quello più gustoso. Quest'anno l'area food, oltre ad ospitare i sapori dell'Oltrepò, propone una selezione di piatti della cucina ligure e numerose proposte gastronomiche tra street food e bistrot. BirrArt anche nella decima edizione conferma le sue finalità istituzionali che superano il mero food and beverage. Non solo sostiene una cultura gastronomica nel senso più ampio, ma promuove gli aspetti imprenditoriali, l’agricoltura, il turismo, la salute e la sicurezza. Un vero e proprio punto di riferimento per il territorio che anche quest'anno conferma un programma ricco e articolato di eventi. Come da tradizione, per l'edizione 2019 non mancheranno incontri con esperti del mondo brassicolo, showcooking e laboratori del gusto, resi ancor più gradevoli da i momenti di svago e di divertimento con musica e dj set. Quest'anno l'ingresso alla manifestazione sarà libero e i visitatori potranno acquistare direttamente all'ingresso i gettoni necessari per assaggiare le numerose birre artigianali in rassegna. BirrArt, come di consueto, sarà anticipata giovedì 12 mattina da “Più ne sai meno rischi”, progetto sviluppato in collaborazione con le Forze dell’Ordine e l’ASST di Pavia per parlare alle nuove generazioni, incontrarsi e confrontarsi sul tema del consumo responsabile delle bevande alcoliche, la salute e la sicurezza stradale. L'edizione 2019 di BirrArt è curata dall'Associazione Culturale “Le Tradizioni del territorio”, organismo culturale che nasce con l’intento di divulgare e migliorare la conoscenza dei prodotti tradizionali del territorio. L'associazione ha affiancato, ereditandone attività e competenze, l'Associazione Pavese Amici della Birra, portando in dote forti competenze nei campi organizzativo e logistico.

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