Sabato, 18 Gennaio 2020

 "Faccio appello al senso civico di tutti i cittadini. Giusto celebrare l'anno nuovo, ma è possibile fare festa anche senza arrecare disturbo a persone e animali". È un invito al buonsenso quello che il sindaco di Broni, Antonio Riviezzi, rivolge alla popolazione in vista della notte di San Silvestro.
Nello specifico, il primo cittadino auspica il rispetto dell'ordinanza emessa poco prima di Natale, con la quale si vieta, nelle aree pubbliche o aperte al pubblico, l'utilizzo di petardi e simili artifici esplodenti nel periodo dal 24 dicembre al primo gennaio 2020. Il provvedimento è stato a suo tempo inviato non solo alle Forze dell'Ordine, che saranno demandante a controllarne l'applicazione, ma anche al Prefetto e al Questore di Pavia. La violazione comporta l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 50 e 500 euro.
"Quando si parla di botti – spiega il sindaco di Broni, Antonio Riviezzi – vanno fatte alcune considerazioni importanti. In primo luogo il loro utilizzo è da sempre oggetto di lamentele da parte dei residenti e rappresentano, in alcuni casi, gravi condizionamenti per la qualità della vita. Inoltre le serie conseguenze negative che i petardi posso determinare anche a carico degli animali domestici e non solo, oltre ad ingenerare in loro una evidente reazione allo spavento li porta frequentemente a perdere l'orientamento esponendoli, così, anche al rischio di smarrimento".
Il primo cittadino bronese fa quindi un accorato appello in vista dell'ultima notte dell'anno. "Confido nel senso civico della popolazione – conclude - perché spero che il divertimento a capodanno possa essere rispettoso. Per questo invito i nostri cittadini a divertirsi con tante altre formule che non creino disturbo alla quiete della nostra cittadina. E' giusto festeggiare e brindare, ma senza andare ad inficiare sulla vita comune".

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Se ne parlava da tempo, ma ora il passaggio di consegne ha i crismi dell'ufficialità: Villa Nuova Italia è definitivamente di proprietà Comune di Broni. Nel pomeriggio di martedì, infatti, è stato firmato l'atto notarile che sancisce la cessione a titolo gratuito dell'immobile, precedentemente nella disponibilità del Demanio. Realizzato nel XIX secolo a scopi residenziali, lo storico edificio fu riconvertito in struttura alberghiera e in seguito divenne sede provvisoria del palazzo municipale. Oggi necessita di importanti lavori di riqualificazione, che saranno realizzati dal Comune per un importo di circa 600mila euro: così prevede il Programma triennale delle opere pubbliche, approvato dal Consiglio comunale lo scorso 29 aprile.

«Come annunciato a suo tempo – ricorda il sindaco di Broni, Antonio Riviezzi – la nostra intenzione è quella di trasformare Villa Nuova Italia in un vero e proprio polo per la produzione culturale ed artistica, adibito anche alla formazione professionale di questi ambiti. Andremo a restituire il meritato spessore a un monumento simbolo di Broni. D'altro canto il primo tentativo di acquisizione dell'immobile da parte dell'amministrazione di Broni risale al 1954, a riprova dell'importanza che Villa Nuova Italia riveste per la nostra comunità. Siamo orgogliosi – conclude il primo cittadino – di aver raggiunto un traguardo storico, inseguito dalla città di Broni per ben 65 anni».

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Si chiude l’anno e la prima parte della stagione teatrale 19/20 al Teatro Carbonetti di Broni, con il concerto gratuito, su prenotazione, offerto come tutti gli anni dall’Amministrazione Comunale di Broni. Quest’anno più che mai il 21 dicembre si farà un grande brindisi, per le festività che stanno iniziando, ma soprattutto per festeggiare i sold out da inizio stagione a oggi. Tutti gli spettacoli in cartellone finora presentati hanno infatti registrato il tutto esaurito. Anche la stagione bambini e ragazzi ha fatto numeri importanti, quindi vale proprio la pena di festeggiare con il nostro affezionato pubblico. Per l’occasione un entusiasmante concerto con gli amici di Pavia Lirica, … Quando la lirica incontra il jazz…un percorso musicale e di contaminazione di generi che vedrà sul palco Claudio Perelli, Clarinetto, Flauto, Sax - Andres Villani, Sax, Flauto - Max Paganin, Tromba - Claudio Piscina, Fisarmonica - Alberto Tava, Voce, chitarra - Lorenzo Cuzzoni, Batteria - Giorgio Corioni, Contrabbasso - Dario Moroni, Pianoforte con la partecipazione straordinaria del Mezzosoprano Arina Alexeeva

