Mercoledì, 01 Aprile 2020

Sarà distribuita nei prossimi giorni a tutti i cittadini una lettera che riepiloga iniziative, servizi attivati e provvedimenti assunti dal Comune di Broni in questi giorni di emergenza sanitaria. Il sindaco, Antonio Riviezzi, ha deciso di indirizzarla ogni famiglia per relazionare su quanto è stato fatto finora, com'è la situazione della città e quali opportunità sono state messe a disposizione di anziani e persone in stato di necessità (come la consegna di farmaci e cibo a domicilio, o l'attivazione di linee telefoniche per offrire gratuitamente sostegno psicologico a chi si trova in condizioni di particolare fragilità). Si tratta di informazioni che già hanno trovato puntuale diffusione attraverso il sito internet e la pagina Facebook dell'ente locale, dove il primo cittadino non manca di aggiornare la popolazione con messaggi video dedicati. Ma per raggiungere anche chi non dispone di un accesso al web, o comunque non utilizza i social network, sì è pensato di ricorrere anche alla modalità cartacea. «È molto importante ottenere l'attenzione di quante più persone possibili – afferma Riviezzi – per dare a tutti un esatto quadro della situazione in essere. Le tecnologie digitali ci hanno consentito di veicolare il messaggio in modo efficace, ma non ci possiamo dimenticare di chi non utilizza computer e smartphone».

I cambiamenti dovuti all'emergenza coronavirus stanno riguardano, anche se con un impatto contenuto, anche la gestione dei rifiuti. Per effetto delle ultime disposizioni di Governo e Regione sono state infatti sospese la raccolta del verde e quella degli ingombranti, mentre proseguono invariati i turni di ritiro della differenziata porta a porta. «Chiedo a tutti i cittadini di avere pazienza e comprensione – dice in proposito il sindaco – ricordando che, in questo momento, l'obiettivo primario dell'azione pubblica deve essere la salvaguardia della salute di tutta la popolazione. Del resto le attività temporaneamente interrotte non trovano spazio nella lista di quelle identificate come essenziali, quindi non avremmo potuto comportarci diversamente». Di norma la raccolta del verde, affidata alla Broni Stradella Pubblica come tutti gli altri servizi della differenziata, veniva effettuata ogni mercoledì. Quella dei rifiuti ingombranti, invece, doveva essere attivata "a chiamata" su richiesta del singolo cittadino.

Sempre in ottemperanza alle più recenti disposizioni, sono stati inoltre congelati tutti i lavori pubblici in programma, dalla manutenzione ordinaria alle asfaltature. «Riusciamo tuttavia a garantire il taglio dell'erba nelle aree di competenza – specifica il sindaco – in quanto questo tipo di intervento rientra fra quelli volti a garantire le migliori condizioni di igiene».

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Tutelare la salute dei lavoratori impiegati presso il parco logistico, in quelle attività ancora aperte ai sensi delle ultime disposizioni del Governo sul contenimento del coronavirus: è l'istanza avanzata dall'amministrazione comunale di Broni nel pomeriggio di oggi, giovedì, durante la videoconferenza con le parti sociali coordinata dalla Prefettura di Pavia. Momento, quello odierno, sollecitato dal sindaco Antonio Riviezzi soltanto un paio di giorni fa, attraverso una lettera indirizzata alla stessa Prefettura: il primo cittadino aveva chiesto di verificare con un attento monitoraggio il rispetto delle norme di distanziamento sociale, a seguito delle diverse segnalazioni ricevute da dipendenti in forza alla struttura logistica. Alla conferenza hanno preso parte, oltre al Comune e al prefetto vicario Flavio Ferdani, le organizzazioni sindacali, le rappresentanze delle imprese attive nell'area e i referenti dell'Unione Industriali.

«Ringrazio il dottor Ferdani per la straordinaria tempestività con cui ha organizzato questo tavolo di confronto – dice in proposito Riviezzi – che ci ha permesso di avviare un dialogo con tutte le parti coinvolte. Da parte nostra c'è la massima disponibilità a lavorare per trovare un punto di incontro tra le necessità dei lavoratori e quelle delle aziende che ad oggi risultano legittimamente attive, fermo restando il primato della tutela della salute su qualsiasi altro tema».

La questione del parco logistico di Broni era emersa soltanto pochi giorni fa, per effetto di messaggi ricevuti dall'amministrazione comunale nei canali di comunicazione attivati in questa fase di emergenza. «Avendo chiuso al pubblico gli uffici comunali – spiega il sindaco – sono state messe a disposizione dei cittadini altre modalità di contatto, come Messenger, che per la loro immediatezza ci hanno permesso di ricevere in tempo reale molte segnalazioni. Fra queste, alcune si sono tradotte in un campanello d'allarme, e mi riferisco proprio ai messaggi di lavoratori della struttura logistica. Ho quindi ritenuto opportuno chiedere il coinvolgimento delle autorità competenti. Parallelamente ho anche avuto modi di confrontarmi con alcuni parlamentari, i quali mi hanno confermato di essere stati informati della vicenda e di aver a loro volta sollecitato la Prefettura. Quello di oggi è stato un passaggio interlocutorio, nei prossimi giorni ci saranno altre occasioni di dialogo con l'obiettivo di dare le massime garanzie possibili a chi lavora nel parco logistico».

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Psicologi professionisti a disposizione dei cittadini, in particolare degli anziani e delle persone fragili. L'ultima iniziativa adottata dal Comune di Broni ha l'obiettivo di combattere un insidioso "effetto collaterale" dell'emergenza coronavirus: la solitudine. Stato d'animo che spesso si accompagna ad ansie, paure e disturbi dell'umore. Ed è proprio per contrastare eventuali ripercussioni sulle fasce più sensibili della popolazione che l'amministrazione comunale ha deciso di attivare un servizio di assistenza telefonica, affidato ad esperti in materia. Per usufruirne è possibile contattare tre distinti numeri: il 339 5234700 il lunedì dalle 10 alle 12, il 329 7035376 il mercoledì dalle 10 alle 12 e il 339 5498675 il venerdì dalle 10:20 alle 12:30.

«È molto importante portare conforto a tutte quelle persone che soffrono per questa drammatica situazione – commenta il sindaco Antonio Riviezzi – tra cui molti anziani, o cittadini in particolari condizioni di fragilità. Se le regole in vigore ci impongono il distanziamento sociale, dobbiamo comunque fare qualcosa per ridurre quella distanza morale che porta a sentirsi soli. Ecco perché abbiamo avviato un servizio di ascolto e supporto, gestito da professionisti qualificati». Il nuovo servizio va a rafforzare le strategie di gestione dell'emergenza sul piano sociale, dopo l'attività di consegna a domicilio di farmaci e generi di prima necessità (sempre a beneficio di anziani e persone sole) avviata da alcuni giorni grazie al volontariato.

In questi giorni, inoltre, il Comune di Broni è riuscito a reperire alcune mascherine, che a breve verranno consegnate all'ente: una parte andrà ai volontari per le consegne a domicilio, mentre 70 saranno state donate all'Ospedale di Broni-Stradella. «Questo come gesto di riconoscenza e gratitudine – aggiunge il sindaco Riviezzi – nei confronti del personale medico e infermieristico per lo straordinario lavoro svolto in questi giorni di estrema emergenza».

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Dalla consegna a domicilio di farmaci e generi di prima necessità alla sospensione delle imposte comunali per le attività commerciali, passando per l'igienizzazione delle strade e i parcheggi gratuiti. Tutela della salute, solidarietà sociale, sostegno all'economia locale: è su questi temi che si snoda l'insieme di strategie messo in campo dal Comune per fronteggiare l'emergenza coronavirus. Dall'inizio l'amministrazione guidata da Antonio Riviezzi ha infatti attuato una serie di iniziative di vario genere, per consentire sia il rispetto del distanziamento sociale, sia forme di protezione per lo spaccato commerciale-produttivo e le fasce più deboli della popolazione.