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Con il bilancio 2019 destinato a chiudersi con un forte passivo, il gruppo di minoranza Broni in Testa torna a farsi sentire e attacca la gestione del Teatro Carbonetti. Giusy Vinzoni, Gigi Catena e il capogruppo Cesare Ercole questa volta puntano l’attenzione sul pesante segno meno di fronte al rendiconto per l’anno in corso. «Va bene il passivo, che per un ente che produce cultura è comprensibile, ma ci sono dei numeri decisamente alti e a nostro avviso sarebbe possibile contenerli con una gestione più oculata».

Consigliera Vinzoni, dopo un po’ di tempo tornate a parlare del teatro della vostra città. Cosa succede?

«Vogliamo portare alla luce la gestione delle spese del Carbonetti. Quando si parla delle spese del Carbonetti dobbiamo sempre specificare che noi non siamo contro il teatro e non siamo contro la cultura, come invece l’amministrazione vuol far credere.

Siamo contro decisioni e strategie intraprese per quanto riguarda proprio i costi di gestione. Fare i conti della gestione del teatro non significa essere contro la cultura, ma vuol dire far capire a chi ci amministra che questo teatro ci costa tanto e in un periodo difficile come questo bisogna tenerlo ben presente. In un consiglio comunale andato in scena poco tempo fa si era parlato per esempio di sostituire i parchimetri perché non sono a norma e la risposta che ci è stata data è “costano tanto, aspettiamo ancora un po’”: forse se si riuscisse a gestire il teatro in maniera diversa, si potrebbero comunque destinare un bel po’ di fondi ad altre necessità»

Ok la critica, ma avete dei numeri che riguardano questi costi?

«Certo. Se non ne parliamo noi non ne parla nessuno. Prendiamo per esempio la stagione appena conclusa, quella 2018/2019. Gli spettacoli sono costati 127.392,87 euro, gli incassi registrati sono di  75.254 euro, questo per quanto riguarda i soli spettacoli. Aggiungendo gli introiti derivati da sponsor, vendita biglietti e affitti percepiti per il noleggio del teatro si arriva a 95.101 euro. Le spese invece, sommando a quelle sostenute per gli spettacoli in sé tutte le altre voci tra cui pubblicità, alloggi, costi della vendita online dei biglietti, cene e utenze, si arriva a 262.330. A conti fatti il segno meno dice 167.229 euro. Una cifra pesante, con aspetti da chiarire oltretutto».

Quali sarebbero questi aspetti?

«Ad esempio le utenze: ci è saltato all’occhio che nella stagione 2016/2017 per l’acqua si erano spesi 543,78 euro, nel 2017/2018 la stessa utenza è passata invece a 8.299,29 euro per passare all’ultima stagione a 5031,92 euro».

Come si spiega?

«Il sindaco non ha risposto, i costi delle utenze non vengono mai presi in considerazione da lui perché per  non sono li ritiene costi ma investimenti: è come se in una gestione famigliare non venissero presi in considerazione i costi di luce, gas e telefono. A maggior ragione se si tratta di soldi pubblici, magari andrebbero spesi in maniera diversa e magari si dovrebbero fare dei controlli, in quanto il trend delle spese ha raggiunto picchi pazzeschi».

Beh, una bolletta che sale di 8mila euro da un anno all’altro non è che passi proprio inosservata…

«Noi abbiamo pensato a una qualche perdita. Chi doveva controllare e non l’ha fatto? I problemi e gli imprevisti possono succedere, ma poi bisogna porvi rimedio. Questo che ho detto è solo un esempio, ma ci sono molti altri casi simili. E ribadisco che per noi il problema non è il poco incasso degli spettacoli, perché è un trend generalizzato in questo periodo storico nei teatri italiani. Noi mettiamo in discussione la gestione».

Ci spieghi meglio su cosa volete porre l’attenzione.