«Accanto alle disposizioni nazionali – dice il sindaco Riviezzi – abbiamo adottato alcuni provvedimenti con lo scopo di rafforzare il contenimento dei contagi. Ad esempio, è stato effettuato il servizio di sanificazione delle strade, che andremo a ripetere nei prossimi giorni, ed è in programma l'esecuzione di uno specifico trattamento anche negli uffici comunali, così da tutelare i dipendenti e le altre persone che accedono al palazzo municipale. Gli stessi uffici sono attualmente accessibili solo su appuntamento – per le prenotazioni è necessario contattare il centralino del Comune al numero 0385 257011 - e, inoltre, abbiamo scelto di chiudere la biblioteca e sospendere il mercato. Allo stesso tempo si è scelto di rendere gratuiti tutti i parcheggi per agevolare, e velocizzare, gli spostamenti per l'acquisto di generi alimentari e beni di prima necessità».

A proposito di beni primari, va ricordato come l'amministrazione abbia istituito un servizio di consegna a domicilio di cibo e medicine a beneficio delle persone che si trovano in condizioni di fragilità, attivabile contattando i numeri 334.9023844 e 335.5950381. Oltre ai canali messi a disposizione dal Comune, anche alcuni commercianti di Broni si sono organizzati per effettuare consegne direttamente a casa dei cittadini: per saperne di più è si consiglia di iscriversi al gruppo Facebook "Broni a domicilio".

«Un altro aspetto molto importante – continua Antonio Riviezzi – riguarda la sospensione di tutte le tasse comunali a carico degli esercizi commerciali presenti sul territorio cittadino. Questo è un primo gesto tangibile a favore della nostra realtà economica, per la cui tutela non vogliamo lasciare nulla di intentato. Del resto abbiamo recentemente assegnato a una équipe di esperti del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell'Università di Pavia l'incarico elaborare un piano di sviluppo e rilancio tarato sulle caratteristiche del contesto locale, funzionale alla ripartenza del tessuto produttivo. Nell'attesa che la situazione evolva verso scenari migliori, il mio appello resta quello di limitare gli spostamenti ai soli casi di stretta necessità: rispettando le regole, ne usciremo prima. Per ora è bene restare a casa il più possibile»

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 Il Comune di Broni è intenzionato ad acquisire, tramite procedura di esproprio, i due palazzi di Piazza Italia e Via Leonardo da Vinci recentemente interessati da provvedimenti di sfratto. L'obiettivo dell'amministrazione (allo stesso tempo impegnata sul versante dell'edilizia residenziale pubblica con la ristrutturazione dell'ex Caserma di Via Cavour) è quello di abbattere gli edifici per completare un importante progetto di riqualificazione urbanistica: sulla superficie attualmente occupata dagli immobili si prevede di infatti di realizzare l'ampliamento del parcheggio, nonché un vero e proprio giardino urbano che estenderà l'area verde dell'ex scuola elementare permettendo un collegamento diretto tra Via Emilia e Viale Matteotti.
Operazione, quella prospettata dal Comune, che andrebbe a inserirsi nel più ampio programma di riqualificazione di Piazza Italia, dove nei mesi scorsi sono stati eseguiti interventi per circa 70mila euro finalizzati al miglioramento urbanistico.

«Abbiamo avviato il procedimento per l'apposizione del vincolo espropriativo dei palazzi di Piazza Italia e Via Leonardo da Vinci – spiega il sindaco di Broni, Antonio Riviezzi – e ora siamo in attesa che si concluda la procedura di liberazione degli immobili da parte dell'Istituto vendite giudiziarie, come disposto dal Tribunale di Pavia, in quanto il curatore fallimentare ha l'obbligo di consegnare gli edifici liberi da persone e beni. Alcuni sfratti sono già stati eseguiti, altri verranno effettuati nei prossimi mesi. Il settore servizi sociali del Comune è in stretto contatto con la Prefettura, l'ufficiale giudiziario e con le famiglie in difficoltà. In questa fase, la nostra principale preoccupazione è quella di tutelare al massimo i nuclei familiari più sensibili, con figli minori o condizioni particolari di fragilità. Non appena si sarà sbloccata questa situazione – aggiunge Riviezzi - attiveremo la procedura di esproprio per acquistare i due palazzi. Abbattendoli otterremo una rigenerazione urbana e la decementificazione della zona, oltre al raddoppio dei posti auto oggi a disposizione nel parcheggio già presente. Inoltre andremo a collegare direttamente Via Matteotti con via Emilia, tramite un'area verde usufruibile da tutti i cittadini». Parallelamente, l'amministrazione comunale andrà ad aumentare la disponibilità di alloggi per le persone in stato di necessità abitativa: «Attualmente – riprende il primo cittadino - sono in corso i lavori di riqualificazione dell'ex Caserma di Via Cavour, con la conseguente realizzazione di 6 nuovi alloggi temporanei. Ma non bisogna dimenticare che, grazie ai bandi per l'assegnazione di contributi da parte di Regione Lombardia e Fondazione Cariplo, negli scorsi anni sono stati realizzati e assegnati 14 nuovi appartamenti presso l'edificio denominato ex Mulino Meriggi e 8 nuovi appartamenti in Via Cairoli. Inoltre, nel corso del 2019, il Comune ha effettuato importanti interventi di manutenzione presso gli 11 alloggi del Fabbricato di Via Parini ed i 4 alloggi presenti nella Frazione Cassino Po. Posso affermare – conclude Riviezzi - che il Comune di Broni rappresenta un'eccellenza nell'ambito dell'edilizia residenziale pubblica». 

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 In questo momento non c'è altra priorità, ribadisce il sindaco Antonio Rivezzi, se non quella di «uscire quanto prima dalla crisi sanitaria in atto». Ma le cause di forza maggiore non impediscono all'amministrazione comunale di Broni di rivolgere comunque uno sguardo al futuro, a quel post-emergenza che vedrà la città e il territorio impegnati in un delicato processo di ripresa. Ed è proprio in questa direzione, proiettata al di là dei confini che il coronavirus sta progressivamente disegnando, che muove l'incarico di ricerca assegnato dal Comune a una équipe di esperti del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell'Università di Pavia. Il team, guidato dal professor Stefano Denicolai, avrà il compito di elaborare un piano di sviluppo e rilancio tarato sulle caratteristiche del contesto locale, funzionale alla ripartenza del tessuto produttivo.

Parallelamente, il primo cittadino bronese ha annunciato l'intenzione di farsi promotore di un'importante iniziativa, che vedrà il coinvolgimento degli altri sindaci della zona: «L'impatto economico dell'emergenza – premette Antonio Riviezzi – andrà purtroppo a sovrapporsi alle tante criticità già presenti sul nostro territorio, dai problemi infrastrutturali alle carenze del trasporto pubblico, aggravando un quadro generale indubbiamente compromesso. Perciò – entra nel vivo il sindaco - non appena rientreranno le giuste restrizioni adottate per contenere i contagi, andremo a chiedere al Governo e alla Regione Lombardia un aiuto straordinario a sostegno del commercio e delle piccole e medie imprese. Le realtà economiche della nostra zona non saranno lasciate sole». E proprio a dimostrazione della volontà di aiutare imprese e cittadini, è giunta in queste ore la scelta del Comune di Broni di rimandare il pagamento della Tari, la tassa sui rifiuti. Un primo, ma significativo provvedimento per dare una mano alle famiglie in un frangente che non ha precedenti nella storia recente del nostro Paese.