«Noi parliamo di puri costi di gestione. Il mio collega Catena ha chiesto in consiglio comunale al sindaco delucidazioni in merito, visto anche che Riviezzi aveva pronosticato un risparmio con il passare del tempo, ma abbiamo ricevuto risposte vaghe: si vuole eludere quella che è la domanda, cercando di non parlare di quello che la minoranza chiede e questo è un mio, un nostro, grande rammarico. Tutti devono sapere che spesso e volentieri quando noi chiediamo qualcosa ci viene risposto tutt’altro: accade per il teatro, è accaduto per le probabili sanzioni per i rifiuti e per molti altri argomenti. Nell’ultimo consiglio comunale, inoltre, sono anche stati fatti paragoni sbagliati: per esempio il sindaco ha detto che anche la biblioteca è un ente in perdita, ma noi non abbiamo chiesto resoconti su questo e mi permetto anche di dire che l’utente della biblioteca è diverso da quello del teatro, perché in biblioteca vanno sia le persone che magari non hanno intenzione di accumulare libri in casa, sia soprattutto ragazzini, magari di famiglie numerose, dove magari comprare libri può essere un problema economico: quindi il poter usufruire di una biblioteca come quella di Broni, gestita a mio parere molto bene, con un personale valido all’interno, è un servizio importantissimo che viene dato. Paragonare questa al teatro è sciocco, prima di tutto perché noi della minoranza non abbiamo chiesto i conti della biblioteca e mai lo faremo, secondo perché l’utenza è ben diversa. è solo un modo per togliere l’attenzione da quello che abbiamo chiesto. Noi continuiamo a puntare il dito sulle strategie intraprese per limitare i costi di gestione, perché i risultati sono davvero deludenti dal nostro punto di vista. E sottolineo ancora una volta che noi non stiamo parlando dell’attività del teatro in quanto spettacoli».

Avete proposte concrete in merito?

«Auspichiamo una gestione diversa , magari si potrebbe pensare di dare una quota annuale al teatro e poi lasciare che questo ‘cammini con le proprie gambe’. Siamo ben consapevoli che tutti i teatri siano in perdita, ed è comprensibile che il teatro non guadagni con gli spettacoli, anche se su questo punto avremmo qualcosa da ridire. Perché spesso abbiamo fatto notare che alcuni prezzi dei biglietti andrebbero alzati e si potrebbero così ridurre un minimo le perdite dal punto di vista proprio dello spettacolo in sé».

  di Elisa Ajelli

La Compagnia Dialettale dell’Oratorio di Broni nasce il 5 gennaio del 1993, data del suo primo spettacolo. Si era in prossimità delle feste natalizie e dovendo allestire in oratorio uno spettacolo in occasione dell’Epifania si decise di chiedere aiuto a Lasarat, (al secolo Mario Salvaneschi) il quale, con grande entusiasmo, si mise a capo di un gruppetto di giovani e li aiutò a mettere in scena la pièce dal titolo “Il Capellone”. La prima si tenne in un teatro gremito in ogni ordine di posto e fu un successo straordinario ed inaspettato. Tutti credevano però che l’esperienza teatrale finisse lì… ma, quasi per caso, dopo pochi giorni arrivò da Don Valentino Arpesella, parroco di Pietra de’ Giorgi, l’invito per uno spettacolo in occasione della festa patronale di Sant’Antonio e il 17 gennaio la compagnia, guidata da Lasarat, recitò nell’ossario adiacente alla Chiesa parrocchiale. L’accoglienza della gente di Pietra de’ Giorgi, in quella serata gelida e densa di una fittissima nebbia, fu di un calore indimenticabile. Era il primo di una lunghissima serie di spettacoli rappresentati in tanti paesi dell’Oltrepò e della provincia di Pavia. Negli ultimi anni la Compagnia ha scelto di limitare le proprie rappresentazioni all’ambiente teatrale, in quanto gli allestimenti scenici sono andati di anno in anno facendosi più complessi e quindi di difficile adattamento a strutture diverse dal teatro. In preparazione il prossimo spettacolo, che andrà in scena a Dicembre 2019, dal titolo “Ponta chi un’altra cadrega”, rivisitazione in salsa bronese del musical “Aggiungi un posto a tavola”.