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 Venti cestini per i rifiuti saranno presto posizionati in vari punti della cittàI nuovi arredi urbani, acquistati alcune settimane fa dall'amministrazione comunale e giunti a consegna nei giorni scorsi, dispongono dell'apposita copertura per evitare il conferimento improprio di sacchi dell'immondizia e verranno collocati nelle zone che attualmente risultano meno coperte. Inoltre dieci di essi sono dotati di posacenere, così da non lasciare alcun tipo di alibi ai fumatori meno sensibili alla questione del decoro. E proprio per evitare che i mozziconi finiscano sul suolo pubblico sono già stati installati altri quattro posacenere, tre sotto i portici di Via Emilia e uno presso il Polo Civico di Via Matteotti. «Con i nuovi cestini – spiega l'assessore Christian Troni, titolare della delega ai Lavori pubblici e Servizi manutentivi – andiamo a soddisfare una specifica richiesta, formulata dai residenti durante l'incontro sulla raccolta differenziata che si è tenuto lo scorso 18 febbraio. Ora tutte le aree del tessuto urbano saranno sufficientemente dotate di contenitori per i rifiuti da passeggio: speriamo che ciò contribuisca a prevenire in modo efficace certi comportamenti, tra cui la violazione degli obblighi di raccolta delle deiezioni degli animali da affezione».

Restando in tema di rifiuti, sono ancora rimandati a data da destinarsi i successivi due incontri con la popolazione, inizialmente previsti per il 25 e 27 febbraio e poi annullati a causa dell'emergenza coronavirus. «Siamo in attesa di indicazioni da parte delle autorità competenti – conclude Troni – in merito alla possibilità di convocare riunioni aperte al pubblico. Non appena avremo novità su questo versante, comunicheremo alla cittadinanza le date degli incontri».

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Raccolta differenziata, amianto, assunzioni e molto altro. Giusy Vinzoni, consigliere di opposizione del gruppo “Broni in Testa”, interviene per segnalare una serie di disservizi legati all’avvio del servizio porta a porta nella raccolta rifiuti, contestare delle assunzioni in seno al comune ritenute superflue e per chiedere lumi  sulla rimozione di alcuni container in via Po che secondo alcuni cittadini potevano contenere amianto.

Vinzoni, iniziamo dal tema della raccolta differenziata porta a porta che è partita qualche mese fa. Cosa non funziona?

«Il porta a porta è iniziato a novembre. Noi del gruppo di minoranza abbiamo più volte sottolineato, sia nelle commissioni che sui social, che i problemi di questo tipo di raccolta ci sono e sono tanti. Il Sindaco Riviezzi si dichiara soddisfatto. Mi chiedo: soddisfatto da che cosa? Tutte le volte che c’è il passaggio del servizio di raccolta differenziata leggiamo post sui social di zone in cui gli incaricati non sono passati. Una volta può essere un caso, un’altra volta può essere una dimenticanza, e poi? Teniamo anche conto che siamo dovuti intervenire noi come minoranza perché riceviamo molte segnalazioni. Siamo contenti di poter aiutare laddove le cose non funzionano, ma ci spiace perché questo evidenzia un disservizio. Addirittura siamo dovuti intervenire noi per far capire che in una frazione la raccolta non era addirittura mai iniziata: dopo la nostra segnalazione il camioncino ha iniziato a passare. L’ultima segnalazione che abbiamo ricevuto è di una signora della frazione Mattelotta, ultima cascina al confine di Broni, che ad oggi non ha mai avuto il servizio di raccolta porta a porta. Le sono stati consegnati i bidoni, che sono regolarmente esposti fuori dalla casa della signora, ma mai nessuno è passato a raccogliere. di conseguenza, in quella zona, c’è un grande problema. Siamo sempre in contatto con gli abitanti che ci hanno comunicato di aver avuto un proficuo incontro con l’assessore di riferimento che ha promesso che posizioneranno dei bidoni dove le persone potranno andare a buttare i rifiuti. Staremo a vedere».

Contestate la gestione da parte della Broni Stradella Pubblica, concessionaria del servizio?

«Non capiamo perché a Broni questi problemi si verifichino quotidianamente. Chi svolge questo servizio non lo fa per la prima volta, lo fa in altri paesi e quelle che possono essere le problematiche di Broni sono quelle che ci sono anche altrove. La raccolta porta a porta è sicuramente una novità per tutti, ma non di certo per chi la fa, cioè per la società che gestisce questo ambito».

Disfunzioni nel servizio raccolta rifiuti a parte, come valuta la pulizia generale della città?

«Non abbiamo più i bidoni e di conseguenza i mobili appoggiati ai bidoni, ma in compenso abbiamo una città piena di deiezioni canine e di sacchetti contenenti queste deiezioni. So che dovrebbero finalmente arrivare più cestini, dopo varie nostre richieste, che sono indispensabili e servono a chi ha i cani. Basta girare per la città, comunque, per vedere la situazione… quello che ci sembra strano è proprio questo: non ci possono essere due visioni, la nostra e quella dell’amministrazione, così diverse dello stesso paese. Il Sindaco non può dire che va tutto bene, mentre noi diciamo che ci sono problemi. Ci sono zone in cui c’è pieno di bottiglie di plastica, lattine di metallo, sacchetti abbandonati. è vero che c’è maleducazione della gente e questo noi l’abbiamo sempre detto, ma c’è anche un servizio che non funziona. Ci sono state anche tante segnalazioni di persone che dopo il passaggio del camioncino si sono ritrovati tutto sparso per terra. Poi ci auguriamo però che tutto venga poi correttamente smaltito. Il Sindaco aveva poi promesso di convocare periodicamente delle Commissioni per parlare di questo argomento…».

è avvenuto?

«Ho chiesto al Sindaco di convocarne una, perché ci sono temi di cui bisogna assolutamente discutere, ma ad oggi non ho avuto risposta affermativa. Probabilmente per lui va tutto bene, visto quello che dichiara ai giornali: gli consiglierei, però, di farsi qualche giro per Broni… ricordandogli che siamo ancora in inverno e il ‘problema rifiuto’ non è ancora così pesante…aspettiamo il caldo e la primavera… gatti, scarafaggi e topi che girano…».

Come si può fare, secondo lei, per migliorare il servizio?

«Il Sindaco deve far valere la sua posizione, nei confronti di chi questo servizio lo deve svolgere e lo deve fare in maniera corretta. A tre mesi di distanza dall’inizio di questa nuova raccolta, il trovarsi tutti insieme per parlare di questo argomento mi sembrerebbe giusto e utile. Mi piacerebbe anche vedere dei dati sui risultati di questi primi mesi: gli aggiornamenti in merito possono anche essere gratificanti per chi la raccolta la fa e la fa bene».

Non sono previste sanzioni per chi sgarra?

«Le sanzioni erano previste e lo aveva specificato l’amministrazione nel regolamento della raccolta differenziata. Poi il Sindaco aveva fatto marcia indietro, erroneamente secondo me. La sanzione, infatti, non deve essere esagerata: è chiaro che se un cittadino si sbaglia a mettere un tappo di plastica nel sacchetto della carta non avrà la multa, ma deve essere di sprono per chi la raccolta differenziata la fa in maniera più ‘leggera’ a stare più attento, a seguire le regole. Non ci deve essere un regime di terrore, ma sventolare il fatto che non ci saranno sanzioni mi sembra eccessivo… Noi, comunque, continueremo nel nostro lavoro e continueremo a far vedere quello che non va, fotografando e documentando anche sui social».

Sui social avete polemizzato sulla questione inerente una nuova assunzione decretata dal Sindaco. Cosa è accaduto?

«Ci siamo trovati di fronte a un nuovo decreto, per cui è stato nominato come “collaboratore dell’ufficio di staff del primo cittadino” il dottor Edoardo Depaoli. Premetto una cosa importantissima: tutto questo discorso non ha nulla a che vedere con il soggetto scelto, che giudico persona in gamba. La cosa che ci ha lasciato basiti, e non solo noi, è la motivazione data per questa assunzione: “Depaoli supporterà il sindaco, occupandosi di seguire i suoi impegni in agenda, aprendo la corrispondenza particolare, curando i rapporti con i gruppi consiliari e svolgendo le attività che il sindaco riterrà utili”. Siamo arrivati ad un anno dalla fine del mandato: ma era davvero necessaria questa mossa? Il Sindaco è stato nominato nel 2016 e nel 2019 si rendi conto della necessità di avere un collaboratore? è una figura che serviva davvero? Probabilmente serviva una figura in qualche altro settore, come per esempio, un cantoniere. Ma non è finita qui».

Cioè?