Marco Rezzani, Presidente dell’Associazione Amici del Teatro Carbonetti, è uno dei fondatori della Compagnia Dialettale, gruppo che oggi è formato da 35 appassionati, tra attori e tecnici, di cui una dozzina sono ragazzi dagli 8 ai 12 anni, le nuove leve. Lo stile cui la Compagnia si rifà è quello del teatro di rivista con canzoni e musiche eseguite dal vivo e negli ultimi anni il gruppo si è cimentato con grandi capolavori della letteratura adattati al vernacolo e al contesto cittadino, in un percorso innovativo con cui la compagnia vuole dimostrare come il dialetto sia lingua viva e versatile. La compagnia, nel solco di una tradizione nata a Broni negli anni trenta, si pone come luogo di riscoperta e valorizzazione della cultura popolare, di quella storia “piccola”, che non comparirà sui libri di scuola, ma che è quella più vera ed autentica.

Rezzani, come è nata la Compagnia Dialettale dell’Oratorio di Broni? Coltivate la vostra amicizia anche al di fuori del teatro?

«Ci siamo conosciuti all’oratorio che molti di noi frequentavano. La Compagnia è prima di tutto una bella storia di amicizia condivisa anche al di fuori del teatro. E l’oratorio è stato il luogo cuore di tutto. E lo è ancora. Negli anni in molti si sono avvicinati alla Compagnia che è sempre voluta rimanere parte integrante dell’attività della Parrocchia e dell’oratorio».

Qual è il vostro background artistico e di studio?

«Direi che non si può parlare di un particolare background artistico. Siamo cresciuti nel solco della grande tradizione di teatro in vernacolo che è patrimonio di Broni, sin dagli anni trenta. E poi abbiamo avuto un grande maestro: Lasarat, al secolo Mario Salvaneschi, che da subito ha creduto in questa esperienza e che ci ha sempre sostenuti con affetto. Lasarat è senza dubbio uno dei più grandi attori di teatro dialettale. Senza di lui nulla avremmo potuto fare e nulla potremmo fare. I percorsi professionali e di studio dei membri del gruppo sono davvero diversissimi. Ognuno porta la sua esperienza di cultura e di vita».

Quali sono i requisiti necessari per entrare a far parte della Compagnia Dialettale?

«Assolutamente non sono richiesti requisiti particolari, né tantomeno “provini” di ammissione. Una sola cosa è richiesta: la passione per il teatro e per il dialetto che è espressione di cultura, di amore per la propria terra e per le proprie radici, senza le quali non pensiamo di poter avere futuro. E poi la voglia di stare insieme, perché in tutti questi anni la Compagnia è stata ed è un luogo di socializzazione, di incontro, di relazione».

Tra gli attori della vostra Compagnia anche tanti bambini. Come siete riusciti ad avvicinarli a questo mondo?

«Quello dei bambini, me lo lasci dire, è il capitolo più bello. Infatti, da qualche anno, sono entrati a far parte della compagnia undici bambini e ragazzi, dagli otto ai tredici anni: sono bravissimi, hanno imparato il dialetto con qualche iniziale difficoltà. La “u” lombarda, la “o” chiusa, tipicamente bronese, l’uso di parole nate qui, con suoni che rimandano alla parlata longobarda e al tedesco portato da antichi occupanti, non sono loro abituali! Non lo è neppure per gli adulti, onestamente, perché si deve risalire al modo di esprimersi dei nostri bisnonni, agli scritti di Dominione e di Cremaschi e tanto tempo è ormai passato: la lingua si è trasformata. I nostri giovanissimi attori, che il pubblico ha imparato a conoscere ed apprezzare, rappresentano uno sguardo proiettato verso il futuro. Ci preme soprattutto sottolineare il loro “stare insieme” in amicizia, questa è una bella testimonianza per tutta la comunità bronese. Mi permetta di citare i loro nomi perché lo meritano: Alessandro Bardoni, Maria Bardoni, Chiara Bonini, Elisa Brambilla, Sofia Brambilla, Giacomo Cavanna, Sofia Cavanna, Giacomo De Alberti, Vittoria Nervi, Andrea Rezzani, Eleonora Zucconi».

Recitare in dialetto: come lo avete imparato? Studio o semplicemente una tradizione ben tramandata in famiglia?

«Non abbiamo compiuto studi particolari. C’è chi lo parla in casa, magari tra amici e chi pian piano lo ha perfezionato».