«Da poco abbiamo attivato un servizio mail per ricevere le segnalazioni dei cittadini (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.), mantenendo assolutamente la privacy degli abitanti, per critiche costruttive e non. E proprio grazie a una mail che ci è arrivata abbiamo scoperto che da poco c’è anche una persona delegata alle associazioni sportive. Anche qui nulla da dire sulla persona scelta per questo ruolo, ma ci chiediamo sempre a cosa serve, visto che abbiamo un Assessore allo Sport che viene pagato».

Dell’Università dei Sapori di cui non si è saputo più nulla c’è qualche novità?

«è una misteriosa università. è stata pubblicizzata tempo fa come la struttura che avrebbe dovuto dare pregio a tutto l’Oltrepò… peccato che nessuno dica nulla. Funziona? Non funziona? Quanti sono gli iscritti? Ci sono stati laureati? Non si sa niente, nessuno ne parla. Mi ricordo la fatica che avevamo fatto per andare a vedere con i nostri occhi i locali di questa Università: una struttura veramente meravigliosa che però, è bene ricordarlo, a Broni e ai bronesi è costata tantissimo. Giro la sua domanda al sindaco».

Tornando un attimo al servizio mail che avete attivato, avete avuto altre importanti segnalazioni?

«Devo dire di sì. Per esempio, ci hanno fatto notare che, sotto la rampa dell’autostrada, dall’oggi al domani, hanno smontato i container che stavano lavorando. Io e il mio collega Luigi Catena abbiamo fatto un giro qui, in via Po: la situazione è drammatica, perché è una strada brutta e distrutta, una zona dimenticata. In cui però abitano cittadini bronesi che hanno diritto di vivere in una zona in cui il comune sia presente. Bisogna controllare questa zona e l’amianto che c’è sempre stato, a detta di chi abita lì. A questo punto abbiamo presentato un’interrogazione all’amministrazione, chiedendo se lo smontamento dei container sia dovuto alla presenza proprio dell’amianto. Vedremo cosa ci risponderanno…».

Per ultimo, parliamo del Teatro Carbonetti. Tempo fa avevate sollevato perplessità sui costi di gestione. Come è proseguita la vicenda?

«Si tratta di un argomento triste, perché trovo che sia davvero pazzesco non riuscire ad avere quattro risposte in croce. La cosa che mi da più fastidio è che quando parliamo di teatro, questo fatto viene sempre strumentalizzato: la dimostrazione l’ho avuta incontrando una signora in giro per il paese che mi ha chiesto “Ma perché tu ce l’hai con il teatro?”. Questo mi ha fatto capire che, purtroppo, il messaggio che qualcuno vuol far girare è che noi della minoranza siamo contro il teatro. E non sappiamo più come dire che non è così! Nessuno di noi è contro il teatro, contro la cultura o contro la struttura del Carbonetti. Quello che chiediamo sono spiegazioni su alcuni costi che il teatro deve gestire. Potrebbe bastare un incontro con il Sindaco per chiarire un sacco di nostri dubbi, magari è sufficiente una sua semplice spiegazione per farci capire come stanno le cose».

di Elisa Ajelli

Giornata importante, quella di ieri, sul fronte della questione amianto, si è infatti svolta la prima conferenza di servizi per l'estensione del Sito di Interesse Nazionale agli interi territori comunali di Broni e Stradella, mentre in serata la giunta di Broni ha approvato il progetto del terzo e ultimo lotto di bonifica dello stesso Sin (che attualmente comprende le aree industriali Fibronit ed Ecored, il Liceo Faravelli, l'ex scuola di viale Gramsci e la vecchia sede dell'Avis). «L'avvio della fase istruttoria è avvenuto con la modalità della videoconferenza – spiega il sindaco di Broni, Antonio Riviezzi – a causa delle misure precauzionali assunte in questi giorni per il Coronavirus. In collegamento, oltre alle amministrazioni comunali di Broni e Stradella, c'erano i referenti di Ministero dell'Ambiente, Regione Lombardia, Provincia di Pavia, Arpa e Ats. Da parte nostra abbiamo avuto modo di iniziare ad esporre le ragioni per cui chiediamo la riperimetrazione del Sin, riconducibili essenzialmente a due fattori: gli studi epidemiologici, che pongono i nostri territori in testa alla classifica nazionale sull'incidenza delle patologie asbesto correlate, e il numero di coperture contenenti amianto. In merito a quest'ultimo dato, voglio ricordare come uno studio da noi commissionato, ed effettuato con l'ausilio di aerodroni, abbia identificato a Broni circa 100mila mq di coperture al di fuori del Sito di Interesse Nazionale. Il nostro obiettivo – aggiunge Riviezzi – è quello di ottenere fondi pubblici da destinare ai privati per la rimozione dell'amianto, una spesa che le famiglie spesso non riescono ad affrontare da sole».

Poi è arrivato anche il via libera della giunta al progetto del terzo lotto, già finanziato dal Ministero dell'Ambiente con un importo di 16 milioni di euro. «Ora dobbiamo attendere la validazione da parte degli enti preposti – riprende il primo cittadino di Broni – dopodiché verranno abbattuti i capannoni presenti nel Sito. A breve, inoltre, andranno a concludersi i lavori del secondo lotto, con i quali è stato rimosso interamente l'amianto».

Con il porta a porta è quasi raddoppiata la percentuale di rifiuti differenziati rispetto alla precedente modalità di raccolta: lo testimoniano i dati presentati nella serata di ieri, martedì, durante il primo dei tre incontri nei quartieri promossi dall'amministrazione comunale per tracciare un bilancio sul servizio. Ai residenti della zona est, convocati presso il Centro Polifunzionale di Via Matteotti, sono stati esposti i risultati del trimestre iniziale, dai quali emerge un quadro piuttosto incoraggiante. In breve tempo, infatti, la quota di differenziata è passata dal 34,1% (media del 2019) al 60,1% dello scorso gennaio. «Sebbene il porta a porta sia partito il 18 novembre – ha spiegato l'ingegner Pierpaolo Mariani, referente della Broni Stradella Pubblica – sono i numeri di gennaio quelli che fotografano meglio la situazione, in quanto la rimozione dei cassonetti è stata completata soltanto nel periodo di Natale. Ciò ha di certo condizionato i primi giorni del servizio, per quanto la cittadinanza abbia cominciato praticamente da subito ad esporre in modo corretto i rifiuti». Nel dettaglio del primo mese davvero rappresentativo, la frazione umida si attesa al 18,9% del totale, il vetro al 13,9%, la carta al 13%, la plastica al 6,7%, il legno al 3,3%, i metalli al 2,1% il verde all'1,6% e le restanti risorse riciclabili allo 0,5%. La parte indifferenziata è pari al 39,9% dei rifiuti raccolti. «Siamo poco distanti dall'obiettivo che ci eravamo prefissati – dice in proposito il sindaco di Broni, Antonio Riviezzi – vale a dire una quota differenziata del 65%. Si tratta senza dubbio di un inizio confortante, ma sappiamo che alcuni aspetti possono essere ulteriormente migliorati: ecco perché abbiamo deciso di ritornare nei quartieri, come avevamo fatto ad ottobre, per raccogliere i suggerimenti dei cittadini».

Durante l'incontro di ieri sera non è mancato un focus sulla raccolta del verde, che verrà effettuata al mercoledì a partire dal prossimo 1 marzo (i bidoni carrellati sono in distribuzione in questi giorni). E sono stati anche elencati gli errori più comuni commessi dai bronesi nel primo trimestre di differenziata porta a porta: errato giorno di esposizione, umido al di fuori del bidoncino marrone, carta conferita all'interno di sacchetti di plastica, utilizzo improprio dell'ecopunto in stazione (riservato ai conferimenti di emergenza)

I prossimi appuntamenti nei quartieri si terranno martedì 25 febbraio, alle ore 21 presso la scuola elementare "Paolo Baffi" di viale Alcide De Gasperi, e giovedì 27 febbraio, sempre alle 21, nella Sala civica di Cassino Po.

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