Dove prendete ispirazione per i vostri personaggi?

«è la vita di ogni giorno, di questa nostra terra così bella e ricca. Vizi e virtù che accomunano tutti. Dall’anno della sua fondazione la Compagnia ha sempre proposto un nuovo lavoro: dopo “Il Capellone”, nel 1994 è stata la volta di “Ragò ad pel d’inguri”, nel 1995 di “L’è no sempar festa”, nel 1996 di “Sarac & Champagne”, nel 1997 di “Sum furtunà me i can in cesa”, nel 1998 di “As l’è no supa, l’è pan bagnà”, nel 1999 di “L’ha fat un ov fora dla cavagna”, nel 2002 di “Al malà dal pugnatei”, nel 2003 di “Avanti Savoia”, nel 2004-2005 di “Al pais di du campanei”, nel 2006 della “Locandiera, bellezza d’Oltrepò”, nel 2007 della “Bisbetica Domata”, nel 2008 de “I Promessi Sposi”, nel 2009 de “I tre o quattro moschettieri”, nel 2010 delle “Smanie per la villeggiatura  e ritorno”, nel 2011 de “Il mistero di Ulisse: da Itaca a Broni”, nel 2012 de “Al ladar simpatic” e nel 2013 “Donzella al balcone tra sogno e illusione”. Nel 2014 la “Vedova Allegra” è diventata “Una vidua da spusà in un mond dasbirulà”. Nel 2015 è stata la volta di un remake della “Locandiera, bellezza bronese”, mentre nel 2016 Peppone e Don Camillo di casa nostra sono stati protagonisti di “Un previ un po’ special, mei perdal che trual”. Nel 2017 le vicende di Bertoldo hanno preso la scena con “Brut me la not, furb me un gat” e nel 2018 il protagonista è stato Gulliver con “Un piccolo uomo con grandi sogni”, nel 2019 “Ponta chi un’altra cadrega”, rivisitazione in salsa bronese del musical “Aggiungi un posto a tavola”. E nel 2020 sarà la volta di “Mary Poppins”!».

Dove si svolgono le prove, e dove vi esibite?

«Le prove si svolgono nel teatro dell’oratorio, una bella struttura capace di contenere 300 persone. Per quanto riguarda le rappresentazioni, la prima si svolge nel teatro dell’oratorio, ma ci esibiamo anche al teatro Carbonetti, il teatro della città. Negli ultimi anni la Compagnia ha scelto di limitare le proprie rappresentazioni all’ambiente teatrale, in quanto gli allestimenti scenici sono andati di anno in anno facendosi più complessi e quindi di difficile adattamento a strutture diverse dal teatro».

La compagnia è formata da attori che sono quelli che vediamo sul palco ma chi lavora dietro le quinte? Costumi scenografia e via dicendo…

«Il lavoro dietro alle quinte è altrettanto importante, addirittura lo è forse di più di quello degli attori. C’è chi realizza i costumi a mano, chi cura le scenografie (il maestro Augusto Corbellini da Broni), i tecnici di scena. Tutti volontari, come gli attori peraltro. Uomini e donne che dedicano parte del loro tempo alla comunità».

Quanto tempo occorre per mettere in scena uno spettacolo?

«Di solito alla fine dell’anno ci si ritrova per una prima lettura del copione. Con l’inizio del nuovo anno, all’incirca una volta a settimana, si svolgono le prove. A maggio le prime rappresentazioni, poi in autunno eventuali repliche. Quindi per mettere in scena uno spettacolo ci vogliono all’incirca sei mesi. Senza dimenticare però il grande e impegnativo lavoro di scrittura del testo che è svolto dalla nostra regista Milena Sacchi».

Prendete spunto per le vostre rivisitazioni da qualche “personaggio” di Broni?

«In tutte le nostre riviste c’è sempre un forte richiamo al locale. Innanzitutto alle vie, ai quartieri, alle frazioni del nostro paese. E poi anche a qualche personaggio… può essere il sacrista, il vigile, il sindaco, qualche figura particolare di Broni… Sempre nello stile della satira bonaria e affettuosa che ci contraddistingue».

L’amministrazione comunale ha dimostrato in questi anni, di puntare molto sulla cultura. Qual è la vostra esperienza?

«L’Amministrazione comunale da sempre ci sostiene in modo convinto e sincero. E, a testimonianza di questa vicinanza, nel 2014 la Compagnia è stata insignita della benemerenza civica di San Contardo per il suo ultra ventennale ruolo culturale e sociale a servizio della città e per aver tenuto in vita la tradizione teatrale. è per noi motivo di orgoglio.

Economicamente come vi sostenete?

«Non abbiamo sponsor o meglio ne abbiamo uno che non smette mai di sostenerci e di sorprenderci: il nostro pubblico. La Compagnia si finanzia con le offerte che il pubblico fa all’ingresso quando viene ad assistere agli spettacoli e poi l’attività della Compagnia rientra tra quelle della Parrocchia di Broni che, in base alle necessità, provvede alle piccole spese che di volta in volta si presentano».

  di Federica Croce

Fornire alla popolazione indicazioni precise sulle tematiche ecologiche, anche in relazione al corretto smaltimento dei rifiuti. È l'obiettivo dello Sportello Ambiente, attivo da domani, 14 dicembre, presso il palazzo municipale. Ogni sabato, dalle 10 alle 12, i cittadini potranno fugare eventuali dubbi sulle modalità della differenziata porta a porta, oltre a ottenere chiarimenti sui punti di raccolta dei rifiuti non compresi nel servizio e richiedere informazioni in merito a tutto ciò che concerne la tutela ambientale. Una vera e propria bussola, insomma, per permettere al pubblico di orientarsi con facilità su un terreno inevitabilmente disseminato di scrupoli e interrogativi.

Il nuovo sportello, che va ad affiancare quello già esistente dedicato all'amianto (aperto negli stessi orari), nasce dalla cittadinanza per la cittadinanza: ideato su impulso di Lara Scopini, questo servizio è infatti affidato a volontari.

«Andiamo a soddisfare un'esigenza tangibile – dice in proposito il sindaco Antonio Riviezzi – ben consapevoli delle iniziali difficoltà dovute al passaggio al porta a porta. C'è da parte nostra la volontà di aiutare il più possibile le famiglie a non incappare in errori, talvolta commessi in buona fede, nella suddivisione dei rifiuti o in altri aspetti legati alla differenziata. Ma ci proponiamo anche di mettere a disposizione dei nostri concittadini una panoramica completa sul tema dell'ambiente – aggiunge - con lo scopo dichiarato di promuovere i comportamenti virtuosi. A questo proposito ringrazio le persone che, volontariamente e gratuitamente, hanno scelto di dedicare parte del proprio tempo allo svolgimento di questo prezioso compito».

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Con il primo fine settimana di Avvento, l'Amministrazione Comunale di Broni ha deliberato, nei week-end, la gratuità delle soste negli stalli blu. Una disposizione già adottata negli anni passati e che la giunta capitanata dal sindaco Antonio Riviezzi ha voluto riproporre anche in occasione delle imminenti feste natalizie. Si potrà quindi parcheggiare nel cuore della città gratuitamente ogni sabato e domenica di Avvento e in occasione delle principali giornate di festa.
"L'obiettivo – spiega il primo cittadino Riviezzi – è quello di agevolare cittadini e visitatori che intendono parcheggiare la propria auto in centro e quindi spostarsi per le vie alla ricerca di eventuali regali. Un'operazione che va incontro alle esigenze del mondo del commercio, spina dorsale dell'economia bronese. In questo periodo così importante per gli affari dei commercianti locali abbiamo voluto, come amministrazione, andare incontro alle loro aspettative garantendo la sosta gratuita in tutti i parcheggi cosiddetti blu, quindi quelli posizionati nel cuore della città più a contatto con i negozi". La gratuità è prevista sabato 14 e domenica 15; il 21 ed il 22 prossimi; la Vigilia di Natale, ovviamente nelle festività del 25 e del 26; sabato 28 e domenica 29. "Abbiamo optato per questa soluzione – spiega il sindaco – per facilitare anche la sosta in occasione degli eventi che proponiamo nei fine settimana per vivacizzare la città. Siamo convinti che rendere la nostra cittadina viva in questo periodo possa facilitare l'attività dei commercianti. Unire eventi di ampio richiamo e parcheggi gratis rappresenta un plus per essere una città sempre più attrattiva".

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Il conto alla rovescia verso la festa più attesa dell'anno sarà scandito da due weekend speciali, tra cibo, idee regalo e buona musica. Accanto al Villaggio di Babbo Natale, lanciato in zona record da un bilancio parziale di circa 2.500 accessi, domenica 15 dicembre in via Emilia arriveranno le bancarelle di hobbisti e creativi, oltre a quelle dei prodotti enogastronomici, per una giornata di shopping natalizio nel cuore pulsante della città. Sempre via Emilia farà da sfondo ai profumi e ai sapori dello street food: una proposta che punta a rendere ancora più goloso il preambolo delle festività.

Sarà invece imbastito sul dialogo tra due linguaggi musicali molto diversi tra loro il consueto Concerto di Natale al Teatro Carbonetti, messo in calendario per le ore 21 di sabato 21 dicembre e intitolato "...Quando la lirica incontra il jazz". Sul palco l'orchestra formata da Claudio Perelli (clarinetto, flauto, sax), Andres Villani (sax, flauto), Max Paganin (tromba), Claudio Piscina (fisarmonica), Alberto Tava (voce, chitarra), Lorenzo Cuzzoni (batteria), Giorgio Corioni (contrabbasso), Dario Moroni (pianoforte), con la partecipazione straordinaria del mezzosoprano Arina Alexeeva. «Questo evento, a ingresso gratuito – commenta il sindaco di Broni, Antonio Riviezzi – vuole essere l'omaggio dell'amministrazione comunale alla cittadinanza, un'occasione per rivolgere i nostri auguri di buon Natale a tutta la popolazione bronese». Per assistere allo spettacolo è necessaria la prenotazione, effettuabile il mercoledì e il venerdì dalle 17 alle 19 e il sabato dalle 10 alle 12 presso la biglietteria del Teatro, al civico 27 di via Leonardo Da Vinci, oppure nei medesimi orari telefonando ai numeri 0385 54691 e 366 8190785.

Domenica 22, infine, saranno riproposti i mercatini con l'aggiunta di un "ingrediente" irresistibile: alle ore 15, in via Emilia, andrà in scena la Parata di Natale per concludere in bellezza il tempo che precede le feste.

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Si terrà sabato 14 dicembre alle ore 21 presso il teatro dell'oratorio di Broni l'11° edizione del concerto di Natale organizzato dall'Associazione A.V.AN.I. in memoria delle vittime dell'amianto. Sul palco si esibiranno la giovane pianista Sole De Maglie, il soprano Ilenia Passerini accompagnata dalla pianista Paola Barbieri e i ragazzi del coro il Sole dell'aurora accompagnati dal maestro Vanni Zunardi e diretti da Michela Vercesi. Presenterà la serata il delegato dell'Associazione Consulta Giovani Broni Edoardo Depaoli.

" Siamo giunti all'11° edizione di questa importante manifestazione – spiega il Presidente dell'associazione A.V.A.N.I Silvio Mingrino – ci tengo a ringraziare il Comune di Broni per la collaborazione, i Comuni di Stradella, Pietra de Giorgi, Portalbera, Santa Giuletta, l'ATS, L'ASST e la Provincia per avermi concesso il loro patrocinio – continua Mingrino – quest'anno il concerto vede la presenza anche delle Guardie ecologiche volontarie e dell'Associazione consulta giovani Broni."

"L'Associazione è nata appunto 11 anni fa dal dolore di una delle tante famiglie bronesi colpite dalla malattia – spiega il Presidente – l'Associazione A.V.A.N.I è nata quindi con lo scopo di riuscire ad aiutare il territorio a combattere la piaga dell'ambiente – continua Mingrino – nel corso degli anni è riuscita a far si che a molte famiglie venissero riconosciuti i propri diritti, sensibilizzando le istituzioni ed i cittadini, prendendo di petto i problemi di questo territorio – sottolinea Silvio Mingrino – Da quasi due anni a questa parte, grazie alla collaborazione del Comune di Broni, l'associazione A.V.A.N.I gestisce, assieme all'associazione AIEA (Associazione italiana esposti amianto), lo "sportello amianto", aperto tutti i sabato mattina dalle ore 10 alle ore 12– conclude il Presidente Mingrino – lo spettacolo di sabato è quindi un momento di riflessione nella certezza di un futuro migliore per Broni e per tutto il territorio."

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